mercoledì 30 settembre 2009

Anche la seconda "vittima dell'influenza suina" non sembra sia stata uccisa dal virus H1N1

A Messina poco tempo fa c'è stata quella che, per i i titoli cubitali dei giornali, é stata una "morte per influenza suina", una fatalità che avrebbe colpito questa volta (sempre a dare ascolto ai mass-media) una persona sostanzialmente in buona salute.

Ma siamo sicuri che fosse davvero in buona salute? E che il decesso sia avvenuto davvero a causa dell'influenza suina?

Ovviamente no, perché se si gratta sotto la superficie delle dichiarazioni terroristiche dei media si scopre che la verità é tutt'altra.

Iniiziamo quindi dalla lettura di un articolo dal Nuovo Soldo (giornale locale siciliano) dal titolo già di per Sé eloquente: Influenza A, morta donna Papardo, per esperto virus ha solo aggravato.

Tale articolo riporta in realtà una nota dell'ANSA, e quindi (visto che per altro contraddice la versione ufficiale) più che attendibile (NB: in questa e nelle successive citazioni il grassetto é stato aggiunto dal sottoscritto).

(ANSA) MESSINA – La donna di 46 anni, G.R., deceduta a Messina per aver contratto il virus dell’influenza A, ma che soffriva da tempo di broncopolmonite, é il secondo episodio in Italia di decesso a causa del virus H1N1, nella sua relazione il direttore sanitario del Papardo, Eugenio Ceratti, sottolinea che la donna era giunta nel nosocomio lo scorso 30 agosto “con grave quadro di insufficienza respiratoria per estesi addensamenti polmonari bilaterali”.

Alla faccia delle buone condizioni di salute che presentava questa "vittima dell'influenza suina" prima di contrarre il virus ...

All'interno dello stesso articolo leggiamo poi che

Precedentemente, il 4 settembre, era deceduto, all’ospedale Cotugno di Napoli, un uomo di 51 anni che presentava da tempo gravi condizioni di base, con cardiopatia dilatativa e diabete grave.

Eh, già, e così siamo a ben due "morti per l'influenza suina" (del primo caso ci eravamo già occupati in un precedente articolo), ognuno dei quali versava già in cattive condizioni prima di essere vittime di questa terribile serial killer: l'H1N1.

Ma veniamo alla parte saliente dell'articolo, ovvero le dichiarazioni del dottor Cricelli

Nel caso della donna deceduta a Messina per influenza A e già affetta da broncopolmonite, il virus AH1N1 “ha solo probabilmente aggravato una situazione grave già in atto”. E’ l’opinione del presidente della Società italiana di Medicina generale (Simg) Claudio Cricelli.

A quanto risulta, ha detto Cricelli a margine di un incontro in corso a Praga sul tema dell’influenza A, “si tratta di un soggetto che già si trovava in una cattiva condizione di salute ed affetta da complicanze polmonari. La donna, a quanto risulterebbe, era cioé già affetta da una malattia polmonare e, stando alle prime notizie, il decesso è avvenuto a causa di tale patologia polmonare”.

Dunque, ha concluso Cricelli, “il virus ha probabilmente solo ulteriormente aggravato una situazione grave che era già in atto”.

Ma le incongruenze della versione ufficiale sbandierata dai media ("donna in buona salute stroncata e uccisa dall'influenza suina") non finiscono qui.

Come viene correttamente riportato nell'articolo di Melania Maria Barone (Influenza A. Gli interrogativi emersi dalle indagini sul decesso di Messina)

Gli esperti riferiscono che i sintomi dell'influenza suina sono comuni sintomi influenzali e durano circa 4-5 giorni. Dopo 9 giorni dal ricovero, la Giovanna Russo risultava negativa al virus contrariamente al primo tampone che le fu fatto al momento del ricovero, il 30 Agosto. Dunque da qui sorge il dubbio se l'infezione ai polmoni che presentava la Russo al momento del ricovero sia peggiorata negli ultimi giorni sia stata l'origine del suo calvario.

Eh già anche perchè un primo tampone del 30 agosto rilevava la presenza del virus, un tampone del 9 settembre rilevava l'assenza del virus, ed infine la donna é morta il 19 settembre: come possiamo mai affermare a questo punto che sia stata la famigerata "influenza suina ad uccidere la sventurata signora messinese?

Infine i medici che avevano in cura la sfortunata signora hanno utilizzato in extremis un farmaco sperimentale alla Proteina C (che ovviamente molte persone incaute o incolte hanno scambiato per la Vitamina C), un farmaco che quindi potrebbe essere stato la reale causa della morte della paziente; con questo non voglio affermare con certezza che il farmaco abbia ucciso la donna, ma che é legittimo sospettare dell'efficacia di un farmaco sperimentale i cui effetti collaterali possono essere talora mortali.

A tal proposito é istruttiva la lettura del caso del ragazzo sottoposto ad una terapia sperimentale con cellule staminali nel tentativo di curare una rara malattia genetica, e che ha sviluppato due tumori, fortunatamente benigni, al cervello e al midollo spinale; l'analisi delle cellule tumorali effettuata in seguito alla rimozione chirurgica dei tumori ha permesso di dimostrare con sufficiente certezza che tali cellule derivavano direttamente dalle staminali impiantategli in precedenza.

Tornando ai farmaci alla Proteina C ne esistono solo due tipi: il Ceprotin della Baxter e lo Xigris della Ely Lilly. Per quanto riguarda quest'ultimo sul già citato articolo di M. M. Barone trooviamo scritto quanto segue:

si legge nella sua descrizione che il farmaco viene somministrato per via endovenosa per 96 ore, ovvero 4 giorni. Dunque se sono stati seguiti questi tempi di cura, la donna è deceduta il quinto giorno. Si legge ancora che il “farmaco è sconsigliato per pazienti con sanguinamenti attivi” o con forte rischio emorragico. Dunque la procura dovrà piuttosto accertare se “questi addensamenti polmonari'' di cui si è trovato traccia, presentavano perdite ematiche, o quanto meno se erano idonei ad essere sottoposti ad una cura con proteina C attivata, sulla base della sperimentazione documentata del farmaco. In effetti si legge ancora negli effetti indesiderati che nel 3,5% dei pazienti con sanguinamento grave sottoposti al farmaco in via di sperimentazione, ci son stati 4 casi di decesso.



Chissà che sarebbe successo se invece del farmaco sperimentale alla Proteina C si fossero utilizzate alte dosi di Vitamina C; alte dosi di Vitamina C sono un ottimo rimedio per le malattie dell'apparato respiratorio, ma tali terapie, benché illustrate dal dottor Linus Pauling, due volte vincitore del nobel e fondatore della medicina ortomolecolare, sono avversate dalla medicina ufficiale perché le multinazionali del farmaco hanno sempre lavorato per nasconderne l'efficiacia. A tal proposito consiglio la lettura di questo lungo ed esauriente articolo: come vivere senza malattie e senza medicine - parte 3.

Ricordiamo anche che nel loro lavoro “The effectiveness of vitamin C in preventing and relieving the symptoms of virus-induced respiratory infections” (Manipolative Physiol Ther, ottobre 1999 vol 22 (8), pag 530-533) i dottori Gorton e Jarvis hanno dimostrato che la vitamina C è molto più efficace dei vaccini nel prevenire l’influenza e nel mitigarne i sintomi (tre dosi da un grammo al giorno per un adulto a livello preventivo, un grammo ogni ora per sei ore per mitigare i sintomi dell'influenza).



Una cosa però é sicura, i mass media manipolano l'informazione distorcendo i fatti per spargere un ingiustificato terrore; come conseguenza di queste sporche manovre la gente arriva a desiderare che venga presto distribuito quel vaccino (che é mille volte peggio della malattia) contenente il pericolosissimo coadiuvante squalene; lo squalene fu inoculato assieme al vaccino contro l'antrace ai militari USA che nel 1991 partirono per fare la guerra all'Iraq e fu uno dei principali responsabili delle terribili afflizioni che colpirono (molte volte con esito fatale) migliaiai di reduci.

Qui sotto il documentario "La sindrome del golfo" nella versione originale in lingua inglese



Persino alcuni siti possibilisti sull'utilità del vaccino riportano la pericolosità dello squalene, rivelano che il ministro della salute italiana abbia permesso il suo utilizzo nel nostro paese, e spiegano come esso permetta di ottenere rapidamente moltissime dosi di vaccino partendo da una quantità minima di "virus inattivato".

Ricordiamo che una ricerca condotta alla Tulane Medical School sui veterani della Guerra del Golfo vaccinati per l’antrace con un vaccino contenente l’immuno-coadiuvante MF59 (ovvero contenente lo squalene) ha dimostrato che:

…la maggioranza sostanziale (95%) dei pazienti che svilupparono la Sindrome della Guerra del Golfo (Gulf War Syndome) aveva anticorpi verso lo squalene.

Tutti (100%) i pazienti GWS immunizzati per il servizio Tempesta del Deserto/Scudo del Deserto che non furono impiegati, ebbero gli stessi segni e sintomi di quelli che lo furono, ovvero anticorpi allo squalene.

Per contro, nessuno (0%) dei veterani impiegati nel Golfo Persico senza segni e sintomi della GWS avevano anticorpi allo squalene. Né i pazienti con malattie idiopatiche e autoimmuni, né i controlli sulla salute mostravano un siero riconoscibile di anticorpi allo squalene. La maggioranza dei pazienti con i sintomi della GWS avevano invece detto siero.”


La micropaleontologa dottoressa Viera Scheibner, che ha condotto ricerche sugli effetti collaterali negativi dei coadiuvanti nei vaccini, ha scritto quanto segue sullo squalene.

Lo squalene “ha contribuito alle reazioni a cascata denominate Sindrome del Golfo, artrite, fibromialgia, linfoadenopatia, eruzioni cutanee, eruzioni cutanee fotosensitive, eruzioni cutanee alle guance, sindrome da fatica cronica, cefalea cronica, perdita anormale di peli, lesioni cutanee inguaribili, stomatite aftose, vertigini, debolezza, perdita di memoria, colpi apoplettici, cambiamenti dell'umore, problemi neuropsichiatrici, effetti negativi sulla tiroide, anemia, elevato indice di eritrosedimentazione, lupus eritematoso sistemico, sclerosi multipla, Sclerosi Laterale Amiotrofica (ALS), fenomeno di Raynaud, sindrome di Sjorgren, diarrea cronica, accessi di sudore notturno e leggera febbre.”



Sulla pericolosità del vaccino contro l'influenza suina vedi l'apposito dossier.

lunedì 28 settembre 2009

I casi di influenza suina si diagnosticano ufficialmente a partire da sintomi vaghi e molto generici

La recente nota circolare DGPREV/V/34102/1.4c.a.9 del 24 luglio 2009 stabilisce che da allora in poi i criteri per diagnosticare un caso di influenza suina sono puramente clinici, ovvero che si decide esclusivamente in base ai sintomi se un caso di malattia con febbre, tosse e mal di gola é da attribuirsi ad particolare agente infettivo oppure ad un altro.

A questo punto é d'obbligo ricordare che esistono diversi agenti che procurano malesseri simili all'influenza e difficilmente distinguibili da essa sulla base della sola sintomatologia (si parla infatti di sindromi para-influenzali).

Cito al proposito un sito sicuramente allineato col sistema della medicina ufficiale (figuratevi, é il sito della merck, azienda produttrice di vaccini!) ove si legge al riguardo dei virus parainfluenzali che essi sono

Tre virus, strettamente correlati, che provocano molte malattie respiratorie che vanno dal comune raffreddore fino alla polmonite simil influenzale, con il mal di gola febbrile quale manifestazione grave più comune.

Insomma qui sembra proprio che qualcuno si voglia prendere la libertà di conteggiare a suo piacimento i casi di influenza suina gonfiando ad arte, ove necessario, le statistiche.

In un primo momento mi ero chiesto "ma ho capito male per caso?" e così ho fatto un rapido controllo su internet trovando questa nota esplicativa della suddetta circolare ove si legge testualmente:

DEFINIZIONE DI CASO

“La definizione di caso sospetto deve essere sottoposta a revisione, non essendo più validi, in questa fase, i criteri epidemiologici indicati nella Circolare telefax n DGPREV.V/P/23277/I.4.c.a.9 del 20 maggio u.s.”.

“Pertanto, il sospetto di influenza da nuovo virus A(H1N1)deve essere preso in considerazione anche in assenza di viaggi all’estero nei 7 giorni precedenti l’insorgenza della sintomatologia influenzale.”.

Secondo la Circolare ministeriale del 24 luglio, nell’attuale fase, la diagnosi di influenza da virus A(H1N1) deve essere basata sul solo criterio clinico.

CRITERI CLINICI
La malattia viene definita come un’affezione respiratoria acuta ad esordio brusco ed improvviso con febbre ≥ 38°C, accompagnata da almeno un sintomo tra i seguenti:

• cefalea
• malessere generalizzato
• sensazione di febbre (sudorazione, brividi)
• astenia

e da almeno uno dei seguenti sintomi respiratori:

• tosse
• faringodinia
• congestione nasale

Ciò vuol dire che non mi sono sbagliato per niente, che qualcuno ha deciso che si debbano conteggiare come casi di influenza suina quelli in cui si verificano

* febbre alta (che può verificarsi in seguito all'infezione di un qualsiasi agente influenzale o parainfluenzale ed seguito a diverse infezioni batteriche)

* uno almeno dei seguenti sintomi:

- mal di testa (cefalea)
- malessere generalizzato (molto vago e molto comune)
- sudorazione e brividi (vedi sopra)
- debolezza (astenia)

e voglio proprio vedere come una persona con la febbre alta non si senta almeno debole (astenica) e non provi un malessere generalizzato

* uno almeno dei seguenti sintomi respiratori

-
tosse
- mal di gola (faringodinia, il solito parolone medico che rappresenta un molto più prosaico dolore alla gola)
- congestione nasale (insomma, raffreddore, naso che cola, difficoltà a respirare col naso a causa del muco che blocca il passaggio dell'aria dalle cavità nasali)

A questo punto credo sia doveroso puntualizzare che i più diversi tipi di infezione possono procurare una febbre più o meno alta a seconda di come reagisce il nostro sitema immunitario, ovvero a seconda che noi sviluppiamo una forma più o meno grave della stessa malattia; che l'intensità della febbre permetta di distinguere tra diversi tipi di agenti infettivi sembra, diciamo così, poco realistico.

Se poi qualcuno ha la sventura di ammalarsi e di sviluppare una febbre alta, dei sintomi del primo gruppo (debolezza, malessere generalizzato, mal di testa, sudorazione e brividi) almeno due o tre si manifesteranno quasi sicuramente, e quindi per poter distinguere un caso di influenza suina da un caso di influenza di altro tipo o di sindrome para-influenzale resterebbero solo i sintomi del secondo gruppo che sono: tosse raffreddore e mal di gola!

E notate bene, basterebbe la presenza di uno soltanto di questi tre sintomi per distinguere alla fine una febbre alta dovuta all'influenza suina da una febbre alta dovuta ad altro tipo di agente infettivo.

Eppure qui stiamo parlando dei sintomi comunemente associati ad un brutto raffreddore accompagnato da un discreto rialzo febbrile, ma che sono comuni a molte altre afflizioni apparentemente similari.

Di questi tempi dalle mie parti ad esempio gira una fastidiosa forma infettiva di sicura origine batterica (dal momento che viene debellata dagli antibiotici) e che causa febbre alta, debolezza tosse, mal di gola e difficoltà respiratorie, e che quindi (in base alla sola analisi dei summenzionati criteri clinici ministeriali) rientrererebbe a buon diritto nella casistica dell'influenza suina ... eppure si tratta di una forma batterica e non virale, altro che influenza suina e virus H1N1 dei miei stivali!

Signori miei, qui ci prendono letteralmente per i fondelli!



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Influenza suina, numeri gonfiati, sintomi generici e test inattendibili

domenica 27 settembre 2009

Influenza suina, numeri gonfiati, sintomi generici e test inattendibili



Guardando questo video potrete vedere coi vostri occhi come i giornali abbiano mentito spudoratamente per inculcare nei propri lettori la paura di un'epidemia che non c'è stata: il 2 luglio vengono preannunciati 100.000 nuovi casi al giorno di influenza suina in Inghilterra , dopo 3 settimane vengono annunciati 65.000 morti a causa della stessa malattia, ma alla fine il 15 agosto si tirano le somme e si scopre che vi sono stati in totale 7.000 casi accertati di influenza suina. Visto che parliamo di un periodo di circa 40 giorni, e dal momento che 40 per 100.000 è uguale a 4 milioni, possiamo proprio dire che i giornalisti hanno dato i numeri e che le hanno sparate grosse, grossissime.

Ciò nonostante chi ha diffuso quelle bufale é ancora saldamente al suo posto di lavoro (invece che essere stato licenziati) proprio perché ha svolto per bene la propria funzione di propalatore di menzogne.

Ma queste cifre relative a migliaia di casi "ufficialmente accertati" di contagio da dove vengono? Da un test che, data la subitanea comparsa del novo ceppo virale, é stato approntato in fretta e furia, come in fretta e furia sono stati approntati i nuovi vaccini; che garanzie abbiamo che tale test risulti accurato?

Su un articolo comparso sul sito global research leggiamo infatti dell'ammissione da parte dell'agenzia governativa statunitense Food & Drug Administration che il ‘test’ non é sicuro. Per altro come abbiamo già visto le morti per influenza suina sono spesso attribuibili a ben altre cause concomitanti e pre-esistenti, e che le vittime di cui si parla in questi mesi people hanno avuto complicazioni respiratorie. Ma la gente muore ogni giorno di malattie respiratorie. Solo negli USA si sono verificate ogni anno circa 36.000 morti correlate all'influenza senza che ci siano mai state queste manifestazioni di panico e di allarmismo. La maggior parte di queste morti occorrono tra la popolazione anziana o tra le persone con malattie polmonari.


Da notare che i sintomi dell'influenza suina elencati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità e dal Center for Disease Control statunitense sono: febbre, tosse, mal di testa, naso che cola. La cosa non vi sembra un po' sospetta? D'altronde delle migliaia di persone che rientrano tra i "casi accertati" di influenza suina la gran parte é tornata in salute dopo un periodo di tempo compreso tra i 3 e i 7 giorni, come succede con un brutto raffreddore.


Nel video successivo possiamo osservare come la stessa cosa si sia verificata nel 1976, quando l'epidemia annunciata non si verificò, e le morti furono causate dal vaccino (almeno 25 furono i casi mortali di sindrome di Guillan-Barré causati dalla campagna di vaccinazione di massa).



Come si può leggere sul sito governativo del CDC (il tristemente noto Centr for Disease Control) l’influenza suina nel 1976 fece la sua comparsa a Fort Dix, New Jersey, dove ci furono 230 casi di contagio, 13 casi di persone che soffrirono di seri problemi alle vie respiratorie, dovute al virus ed un solo morto. Riporta testualmente il CDC che "tale forma virale fu rilevata solo dal 19 gennaio al 9 febbraio e non si diffuse al di là di Fort Dix"

Interessante è anche la seguente frase riportata sul sito del CDC: "molte domande rimangono senza risposta, inlcusa la seguente: da dove è venuto fuori il virus del New Jersey? Perchè il contagio si arrestò?"

Un sospetto a questo punto é pienamente legittimo, dal momento che la "mancata pandemia" si é originata all'interno di una struttura militare: la diffusione di quel virus (precedentemente identificato in Cina nel 1935) fu intenzionalmente causata dai soliti apparati militari come tante altre volte é succeso nella storia recente, specie negli USA? Fu una sporca manovra (allora come adesso) per giustificare una campagna di vaccinazione di massa?

Di sicuro le menzonge ora come allora sono palesi a chiunque voglia aprire gli occhi.

Per approfondimenti leggi il dossier sull'influenza suina e sul tossico vaccino allo squalene che vogliono inoculare a tutti.




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venerdì 25 settembre 2009

Il primo "morto per la suina", ordinaria strumentalizzazione mass mediatica


"Presenta uno stato di compromissione generale e malattie di basi importanti - insufficienza renale e cardiomiopatia dilatativa - su cui si è innescato il virus dell’influenza" queste le parole del direttore sanitario del presidio infettivologico di Napoli, Maiorino, riportate anche all'interno di un articolo comparso sul sito de "Il Giornale".

Tale articolo non nega che la morte per influenza H1N1 avvenga su persone già fortemente debilitate, ma la notizia di quella prima vittima (che poi forse non lo è come vedremo in seguito) deve essere data in pasto all'opinione pubblica mettendo in primo piano la morte ed il contagio col virus dell'influenza suina, e poi in secondo piano le vere cause del decesso, ovvero le pre-esistenti gravi condizioni di salute.

Le gravissime patologie di cui soffriva il paziente prima di contrarre il virus non vengono generalmente citate nei titoli dei vari giornalie telegiornali, ma vengono invece spesso spesso messe in secondo piano, per dare maggiore enfasi alla notizia dell'influenza. D'altronde é noto che molta gente legge solo i titoli, e che anche se legge l'articolo, vedere in grande evidenza a caratteri cubitali nel titolo la frase "PRIMO MORTO PER L'INFLUENZA SUINA" ha un grande effetto emotivo, che non viene necessariamente mitigato dalla lettura nel corpo dell'articolo delle notizie che permettono di attribuire un'altra causa a quel decesso.

Ad esempio su TRT - Italia il titolo annuncia la morte mentre l'articolo parla subito delle gravissime condizioni di salute dell'uomo

Titolo dell'articolo: Italia prima morte influenza suina

Inizio dell'articolo: NAPOLI (Reuters) - Il paziente 51enne dalla salute già compromessa ricoverato in ospedale a Napoli dopo aver contratto l'influenza H1N1 è morto questa notte.

E sul sito scienze.tv

Inizio dell'articolo: Influenza suina: primo morto in Italia

INIZIO dell'articolo: NAPOLI -- E' stata una delle concause. Prima vittima dell'influenza suina anche l'Italia. E' morto nella notte il paziente napoletano di 51 anni ricoverato da giorni all'ospedale Cotugno di Napoli. La notizia è stata diffusa dal direttore sanitario dell'ospedale, Cosimo Maiorino attraverso una nota.

E sul corriere.it leggiamo

Titolo dell'articolo: Influenza A un caso a Napoli - L'ospedale: è grave - smentita la notizia della morte del paziente 51enne: "le condizioni sono stabili"

Inizio dell'articolo: Sono molto gravi a causa dell'aggravarsi dell'insufficienza cardiaca preesistente

E qui c'è pure un giallo dentro la mistificazione delle notizie, il paziente é morto? No, successivamente alle notizie riportate dalla stampa su questa "prima morte per l'influenza suina" anche l'ANSA smentisce e si parla di condizioni gravi. Poco importa sapere poi come si siano evolute le condizioni di salute di quella persona (speriamo bene per lo sfortunato signore), sta di fatto che viene annunciata una morte per agitare lo spauracchio di questa influenza (che non è più pericolosa delle altre, come afferma il ministro della salute australiano) per poi passare ad una smentita nella quale l'influenza viene lo stesso associata, nel titolo, all'influenza suina (sempre a caratteri cubitali).

Dalla lettura di alcune di tali smentite apprendiamo che la persona in questione soffriva persino di diabete.

Da notare che riguardo al secondo caso di persona ricoverata in seguito ad infezione dello stesso virus "suino", che era relativamente sana quando é stata colpita dall'influenza, il direttore sanitario Maiorino afferma: "non ha gravi compromissioni e le sue condizioni sono migliorate rispetto al momento del ricovero".

Come giustamente scrive l'amico Pirata Pantani nel suo blog operazione risveglio:

i pazienti in partenza sani tendono a guarire, quelli già mezzi morti muoiono del tutto ... accade anche con la normale influenza stagionale, che nel mondo causa decine di migliaia di morti nel silenzio più assoluto dei media!

Intanto oggi sarà presentato alle Regioni il piano per "fronteggiare" l'influenza, e non si capisce bene come dal 15 di novembre con 8 milioni di dosi riescano a vaccinare il 40% della popolazione (che si aggira sui 60 milioni).

Per ultima una lettura ad un articolo del Dott. Veronesi su Repubblica, il quale giustamente fa notare che "tutti i virus influenzali, quelli che definiamo 'stagionali', causano una lieve mortalità, in media intorno all'1 per mille dei contagiati ..." .

In Italia i contagiati sarebbero circa 1800 fino ad ora, un morto ci può stare?

Evidentemente tutta questa campagna di strumentalizzazione mass-mediatica delle condizioni di salute dello sfortunato signore di Napoli serve a diffondere l'idea della pericolosità dell'influenza per spingere le persone ad accettare una campagna di vaccinazione di massa (che potrebbe anche essere obbligatoria) con vaccini estremamente pericolosi contenenti mercurio e squalene.

Informati leggendo il dossier sul vaccino contro l'influenza suina pubblicato all'indirizzo http://scienzamarcia.altervista.org/suina.html, diffondi e condividi le informazioni in esso contenute con ogni mezzo possibile.

NB: il dossier é in costante miglioramento ed aggiornamento, ed appena possibile cercherò di preparare un file compresso scaricabile che si possa agevolmente distribuire su CD-ROM e chiavetta USB, nonchè una versione stampabile. Data l'urgenza della questione (le vaccinazioni inizieranno a novembre, potete iniziare a diffondere il link e le informazioni contenute in quella pagina con ogni mezzo possibile (segnalazioni sul vostro blog, diffusione via mail, etc.).




Leggi l'articolo correlato

Anche la seconda "vittima dell'influenza suina" non sembra sia stata uccisa dal virus H1N

Il conteggio dei voli notturni, l'ennesima prova della realtà delle scie chimiche


Come notare e dimostrare il programma notturno di spargimento delle scie chimiche, un esempio di come sia possibile fare due semplici controlli sugli orari dell'aeroporto più vicino e mostrare ai propri conoscenti la realtà del fenomeno.

Quando faccio osservare alla gente scettica l'esagerato numero di voli aerei nel cielo notturno, visibilmente bassi (come si può notare dalle luci di posizione e dal forte rombo dei motori, che in un semplice calcolo logaritmico indica essere chiaro indizio del sorvolo a bassa quota) che io ovviamente addebito ai velivoli che diffondono clandestinamente scie chimiche (cercando di farsi notare il meno possibile nascondendosi nella notte, almeno fin quando non c'è la luna piena a smscherarli), mi sento prontamente rispondere che si tratta degli "aerei che atterrano ad Orio al Serio" ovvero l'aeroporto più vicino.

La cosa notevole é che la stessa risposta la davano sia le persone che "non credono" alle scie chimiche che quelle che "ci credono", ma che lo stesso non vogliono pensare che la notte ci sia un'attività di irrorazione così massiccia. In effetti gli aerei che vedevamo dal nostro punto di osservazione sembravano volare quasi tutti nella stessa direzione per cui poteva anche essere sensato in teoria, che fossero tutti aerei che atterravano ad Orio (e non che decollavano) però ...

In queste sere d'agosto, nelle quali non si poteva fare a meno di uscire la sera prendere un po' di fresco quei voli si notavano bene, ed erano circa uno ogni due minuti. Mi ricordo in particolare due domeniche successive in cui ho potuto notare (e far notare) questo fenomeno ed in cui ho detto che non possono essere aerei civili che atterrano ad Orio, basta guardare gli orari e controllare che non ci sono poi tanti aerei che atterrano ad Orio. Per altro non si può pensare che dal nostro punto di osservazione si possano osservare tutti gli aerei che atterrano all'aeroporto, ad essere generosi se ne potranno osservare un terzo (ovvero quelli che provengono da rotte comprese entro un angolo di 120°).

In effetti dalle 21 alle 22, orario in cui tutti (credenti e miscredenti) notavamo questi voli così frequenti (diciamo una trentina nel giro di un'ora) ecco quali erano gli aerei che atterravano ad Orio al Serio la domenica (indicata con D negli orari). Faccio riferimento agli orari rilevati ad agosto sul sito di Orio al Serio e che ho registrato mettendoli on line anche a questo indirizzo.

Bari (BRI) - RYANAIR - FR 04705 - Arrivo 21:55 - D
validità dal 29/03/2009 al 24/10/2009

Hannover (HAJ) - TUIFLY.COM - X3 03498 - Arrivo 21:15 - D
validità dal 24/05/2009 al 18/10/2009

Liverpool (LPL) - RYANAIR - FR 04538 - Arrivo 21:30 - D
validità dal 29/03/2009 24/10/2009

Londra Stansted (STN) - RYANAIR - FR 04198 - Arrivo 21:40 - L - Mar - Mer - G - V - D
Validità dal 20/04/2009 24/10/2009

Madrid (MAD) - RYANAIR - FR 05995 - Arrivo - 21:25 - D
Validità dal 12/04/2009 24/10/2009

Pescara (PSR) - RYANAIR - FR 04016 - Arrivo 21:35 - Mer - D
Validità dal 02/09/2009 al 24/10/2009

Roma Ciampino (CIA) - RYANAIR - FR 09465 - Arrivo 21:20 - S -D
Validità dal 26/07/2009 24/10/2009

Il numero totale dei voli in atterraggio é quindi 7 (e non certo 30!) e di questi voli quanti credete che possano essere visti dal mio paese? Se vediamo l'aereo che atterra da Roma potremo mai vedere quello che atterra da Hannover, Londra, Liverpool?

O forse vogliamo inventarci qualche improponibile giustificazione del tipo che gli aerei che vediamo sono tutti aerei aidibiti al trasporto merci che, per chissà quale strana motivazione, adesso volano tutti concentrati nelle ore serali e notturne, con la conseguenza che gli orari di lavoro degli addetti alla catena di distribuzione delle merci sarebbero adesso per lo più serali e notturni? Per carità ...

Sopra il mio paese so per certo che passano in decollo o in atterraggio gli aerei sulla rotta Orio-Catania (perché ci sono salito su alcune volte) ma questo fa escludere che lo stesso succede per aerei che volano da e per il nord Europa. Possiamo quindi supporre, largheggiando, che di questi 7 voli 3 possano essere visibili dal nostro punto d'osservazione. Ma fra 3o e 3 c'è una differenza abissale, un rapporto di 10 a 1!

E se vogliamo fare finta di non avere potuto ben osservare le direzioni degli aerei notturni, se vogliamo mettere in conto anche quelli che potrebbero decollare da Orio potremmo passare da 3 a 6 voli notturni (percepibili dal nostro punto di osservazione), e resterebbero sempre 24 (trenta meno sei) voli notturni a bassa quota la cui presenza sarebbe inspiegabile se non si tenesse conto del programma di spargimento clandestino delle scie chimche, che spesso all'alba lasciano il cielo pesantemente striato.

E che dire degli aerei il cui rombo si ode la notte, a volte anche all'una, le due, le tre di notte? Aerei che atterrano o decollano da Orio? Nell'oraro estivo da me consultato non esiste nessun volo notturno in atterraggio in nessun giorno dellla settimana dalla mezzanotte e cinque minuti fino alle 4.30. A conferma della nozione intuiva che gli aerei civili di norma evitano di volare in piena notte.

I voli per la precisione sono i seguenti:

Santander [Spagna] (SDR) - RYANAIR FR - 04793 - Arrivo 00:05 - G
Validità dal 16/04/2009 24/10/2009

Casablanca (CMN) - AIR ARABIA MAROC - 3O 00517 - Arrivo 04:30 - Mar - G
18/08/2009 20/08/2009

Casablanca (CMN) - AIR ARABIA MAROC - 3O 00517 - Arrivo 04:30 - L - Mer - V
Validità dal 21/08/2009 12/09/2009

... e non mi dite che l'Italia é piena di ricconi che amano pilotare il proprio aereo personale nel cuore della notte.




Nel video qui sotto scie chimiche notturne al chiaro di luna filmate a Galore.

giovedì 24 settembre 2009

Come neutralizzare una vaccinazione (in caso di vaccinazione forzata)

articolo tratto dall'ottimo blog tuttouno

«Alcuni vaccini possono essere implicati nelle malattie degenerative come l'artrite reumatoide, la leucemia, il diabete e la sclerosi multipla. »

Dr. G. DETTMAN (Australian Nurses Journal)

Ecco qui di seguito alcuni rimedi che potrebbero servire per contrastare una vaccinazione forzata:

Cosa fare per neutralizzare un vaccino?
titolo originale: Que faire pour neutraliser un vaccin ?

traduzione di Giuditta

In caso di una impossibilità totale di evitare un vaccino (vaccinazione forzata da violenza fisica e/o morale, ricatto professionale, impedimenti a poter partecipare ad un corso, ecc.) munirsi di un tubo di argilla in pasta (negozio di dietetica, o erboristeria), una garza e una banda autoadesiva.

Raggiungere le toilette appena possibile dopo l'iniezione e spalmare abbondantemente l'argilla sul sito del vaccino, mettere la garza e incerottare.

Conservare il tutto minimo due ore, il vaccino sarà assorbito quasi completamente dall'argilla.

Delle operazioni simili sono state testate su bebè, cani e gatti e si sono rivelate efficaci quasi al 100%, senza nessuna apparizione delle manifestazioni solite come febbre, stanchezza, eruzioni cutanee...

per misura di sicurezza, si possono in più stimolare le difese immunitarie naturalei con differenti metodi, a scelta o in associazione:

-Cloruro di magnesio, 40 ml di soluzione per un adulto-25ml per un bambino, tre volte al giorno, il giorno della vaccinazione e il giorno dopo.
Preparazione della soluzione: 20 grammi (1 sacchetto) in 1 litro di acqua (in farmacia).

-Estratto di semi di pompelmo: 30 gocce in un bicchiere di acqua, 3 volte al giorno, per 2-3 giorni

N.B.Scoperto nel 1980, la sua azione si estende a circa 800 tipi di batteri e di virus, e circa 100 tipi di micosi, e inoltre a un grande numero di parassiti unicellulari. Questo fatto fa dell'estratto di semi di pompelmi, con l'argento colloidale, il più potente antibiotico (antivirale, antimicotico) naturale conosciuto.
Ricordate che l'azione degli antibiotici convenzionali si limita ai batteri e contrariamente a quesri ultimi , esso è totalmente sprovvisto di tossicità e stimola le difese immunitarie invece d'inibirle.

-Vitamina C naturale: acerola o cynorrhodon, 2 a 3 grammi al giorno per 2- 3 giorni.

Un'altra soluzione:
In virtù del principio che "non è il vaccino che è obbligatorio, ma solo il certificato!", trovare un medico intelligente e pietoso, che accetti di...[...]

Questa qui sotto è una mia idea, a mali estremi estremi rimedi!

L'ASPIVENIN (ASPIRA-VELENO DI SERPENTI, API...E VACCINI KILLER)
Questo è un apparecchio, una grande "siringa" a depressione, invece di iniettare aspira. Io l'ho utilizzata varie volte dopo punture di vespe, e funziona!

Schiacciando lo stantuffo, l'aria esce da un piccolo foro superiore, quindi si forma nell'imbuto trasparente a contatto della pelle un vuoto che aspira il veleno all'esteriore della parte trattata.

mercoledì 23 settembre 2009

I bambini di Hopewood, i più sani d'Australia

I BAMBINI DI HOPEWOOD – I PIÙ SANI D’AUSTRALIA

Articolo di Ian Sinclair dal sito vaccinationdebate.com, tradotto per comedonchisciotte.org da GIANNI ELLENA

Nel 1942 Leslie Owen Bailey, un grande filantropo e fondatore della Natural Health Society of Australia [Società Australiana per la Salute Naturale] , accettò l’affidamento di 85 bambini le cui madri non erano in grado di accudire. Allevati secondo i principi della Salute Naturale e cresciuti nella Hopewood House di Bowral, NSW (Nuovo Galles del Sud), essi divennero famosi come i bambini di Hopewood.

Molti di questi bambini erano poco più che neonati, e siccome non era possibile allattarli al seno, furono allevati con latte caprino. Ai più grandicelli all’inizio venne dato latte di mucca non pastorizzato, ma siccome alcuni svilupparono problemi di muco, venne usata frutta fresca e succhi vegetali come sostituto. Dai due anni in su, la dieta di questi bimbi consisteva in frutta fresca, radici e verdure, insalate, uova, noci, riso, porridge, pane e biscotti integrali, frutta secca, burro non salato, lenticchie, soia, ecc.

Tra un pasto e l’altro si dava loro soltanto frutta o succhi di frutta, e i bambini erano incoraggiati a bere molta acqua delle fonti locali e quindi pura e senza floruri. Il loro dolce preferito era fatto di carrubi, cocco, frutta secca e miele.

Il Child Welfare Department [Dipartimento per il Benessere Infantile], che sovrintendeva alla salute dei bambini, insisteva che venisse loro data “carne”, ma quando questa veniva loro servita, i bimbi la rifiutavano. Alcuni nutrizionisti dell’Università di Sydney, analizzando i contenuti nutritivi della dieta di Hopewood, videro che non solo era più che adeguata, ma addirittura superiore, come livelli di proteine, carboidrati, grassi e minerali, alle cosiddette “diete convenzionali”. Quando i risultati dei test furono resi pubblici, il Dipartimento per il Benessere Infantile non insistette più perché ai bimbi fosse aggiunta la carne nella dieta.

È degno di nota considerare che tra questi 85 bambini non ci fu mai alcuna malattia seria, che nessuno di loro fu mai operato, né furono loro somministrati medicinali di alcun tipo, né furono usate droghe, e non furono MAI VACCINATI. L’unico caso di malattia capitò quando 34 bambini svilupparono la varicella; furono immediatamente ricoverati e furono curati esclusivamente con acqua e succhi di frutta freschi. Tutti si ripresero senza alcun danno ulteriore. Indagando su come questo fosse successo, si scoprì che mentre erano a scuola i bambini avevano scambiato i loro pranzetti sani con pranzi convenzionali meno sani, quindi quel caso di varicella non sorprese più di tanto.

Nel 1947 il dottor N. E. Goldsworthy, medico a capo dell’Istituto per la Ricerca Dentale di Sydney, volle controllare lo stato dentale dei bimbi di Hopewood. Lui e i suoi assistenti fecero un ampio rilevamento sullo stato dentale dei bambini per un periodo di dieci anni e scoprirono che i bambini di Hopewood avevano sviluppato fino a 16 volte meno carie dei loro coetanei di Sydney. Mentre ai bimbi di Sydney fu riscontrata una media del 9,5% di denti cariati, mancanti o piombati per bimbo, nei bambini di Hopewood questa percentuale arrivava soltanto allo 0,58. Nelle parole del dottor Goldsworthy stesso, i risultati furono “poco meno che miracolosi”. I bambini di Hopewood avevano il più alto standard di salute dentale mai studiato, sorpassando perfino i bambini nativi della Nuova Guinea che, fino allora, avevano la reputazione di avere i denti più sani del mondo.

Anche la medicina tradizionale si interessò al caso dei bambini di Hopewood, nelle persone di Sir Lorimer Dodds e del dottor D. Clements, direttore del Centro per il Nutrimento Infantile dell’Università di Sydney, che monitorarono la salute dei bimbi per un periodo di 9 anni. Esaminarono tonsille e adenoidi e convennero di non aver mai visto un gruppo così sano. Anche una psicologa infantile, Zoe Benjamin, esperta in auge in quel periodo, dopo aver passato un lasso di tempo con il gruppo di bimbi, disse con stupore di non aver mai incontrato un gruppo di bambini con personalità così indipendenti e felici.

La cosa più notevole fu il fatto che nonostante alcuni di questi bambini avessero ereditato una salute cagionevole dovuta alle malattie delle loro madri, e nonostante il fatto di non essere stati allattati al seno né aver avuto l’affetto e la tenerezza materni, erano cresciuti robusti e sicuri di sé.

I bambini di Hopewood servono da esempio a tutti quei genitori che vogliono allevare i loro bambini in modo naturale, senza medicinali o vaccini. Questi bambini sono testimoni della verità e validità della Salute Naturale. La storia completa dei bambini di Hopewood si può leggere sul volume 5, numeri 3, 4, 5 e 6 e sul volume 6, numero 1 della rivista National Health, pubblicati dalla Natural Health Society of Australia [Società Australiana per la Salute Naturale n.d.t.].




Articolo correlato: Nessun dato scientificio a sostegno dell'utilità dei vaccini

Articoli correlati in inglese dal sito vaccinationdebate.com:

GRAPHICAL EVIDENCE SHOWS VACCINES DIDN'T SAVE US

HISTORICAL FACTS EXPOSING THE DANGERS AND INEFFECTIVENESS OF VACCINES

DOCTORS AND SCIENTISTS CONDEMN VACCINATION

WHY VACCINES ARE INEFFECTIVE

WHY VACCINES ARE HARMFUL

WHY VACCINATION CONTINUES

THE BENEFICIAL NATURE OF CHILDHOOD INFECTION

HEALTH - THE ONLY IMMUNITY

martedì 22 settembre 2009

Lettera di Romina Power ai ministri: "Dico no ai vaccini e vi spiego perché"

Come nel caso della lettera del dottor Serravalle, pubblico questa lettera non tanto perché aggiunga qualcosa a quanto già reso noto in questo sito sui danni delle vaccinazioni contro l'influenza suina, sulla bufala della pandemia, né sulle vere ragioni per la quale si é creato questo scandaloso teatrino, ma solo perchè si dia ampia diffusione a questo testo.

Fate circolare questo documento.



Alla cortese attenzione del Ministro della Salute, On. Maurizio Sacconi e del Vice Ministro della Salute, On. Ferruccio Fazio.


Egregio Signor Ministro, Egregio Signor Vice Ministro. Vi scrivo in merito alla supposta "pandemia" A/H1N1, meglio nota come "febbre suina". Secondo quanto avete dichiarato ai media, sono previste per l'Italia due tranches di vaccinazioni; la prima in autunno 2009 e una successiva all'inizio del 2010. Come cittadina italiana e contribuente, mi permetto dunque di sottoporVi alcuni seri dubbi riguardo all'opportunità della campagna di vaccinazione.

1. Secondo quanto apprendo dalle Vs dichiarazioni, i sintomi dell'influenza A/H1N1 non sarebbero altro che quelli della normale influenza stagionale, in forma più lieve per giunta. E mentre l'influenza stagionale provoca fino a 5000 decessi ogni anno solo in Italia, in questi mesi la A/H1N1 ha provocato "soltanto" poco più di 700 decessi in tutto il mondo.

2. E' perfino superfluo rammentarVi quanto possa essere nocivo un vaccino al sistema immunitario, specialmente nei bambini e negli anziani e, di conseguenza, quanto sia inopportuno scegliere la strada del vaccino per malattie di poco conto e scarsamente nocive come questa influenza suina.

3. Gravissime accuse contro l'OMS, le case farmaceutiche Baxter, Sanafi-Aventis e Novartis e una serie di personaggi di rilievo della finanza e della politica internazionale, sono state mosse dalla nota giornalista austriaca Jane Burgermeister (leggi La Scienza Verde di agosto). Secondo la denuncia, sia il vaccino che la stessa epidemia A/H1N1 sarebbero armi biologiche deliberatamente utilizzate per la riduzione della popolazione mondiale.

4. L'ingiunzione dell'affermata giornalista contiene una dettagliata documentazione atta a dimostrare la reale entità dell'epidemia di influenza suina e del relativo vaccino, nonché le gravissime responsabilità degli enti e delle persone chiamate in causa. Sulla base dell'ingiunzione presentata dalla Burgermeister, sono attualmente in preparazione un'ulteriore ingiunzione ed una mozione ad opera di un team di esperti legali americani. Per quanto le gravissime accuse mosse contro l'OMS e Big Pharma siano ancora da dimostrare in tribunale, sarebbe quanto meno opportuno che il Ministero della Salute tenesse conto di queste, prima di "buttarsi a pesce" nell'avventura di una vaccinazione di massa.

5. La stessa OMS non ha escluso rischi, affermando che "nella produzione di alcuni vaccini per la pandemia sono coinvolte nuove tecnologie che non sono state ancora valutate estensivamente per la loro sicurezza in certi gruppi della popolazione".

6. Una serie di eventi e circostanze getta pesanti ombre su questa vaccinazione, nonché sul ruolo di Big Pharma nella politica sanitaria dell'OMS.

7. Il Vice Ministro Fazio ha dichiarato che il costo per l'acquisto dei vaccini ammonterebbe a "poche centinaia di milioni di euro". Una cifra, secondo il Vice Ministro che non creerebbe problemi, neanche in "periodi di magra" come questi. Con tutto il rispetto, considero questa dichiarazione un vero e proprio insulto ai cittadini che faticano ad arrivare a fine mese! Per questa serie di ragioni, mi appello al Vostro buon senso, nonché alla Vostra professionalità, nel chiederVi di riconsiderare la Vostra posizione sulla campagna di vaccinazione per l'A/H1N1 indicata dall'OMS, sulla base di quanto riportato sopra. Al di là delle direttive dell'OMS, la responsabilità politica in materia di sanità in Italia spetta al Ministero e per questo mi rivolgo a Voi. Vi anticipo che, nell'eventualità di una vaccinazione di massa, non mi sottoporrò ad essa. Se anche tale vaccinazione fosse fortemente vincolante o addirittura (Dio non voglia!) coatta, la rifiuterei comunque, sulla base dei punti elencati sopra, nonché delle ingiunzioni presentate.

Sono in procinto di contattare la signora Burgermeister ed alcune delle più note associazioni italiane in difesa della libertà di scelta in materia di vaccinazioni sperando di ricevere aiuto e consiglio. Includo in copia conoscenza CC alcuni dei migliori siti internet italiani di informazione, al fine di lasciare una traccia di quanto Vi ho scritto. Se i gestori di tali siti internet e blog vorranno pubblicare questo mio appello a Voi, hanno il mio pieno consenso a farlo. Auspico anzi che da tale lettera possa eventualmente nascere una petizione da sottoporre alla cortese attenzione del Ministero della Salute, al fine di sensibilizzarlo ulteriormente al problema, poiché al di là della preoccupazione di alcuni cittadini per questa influenza suina - preoccupazione esclusivamente generata dal vergognoso ed ingiustificato allarmismo dei media tradizionali (un vero e proprio "terrorismo mediatico")- tanti italiani sono contrari al vaccino, lo reputano inutile e nocivo e vi intravedono i forti interessi lobbistici di Big Pharma, se non il tentativo di introdurre politiche di "militarizzazione" della sanità e di recare danno alla salute della popolazione. Nella speranza che gli argomenti esposti possano essere da Voi presi in considerazione, Vi porgo distinti saluti.

Romina Power

Fonte: scienzaverde.it

domenica 20 settembre 2009

Percezione extrasensoriale

Consiglio a tutti la lettura (magari in più riprese) dell'interessante quanto lungo articolo percezione extrasensoriale di Alessandra Laurenza, che tocca molti dei punti più interessanti del fenomeno fornendo anche notizie storiche e citazioni molto interessanti

Fra le cose che apprendiamo leggendo tale articolo é che le ricerche sulla parapsicologia di Rhine e Mc Dougall furono portate avanti (a partire dal 1935) nel Laboratorio Parapsicologico della Duke University, all'interno quindi di un istituto universitario e che anche in Italia in quegli anni (1937) fu fondata una Società Italiana di Metapsichica (S.I.M.), per iniziativa di Ferdinando Cazzamalli (medico e docente universitario di Neuropsichiatria presso l’Università di Roma), Giovanni Schepis (docente universitario di Statistica presso l’Università di Roma), Emilio Servadio (professore onorario di Psicologia, presidente della Società Psicoanalitica Italiana) e Luigi Sanguineti (medico neuropsichiatra). La Società Italiana di Metapsichica fu la prima organizzazione italiana, riconosciuta ufficialmente dallo Stato, sorta col precipuo scopo di studiare scientificamente e sistematicamente i cosiddetti fenomeni paranormali. [enfasi aggiunta dal sottoscritto]

Molto interessanti sono le citazioni del saggio Percezione extrasensoriale e magismo etnologico di Ernesto De Martino (1942), uno studioso di storia delle religioni, in particolare questo episodio riferito dall'esploratore Knud Rasmussen:

(Documento 13): “Ci sedemmo poi tutti sulla scranna in attesa del pasto che si stava cuocendo. Si era nel cuore dell'inverno, I giorni erano brevi e le sere lunghe. Una lucerna ad olio di balena era usata per la cottura, la marmitta era sospesa alla lucerna, tenuta per una correggia, che a sua volta era fissata con un rampone alla parete. Improvvisamente la marmitta ebbe un sobbalzo, e oscillò qua e là come se qualcuno l’avesse spinta. Il calore aveva liquefatto la neve nel luogo dove il rampone era fissato, il rampone era scivolato giù scuotendo la correggia, e facendo saltare i pezzi di cibo nel loro brodo. Padloq, sempre sotto l’influenza della sua trance, saltò dal posto dove sedeva e dichiarò che dovevamo subito cambiare il luogo dove eravamo accampati e salire sul vecchio e compatto ghiaccio invernale: poiché la nostra capanna era costruita fra alcune linee di pressione che formavano una screpolatura fra il ghiaccio antico e il mare aperto.

...A dispetto delle proteste di Padloq restammo dove eravamo, e quando avemmo mangiato a sazietà ci infilammo nei nostri sacchi da notte. Fu solo la mattina seguente che potemmo constatare quanto Padloq avesse visto giusto, quando, cioè trovammo con nostro spavento una fenditura lungo il suolo. Era solo una fenditura limitata, e tuttavia larga abbastanza perché l'acqua marina vi passasse attraverso gorgogliando. Il tetto della capanna era completamente sconvolto sopra l’ingresso, e togliendo un blocco di neve vedemmo le acque scure del mare aperto davanti a noi. Il ghiaccio recente, sul quale la capanna di neve era stata costruita, si era rotto, ma invece di essere trasportato verso il mare, era rimasto stretto all'ultimo momento fra gli alti vertici di pressione mantenuti da una piccola isola. Dopo di questo fui costretto a promettere a Padloq che per il futuro avrei avuto più rispetto delle sue predizioni di sciamano.”

Molto interessante (ai fini di un'analisi del processo attraverso il quale l'uomo conosce e interpreta la realtà) sono anche le annotazioni su sogni, intuito e scoperte scientifiche, a partire dalla scoperta della struttura molecolare del benzene da parte di Kekule, che in uno stato di dormiveglia vide gruppi di atomi di grandezze diverse contorcersi come serpenti che portò lo scienziato ad intuire la forma della molecola del benzene. Ma di questo parleremo ampiamente in un prossimo articolo sul rapporto tra conoscenza, intuizione e facoltà paranormali.

Nell'articolo trovate anche la descrizione degli esperimenti realizzati al Maimonides Hospital Medical Center di New York da un’équipe di psicologi, sulla trasmissione di immagini mentali ad un soggetto che avrebbe dovuto riceverle nel sogno. La percentuale di successo dell'esperimento fu dell’83,5% (contro un'attesa casuale del 50%) ed un tale risultato si può produrre per "pura coincidenza" una volta ogni 250.000 tentativi.

Interessante é la notizia della pubblicazione nel 1970 del libro “Psichic Discoveries Behind The Iron Curtain” di Sheila Ostrander e Lynn Schroeder, che documentavano un budget di 60-300 milioni di rubli annui spesi dai sovietici per reclutare medium, scienziati, individui dotati di capacità telepatiche e psicocinetiche arruolandoli con mansioni di controspionaggio psichico e di ricerca sulle applicazioni nella sicurezza nazionale.

Dei programmi grillflame e scanate portati avanti dalla CIA con la collaborazione di fisici ed ingegneri di primissimo piano come Russel Targ e Harold Puthoff abbiamo già parlato in precedenza; interessante é la nota che un sensitivo, dopo avere ricevuto le coordinate di un sito lontano ha descritto correttamente una pista di atterraggio rappresentando l’area di collaudo nucleare sovietica, ultra segreta di Semiplotinsk nel Kazakhistan, e che la notizia fu anche confermata dalla rivista Aviation Week, tre anni dopo l’accaduto.

Purtroppo l'articolo termina citando alcune dichiarazioni dei negazionisti del CICAP; potete trascurare l'ultima parte ...

sabato 19 settembre 2009

L'influenza del 1918 fu una malattia causata dai vaccini

Traduzione dell'articolo The 1918 Influenza Epidemic was a Vaccine-caused Disease

Tratto da I. Honorof, E. McBean, Vaccination The Silent Killer (ovvero Vaccinazione il killer silenzioso) pag. 28

Fonte: Dr. Rebecca Carley



Sono molto poche le persone che si rendono conto del fatto che la peggiore epidemia che abbia mai colpito l'America, la cosiddetta Influenza Spagnola del 1918 sia stata causata dalla massiccia campagna di vaccinazione portata avanti in tutta la federazione [statunitense]. I dottori hanno detto alla popolazione che la malattia era causata dai germi. I virus non erano ancora noti ai tempi altrimenti sarebbero stati incolpati loro. Germi, batteri e virus, assieme ai bacilli ed ad un piccolo numero di altri organismi invisibili sono i capri espiatori sui quali i medici amano far ricadere la colpa delle cose che non comprendono. Se un medico compie un errore nel formulare una diagnosi e prescrivere la terapia, e uccide il suo paziente, può sempre dare la colpa ai germi, ed affermare che l'infezione del suo paziente non era stata precedentemente diagnosticata e che quindi era venuto da lui troppo tardi.

Se torniamo indietro al 1918, il periodo nel quale esplose l'influenza, noteremo come essa esplose subito dopo la fine della prima guerra mondiale quando i nostri soldati stavano ritornando a casa da oltre oceano. Questa fu la prima guerra nella quale tutti i vaccini allora noti furono somministrati obbligatoriamente a tutti i militari. Questo guazzabuglio di veleni farmacologici e di proteine putride di cui i vaccini erano composti, causò una tale diffusione di malattia e di morte tra i soldati che era un comune soggetto di discussione il fatto che i nostri uomini venivano uccisi più dalle iniezioni dei medici che dalle pallottole delle armi da fuoco. Molti furono resi invalidi e tornarono a casa o finirono in un ospedale militare, come dei rottami senza speranza, prima ancora di avere visto un giorno di battaglia. La percentuale di malattie e morti tra i soldati vaccinati fu quattro volte maggiore rispetto ai civili non vaccinati. Ma questo non fermò i promotori dei vaccni. I vaccini sono sempre stati un grande business, e così si continuò ostinatamente ad utilizzarli.

Fu una guerra più breve di quanto non avessero pensato i produttori di vaccini, durò solo un anno per noi, e così ai produttori dei vaccini restarono una quantità di vaccini inutilizzati e andati a male che volevano vendere ricavandoci un buon profitto. E così essi fecere ciò che fanno usualmente, fecero una riunione a porte chiuse e progettarono tutto lo sporco programma, un'operazione di vaccinazione federale (mondiale) che utilizzasse tutti i loro vaccini, raccontando alla popolazione che i soldati stavano tornando a casa con molte terribili malattie contratte in paesi stranieri e che era un dovere patriottico di ogni uomo donna o bambino di proteggersi correndo ai centri di vaccinazione e facendo tutte le iniezioni.

La maggior parte della gente credette ai propri medici ed agli ufficiali governativi, e fece quanto fu loro consigliato. Il risultato fu che la quasi totalità della popolazione si sottopose alle iniezioni senza essere sfiorata dal dubbio, e fu solo una questione di ore prima che la gente iniziasse ad agonizzare e morire, mentre molti altri collassarono colpiti da malattie di una tale virulenza che nessuno aveva mai visto niente del genere prima d'allora. Tali malattie avevano tutte le caratteristiche delle malattie contro le quali le persone erano state vaccinate, la febbre alta, i brividi, il dolore, i crampi, la diarrea, etc. della febbre tifoidea, la congestione alla gola ed ai polmoni simile a quella della polmonite e tipica della difterite, il vomito, il mal di testa, la debolezza e il tormento dell'epatite causata dai vaccini contro la febbre della giungla, e la manifestazione di piaghe sulla pelle causata dai vaccini contro il vaiolo, insieme alla paralisi causata dall'insieme dei vaccini, etc.

I medici furono sconcertati, e disssero che non conoscevano la causa di questa strana e mortale malattia, e che certamente non avevano alcuna cura. Avrebbero dovuto sapere che la causa nascosta furono le vaccinazioni, perché la stessa cosa successe ai soldati dopo avere ricevuto le iniezioni vaccinali nelle caserme. I vaccini per la febbre tifoidea causarono una forma ancora peggiore della stessa malattia, che chiamarono para-tifoide. Quindi cercarono di sopprimere i sintomi di questa malattia con un vaccino più forte, che causò a sua volta una malattia ancora più perniciosa, che uccise e rese disabili una gran quantità di uomini. La combinazione di tutti quei vaccini tossici che fermentavano assieme nel corpo, causò tali violente reazioni che i medici non riuscirono ad affrontare quella situazione. Il disastro si diffuse rapidamente negli accampamenti. Alcuni ospedali militari furono riempiti esclusivamente di soldati paralizzati, e furono considerati infortuni di guerra, anche se avvenuti prima hce abbandonassero il suolo Americano. Ho parlato con alcuni dei sopravvvissuti a questo massacro vaccinale quando ritornarono a casa dagli accampamenti dopo la guerra, ed essi mi raccontarono degli orrori, non della guerra in sé stessa e delle battaglie, ma delle malattie diffuse negli accampamenti.

I medici non volevano che la diffusione di questa malattia causata dai vaccini si ritorcesse contro di loro, e così di misero d'accordo tra di loro per chiamarla Influenza Spagnola. La Spagna era un luogo molto lontano, ed alcuni dei soldati erano stati lì, così l'idea di denominarla Influenza Spagnola sembrò un'ottima scelta per incolpare qualcun altro. Gli Spagnoli si risentirono del fatto questo flagello mondiale aveva preso la denominazione da loro. Essi sapevano che la malattia non aveva avuto origine nel loro paese.

Venti milioni di persone morirono in tutto il mondo di quell'epidemia influenzale e sembrò toccare tutti i paesi che furono raggiunti dalla vaccinazione. La Grecia e poche altre nazioni, che non accettarono il vaccino, furono le uniche a non essere colpite dall'influenza. Questo non dimostra forse qualcosa?

A casa (negli U.S.A.) la situazione era la stessa; gli unici che sfuggirono all'influenza furono quelli che rifiutarano le vaccinazioni. La mia famiglia ed io fummo tra i pochi che persistettero nle rifiutare le forti pressioni della propaganda, e nessuno di noi ebbe l'influenza, nemmeno uno po' di raffreddore, a dispetto del fatto che i malati erano tutto intorno a noi, e nel mezzo del periodo più freddo dell'inverno.

Tutti sembravano averla presa. L'intera città era prostrata, tutti malati o morenti. Gli ospedali erano chiusi perché i dottori e gli infermieri erano stati colpiti dall'influenza. Tutto era chiuso, le scuole, gli uffici, le poste, tutto insomma, Nessuno andava per strada. Era come una città fantasma. Non c'erano medici per prendersi cura degli ammalati, e così i miei genitori andarono di casa in casa facendo il possibile per aiutare le persone colpite dalla malattia. Passarono tutto il giorno e parte della notte per alcune settimane al capezzale dei malati, e tornavano a casa solo per mangiare e per dormire. Se i germi o i virus o i batteri, o qualsiasi altro piccolo organismo fosse stato la causa di quella malattia, essi avrebbero avuto moltissime opportunità di attaccarsi ai miei genitori e colpirli con la malattia che aveva prostrato il mondo intero. Ma i germi non erano la causa di quella o di qualche altra malattia, e così non ne furono colpiti. Ho parlato con poche altre persone dopo di allora, che dicevano di essere sopravvissute all'influenza del 1918, e così ho chiesto loro se si erano vaccinate, e tutte quante mi hanno riferito di non avere mai creduto nella validità dei vaccini e che non ne avevano fatto nemmeno uno. Il buon senso ci mostra che tutti quei vaccini tossici iniettati insieme nelle persone non potevano fare a meno di causare un pesante avvelenamento dei corpi, e l'avvelenamento di un qualche tipo é usualmente la causa della malattia.

(...)

L'influenza del 1918 fu la più devastante che abbiamo mai affrontato, e nel tentativo di debellarla furono usate tutte le sostanze conosciute nell'armamentario medico; ma l'aggiunta di questi farmaci, ognuno dei quali rappresenta un veleno, non fece altro che intensificare la condizione di iper-avvelenamento dei malati, in maniera tale che il trattamento della malattia uccise in realtà più di quanto non fece l'influenza stessa.



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La pandemia del 1918, quando il terrorismo è esercitato dai medici e dai mass media

venerdì 18 settembre 2009

Lettera ai genitori sulla "nuova influenza" - di Eugenio Serravalle

Pubblico questa lettera non tanto perché aggiunga qualcosa a quanto già reso noto in questo sito sui danni delle vaccinazioni contro l'influenza suina, sulla bufala della pandemia, né sulle vere ragioni per la quale si é creato questo scandaloso teatrino, ma solo perchè si dia ampia diffusione a questo testo che é stato scritto in una maniera equilibrata in maniera tale da risultare leggibile (o meglio "digeribile") anche a chi non riesce a vedere la nocività dei vaccini in quanto tali.

Fate leggere questo documento a tutti, amici, parenti e conoscenti.



Cari genitori,

ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e sicuro vaccinare i bambini.

La mia risposta è NO! Un 'no' motivato e ponderato, frutto delle analisi delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un 'no' controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi differenti:
avranno le loro ragioni.

Influenza stagionale e influenza A/H1N1: alcuni dati a confronto

L'epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il virus A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza stagionale. Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l'unica patologia che colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I test rapidi per identificare il virus dell'influenza A hanno poca sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con certezza se si tratti di influenza A/H1N1.

Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo stato di pandemia. La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa definizione è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi dove l'A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4% negli USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la responsabilità).

Non deve meravigliare: purtroppo si può, e si muore, di influenza, se si soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una malattia immunitaria, o se si è anziani.

Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran Bretagna sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302 su un milione di casi. Nell'inverno australe (che coincide con l'estate in Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in Nuova Zelanda 16. Quasi alla fine dell'inverno australe, sinora nel mondo intero si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in Spagna, durante un inverno "normale" i decessi per influenza stagionale sono circa 1500-3000.

La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano avere un certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus simili.

Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65 anni di età, l'influenza A colpisce invece prevalentemente persone di età inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l'influenza A provoca pochi decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono morte 324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni anno per l'influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa 119 sotto i 65 anni.

Perchè allora il panico?

Quanto successo nei Paesi dell'Emisfero australe ci rassicura: l'influenza A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico. E' un tipico esempio di "invenzione delle malattie" (disease mongering). Non si tratta della prima volta. Nel 2005 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva previsto fino a sette milioni di morti per l'influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si tratto' di un gravissimo errore prognostico?

Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l'attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari.

I medicinali funzionano?

Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali, Oseltamivir (Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su individui già ammalati l'azione dimostrata di questi farmaci è di poter accorciare di mezza giornata la durata dei sintomi dell'influenza. Né va dimenticato che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il 18% dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato l'Oseltamivir contro l'A/H1N1, ha presentato sintomi neuropsichiatrici e il 40% sintomi gastroenterici.

...E i vaccini?

I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno efficaci e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il virus cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l'Agenzia del farmaco europea (EMEA) dichiarano necessaria un'attenta sorveglianza. Alcuni vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.

Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l'influenza stagionale, sappiamo che ha un'efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi circa la sua efficacia negli adulti e negli anziani.

Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l'influenza A, ma ricordiamo che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora con una gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu un'epidemia di reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La fretta non è mai utile, tanto più per fermare un'influenza come quella A, la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l'errore del 1976.

Un'altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di ridurre la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono strumenti o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

Come curarsi?

Per curare l'influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire davanti agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è dimostrato che l'uso di mascherine serva a limitare la propagazione dell'epidemia.

Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verrà richiesto di firmare il "consenso informato", una informativa sui rischi. Leggetelo bene, prima di decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi. Chiedete e chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un programma di sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione. Chiedete e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l'indennizzo ai danneggiati.
Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.

Dott. Eugenio Serravalle, Specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale

Pisa 6 settembre 2009

Per la stesura della lettera ho utilizzato quanto scritto dal Dr J. Gérvas:

http://www.equipocesca.org/Gripe
https://mail.sns.it/Redirect/www.equipocesca.org/Gripe_A, paciencia y tranquilidad
http://www.equipocesca.org/wp-content/uploads/2009/08/gripe-a-paciencia-y- tranquilidad-9.doc
https://mail.sns.it/Redirect/www.equipocesca.org/wp-content/uploads/2009/08 /gripe-a-paciencia-y-tranquilidad-9.doc.

e la Lettera aperta sulla nuova influenza dell'Associazione Culturale Pediatri.


Eugenio Serravalle
autore di Bambini super-vaccinati