Tempo di Agire

Mi rivolgo ai miei lettori, che vogliano girare questo appello ad altri amici con la speranza di continuare tale catena virtuosa in felice progressione. Non possiamo lasciare solo chi si impegna nell’informazione su temi spinosi e segretati mettendo a rischio la propria incolumità. Dobbiamo agire.

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La disbiosi ed il cibo che cura - informazioni su dieta GAPS e dieta paleolitica


Per informazoni sul metodo di cura della dottoressa Campbell-McBride (basato sulla dieta e sui probiotici) vedi http://disbiosi.blogspot.it/

martedì 21 ottobre 2014

Sul libero arbitrio

C’era una volta in cui tutto appariva chiaro: la religione dietro il suo parlare di anima e di bene supremo serviva come una copertura per nascondere ben altro, il sostanziale sostegno da parte delle autorità religiose al dominio e allo sfruttamento dei ricchi nei confronti dei poveri, dei potenti nei confronti degli umili, degli occidentali nei confronti dei popoli di altre razze.

Fin troppo facile allora vedere nella scienza l’antitesi della religione, nella logica ferrea del materialismo e dei suoi sempiterni nessi casuali la spiegazione di ogni processo della vita, finanche di ogni singola scelta compiuta dalle persone umane.

Quasi venti anni dopo le mie prime riflessioni sul libero arbitrio (che per altro hanno ancora una loro certa validità), vedo però le cose in maniera diversa.

Ho imparato che la scienza è solo un’altra religione con i suoi dogmi, che serve ad incatenare le coscienze della gente, proprio per impedire che ragioni con la propria mente. Ed ecco che la scienza, come la religione, si adopera per impedire che l’uomo eserciti una qualche forma di libertà di scelta. Con la differenza che la religione ammette l’esistenza dell’anima e la scienza no. Ma se lo scientismo semplicisticamente nega ogni valore a ciò che non si trovi sul piano fisico, la religione codifica il piano spirituale secondo rigidi schemi fideistici a mio parere inaccettabili.

In altre parole scienza e religione sono due lati della stessa medaglia, due aspetti della stessa menzogna, così come lo sono gli “opposti partiti” che fingono di combattersi dentro e fuori del parlamento.

Detto questo, è chiaro che l’esistenza di un piano non-fisico, che compenetra questo mondo in cui viviamo (o in cui crediamo di vivere, secondo alcuni approcci cari alle filosofie orientali) rende più difficile negare in maniera categorica l’esistenza del libero arbitrio, ma non per questo ne può sic et simpliciter dimostrare l’esistenza.

Ci sono infatti tante domande senza risposta che impediscono di fare affermazioni categoriche.

Innanzitutto, benché io ritenga che ci sia ben altro oltre al mondo fisico, non mi sento in grado di definire esattamente cosa sia quell’altro che fisico non è, né di stabilire le leggi cui obbediscono i fenomeni genericamente detti “spirituali”.

Secondariamente c’è da chiedersi da dove si sono originate queste anime, ammesso che di anime si debba parlare? Sono sempre esistite? Sono emanate da un qualche principio divino? Sono state create? Fino a che punto un'anima può governare i corpi fisici e fino a che punto ne è condizionata? Se si potesse rispondere a tutte queste domande (e forse anche ad altre ancora) forse potremmo arrivare ad una maggiore chiarezza riguardo al problema dell’esistenza o meno del libero arbitrio.


Una cosa mi pare evidente, però, il sistema intorno a noi fa di tutto per toglierci la capacità di ragionare con la nostra testa, e peggio ancora fa di tutto perché il nostro cervello funzioni poco e male (cibo inadeguato, processato, industriale, vaccini tossici che causano grossi problemi sin dall’infanzia etc.). Pare che ci siano delle entità “demoniache” (in senso lato, quanto meno) che vogliano sottrarci ogni residua possibilità di operare liberamente (o pseudo-liberamente) delle scelte. Ed è anche vero che, se Dio esistesse, starebbe lasciando la libertà a questi poteri di rubarci quel po’ di libero arbitrio che ci resta. Non si capisce quindi come si possa pensare che la gravissima situazione odierna possa essere imputata all’uomo ed ai suoi presunti peccati, peccati commessi dopo avere subito un vero e proprio lavaggio del cervello.

Detto questo ripropongo qui sotto un mio vecchio saggio sulla questione, nel quale, come appena spiegato, non mi ritrovo più del tutto, ma …




Il libero arbitrio

Il libero arbitrio è uno dei tanti controsensi o dogmi delle religioni e delle filosofie che è basato fondamentalmente su un sentire legato al cosiddetto senso comune, un sentire che non viene però neanche minimamente analizzato su base razionale. Non voglio screditare del tutto i nostri sensi, sentimenti o sensazioni, voglio solo dire che debbano essere anche passati al vaglio dell'intelletto prima di fare delle affermazioni categoriche (e pertanto potenzialmente pericolose). Così come la terra, se non si osservassero certi fenomeni o non si avessero certe conoscenze, sulla base di un malinteso senso comune potrebbe sembrare piatta, così come il nostro mondo potrebbe sembrare a tre dimensioni invece che a quattro, così potrebbe essere facile credere che l'uomo sia dotato di della capacità di scegliere, di determinare le proprie azioni solo in base alla propria volontà, indipendentemente da qualsiasi cosa che possa chiamarsi divinità, fato, destino prestabilito, ordine naturale delle cose ... credere in breve che l'uomo sia dotato di "libero arbitrio".

L'esistenza del libero arbitrio è un pregiudizio dei più radicati, perché è spesso alla base (a volte come presupposto non dichiarato) non solo delle più "alte" filosofie, ma anche dei ragionamenti più spiccioli. Gran parte delle nostre azioni e reazioni sono basate sul fatto che ogni persona con cui ci relazioniamo sia dotata di libero arbitrio e per questo suscettibile di essere rimproverata, lodata, biasimata, giudicata, condannata, messa in prigione, messa sul podio, esaltata ... Tutto ciò è ovviamente umano, fin troppo umano, e se non ci comportassimo nella vita pratica in tante occasioni "come se" il libero arbitrio esistesse, sembreremmo comportarci "da pazzi" e non riusciremmo a raggiungere certi fini. Ma da un punto filosofico più alto, più razionale, la negazione del liberto arbitrio porta alla negazione di qualsiasi giustificazione filosofica per il senso del peccato e della vendetta, per il senso di colpa e per l'autocelebrazione, per le morali dogmatiche, religiose e secolari. Di fronte alla negazione del libero arbitrio e quindi del concetto di colpa, e quindi via via del concetto di peccato, di onore ... cadono ad uno ad uno tutti i più biechi pregiudizi su cui il potere religioso e temporale hanno basato la repressione di innocui piaceri terreni predicando al loro posto odio e intolleranza.

Provate a immaginarvi delle crociate, delle guerre di razza o di religione, provate a immaginarvi il fanatismo razzista e nazista in un mondo in cui l'uomo non crede nel libero arbitrio ... La negazione del libero arbitrio porta alla negazione di ogni motivo per sentirsi migliori o peggiori degli altri proprio perché mostra che non si è (se non apparentemente) artefici di sé stessi; così la negazione del libero arbitrio, ben lungi dal "distruggere la morale" con la negazione dei meriti e delle colpe, apre la strada alla comprensione. Negare il libero arbitrio è un primo passo verso una strada che porta a comprendere ogni azione umana in base alle cause che la determinano, proprio il contrario della tanto decantata "morale" tradizionale che semplifica tutto con uno sbrigativo giudizio di condanna o di esaltazione. In questo senso mi sembra di poter affermare che una filosofia fondata sulla negazione del libero arbitrio è una filosofia dell'umanesimo, dell'amore e della comprensione.

Ribadisco, in certi casi il libero arbitrio è "come se" venisse a tutti gli effetti tacitamente riconosciuto, l'uomo non può (non ce la fa proprio, a meno di essere inumano) agire sempre essendo cosciente che i suoi simili non siano dotati di tale arbitrio, ma quel "come se" va analizzato con attenzione per evitare assurde confusioni, ed è qualcosa che mi prometto di fare più in là.



Negazione del libero arbitrio
Ma cominciamo per gradi, perché il discorso, anche se potrebbe essere breve, si deve in realtà dilungare per essere comprensibile a chi, come qualsiasi uomo contemporaneo, è stato cresciuto nel senso del dovere e del peccato, della giustizia terrena e divina, e quindi in breve nel culto del "libero arbitrio".

Si potrebbe infatti dire semplicemente che una persona, o più in generale un qualsiasi essere pensante, potrebbe essere dotato di tale libero arbitrio solo se si fosse letteralmente fatto da sé, voglio dire creato da sé, se ciò può avere un senso. Ma ciò per sfortuna non ha alcun senso. Se anche ammettessimo l'esistenza di una qualche divinità immortale esistita da sempre (lasciando perdere quello che significherebbe l'eternità o il tempo per un essere trascendente) o anche creatasi per caso (o per le leggi della fisica tento il ragionamento che segue non cambia), ebbene questa divinità o è sempre esistita con certi attributi (che siano la bontà e l'amore o la cattiveria e l'odio non importa poi tanto), cioè con le caratteristiche sue proprie, e in base a queste caratteristiche ha condotto le sue azioni (che siano fisiche, terrene, spirituali o metafisiche). Siccome le caratteristiche della divinità non sono state scelte dalla divinità stessa (non si può scegliere quello che si è prima ancora di essere, soprattutto se si è eterni), le Sue azioni sono dettate da tali caratteristiche innate che Lei non si è scelta ma di cui si è trovata dotata sin dall'origine dei tempi. In basi a tali caratteristiche la divinità compie le sue azioni e svolge i suoi pensieri che sono dovuti quindi al modo in cui Essa è sempre stata, un modo di essere di cui Essa non è responsabile.

Di conseguenza:
1) nessuna divinità eterna o meno, onnipotente o meno, misericordiosa o meno può essere dotata del libero arbitrio
2) nessuna divinità può a ragione essere lodata o biasimata, amata od odiata, ringraziata o denigrata per quello che fa, dato che ciò che fa deriva da una situazione di necessità e non di "libero arbitrio".

Pensare che un Dio non dotato di libero arbitrio sia in grado di conferirlo a qualche altro essere da lui creato sembrerebbe una barzelletta, ma siccome la filosofia (quella seria almeno) non si dovrebbe basare su quello che sembra, sul "comune buon senso", su sensazione non passate al vaglio dell'intelligenza o su altre idiozie, mi sembra corretto confutare anche questa ipotesi.

Un Dio creatore potrebbe essere onnipotente oppure non esserlo, ma il concetto di onnipotenza, per quanto vago e indefinito non può che essere contraddittorio: ad esempio un Dio per quanto onnipotente certe cose non le può fare, o per essere più chiari, non può fare sì che due più due sia uguale a cinque perché il miracolo è una cosa, ma la logica è un altra. Insomma, quello che sto cercando di dire è che un Dio, per quanto bravo e bello (onnipotente se volete) non può "creare" il libero arbitrio perché è una cosa impossibile, contraddittoria, illogica.

Se fosse onnipotente saprebbe di certo che creandoci in un certo modo con un certo corpo e una certa intelligenza, mettendoci in un certo mondo, alla fine tale Dio conoscerebbe tutto di noi e sarebbe in grado di determinare ogni nostra minima azione da qui all'eternità, alla faccia del libero arbitrio. Se poi non fosse onnipotente l'unica cosa che cambierebbe è che Lui non saprebbe sin dall'inizio quali sarebbero le nostre azioni, per quanto poi le cause di tali azioni siano già poste, siano già determinate una volta per tutte, e anche se non ci fosse un'intelligenza nell'universo capace di fare delle previsioni, il nostro destino sarebbe già stato determinato una volta per tutte.

Per finire ribadisco un concetto che mi sembra particolarmente importante: il libero arbitrio è un pregiudizio, è qualcosa in cui tante persone credo od hanno creduto senza averlo minimamente dimostrato, e non ci si dovrebbe in realtà dare troppa pena a dimostrare la sua inesistenza. Se ad esempio qualcuno asserisse che esistono i draghi alati sarebbe lui a dovere provare l'esistenza di tali fantomatici animali e non noi a doverlo smentire. Ma questo purtroppo è quello che bisogna fare coi pregiudizi.



Volontà e libero arbitrio
Certo il pregiudizio di cui stiamo parlando ha un motivo di essere, e tale motivo e la nostra autocoscienza, la nostra percezione di una volontà che sperimentiamo nella coscienza. Ma bisogna stare attenti a non confondere le due cose, perché noi tendiamo a prendere per libero arbitrio la volontà, senza pensare che la nostra volontà non è per niente libera ma è determinata dal periodo e dal luogo in cui viviamo, dal contesto sociale nel quale cresciamo, dal nostro patrimonio genetico, dalle nostre esperienze ... sono tutti questi dati che fanno sì che la nostra personalità si costruisca in un modo invece che in un altro e che alla fine quella che noi chiamiamo volontà ci faccia decidere in un senso piuttosto che in un altro.

Intendiamo, non si può certo negare che l'esercizio della nostra volontà non contribuisca a cambiare (in bene o in male) il mondo che ci circonda e ad avere effetti su di esso, il fatto fondamentale è che anche quando crediamo di essere "liberi" nelle nostre scelte siamo in realtà determinati dalla nostra personalità, dai nostri gusti, dalle nostre inclinazioni, tutte cose che a loro volta si basano su dati quali le nostre esperienze passate, il contesto sociale in cui viviamo, il nostro corpo, il nostro cervello, dati che sono al di fuori della nostra volontà perché, come già accennato all'inizio, nessuno si può costruire da solo.

Non voglio quindi asserire che bisogna accettare tutto quello succede nel mondo senza cercare di intervenire sulla realtà facendosi schermo del fatto che tutto è predeterminato, la nostra volontà (o quello che noi riteniamo essere tale) va usata perché così possiamo ottenere dei risultati utili modificando il contesto, la realtà in cui viviamo, solo dobbiamo stare attenti a non credere che tale volontà si possa identificare con un fantomatico libero arbitrio che non può mai esistere se non nei sogni e nelle farneticazioni dei peggiori "filosofi" e teologi, quelli cioè che partono non dai dati in nostro possesso per dimostrare qualcosa, ma che partono invece direttamente da quello che vogliono dimostrare e poi si arrampicano sugli specchi per portare a termine la loro dimostrazione.

sabato 18 ottobre 2014

Enrico Montesano (il video mancante nello scorso articolo)

Per una svista un video indicato nello scorso articolo era mancante. Eccolo qui.

Enrico Montesano, noto attore comico (ma non solo) denuncia il complotto in atto indicando l'esistenza di un livello di potere che sta ben al di sopra dei politici. Voglio impoverci per indebitarci e quindi renderci controllabili, afferma Montesano, e dice infine che gli unici che ci possono salvare non sono certo i politici, ma caso mai i cittadini che si devono dare da fare, sebbene non sia per niente facile allo stato attuale. 

Le divisioni tra destra e sinistra, dice ancora il noto attore, cedono ormai il passo a quelle tra chi sta sopra (l'élite) e chi sta sotto (il popolo).



Enrico Montesano, da sempre legato all'ideologia socialista e libertaria, è stato quasi sempre un lettore del PSI, per poi diventare consigliere comunale con il PDS ed eurodeputato ne Gruppo Socialista Europeo. Da notare che si è dimesso prima di potere maturare il vitalizio (insomma una persona con una certa dignità).  Di recente ha dichiarato di avere votato per il movimento 5 stelle.

giovedì 16 ottobre 2014

Due giornalisti finalmente vuotano il sacco e dicono la verità sulla manipolazione dei mass-media - Enrico Montesano denuncia il livello occulto ad di sopra dei politici



Udo Ulfkotte, giornalista tedesco, vedi approfondimento qui 
http://www.iconicon.it/blog/2014/10/il-primo-giornalista-che-vuota-il-sacco/





Elisa ansaldo, giornalista italiana, vedi approfondimento qui:
http://www.informazionelibera.info/i-tg-non-vi-dicono-la-verita-noi-eseguiamo-gli-ordini-le-rivelazioni-di-una-giornalista-rai/



Finiamo questa carrellata di video con Enrico Montesano, noto attore comico (ma non solo) denuncia il complotto in atto indicando l'esistenza di un livello di potere che sta ben al di sopra dei politici. Voglio impoverci per indebitarci e quindi renderci controllabili, afferma Montesano, e dice infine che gli unici che ci possono salvare non sono certo i politici, ma caso mai i cittadini che si devono dare da fare, sebbene non sia per niente facile allo stato attuale.



Enrico Montesano, da sempre legato all'ideologia socialista e libertaria, è stato quasi sempre un lettore del PSI, per poi diventare consigliere comunale con il PDS ed eurodeputato ne Gruppo Socialista Europeo. Da notare che si è dimesso prima di potere maturare il vitalizio (insomma una persona con una certa dignità).  Di recente ha dichiarato di avere votato per il movimento 5 stelle.

mercoledì 15 ottobre 2014

Danni causati dall'intolleranza al glutine - una piccola raccolta di studi scientifici






Ho già segnalato in due articoli (primo e secondo) come l'intolleranza/sensibilità al glutine possa essere causa di decine di patologie, anche molto gravi, che si possono accompagnare alla celiachia, che possono verificarsi anche in assenza di essa, o che la possono precedere nel tempo (per dirla con termini tecnici, esistono forme silenti e subcliniche di celiachia che possono poi evolversi in celiachia conclamata).


La valanga di studi sul glutine effettuati nel corso degli ultimi dieci anni fa sì che basti utilizzare la funzione ricerca all’interno dell’archivio on-line di pubmed (o su un qualsiasi motore di ricerca) per trovare decine e decine di ricerche scientifiche che correlano il glutine alle più svariate patologie. Per esempio provate a collegarvi a http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/ e scrivere in alto nella barra “search” le parole “gluten osteoporosis” (glutine osteoporosi) oppure “celiac disease anemia” (celiachia anemia).

Esiste ad ogni modo un articolo in particolare che può servire a confermare tutto quanto fin qui scritto, intitolato “Complicazioni della celiachia: tutti i pazienti  sono a rischio?”; in esso viene presa in considerazione la correlazione tra il glutine e quasi tutte le patologie qui discusse, dall’osteoporosi, alla dermatite erpetiforme, dalla carenza di ferro ai problemi neurologici, dalla depressione al cancro, dalla stanchezza eccessiva ai problemi dell’apparato riproduttivo femminile.


Per chi vuole verificare i riferimenti sono: Complications of coeliac disease: are all patients at risk?, C. J. R. Goddard, H. R. Gillett, Postgraduate Medical Journal, Nov 2008; 82(973): 705-712 (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2660494/). La rivista ove è stato pubblicato l’articolo, precisiamo, è una costola del prestigioso British Medical Journal.

   Osteoporosi
Bone mineral density in patients with gluten-sensitivity celiac disease, Albulova EA, Drozdov VN, Parfenov AI, Viazhevich IuV, Petrakov AV, Varvanina GG. Terapevtikeski arkhiv, 2010;82(2):43-8. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20387675

   Tiroide
Celiac Disease and Autoimmune Thyroid Disease. Chin Lye Ch’ng, MRCPI, M. Keston Jones, MD, FRCP, and Jeremy G. C. Kingham, MD, FRCP. Clinical Medicine & Research Oct 2007; 5(3): 184-192 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2111403/

   Epatite
Celiac disease associated with autoimmune hepatitis and autoimmune hyperthyroidism. Milić S, Mikolašević I, Mijandrušić-Sinčić B, Bulić Z, Giljača V, Štimac D. Med Glas (Zenica). 2013 Aug;10(2):408-10. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23892869.
Prevalence and clinical features of celiac disease in patients with hepatitis B virus infection in Southern Brazil. Nau AL, Fayad L, Lazzarotto C, Shiozawa MB, Dantas-Corrêa EB, Schiavon Lde L, Narciso-Schiavon JL. Revista de Sociedade Brasileirade Medicina Tropical 2013 Jul-Aug;46(4):397-402. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23982094

   Linfoma
Update on the diagnosis and management of refractory coeliac disease. Nijeboer P, van Wanrooij RL, Tack GJ, Mulder CJ, Bouma G. Gastroenterology Research and Practice. 2013;2013:518483. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23762036

Autism and Schizophrenia: Intestinal Disorders. Robert Cade, Malcolm Privette, Melvin Fregly, Neil Rowland, Zhongjie Sun, Virginia Zele, Herbert Wagemaker, Charlotte Edelstein. Nutritional Neuroscience 2000, 3: 1, 57 — 72. http://www.fooddetective.pl/download/No%2038.%20Cade%20Autism%20and%20Schizophrenia%20Paper.pdf
The gluten connection: the association between schizophrenia and celiac disease. Kalaydjian AE1, Eaton W, Cascella N, Fasano A. Acta Psychiatrica Scandinava 2006 Feb;113(2):82-90. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16423158?dopt=Abstract

   Malattie autoimmuni
Celiac disease and autoimmune-associated conditions. Lauret E, Rodrigo L., Biomedical research International, 2013;2013:127589 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23984314

   Epilessia
Celiac disease with neurologic manifestations in children. Diaconu G, Burlea M, Grigore I, Anton DT, Trandafir LM. Revista medico-chirurgicală̆ a Societă̆ţ̜ii de Medici ş̧i Naturaliş̧ti din Iaş̧i 2013 Jan-Mar;117(1):88-94. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24505898

A risk factor for female fertility and pregnancy: celiac disease. Anna Velia Stazi, Alberto Mantovani. Gynecological Endocrinology. 2000 Dec;14(6):454-63. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11228068 
Reproductive changes associated with celiac disease. Hugh James Freeman World Journal of Gastroenterology Dec 14 2010 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3001971/ 

   Ipertensione
Successful treatment of portal hypertension and hypoparathyroidism with a gluten-free diet. Journal of Clinical Gastroenterology. 2007 Aug;41(7):724-5. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17667060

   Tumori
Celiac disease and malignancy. Cooper BT, Holmes GK, Ferguson R, Cooke WT. Medicine (Baltimore) 1980 Jul; 59(4): 249-61 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/7392945
Disappearance of Mesenteric Lymphadenopathy with Gluten-Free Diet in Celiac Sprue. Wink A, de Boer. Journal of Clinical Gastroenterology, 1993; 16(4): 317-319 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8331266

   Affezioni cardiache
Death from ischaemic heart-disease and malignancy in adult patients with coeliac disease. Whorwell PJ, Alderson MR, Foster KJ, Wright R. Lancet 1976 Jul 17; 2(7977): 113-4 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/59182