Quando ero piccolo ero entusiasmato dal mondo della scienza, guardavo affascinato le trasmissioni divulgative scientifiche, facevo ricerche sui dinosauri e sugli altri animali preistorici. Mi ricordo ancora con quale interesse ad esempio seguivo le puntate delle trasmissioni di “approfondimento scientifico” della RAI Quark e Superquark condotte di Piero Angela.
Poi crescendo sono diventato un ragazzo incuriosito ancora da ogni branca della scienza, innamorato della matematica e della fisica, ma ho sviluppato anche nuovi interessi, dapprima nei confronti della storia antica, e dopo anche della filosofia, subendo il fascino della psicologia e della psicanalisi (soprattutto dello psicanalista Jung e dei sui archetipi dell’inconscio). Sì, ve lo devo confessare, mi affascinava Freud anche se preferivo Jung, credevo fortemente nel valore della psicanalisi.
Ricordo ancora le ore passate a studiare lo schema dell’evoluzione degli animali e la distinzione stratigrafica delle ere preistoriche, a ricopiare su un album da disegno tutte le figure di dinosauri ed altri animali estinti che trovavo nei libri più disparati. Ricordo ancora distintamente uno dei primi libri scientifici che mi comprarono i miei genitori in cui veniva spiegata la teoria della deriva dei continenti e quella della generazione della vita a partire da reazioni chimiche spontanee nel cosiddetto “brodo primordiale”. Se chiudo gli occhi riesco ancora a rivedere davanti a me quelle magiche illustrazioni dai vivaci colori e mi sembra di tornare bambino, di rituffarmi in un mondo meraviglioso e pieno di magia.
Sarebbe stato difficile a quei tempi presagire che un giorno la vita mi avrebbe portato a scrivere un libro di denuncia sulle menzogne della scienza, della storia, della psicanalisi, della psichiatria.
Mi sono accostato a questi campi del sapere e della conoscenza senza alcuna avversione pregiudiziale, guidato dal fascino che provavo verso di esse, eppure a un certo punto l’antico fascino è svanito, alcuni veli sono stati strappati dinanzi ai miei occhi e piano piano, una dopo l’altra, nel corso di venti lunghi anni, tante mie certezze si sono sgretolate.
E devo ammettere, sì lo devo pure ammettere, che in certe circostanze mi sono fatto strumento di diffusione di alcune di quelle menzogna (e dell’ideologia di morte che è ad essa sottesa); se ero ingenuamente convinto di quelle verità perché non avrei contribuire a diffonderle anch’io? Chi mai avrebbe potuto immaginare allora che organizzando una campagna di prevenzione di una malattia avrei in realtà contribuito a mettere in pericolo la vita di centinaia di persone?
Se dico queste cose non è per un desiderio autobiografico fine a sé stesso, ma per farvi capire che non avrei mai avuto nessun motivo e nessuna convenienza a criticare la scienza e la storiografia ufficiale dal momento che ne ero sempre stato un fervente sostenitore. Criticando la cultura ufficiale non ci si guadagna certo un posto di professore all’università né tanto meno si guadagnano dei soldi (a meno che non si sia tanto bravi, furbi e fortunati da vendere decine di migliaia di copie di un proprio libro, ma non è certo il mio caso).
Mettendo in discussione il proprio pensiero ed il proprio operato non si guadagna nemmeno molta auto-gratificazione, e sicuramente sarebbe molto più facile auto-assolversi dicendo a sé stessi che non si è mai sbagliato. Eppure io vi confesso, ho sbagliato più volte, in pensieri ed azioni, ma non credo di averne molta colpa, mi hanno ingannato, ci hanno ingannato, ci stanno ingannando tutti per squallidi interessi di soldi e di potere.
Quanto scrivo potrebbe mettere in discussione alcune delle vostre convinzioni più profonde, non ne abbiate paura, è successo anche a me, e non certo nel corso di un mese (tempo più che sufficiente a leggere le informazioni contenute in questo blog) ma nel corso di venti anni. E devo pure ammettere che tante volte quando ho avuto il sentore di una possibile menzogna nel campo della scienza o della storia non l’ho riconosciuta subito, ma solo dopo diversi mesi od anni, solo dopo essermi confrontato più e più volte con le incongruenze di quella particolare “teoria scientifica”. Tante volte è capitato anche a me di rifiutare la lettura di certi documenti scirtti dai detrattori della “scienza ufficiale” perché mi veniva troppo difficile abbandonare i miei pregiudizi
No, caro lettore, non mi ritengo migliore di te che ti scandalizzi di fronte alle mie affermazioni “eretiche” sulla scienza e sulla cultura ufficiale, ci sono passato anche io attraverso quello stadio di incredulità. Ma poi, per fortuna, ha prevalso in me la curiosità sul pregiudizio, la sete di verità sul dogmatismo.
E ho capito la grande differenza che c'è tra i dati e l'interpretazione dei dati, tra la raccolta imparziale dei dati ed un'operazione di filtraggio. La cultura ufficiale, e quindi anche la "scienza ortodossa", fornisce più interpretazioni soggettive che dati oggettivi, e quando fornisce i dati spesso prima li filtra pesantemente e poi li manipola con interpretazioni ad hoc.
La scienza, la storia, la cultura, non sono enti astratti e metafisici, ma costruzioni dell'uomo, di un essere di per sé imperfetto, condizionabile, manovrabile, e che spesso cede alle lusinghe dei soldi, della fama, del potere, un essere che spesso usa la scienza per la sopraffazione dell'uomo sull'uomo avvelenando e distruggendo l'ecosistema terrestre.
Poi crescendo sono diventato un ragazzo incuriosito ancora da ogni branca della scienza, innamorato della matematica e della fisica, ma ho sviluppato anche nuovi interessi, dapprima nei confronti della storia antica, e dopo anche della filosofia, subendo il fascino della psicologia e della psicanalisi (soprattutto dello psicanalista Jung e dei sui archetipi dell’inconscio). Sì, ve lo devo confessare, mi affascinava Freud anche se preferivo Jung, credevo fortemente nel valore della psicanalisi.
Ricordo ancora le ore passate a studiare lo schema dell’evoluzione degli animali e la distinzione stratigrafica delle ere preistoriche, a ricopiare su un album da disegno tutte le figure di dinosauri ed altri animali estinti che trovavo nei libri più disparati. Ricordo ancora distintamente uno dei primi libri scientifici che mi comprarono i miei genitori in cui veniva spiegata la teoria della deriva dei continenti e quella della generazione della vita a partire da reazioni chimiche spontanee nel cosiddetto “brodo primordiale”. Se chiudo gli occhi riesco ancora a rivedere davanti a me quelle magiche illustrazioni dai vivaci colori e mi sembra di tornare bambino, di rituffarmi in un mondo meraviglioso e pieno di magia.
Sarebbe stato difficile a quei tempi presagire che un giorno la vita mi avrebbe portato a scrivere un libro di denuncia sulle menzogne della scienza, della storia, della psicanalisi, della psichiatria.
Mi sono accostato a questi campi del sapere e della conoscenza senza alcuna avversione pregiudiziale, guidato dal fascino che provavo verso di esse, eppure a un certo punto l’antico fascino è svanito, alcuni veli sono stati strappati dinanzi ai miei occhi e piano piano, una dopo l’altra, nel corso di venti lunghi anni, tante mie certezze si sono sgretolate.
E devo ammettere, sì lo devo pure ammettere, che in certe circostanze mi sono fatto strumento di diffusione di alcune di quelle menzogna (e dell’ideologia di morte che è ad essa sottesa); se ero ingenuamente convinto di quelle verità perché non avrei contribuire a diffonderle anch’io? Chi mai avrebbe potuto immaginare allora che organizzando una campagna di prevenzione di una malattia avrei in realtà contribuito a mettere in pericolo la vita di centinaia di persone?
Se dico queste cose non è per un desiderio autobiografico fine a sé stesso, ma per farvi capire che non avrei mai avuto nessun motivo e nessuna convenienza a criticare la scienza e la storiografia ufficiale dal momento che ne ero sempre stato un fervente sostenitore. Criticando la cultura ufficiale non ci si guadagna certo un posto di professore all’università né tanto meno si guadagnano dei soldi (a meno che non si sia tanto bravi, furbi e fortunati da vendere decine di migliaia di copie di un proprio libro, ma non è certo il mio caso).
Mettendo in discussione il proprio pensiero ed il proprio operato non si guadagna nemmeno molta auto-gratificazione, e sicuramente sarebbe molto più facile auto-assolversi dicendo a sé stessi che non si è mai sbagliato. Eppure io vi confesso, ho sbagliato più volte, in pensieri ed azioni, ma non credo di averne molta colpa, mi hanno ingannato, ci hanno ingannato, ci stanno ingannando tutti per squallidi interessi di soldi e di potere.
Quanto scrivo potrebbe mettere in discussione alcune delle vostre convinzioni più profonde, non ne abbiate paura, è successo anche a me, e non certo nel corso di un mese (tempo più che sufficiente a leggere le informazioni contenute in questo blog) ma nel corso di venti anni. E devo pure ammettere che tante volte quando ho avuto il sentore di una possibile menzogna nel campo della scienza o della storia non l’ho riconosciuta subito, ma solo dopo diversi mesi od anni, solo dopo essermi confrontato più e più volte con le incongruenze di quella particolare “teoria scientifica”. Tante volte è capitato anche a me di rifiutare la lettura di certi documenti scirtti dai detrattori della “scienza ufficiale” perché mi veniva troppo difficile abbandonare i miei pregiudizi
No, caro lettore, non mi ritengo migliore di te che ti scandalizzi di fronte alle mie affermazioni “eretiche” sulla scienza e sulla cultura ufficiale, ci sono passato anche io attraverso quello stadio di incredulità. Ma poi, per fortuna, ha prevalso in me la curiosità sul pregiudizio, la sete di verità sul dogmatismo.
E ho capito la grande differenza che c'è tra i dati e l'interpretazione dei dati, tra la raccolta imparziale dei dati ed un'operazione di filtraggio. La cultura ufficiale, e quindi anche la "scienza ortodossa", fornisce più interpretazioni soggettive che dati oggettivi, e quando fornisce i dati spesso prima li filtra pesantemente e poi li manipola con interpretazioni ad hoc.
La scienza, la storia, la cultura, non sono enti astratti e metafisici, ma costruzioni dell'uomo, di un essere di per sé imperfetto, condizionabile, manovrabile, e che spesso cede alle lusinghe dei soldi, della fama, del potere, un essere che spesso usa la scienza per la sopraffazione dell'uomo sull'uomo avvelenando e distruggendo l'ecosistema terrestre.


