Tempo di Agire

Mi rivolgo ai miei lettori, che vogliano girare questo appello ad altri amici con la speranza di continuare tale catena virtuosa in felice progressione. Non possiamo lasciare solo chi si impegna nell’informazione su temi spinosi e segretati mettendo a rischio la propria incolumità. Dobbiamo agire.

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La disbiosi ed il cibo che cura - informazioni su dieta GAPS e dieta paleolitica


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domenica 14 settembre 2008

Immorali diagnosi di immoralità - parte 2

La prima parte dell'articolo con i motivi dei ricoveri delle degenti del Padiglione femminile la trovate qui



Motivo del ricovero dei degenti del Padiglione Maschile

1) “Non lavorava e andava con gli amici al mercato a rubare.”
Diagnosi: stato di eccitamento in oligofrenico alcolista [qual è la malattia? Il fatto che non lavora!]

2) “Ritiene inutile studiare e farsi un avvenire.”
Diagnosi: schizofrenia [si sono mai chiesti il perché? Il motivo di quel rifiuto?Perdere interesse per il futuro è del tutto normale in certe circostanze, ma la psichiatria si pone il problema di chi perde la speranza e non di chi o di cosa te l’ha fatta perdere]

3) “Stava male da 7 anni, ma ultimamente ha abbandonato il lavoro e si comportava stranamente. Non mostra alcun interesse per il proprio avvenire lavorativo.”
Diagnosi: delirio paranoide [il lavoro, il lavoro! L’uomo è un vero uomo solo quando lavora, o forse, dovremmo dire, quando viene sfruttato]

4) “A 16 anni ha contratto malattia venerea, da allora cambiò carattere. Nella sua vita ha lavorato solo qualche mese. Maltrattava e minacciava la madre. Non la riconosceva.”
Diagnosi: sindrome schizofrenica

5) “Ricoverato da 51 anni (aveva 10 anni all’epoca del ricovero).”
Diagnosi: oligofrenia medio grado

6) “Vive vagabondo senza fissa dimora.”
Diagnosi: alcolista [pazzo perché vagabondo?]

7) “Era a lavorare in Germania. Si è presentato in ritardo alla visita militare (quasi sette mesi). Da circa due mesi in prigione a Gaeta, dove ha tentato il suicidio.”
Diagnosi: depressivo reattivo [pazzo perché non vuole rinunciare a un anno della sua vita facendo il servizio militare, pazzo perché quando gliela tolgono con la galera si sente morire]

8) “Inviato dall’ospedale militare Celio.”
Diagnosi: disturbi del contegno in individuo prepsicotico. Sindrome dissociativa [chi è folle, il soldato che non sopporta l’assurdità di una struttura impositiva e violenta come quella militare o è folle quella struttura che ti fa “impazzire”?]

9) Profugo in Italia da due mesi e mezzo. Non ha trovato un’occupazione.”
Diagnosi: sindrome depressiva [ditemi voi se con quei presupposti quest’uomo doveva pure essere contento]

10) “Non ha mai lavorato. Il suo delirio è che le persone parlano male di lui, gli dicono che non lavora, che è uno scansafatiche.”
Diagnosi: episodio delirante [delirio o realtà?]

11) “Vive vagabondo senza fissa dimora.”
Diagnosi: episodio confusionale in alcolista debole di mente [vagabondo quindi folle?]

12) “Amputazione post-traumatica coscia destra nel 1965; in seguito a difficoltà di lavoro comincia a bere.”
Diagnosi: stato depressivo ansioso in alcolista [comportamento perfettamente umano e comprensibile, qual è la follia, essere debole, avere subito un incidente, aver perso il lavoro? Sono folli le persone disoccupate o è folle una società dove la mancanza di lavoro è cronica, dove non si può vivere se non si viene schiavizzati da un lavoro alienante?]

13) “Ha lasciato un lavoro dicendo di non sopportare l’attività continuativa. Ha sempre lavorato poco e saltuariamente e vive a carico della famiglia.”
Diagnosi: schizofrenia [ci sono persone che si comportano in una maniera folle ammazzandosi di lavoro e rinunciando quasi alla propria vita, ma sono rispettate ed onorate dalla società; ci sono persone invece che non hanno molta voglia di lavorare, specie in un mondo in cui molti lavori sono alienanti, queste persone invece sono considerate “folli”]

14) “Ex barista, da circa sei mesi nessuna occupazione, scarsi tentativi per procurarsene una.”
Diagnosi: sindrome schizofrenica

15) “Disoccupato senza familiari disposti ad occuparsene.”
Diagnosi: schizofrenia [il manicomio come surrogato della casa di accoglienza, ma con in più un’assurda diagnosi stigmatizzante di schizofrenia]

16) “Inabile, mai stato capace di lavorare, vive a carico dei parenti.”
Diagnosi: stato di eccitamento in debole di mente

17) “Ha un litigio violento con la madre. Disoccupato.”
Diagnosi: stato di eccitamento in oligofrenico [se si litiga col genitore si finisce ricoverati dagli psichiatri, anche se forse una buona parte di responsabilità l’aveva il genitore stesso; ma si sa, quando la psichiatria interviene all’interno di un conflitto opprime sempre i più deboli]

18) “Tentativo di aggressione contro il padre verso il quale mostra animosità.”
Diagnosi: schizofrenia [come sopra]

19) “Non riesce a lavorare in modo continuativo da nessuna parte.”
Diagnosi: sindrome schizofrenica [schizofrenia come non adeguamento ai canoni sociali, chi non lavora è escluso dalla società, e la psichiatria si fa garante di tale esclusione togliendo fisicamente le persone dal mondo dei liberi e relegandole in un reparto psichiatrico]

20) “Da tre anni non è stato capace di trovare un’occupazione.”
Diagnosi: stati distimici[1] in debole di mente [e come se non bastasse questo problema ti mettono in manicomio, ottimo rimedio]

21) “Ricoverato da quando aveva 4 anni”
Diagnosi: oligofrenia cerebropatica in epilettico [4 anni, ricoverato a 4 anni! Potete immaginarvi che vita abbia vissuto? Forse la “stupidità” e l’epilessia della diagnosi sono state causate dagli psichiatri che l’hanno rinchiuso in un manicomio quando era ancora un bimbo, ma la psichiatria in 300 anni non ha mai ammesso apertamente i suoi errori]

22) “Sifilitico dall’età di 30 anni. Sempre condotto vita dissoluta; frequentava prostitute ed omosessuali.”
Diagnosi: arteriosclerosi [ricoverato perché arteriosclerotico? O perché offendeva il comune senso del pudore con la sua condotta sessuale?]

23) “Il padre ha dei dubbi sulla paternità, la madre è morta poco dopo il parto. Il paziente ha contratto la blenorragia ed ha avuto violente discussioni col padre per questo motivo.”
Diagnosi: schizofrenia [schizofrenico perché rifiutato dal padre che non ti considera suo figlio, perché tuo padre litiga continuamente con te]

24) “Non lavora dopo la paresi al braccio sinistro.”
Diagnosi: episodio confusionale

25) “Vive in campagna con la famiglia, ma se ne va in giro tutto il giorno in modo improduttivo.”
Diagnosi: schizofrenia paranoie

26) “Ha litigato improvvisamente col datore di lavoro.”
Diagnosi: stato disforico[2] ansioso in debole di mente [se si litiga col datore di lavoro si finisce ricoverati dagli psichiatri, perché i padroni, si sa, sono sempre amorevoli e affettuosi e non sbagliano mai vero?]

27) “Non riesce a conservare alcun posto di lavoro.”
Diagnosi: schizofrenia


Come è facile notare la “follia” delle donne risiede soprattutto nel discostarsi dal modello socialmente approvato di “donna virtuosa, sposa fedele e mamma amorevole” e per gli uomini nel non aderire al modello (del tutto complementare) dell’uomo che “fatica, lavora, porta i soldi in casa e mantiene la famiglia”. Prendete le diagnosi delle donne, coniugatele al maschile e avrete, secondo la morale comune, dei play boy, dei latin lover, al massimo dei gigolò (degli uomini non si potrà mai dire che sono prostituti, i “maschi” in una società maschilista vanno rispettati) o degli uomini che si godono la vita.

Le “diagnosi” della psichiatria non sono altro che pregiudizi “morali” su un comportamento; la morale nella nostra società “moderna” viene imposta per legge col ricovero coatto in una struttura psichiatrica. Dai tempi del santo uffizio è cambiato solo il nome dell’inquisitore, una volta si chiamava “ministro della religione cattolica”, adesso si chiama “medico psichiatra”. E come una volta erano più le donne che non gli uomini ad essere arse sul rogo per stregoneria, così oggi la psichiatria opprime più le donne che gli uomini.

Qualcuno magari penserà che si tratta di altri tempi, eppure quelle di sopra non sono diagnosi del medioevo ma del 1970, periodo in cui la nostra scienza ci permetteva di spedire razzi nello spazio e di condurre esperimenti per studiare le caratteristiche delle particelle subnucleari. Ed in quel periodo la psichiatria era considerata scientifica al pari della fisica nucleare.

Per altro ancora oggi simili casi avvengono, sono solo leggermente cambiati i pregiudizi sociali in base ai quali si viene spediti dallo psichiatra; le “diagnosi” psichiatriche si sono adeguate ai tempi, e curiosamente le “malattie mentali” di cui si occupano gli psichiatri si trasformano di pari passo coi modelli socio-culturali. Avete mai visto malattie che cambiano di pari passo col comune senso del pudore? Avviene solo in psichiatria.

[1] Distimia: forma di leggera depressione.
[2] Disforia nel linguaggio psichiatrico significa sofferenza.

3 commenti:

flo ha detto...

E in base a dei "pregiudizi morali" imbottiscono la gente di pesanti farmaci, talvolta ipnotici che snaturano irrimediabilmente le persone...

Anonimo ha detto...

ho letto tutti i tuoi articoli taggati "psichiatria" e voglio complimentarmi con te. Purtroppo siamo in pochissimi ad occuparci della storia di questa pseudoscienza e delle fallacie teoriche (che si trasformano, ahinoi!, in mostruosità fin troppo tangibili) che la rendono invalida come scienza. Si dovrebbe trovare uno spazio comune di dibattito e azione per quelli che come noi se ne interessano!
complimenti ancora

Domenico

corrado ha detto...

Grazie Domenico, ma siamo ancora di meno ad occuparci dell'avvelenamento del cielo e della manipolazione climatica (ti consiglio di guardare il mio dossier)

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