Tempo di Agire

Mi rivolgo ai miei lettori, che vogliano girare questo appello ad altri amici con la speranza di continuare tale catena virtuosa in felice progressione. Non possiamo lasciare solo chi si impegna nell’informazione su temi spinosi e segretati mettendo a rischio la propria incolumità. Dobbiamo agire.

Leggi il resto dell'articolo

La disbiosi ed il cibo che cura - informazioni su dieta GAPS e dieta paleolitica


Per informazoni sul metodo di cura della dottoressa Campbell-McBride (basato sulla dieta e sui probiotici) vedi http://disbiosi.blogspot.it/

sabato 13 settembre 2008

Immorali diagnosi di immoralità - parte 1


Leggere le diagnosi psichiatriche significa toccare con mano quanto fino ad ora in questo libro è stato esposto in linea teorica. Ecco alcune diagnosi con cui negli anni 70 sono state etichettate alcune delle persone ricoverate nel manicomio romano di Santa Maria della Pietà (le diagnosi sono riportate dal libro “Donne, povere matte” di Lieta Harrison, Edizione delle donne, 1978), tra parentesi quadre il mio commento.

Motivo del ricovero delle degenti del padiglione Femminile

1) “Temperamento ostinato e ribelle. Riferisce di frequenti liti con la madre che ‘non vuole che lei vada con le sue amiche’. Se contrariata diventa impulsiva. Esce da casa malgrado il divieto materno”.
Diagnosi: stato di eccitamento in debole di mente [cerca la sua libertà, la madre gliela nega, la psichiatria da una mano alla mamma che nega la libertà alla figlia]

2) “Quasi tutti i ricoveri sono dovuti a liti con altre prostitute o per ubriachezza. È stata arrestata per atti osceni.”
Diagnosi: personalità psicopatica [potremmo forse tradurre "ricoverata perché prostituta e alcolista"; invece di intervenire sulle cause sociali ed economiche della sua emarginazione la si rinchiude in manicomio “così non da fastidio”]

3) “Quando sta bene la paziente è una brava domestica. Ogni tanto va a convivere con qualcuno, poi si stanca e cam­bia uomo. La madre era dedita alla prostituzione. Anche la malata a periodi tiene condotta immorale. I fratelli e le sorelle sono persone per bene e non accolgono volentieri nelle loro case la paziente.”
Diagnosi: Sindrome depressiva in oligofrenica (la parola oligofrenia è un sinonimo di scarsa intelligenza, stupidità) [punita dalla psichiatria per la sua condotta immorale]

4) “La malattia ha avuto inizio nel 1948 con cefalea, tendenza ad appartarsi, fughe frequenti ed immotivate da casa.”
Diagnosi: Schizofrenia [chi decide che le fughe sono immotivate? La morale perbenista e borghese?E se i motivi ci fossero e dipendessero da una famiglia ossessiva che causa una tale violenza psicologica da scatenare mal di testa psico-somatici?]

5) “Da circa 5 anni la paziente è stata allontanata dal marito che pare l’abbia sfruttata dopo averla avviata alla prostituzione. Il giorno prima del ricovero improvvisamente la paziente si eccitava e si procurava ferite agli organi genitali perché ‘il Padre Eterno le era entrato dentro’.”
Diagnosi: Sindrome maniacale in oli­gofrenica epilettica [chi è da rinchiudere, la moglie o il marito? È “malattia mentale” essere sfruttati? E i comportamenti autolesionisti dopo tutto quello che ha sofferto sono davvero così “strani”?]

6) “Ha abbandonato senza motivo il fidanzato. Dimessa dopo il ricovero lo ha sposato e ne ha avuto un figlio. Ma ades­so ha abbandonato la famiglia disinteressandosi del bambino ed era tornata a vivere con i familiari che l’hanno convinta a ricoverarsi.”
Diagnosi: schizofrenia ebefrenica (“Varietà di schizofrenia propria dell’eta giovanile che degenera rapidamente in demenza” secondo il dizionario Lemonnier). [ancora la morale, sempre la morale, non la scienza, si possono non approvare certi comportamenti, ma il giudizio morale non può essere confuso con una “diagnosi scientifica”; e poi chi l’ha “convinta” (presumibilmente cntro la sua volontà) a tornare dal fidanzato, sposarlo e fare un figlio? La famiglia con l’aiuto dei “potenti mezzi persuasivi” di un ricovero psichiatrico]

7) “Da circa un mese e mezzo usciva continuamente accompa­gnata con uomini di qualunque ceto e condizione, spesso rientrava ad ora inoltrata; per 3-4 volte è rimasta fuori tut­ta la notte, senza dare avviso alla sorella con cui viveva.”
Diagnosi: schizofrenia [voleva essere libera di sperimentare la sua sessualità, la psichiatria l’ha fermata]

8) “Ha avuto due bambini da due uomini diversi. Si è allon­tanata da casa a 18 anni menando vita nomade in varie città”
Diagnosi: sindrome dissociativa. Schizofrenia [la storia infinita continua, ci si può solo chiedere se allontanarsi di casa per sfuggire a una famiglia che ti priva della tua libertà sia un “sintomo di malattia mentale” o un “desiderio di libertà”]

9) “I parenti non vogliono collaborare. È sempre stata in istituto dall’età di 6 anni.”
Diagnosi: lieve stadio di oligofrenia [sottoposta alla violenza di una reclusione manicomiale dall’età di 6 anni: dopo che la psichiatria ti ha letteralmente tolto la vita ed ogni forma normale di esperienza ti etichetta pure dicendo che sei “oligofrenia” cioè ritardata]

10) “È separata dal marito. Litiga con la portiera e i vicini di casa.”
Diagnosi: Delirio paranoide

11) “Nella ricerca di affetto e comprensione è andata incontro a sistematiche delusioni aggravate dallo stato di promiscuità. Cinque anni fa da una relazione con un coetaneo ha avuto un bambino. Riferisce di essere spaventata “dalla libertà” e dalla responsabilità che questa comporta.”
Diagnosi:
sindrome ma­niacale

12) “La paziente si allontanò da casa all’insaputa dei familiari per raggiungere il fidanzato a Napoli. Costui ne approfittò per farle delle proposte poco serie, e poiché tutti i tentativi escogitati per riuscire nel suo intervento fallirono l’abbandonò. Questa delusione le provocò una forte reazione emotiva con agitazione ed insonnia. Trascorsi alcuni anni subì un forte trauma psichico a causa di un’altra delusione amorosa. Vive nel rimorso di essersi comportata da prostituta, anche la gen­te la considera tale.”
Diagnosi: sindrome schizofrenica [ancora una morale insulsa e bigotta che fa venire i sensi di colpa; prima è la morale a toglierti la libertà interiore, poi è la psichiatria a rinchiuderti dietro le sbarre]

13) “Vive sola con il fidanzato, con il quale avvengono conti­nui litigi; conduce vita irregolare, beve spesso e abbondantemente. Del tutto incapace (specie sul piano etico) di esaminare la propria situazione e il suo futuro. Stolida, incongrua. Ha spiccate tendenze erotiche anche in campo omosessuale. Tossici (alcool, simpamina), prostituzione, rifiuto di qualsiasi ordine o minima regola di vita.”
Diagnosi: sindrome schizofrenica [qui si arriva a toccare il fondo, il piacere che si prova nel sesso e le tendenze omosessuali, fanno parte del “quadro clinico”]

14) “Dichiara di udire voci minacciose. Aggressiva, impul­siva, tutto prende origine dal suo sentimento di colpa per atti masturbatori avvenuti in passato.”
Diagnosi: sindrome schizofrenica [chi instilla simili sensi di colpa è la società, la chiesa, ma nessuno ricovererà mai in psichiatria i preti bigotti e i familiari opprimenti che sono la vera causa di certi comportamenti; tali comportamenti per altro vengono fatti passare dalla psichiatria per “malattia mentale” in maniera tale da assolvere i veri responsabili]

15) “Passava interi pomeriggi in chiesa a pregare. Contraeva debiti rilevanti per fare dei regali alla parrocchia e a un sa­cerdote di cui si era innamorata.”
Diagnosi: sindrome paranoide

16) “Non ha avuto esperienze sentimentali. La paziente rife­risce di essere depressa e sfiduciata nella vita, in quanto si era innamorata di uomini sbagliati: il cognato, che mostrava per lei solo della gentilezza, e il medico presso il quale lavorava (con questo erano avvenuti anche degli approcci in­timi) sperando di poterlo distaccare dalla moglie.”
Diagnosi: schizofrenia [in amore ti va male tutto? Sei schizofrenica!]

17) “Non ha voglia di lavorare in casa. Le danno fastidio le grida dei bambini e vorrebbe lasciare a qualcuno i figli per un po’ di tempo.”
Diagnosi: stato depressivo ansioso [se tutte le donne del mondo nella sua condizione potessero gridare al mondo liberamente che provano spesso le stesse idee, il loro grido sarebbe assordante]

18) “Alle volte beve in modo eccessivo. Difficilmente riesce du­rante il colloquio ad essere curata nei modi (o troppo ostile o troppo confidenziale). Con l’altro sesso notevole accento erotico.” Diagnosi: psicosi maniaco depressiva [non sono come tu mi vuoi, quindi devo essere “curata” e ingabbiata dalla psichiatria; sono donna e mostro pubblicamente che mi piacciono gli uomini, dimostro la mia libertà, devo essere “normalizzata”]

19) “Grave forma di malattia venerea (sifilide) a causa della quale è stata a lungo in O.P. Per questo motivo i familiari l’hanno disprezzata e non la vogliono a casa loro.”
Diagnosi: sindrome paranoide [ancora la morale sessista e perbenista, la violenza dei genitori che ti rifiutano si trasforma grazie alla psichiatria in una diagnosi di follia, l’opera violenta della famiglia viene continuata dalla reclusione nell’istituzione psichiatrica]

20) “È stata ricoverata perché da qualche tempo aveva la ten­denza ad allontanarsi da casa.”
Diagnosi: oligofrenia in epilettica [te ne vai da casa, ma sei scema? Puoi avere mille ottime ragioni … però la morale dice che non si fa va bene? E se non obbedisci ci pensa lo psichiatra, che è peggio del lupo cattivo]

21) “Poco curata nella propria persona da qualche settimana si rifiutava di compiere qualsiasi lavoro in casa.”
Diagnosi: stato de­pressivo [e che deve fare una persona quando soffre? Ammazzarsi di lavoro? Ma la donna che non fa le faccende di casa non la si può accettare evidentemente]

22) “Non si preoccupava della famiglia; spendeva sconsiderata­mente il denaro che il marito le affidava. ‘Si avvicinava ad uomini’, per tali disturbi è stata ricoverata. Si tira su le vesti (nel reparto), si mette a terra in atteggia­menti sconci. Appena vede passare un uomo chiede una si­garetta e cerca di dare biglietti amorosi. Sempre sconcia nel linguaggio e nel comportamento. Alterna periodi di grande svogliatezza e periodi di grande attività che la portano ad abbandonare la casa per fare lun­ghe passeggiate. Accusa cefalee che le impedirebbero i lavori domestici. Secondo il padre aveva un comportamento ina­deguato, avvicinava sconosciuti, ecc. Gioca e si compiace a fare passeggiate.”
Diagnosi: schizofrenia [una donna che si trova oppressa dal vincolo del matrimonio, che cerca la libertà e il gioco, che desidera gli uomini, che odia i lavori domestici, va schiacciata dall’istituzione psichiatrica perché altrimenti il maschio perderebbe il suo potere]

23) “Ha tentato il suicidio. Durante la degenza operata di emor­roidi scrive al marito ‘devo farmi l’operazione nel dietro dove tu mi hai fatto tanto male’.”
Diagnosi: schizofrenia [la violenza del marito viene affrontata ricoverando la moglie che ha subito violenza, una prassi fin troppo comune in psichiatria, si condanna la moglie per il tentato suicidio e non il marito per la violenza]

24) “Tentato suicidio. Riferisce di non avere un matrimonio felice ‘anche perché non abbiamo figli’. È stata separata dal marito per due periodi. A detta del coniuge la paziente è portata ad esagerare ogni minima sintomatologia dolorosa ed in real­tà è estremamente ‘pigra’ di carattere con comportamento capriccioso per quanto riguarda i desideri, inoltre non lavora affatto in casa come ogni massaia dovrebbe fare, con la conseguenza di un gran disordine e scarsissima pulizia.”
Diagnosi: depressione reattiva. Schizofrenia simplex [si commenta da sé, per altro l’etichetta di “depressione reattiva” significa che si è depressi ma in rapporto a un motivo oggettivo, e allora dov’è la malattia?]

25) “Tentato suicidio. Da qualche tempo è fidanzata ed il padre ha denunciato l’uomo per violenza su minorenne.”
Diagnosi: stato di agitazione in epilettica [il copione si ripete, in psichiatria finisce la violentata e non il violentatore (che in questa circostanza non si sa se è il fidanzato o il padre geloso che si inventa la denuncia)]

26) “L’ultimo ricovero è legato a preoccupazioni per la mancata comparsa delle mestruazioni. Non ha avuto figli. Ravvisa nella sterilità del suo matrimonio una punizione per determinati atti compiuti da giovinetta”
Diagnosi: crisi confusionale, sindrome depressiva [ovviamente viene spedita in manicomio la persona complessata e non i genitori e i preti bigotti che le hanno generato simili complessi]

27) “In settembre la paziente si fidanza con un uomo più anziano. I genitori di lui pretendevano sia delle garanzie economiche che delle garanzie morali, come per esempio che mai i due fidanzati potessero uscire da soli. Il 2 novembre, dopo circa due mesi di fidanzamento, la paziente mentre stava sul terrazzo di casa col fidanzato urla spaventata di aver visto un’ombra. Da allora diventa ansiosa, apatica, non svolge più alcun lavoro, perde tutte le caratteristiche di una ragazza allegra.”
Diagnosi: schizofrenia [si legge fra le righe l’oppressione dei genitori, che forse era già soffocante anche prima di quel fidanzamento “blindato”, ma per i medici la reazione all’oppressione è “schizofrenia”; i genitori-padroni ovviamente non soffrono mai di nessun “disturbo psichiatrico”]

28) “Tentato suicidio. Da qualche tempo è fidanzata ed il padre ha denunciato l’uomo per violenza su minorenne.”
Diagnosi: stato di agitazione in epilettica [come volete che si senta una ragazza che ama un uomo e vede il padre che si intromette in tal modo per allontanare da lei la persona amata?]

29) “Ha avuto una relazione per 7 anni con un uomo più anziano di lei di 15 anni e di condizioni superiori alla sua, deceduto per infarto, ma passivamente, con distacco. Durante uno dei periodi nei quali non è stata ricoverata usciva di notte a bere conducendo con sé il figlio di due anni.”
Diagnosi: personalità psicopatica [ci sono culture presso le quali il matrimonio avviene di regola fra uomini trentenni e ragazzine quindicenni, se vi fosse la psichiatria presso quella gente noi saremmo tutti da ricoverare]

30) “(…) Nega ogni interesse sessuale verso gli uomini mentre ammette di essere attirata verso le donne. La causa che ha provocato il ricovero è il comportamento abnorme in campo sessuale, la paziente si unisce con uomini per lo più anziani e se questo non è possibile mostra tendenze omosessuali”.
Diagnosi: anomalia del carattere in epilettica [le persone che vanno in Tailandia a pagare le prostitute bambine non vengono perseguite, sono libere di fare quello che vogliono, se qualcuno fa liberamente delle scelte sessuali che sono considerate moralmente inaccettabili ci pensa la psichiatria ad emettere ed esguire la condanna]

31) “Si è sposata la prima volta a 19 anni ed ha avuto dal primo marito tre figli. Rimasta vedova si è risposata ed ha avuto un altro figlio: è in corso separazione legale per maltrattamenti cui la sottopose il secondo marito. Depressa, preoccupata per le condizioni economiche e la situazione familiare. Teme per la vita dei figli.”
Diagnosi: sindrome paranoica [ancora una volta è la vittima ad essere “curata” dall’oppressione psichiatrica, mentre il marito violento è libero e felice]

32) “Asserisce che il marito le tirava i capelli, la picchiava e che anche i figli le facevano i dispetti e lei per questo era scappata di casa.”
Diagnosi:
idee deliranti [e se fosse vero? Se la psichiatria servisse a coprire le violenze che si fanno le mura domestiche, ad assolvere i criminali e a punire le vittime?]

33) “Grave crisi di pianto, idee di suicidio.”
Diagnosi: stato delirante sospetta epilessia

34) “La paziente è stata negli ultimi 20 anni ricoverata in una casa di cura privata. L’attuale ricovero sembra determinato da problemi economici della famiglia. È maniacalmente tabagica (fuma più di 20 sigarette al giorno) non svolge alcuna attività in reparto ed è scortese con le infermiere”
Diagnosi: difetto schizofrenico [un uomo può fumare 30 sigarette al giorno, ma se lo fa una donna allora è matta, chi offende le infermiere (che in un manicomio sono le carceriere) secondo gli psichiatri non sta reagendo ad una violenza, ma sta manifestando un sintomo di follia, quella strana assurda follia che consiste nel desiderare la libertà]

35) “Non ha frequentato scuole; non aveva voglia e doveva badare al fratello piccolo. Nubile, vive sola in un appartamento presso le case popolari. Si era messa ad urlare ed i vicini impressionati hanno chiamato il 113”.
Diagnosi: psicosi paranoie [vive una condizione di miseria e di ignoranza, quando era piccola si è sacrificata per la famiglia, adesso vive sola, a un certo punto comincia a gridare al mondo la tristezza e la rabbia accumulate nel corso della sua vita, ma il mondo non sa ascoltare, non vuole ascoltare, e la psichiatria sa solo zittire ogni grido di dolore con ricoverati forzati e droghe chimiche]

36) “[dopo una serie di liti con l’amante del suo ex ragazzo che arrivò a minacciarla] Ha cominciato a star male quando una mattina, ancora in vestaglia, due agenti della questura centrale la portarono in questura. Si sentì perseguitata da quel momento ‘Il dottor M. mi ha fatto vedere una foto di una fruttivendola uccisa, ho detto che non la conoscevo, mi hanno rilasciata. Non mi sono ripresa più’.”
Diagnosi: parafrenica (“sindrome psicotica caratterizzata da vivaci allucinazioni dei sensi e da idee deliranti, associata a disturbi del pensiero e dell’affettività”, secondo il dizionario Lemonnier) [forse era la goccia che ha fatto traboccare il vaso? Forse ci si dimentica che in questo mondo della polizia bisogna aver paura anche se non si è fatto niente di male?]

37) “Poco comunicativa e indifferente. Spesso manifestava ira senza motivo e si allontanava da casa rivolgendo la parola a sconosciuti”
Diagnosi: schizofrenia [spiegatemi voi come può una persona “poco comunicativa” rivolgere la parola a sconosciuti? forse non vuole comunicare coi suoi parenti, forse non vuole comunicare con gli psichiatri, magari decide di provare a comunicare con qualcun altro. Per gli psichiatri si tratta di un comportamento “incomprensibile” e deve essere “curata”]



La seconda parte dell'articolo con i motivi dei ricoveri dei degenti del Padiglione maschile la potete leggere qui

Nessun commento: