giovedì 10 aprile 2008

Espianti criminali: un altro "morto cerebrale" che si risveglia dal coma

Non diamo spazio alla morte, lottiamo per la vita! La dichiarazione affrettata di "morte cerebrale" non ha validità scientifica, le testimonianze di "morti cerebrali" che si risvegliano si susseguono, dimostrando la falsità del concetto stesso di "morte cerebrale", un'invenzione mortale per permettere il crescere del business dei trapianti.

Di Mike Celizik col contributo di www.todayshow.com
Scritto il 24 marzo 2008 alle 10.23 a.m.
Tradotto dalla Lega Nazionale Contro la Predazione diOrgani e la Morte a Cuore Battente www.antipredazione.org
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Dichiarato morto, l'uomo si risveglia. I medici non riescono a capire come il 21enne Zack Dunlap si sia ripreso dopo l’incidente.
Zack Dunlap non ricorda molto del giorno in cui “morì” ma ricorda bene di aver sentito un medico dichiarare che lui era un “morto cerebrale” e ricorda di essersi sentito incredibilmente infuriato. “Per fortuna che non mi potevo alzare per fare quello che avevo voglia di fare”, dice il ragazzo dell’Oklahoma con un filo di voce in un’apparizione esclusiva lunedì durante il programma Today dagli studi televisivi di New York. E cosa gli avrebbe fatto, ha chiesto la giornalista Natalie Morales del Today, a chi ha seguito il miracoloso recupero a partire dall’incidente con la sua quad bike ATV (Nov. 17) che gli procurò un terribile trauma cranico.

“Probabilmente saremmo volati insieme fuori sfondando la finestra” dice il 21enne con un sorriso. Ha superato mesi di riabilitazione e sta ancora migliorando ma ha ancora problemi con la memoria e gli stati emotivi. “Mi sento abbastanza bene ma è molto dura” ha detto, con tutta l’eccitazione di un ragazzo che è a New York in onda su una rete nazionale. Sto meglio, ha confermato, ma tutto il processo è frustrante.“Non ho pazienza” ha detto tranquillamente. Era accompagnato dai suoi genitori, Pam e Doug Dunlap, e sua sorella minore, Kacy, che erano più che felici di attendere il suo recupero.

“Sta procedendo straordinariamente bene” ha detto Pam Dunlap “Ha ancora molti problemi di memoria. Serve molto tempo al cervello per guarire dopo un trauma cranico come quello. Potrebbe volerci un anno o più, prima che riprenda completamente, ma va comunque bene, non mi interessa il tempo che sarà necessario; siamo solo grati e felici di averlo qui.”
“Non c’era attività”
I medici non hanno alcuna spiegazione sul perché Dunlap sia vivo. Stava guidando la sua moto ATV truccata con degli amici quel fatidico sabato, a meno di una settimana dal giorno del Ringraziamento. Prese parte ad una parata quel mattino, improvvisando impennate e impressionando la folla, poi sono usciti di pista con le loro quad bikes. Lui non aveva il casco. Dunlap si trovava dietro ai suoi amici in una strada principale appena fuori Davidson, Okla., non molto distante da casa sua nella cittadina di Frederick vicino al confine con lo stato del Texas. Accelerò con la sua quad bike per raggiungerli, facendo un altra impennata sulle ruote posteriori;
quando riabbassò le ruote anteriori, vide che stava per scontrarsi con la moto di un amico ferma poco oltre sulla via. Dunlap cercò di sterzare ma la sua moto si capovolse e lui volò via battendo prima la testa e finendo a faccia in giù sull'asfalto. Rimase immobile non rispondendo neanche ai suoi amici che chiamarono subito il 911.
Portato prima in un ospedale locale fu poi trasportato in elicottero a 50 miglia di distanza allo United Regional Health care System a Wichita Falls in Texas dove era presente un’unità traumatica in grado di trattare i seri danni riportati al suo cervello. Ma 36 ore dopo l’incidente i medici eseguirono una PET scan del suo cervello e informarono i genitori, assieme a tutti gli altri membri della famiglia presenti in ospedale, che il sangue non affluiva più al cervello di Zack il quale era in stato di “morte cerebrale”. I medici mostrarono la radiografia del cervello di Zac ai suoi genitori e Doug Dunlap ha detto alla Morales “Non c’era la minima attività cerebrale. Il sangue non circolava affatto.”
“Dissero che era in morte-cerebrale”
I genitori disperati erano di fronte alla terribile decisione di lasciare il proprio figlio collegato ai macchinari che lo tenevano in vita o di staccare la spina e lasciare che il corpo seguisse il suo cervello nella morte. “Non lo volevamo come un vegetale” disse Doug Dunlap “Non sapevamo cosa gli sarebbe capitato. Dicevano che era in morte cerebrale e che non era più vivo, quindi ci stavamo preparando al peggio”.
Zack aveva dichiarato sulla sua patente che voleva essere un donatore di organi, così genitori diedero il permesso ai medici di mantenere il suo corpo vivo per consentire l’espianto. “Zack è sempre stato un generoso. Ha sempre voluto assicurarsi che tutti avessero quello di cui avevano bisogno”. Doug Dunlap continua “Non voleva arrendersi e anche noi non volevamo che i suoi organi si arrendessero e così fu”.

La decisione era presa, c'era solo da attendere diverse ore affinché una squadra per l'espianto arrivasse in elicottero. La famiglia passò il tempo dicendogli addio. In questo tempo con lui, la nonna di Zack, Naomi, pregò. La sua richiesta era semplice “solo un miracolo” ha detto alla Morales. “Era troppo giovane perché Dio se lo riprendesse”. Circa quattro ore dopo i medici dichiararono Zack morto, un infermiere iniziò la preparazione di Dunlap. I suoi cugini, Dan e Christy Coffin, entrambi infermieri, erano nella stanza. Qualcosa nell’aspetto di Zack fece pensare loro che non era proprio morto come dicevano i medici. Su un intuizione, Dan tirò fuori il suo coltello a serramanico e fece scorrere la lama sulla pianta di un piede di Zack.

“Nostro figlio è ancora vivo!”
Il piede si ritrasse ma un altro infermiere disse che si trattava di un riflesso condizionato, poi Dan Coffin ficcò un'unghia della mano sotto una delle unghie di Zack. Zack spostò di colpo il braccio verso il suo corpo, e questo, l’altro infermiere era d’accordo, non era un riflesso condizionato, era un segno di vita. “Passammo dal totale abbattimento a ‘Oh mio Dio, nostro figlio è ancora vivo!’” dice sua madre “Questa fu una sensazione meravigliosa. Siamo passati dall’emozione più terribile che un genitore possa provare al massimo della felicità. Ci sentivamo molto cauti perché non eravamo sicuri di quale sarebbe stata la prognosi, ma il solo sentire che era tornato con noi è qualcosa che ricorderemo per sempre.”
I medici avvisarono la famiglia del fatto che Zack aveva subito un profondo danno a livello cerebrale che avrebbe potuto impedire il suo ritorno ad una normale vita attiva, ma cinque giorni dopo aprì gli occhi e 48 giorni dopo l’incidente uscì dal centro riabilitativo e tornò a casa dove l’intero paese gli diede un benvenuto degno di un eroe. Sta ancora lavorando per recuperare la memoria e controllare le sue emozioni e vorrebbe tornare a svolgere il suo lavoro di magazziniere. Vorrebbe anche riavere la sua patente. “Sto aspettando di guidare dal giorno in cui sono uscito dalla riabilitazione” dice. Alla richiesta della Morales, Zack ha tirato fuori il coltello dalla tasca dei suoi pantaloni che suo cugino aveva usato per provare che era ancora in vita. Dan Coffin glielo ha lasciato come regalo e come ricordo. “Mi rende grato il fatto che loro non si siano arresi” dice Zack, giocherellando col coltello che ha in mano “Non lasciate che i buoni muoiano giovani.”

14 commenti:

albatross ha detto...

Prima di leggere tutto il sito sulla predazione degli organi, anche io ero a favore dei trapianti, perché se si potevano salvare delle vite...
Ricollegando tanti tasselli trovati qua e là, ne ho ricavato uno scenario abominevole a dir poco...
Anche sulle anestesie inizio ad avere molti dubbi e riserve...
Se poi immagino che un paziente dichiarato in morte cerebrale deve essere anestetizzato per l'espianto degli organi, mi vengono i brividi: quale morte peggiore?! Essere tagliato a pezzi, una morte degna dei peggiori aguzzini torturatori!
Come deve essere trovarsi imprigionati nel proprio corpo che viene mutilato, senza poter opporre la benché minima resistenza? C'è da andare fuori di testa al solo pensiero...

corrado ha detto...

caro albatross, cosa puoi dirmi delle anestesie?
anche solo a livello di dubbi e riserve?

flo ha detto...

Non sono favorevole ai trapianti e ho anche letto varie testimonianze di persone trapiantate che in seguito all'intervento hanno iniziato a sviluppare una sorta di "doppia personalità", nel senso che sviluppavano interessi o attività che mai avevano fatto parte della propria vita, ma del donatore...
Come se ci fosse una sorta di "memoria cellulare".
Chissà...

flo ha detto...

http://www.thisislondon.co.uk/news/article-23455111-details/My+personality+changed+after+my+kidney+transplant+-+and+I+started+to+read+Jane+Austen+and+Dostoevsky+instead+of+celebrity+trash/article.do

(un link di riferimento per il mio commento)

corrado ha detto...

sì, memoria cellulare, centri di memoria legati agli organi trapiantati, e forse di piu', il corpo umano da interpretare olograficamente (il piccol particolare riflette la totalità), secondo le intuizioni di Gregg Braden, Bruce Lipton etc.

Nel libro "Con il il cuore di un altro" l'autrice (Claire Sylvia) testimonia di avere assunto dei gusti alimentari mutuati dal donatore.

MERCY ha detto...

ti stanno a sputtanare qui:
http://www.crono911.net/phpBB2/viewtopic.php?t=550&postdays=0&postorder=asc&start=195&sid=92a5f9e9df94bfdf7e5a671a812ef1e4

Paolo ha detto...

Pratica mostruosa quella degli espianti a cuore battente nonchè quella dei trapianti in generale.
Ma i media cercano in tutti i modi di inculcare nella gente tale orrenda pratica.

I giornalisti dei tg, razza maledetta da Dio, non perdono mai l'occasione, in caso di morte violenta di giovani, di annunciare alla platea che 'i genitori hanno dato l'autorizzazione all'espianto degli organi'.

Quanto bene si capisce che il loro discorso è interessato. La Magia Nera dei trapianti deve andare avanti!

corrado ha detto...

non capisco a cosa ti riferisci mercy, in ogni caso di quella gente pagata per diffondere menzogne non mi interessa gran che

è ovvio che diranno peste e corna di noi, sono pagati apposta

albatross ha detto...

Allora, caro Corrado, circa le anestesie i miei dubbi riguardano, come al solito, l'efficacia della chimica di sintesi da un lato e, dall’altro, la poca o nulla conoscenza delle implicazioni in campo eterico nella pratica anestetica. In natura (quindi non ogm di laboratorio) esistono diverse specie vegetali conosciute fin dall'antichità per le loro proprietà anestetiche (non ti so citare quali siano purtroppo, ma ricordo di averlo letto) e da molte di queste si ricavano anche le molecole dei moderni farmaci anestetici. Non se ne ha più, ormai, una conoscenza profonda e diretta, come poteva avere uno sciamano (uno vero, non il solito stregone-imbonitore, di quelli ce n'è sempre stato pieno il mondo), che oltre ad avere solide basi sulla varie piante (riconoscimento, raccolta e preparazione) e sui loro effetti, sapeva anche leggere il campo eterico di un individuo e interagire con questo per operare una guarigione completa. In pratica non faceva altro che indurre l'autoguarigione del paziente e liberargli da ogni ostacolo la via per stare bene. Quindi c’era un agire su più livelli, in maniera più completa e naturale e queste pratiche erano patrimonio dell’umanità intera, non brevetti di multinazionali del farmaco. C’erano individui che, in ogni cultura e in ogni continente, si preparavano basandosi sulla continua osservazione della natura e dei suoi ritmi.
Per tornare alle anestesie, quelli che le cronache mediche lasciano trapelare, di tanto in tanto, come fossero casi eclatanti e sporadici, a mio avviso altro non sono che la conferma di alcuni miei dubbi: oggi la meccanica degli anestetici è conosciuta solo in parte e tale conoscenza è abbastanza grossolana, soprattutto perché tiene conto soltanto di alcune generiche variabili (peso, corporatura, età, funzionalità [apparente] di alcuni organi, …). Non è raro che si verifichino shock (anafilattici e non) durante le anestesie e non credo che questo dipenda soltanto da una reazione allergica a quella particolare componente chimica piuttosto che ad un altra. Il fatto è che se si tenesse in considerazione, nelle anestesie, come in altre pratiche mediche "moderne", il paziente nella sua totalità e non soltanto come una macchina da riparare, si comprenderebbe che gli eventuali “guasti” altro non sono che la manifestazione ultima di un alterazione del campo eterico dell'individuo già in atto da tempo. Come sempre, invece, si cura l'effetto e non la causa, come dire che non si fa altro che tamponare una situazione fino al ripresentarsi degli stessi sintomi, impedendo quasi sempre l'autoguarigione, fino a farla sparire del tutto a furia di farmaci dati (più o meno) alla cieca. Le anestesie, a mio avviso, non sono da meno: si stacca la spina dei recettori nervosi del dolore, ma siamo sicuri che sia davvero così? Abbiamo visto che ci sono stati studi sulla interazione a distanza di cellule di uno stesso individuo e non possiamo ammettere che ci sia la stessa interazione all’interno dello stesso corpo fisico? Si potrebbe ipotizzare (e credo senza andare troppo lontano dal vero) che un organismo sia in grado di comunicare ben oltre delle fibre nervose recise o interrotte chimicamente. Stiamo parlando di comunicazione empatica cellulare.
Ci sono stati casi di persone che hanno riferito tutto quello che era stato detto in sala operatoria durante un intervento da loro subito. Eppure erano addormentati completamente, anestesia totale. Chi la "sente" troppo e chi troppo poco? Non credo sia quello il motivo vero però. Come l’acqua, le cellule viventi hanno capacità mnemoniche e cognitive: ad uno stimolo esterno c’è sempre una reazione che è trasmessa ai propri “simili” anche a molta distanza. Ho diversi conoscenti medici, che pur nella loro buona fede e passione per la loro professione fatta con impegno e serietà, hanno ammesso che la medicina, la chirurgia, sono ferme al medioevo e che in alcuni casi forse ne sapevano di più gli antichi egizi di trapanazione di crani e simili, già 4000 e più anni fa, che non tanti primari plurilaureati di oggi.
Non è mio intento qui screditare la classe medica in toto, ma semplicemente osservare che in molti casi brancola letteralmente nel buio per mancanza di apertura mentale verso metodi alternativi e per l'uso della sperimentazione sugli animali (che ovviamente porta a risultati assolutamente inattendibili). Qui la mia esperienza è diretta: non ho assistito a sperimentazione sugli animali (per mia fortuna), ma a diversi interventi operatori su di essi. Con le dovute differenze tra medicina umana e veterinaria, quello che ho notato in cani e gatti, che sono esseri sensibili come e più di noi, è stato che durante le anestesie, pur fatte con perizia, le variabili sono infinite e basta un niente per avere problemi seri, fino anche alla morte. E la cosa più shockante è stato notare che quando erano incisi, una qualche reazione c'era comunque, seppur minima e, come per il coma del ragazzo infortunato con la quad bike, l'anestesia non toglie il dolore, non del tutto almeno e tantomeno la coscienza, quella esiste e permane sempre, anche a livello cellulare. Se se ne tenesse conto, ci sarebbe da ripartire da capo e non solo in campo medico.

Ultima cosa riguardo ai disinformatori: inutile perdita di tempo stare a misurarsi con loro, è proprio quello il loro obiettivo, distogliere l'attenzione screditando, non la conoscenza.

Un abbraccio

gaia ha detto...

Ciao Corrado,
Da tempo cerco materiale sulla cosiddetta "memoria cellulare", purtroppo in italiano sul web gira solo roba poco attinente.. Cercavo appunto libri di pazienti e/o di medici che testimoniano questi cambiamenti di gusti e abitudini.
C'è un libro di un medico americano che ha stilato una casistica accertata di casi da lui conosciuti, ma non so se è stato tradotto in italiano.

Grazie a chi potrà aiutarmi
(grazie intanto a flo e corrado per i riferimenti. il link di flo si trova digitando la striscia "My personality"ecc nel motore di ricerca del sito, almeno a me ha funzionato così).

flo ha detto...

Comunque un'altra cosa vergognosa è la pratica del "silenzio assenso"... non dovrebbe essere il contrario?

Zret ha detto...

Contrarissimo alla predazione degli organi tanto magnificata dai pennivendoli del sistema. Non è un dono, ma un DANNO.

Ciao

corrado ha detto...

grazie albatross, un abbraccio a tutti

albatross ha detto...

Grazie a te Corrado, che ci dai così tanti spunti di riflessione e notizie importanti su cui discutere in modo intelligente.