domenica 31 gennaio 2010

Haiti: come mai gli Stati Uniti erano già pronti il giorno prima?

Questo articolo di Giuditta del blog tuttouno alimenta il fortissimo sopetto che il terremoto di Haiti sia stato artificiale, perché è difficile credere alla casualità di certe "coincidenze" specialmente se si ha preso coscienza che simili strane coincidenze nel recente passato sono sono state funzionali all'organizzazione degli auto-attentati che servirono come scusa per scatenare le guerre in Afghanistan ed Iraq.



Haiti. Un giorno prima del terremoto, gli Stati Uniti erano pronti.

L'organizzazione dei soccorsi per Haiti era stata programmata nella sede della U. S. Southern Command (SOUTHCOM), con sede a Miami, un giorno prima del terremoto.

Le simulazioni degli aiuti in seguito ad una calamità, in particolare in previsione di un uragano su Haiti, si sono svolte l'undici gennaio.

Qualche giorno dopo il 15/01/10, la
DISA (Defense Information Systems Agency, ovvero Agenzia dei Sistemi d'Informazione della Difesa), sotto la giurisdizione del DoD (Department of Defense, ovvero Ministero della Difesa), ha sviluppato questi scenari, a nome del SOUTHCOM.

Nota col nome di "Tactical Support Agency", la DISA è incaricata di mettere a disposizione dell'esercito USA, i sistemi informatici, le telecomunicazioni ed i servizi di logistica
(si veda il sito della DISA).

Il giorno prima del terremoto [lunedì 11 gennaio 2010], John Demay, direttore tecnico della DISA per il Progetto di Cooperazione e Condivisione delle Informazioni Transnazionale, dell'agenzia, si trovava nel quartier generale del Comando meridionale U. S. a Miami, per testare il sistema con uno scenario che includeva un piano di salvataggio per Haiti, in seguito ad un uragano.



Fonte:
articolo sul sito governativo Nextgov dal titolo Defense launches online system to coordinate Haiti relief efforts.

Anticorpi allo squalene nella Sindrome del Golfo

Traduzione dell'abstract (riassunto) dell'articolo degli scienziati Asa, Cao e Garry, intitolata Antibodies to squalene in Gulf War syndrome pubblicato nel febbraio del 2002 sulla rivista specialistica Experimental and Molecular Pathology (ovvero Patologia Sperimentale e Molecolare).

Exp Mol Pathol. 2000 Feb;68(1):55-64.

Anticorpi allo squalene nella Sindrome del Golfo

Asa PB, Cao Y, Garry RF.

Dipartimento di Microbiologia, Facoltà di Medicina di Tulane, 1430 Tulane Avenue, New Orleans, Louisiana, 70112, USA. PMBA@aol.com

La Sindrome del Golfo (GWS, Gulf War Syndrome) è una malattia multisistemica che affligge molti veterani dell'epoca della guerra del golfo. La base patologica a livello molecolare per la Sindrome del Golfo non è stata stabilita.

Noi abbiamo cercato di determinare se la presenza di anticorpi allo squalene sia correlata alla presenza di segni e sintomi della Sindrome del Golfo. I partecipanti a questo studio longitudinale (*) erano individui vaccinati per il loro servizio nell'operazione Desert Shield/Desert Storm [operazioni militari statunitensi contro l'Iraq ai tempi della "prima guerra del golfo" - N.d.T] durante gli anni 1990-1991.

Essi includevano 144 veterani dell'epoca della Guerra del Golfo o impiegati militari (58 nello studio in cieco), 48 donatori di sangue, 40 malati di lupus eritematoso sistemico, 34 donne con protesi mammarie al silicone, e 30 malati di sindrome da fatica cronica. Sono stati controllati gli anticorpi allo squalene nel siero [sanguigno].

Nel nostro piccolo gruppo la sostanziale maggioranza (95%) delle persone dispiegate [sul campo delle operazioni belliche nel Golfo Persico] e manifestamanete sofferenti di Sindrome del Golfo avevano anticorpi allo squalene.

Tutti (100%) i malati di Sindrome del Golfo vaccinati affinchè prestassero servizio nelle operazioni Desert Shield/Desert Storm e che non furono poi impiegati sul campo delle operazioni belliche, ma che avevano gli stessi sintomi di quelli impiegati, avevano anticorpi contro lo squalene.

In contrasto, nessuno (0%) dei veterani impiegati nel Golfo Persico, e che non mostravano segni e sintomi di Sindrome del Golfo, avevano anticorpi contro lo squalene. Né le persone sofferenti di malattie autoimmuni idiopatiche [ovvero di orgini sconosciute - N.d.T.] né le persone in buona salute del gruppo di controllo presentavano quantità rilevabili di anticorpi allo squalene nel siero. La maggioranza delle persone malate di Sindrome del Golfo avevano anticorpi allo squalene. nel siero.

Copyright 2000 Academic Press.

(*) Il termine "cohort study" in italiano viene tradotto: "Studio longitudinale o di coorte". Lo studio di coorte o longitudinale è uno studio in cui gruppi di persone sottoposte a trattamenti diversi o a “esposizioni” diverse vengono seguiti nel tempo per accertare in che misura vanno incontro a esiti diversi.



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sabato 30 gennaio 2010

Anticorpi allo squalene nei soggetti vaccinati contro l'antrace

Traduzione dell'abstract (riassunto) dell'articolo degli scienziati Asa, Wilson e Garry, intitolato Antibodies to squalene in recipients of anthrax vaccine pubblicato nell'agosto del 2002 sulla rivista specialistica Experimental and Molecular Pathology (ovvero Patologia Sperimentale e Molecolare).

Anticorpi allo squalene nei soggetti vaccinati contro l'antraace

Exp Mol Pathol. 2002 Aug;73(1):19-27.

Asa PB, Wilson RB, Garry RF.

Dipartimento di Microbiologia, Facoltà di Medicina dell'Università di Tulane, New Orleans, Louisiana 70112, USA.

Abbiamo precedentemente riportato che anticorpi allo squalene, un coadiuvante sperimentale dei vaccini, sono presenti in persone con sintomi consistenti con quelli della Sindrome del Golfo (GWS, Gulf War Syndrome) (P. B. Asa et al., Exp. Mol. Pathol 68, 196-197, 2000).

Il ministero della difesa degli Stati Uniti ha iniziato il programma di immunizzazione coi vaccini per l'antrace (AVIP, Anthrax Vaccine Immunization Program) nel 1997 per immunizzare 2,4 milioni di membri del personale militare. Poiché le reazioni avverse nel personale vaccinato sono state consistenti coi sintomi della Sindrome del Golfo, abbiamo testato i partecipanti al programma AVIP per la presenza di anticorpi contro lo squalene (ASA, anti-squalene antibodies).

In uno studio pilota [ovvero in uno studio preliminare - N.d.T.] su 6 soggetti vaccinati con sintomi della Sindrome del Golfo 6 furono trovati positivi alla presenza di anticorpi allo squalene. In un più vasto studio in cieco solo il 32% (8 su 25) del personale AVIP [ovvero dei vaccinati - N.d.T.] è risultato positivo a fronte di un 15.7% (3 su 19) del gruppo di controllo (P maggiore di 0,05).

Analisi successive hanno rivelato che gli anticorpi allo squalene erano associati a specifici lotti di vaccini. Nello studio in cieco l'incidenza di anticorpi allo squalene nel personale che ha ricevuto [i vaccini appartenenti a] questi lotti è stato del 47% (8 su 17) a paragone di un'incidenza dello 0% (0 su 8; P minore di 0,025) dei partecipanti al programma AVIP che hanno ricevuto altri lotti di vaccino.

Analisi di altri membri del personale hanno rivelato che in tutti i casi tranne uno (19 su 20; il 95%), gli anticorpi erano limitati al personale immunizzato con lotti di vaccino in cui era nota la presenza di squalene. Eccetto per un individuo sintomatico, risultati clinici positivi in 17 persone negative agli anticorpi allo squalene sono state ristrette a 4 individui che hanno ricevuto il vaccino di uno dei lotti che contenevano lo squalene (*). Gli anticorpi allo squalene non erano presenti prima della vaccinazione nel siero [sanguigno] disponibile di 4 persone sottoposte al programma AVIP.

Tre di questi individui sono diventati positivi agli anticorpi allo squalene dopo la vaccinazione. Questi risultati suggeriscono che la produzione di anticorpi contro lo squalene negli ammalati di Sindrome del Golfo sia legata alla presenza di squalene in certi lotti di vaccini all'antrace.



(*) Questo passaggio mi risulta poco chiaro (se qualcuno mi può aiutare a perfezionare la traduzione è il benvenuto); letteralmente si legge "ASA were restricted to personnel immunized with lots of vaccine known to contain squalene. Except for one symptomatic individual, positive clinical findings in 17 ASA-negative personnel were restricted to 4 individuals receiving vaccine from lots containing squalene". Ad ogni modo inquadrando questo periodo nel contesto del periodo precedente e successivo si capisce che viene descritto il controllo su alcune persone di cui ci si è accertato che erano negative al test sugli anticorpi allo squalene, hanno sicuramente ricevuto un vaccino proveniente dai lotti con lo squalene (uno di quei lotti per i quali enti istituzionali hanno ammesso la presenza di quel coadiuvante) ed in seguito al vaccino hanno sviluppato anticorpi allo squalene.



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venerdì 29 gennaio 2010

C'è chi nega la pericolosità dello squalene - Anticorpi allo squalene nei soggetti vaccinati contro l'antrace

Nell'abstract (riassunto) della ricerca condotta dagli scienziati Asa, Wilson e Garry, intitolata Antibodies to squalene in recipients of anthrax vaccine (Anticorpi allo squalene nei soggetti vaccinati contro l'antrace) pubblicata sulla rivista specialista Experimental and Molecular Pathology (ovvero Patologia Sperimentale e Molecolare), viene riferito come "la produzione di Anticorpi Contro lo Squalene (ASA) nei pazienti sofferenti di Sindrome del Golfo Persico è legata alla presenza dello squalene in certi lotti di vaccini all'antrace".

Si tratta di un lavoro soggetto a quella che si chiama "revisione autorevole", un processo secondo il quale i lavori scientifici vengono supervisionati da esperti del settore. Non si tratta sempre di un processo imparziale, in quanto è noto che anche le riviste scientifiche specializzate (come tutte le altre riviste ed i quotidiani) vengono finanziate dalla pubblicità, e siccome i principali inserzionisti delle riviste specialistiche del settore medico sono le grandi aziende farmaceutiche, è facilmente comprensibile che i lavori proposti per la pubblicazione vengono spesso filtrati applicando criteri differenti a seconda del fatto che la ricerca.

a) critichi la validità di un farmaco o vaccino (o qualunque altro procedimento terapeutico); è evidente in tal caso la difficoltà dell'editore nel pubblicare lo studio in oggetto ed è comprensibile quale tipo di pressioni esplicite ed implicite possono avere gli specialisti incaricati di supervisionare la ricerca; essi potrebbero quindi muovere critiche fittizie alla procedura adottata dagli scienziati che hanno svolto la ricerca al fine di rifiutarne la pubblicazione.

a) mostri la validità di un farmaco o vaccino (o qualunque altro procedimento terapeutico) ovvero ne neghi la tossicità (contraddicendo studi precedenti); è evidente in tal caso la facilità dell'editore nel pubblicare lo studio in oggetto ed è comprensibile quale tipo di pressioni esplicite ed implicite possono avere gli specialisti incaricati di supervisionare la ricerca; essi potrebbero quindi peccare di leggerezza fingendo di non notare evidenti errori nella procedura adottata dagli scienziati e chiudendo gli occhi di fronte ai palesi conflitti di interesse (ricerche che proverebbero la validità di un farmaco o vaccino portate avanti da ricercatori della stessa azienda che produce quei prodotti) al fine di accettare la pubblicazione della ricerca in esame.

Se quindi talvolta ricerche dirompenti sulla tossicità di un prodotto farmaceutico passano questo filtro, è difficile pensare che si tratti di un lavoro approssimativo o mal congegnato, dato che tali richerche devono passare un esame più severo delle altre. Meno che mai si può pensare che una ricerca che condanna implicitamente l'operato dell'esercito statunitense sbugiardandone le menzogne possa essere stata condotta da degli scienziati allo scopo di guadagnare fama e notorietà.

Invece è più che lecito avere dei dubbi su ricerche successive che dimostrerebbero l'innocuità dello squalene e l'assenza di correlazioni tra vaccini, squalene e Sindrome del Golfo, ricerche che difendono la versione ufficiale che viene diffusa da esercito, governo e aziende farmaceutiche, tre entità della cui potente influenza nessuno potrebbe mai dubitare.


Governo ed esercito degli USA hanno infatti cercato di negare che lo squalene sia mai stato utilizzato come componente di alcuni vaccini sperimentali per l'antrace, anche perchè negli Stati Uniti l'uso di coadiuvanti allo squalene è proibito; peccato che poi hanno dovuto ammettere la presenza dello squalene in quei vaccini, ed allora hanno cercato di dimostrare che si tratti di un caodiuvante non tossico.

Ad esempio esiste una ricerca del giugno 2009 (Antibodies to squalene in US Navy Persian Gulf War veterans with chronic multisymptom illness ovvero "Anticorpi allo squalene nei militari della marina statunitense con malattie croniche dai molteplici sintomi") condotta nientemeno che da una struttura medica dell'esercito statunitense: Department of Defense Center for Deployment Health Research, Naval Health Research Center, San Diego, California.

Come dire che l'ente che ha commesso un illecito conduce una perizia per dimostrare la propria innocenza?

Per altro questa ricerca porta a delle strane conclusioni: il 43,5% dei militari testati risultavano positivi alla presenza di anticorpi allo squalene, anche se la malattia non sarebbe stata circoscritta ai portatori di tali anticorpi. La conclusione di tale ricerca è quindi che lo squalene non va annoverato tra le cause della Sindrome del Golfo, però viene spontanea una domanda di non poco rilievo. Com'è possibile che quei 250 militari hanno sviluppato anticorpi allo squalene, che è poi una sostanza presente nei tessuti del corpo umano? Cosa mai avrebbe portato una percentuale così alta di militari a produrre dei pericolosi anticorpi che potrebbero aggredire le strutture del proprio stesso corpo scatenando una malattia auto-immune? E per quanto si può continuare a godere di buona salute portando nel corpo una tale "mina inescata"?

E come non notare infine la strana coincidenza di una ricerca pubblicata molto opportunamente nel giugno 2009, due mesi dopo lo scoppio della "pandemia di influenza suina" per la quale sono state approntate centinaiai di milioni di dosi di vaccino contenenti coadiuvanti allo squalene?

Ancora più palesi sono i conflitti di interesse nel caso dell'articolo del settembre 2006 (ovvero dopo lo scoppio della finta epidemia aviaria che portò alla commercializzazione di vaccini contro l'aviaria contenenti lo squalene come coadiuvante) che porta come titolo Vaccines with the MF59 adjuvant do not stimulate antibody responses against squalene (I vaccini col coadiuvante MF59 non stimolano la produzione di anticorpi contro lo squalene) e che è il risultato di una ricerca condotta dalla Novartis, una delle aziende che fabbrica vaccini allo squalene (il coadiuvante MF59 contiene appunto squalene): Research Center, Novartis Vaccines, Siena.

Del resto anche l'articolo MF59 is a safe and potent vaccine adjuvant that enhances protection against influenza virus infection, che proverebbe la non tossicità dello squalene, porta la firma dei ricercatori della Novartis Vaccines and Diagnostics, Siena.

Poi ci sarebbe ancora una ricerca che asserisce la non tossicità dei vaccini per l'antrace somministrati ai tempi della guerra del golfo che porta come fonte il VAERS (Vaccine Adverse Event Reporting System); al di là del fatto che VAERS sia un ente istituzionale, del quale non possiamo essere certi (diciamo così) che sia del tutto al di sopra delle parti, abbiamo notizie che le segnalazioni sugli effetti indesiderati dei vaccini all'antrace siano state nascoste dalla struttura militare.




Leggi la traduzione dell'abstract dell'articolo Anticorpi allo squalene nei soggetti vaccinati contro l'antrace, e la traduzione dell'abstract dell'articolo scientifico Anticorpi allo squalene nella Sindrome del Golfo.

mercoledì 27 gennaio 2010

Haiti e l'arma sismica

Traduzione (a cura di Giuditta) dell'articolo Haïti et l’arme sismique di Thierry Meyssan (con mio commento finale).

La polemica iniziata con la pubblicazione sul nostro sito, di un articolo sulla possibile origine artificiale del terremoto in Haiti, ha bisogno di alcuni chiarimenti.

Sì, l'arma sismica esiste e gli Stati Uniti la posseggono, e non sono i soli.

Sì, le forze statunitensi sono state pre-posizionate per uno spiegamento militare sull'isola.
Non è sufficiente per trarne delle conclusioni, ma vale la pena di rifletterci su.

Con la pubblicazione dell'articolo « Les Etats-Unis ont-ils provoqué le tremblement de terre à Haïti ? » (Haiti. Un terremoto artificiale provocato dagli USA?), il nostro obiettivo era quello di diffondere un interrogativo che preoccupa le sfere militari e mediatiche di diversi paesi, ma che è stato ignorato in molti altri [1].

Non vale la pena di prendere posizione per questo. Semplicemente, fedeli al nostro metodo, anche se spesso frainteso, riteniamo che non possiamo comprendere le relazioni internazionali solo studiando le opinioni dei leader mondiali. Il conformismo generalizzato, ha fatto sì che, quando noi facciamo un resoconto delle discussioni a Washington, nessuno è shoccato, ma quando riportiamo le opinioni dei paesi Non Allineati, in Europa assistiamo ad una vera e propria insurrezione.

È come se gli europei pensino, a priori, che solo le problematiche "occidentali" siano pertinenti mentre le altre sono aberranti.


Uno dei nostri collaboratori ha cercato di rintracciare l'origine della notizia secondo la quale il terremoto di Haiti potrebbe essere artificiale. Egli ha espresso la preoccupazione che si possa trattare di una pura e semplice intox (una notizia tendenziosa) diffusa da un certo David Booth (alias Sorcha Faal) che si sarebbe propagata fra gli ambienti governativi mondiali. In definitiva, non sappiamo con certezza chi sia la fonte originaria, ma sappiamo che la questione è discussa al più alto livello in diversi Stati, in America Latina, Europa dell'Est e Asia.

In veste di responsabile della pubblicazione del Réseau Voltaire, ho deciso di indagare e di tradurre la notizia di ViveTV, che era stata pubblicata sotto forma di comunicato sul sito web del ministero dell'Informazione del Venezuela, e di pubblicarla con il video di Russia Today, accompagnata da una osservazione preliminare: "Sorprendentemente, la fonte TV venezuelana, indica come origine delle sue accuse l'esercito russo, mentre la televisione russa attribuisce le tesse accuse al Presidente Chavez."

Mentre questi particolari sono stati ripresi fedelmente da molti giornali, compreso in Medio Oriente, essi sono stati falsati dalla stampa atlantista, basandosi sull'articolo di Sorcha Faal. Costui ha estratto passaggi del testo di ViveTV, e le ha attribuite al presidente Chavez. Quella che era un'ipotesi di lavoro è divenuta una posizione del governo.

Alcuni di questi giornali sono andati anche oltre, inventando completamente il contesto in cui il presidente venezuelano si sarebbe espresso, al fine di concludere che il presidente e il suo pubblico sono affetti da delirio acuto anti-americano, e la Rete Voltaire condivide la stessa patologia.

Non ci lasciamo intimidire da questa manipolazione e approfondiamo questa ipotesi.

Che sappiamo dell'arma sismica al giorno d'oggi?

Durante la Seconda Guerra Mondiale alcuni scienziati neozelandesi hanno cercato di sviluppare una macchina per generare tsunami per poterla utilizzare contro il Giappone.
Le ricerche furono dirette dall'australiano Thomas Leech dell'Università di Auckland, sotto il nome in codice « Projet Seal ». Diverse esperienze, su scala ridotta, furono realizzate tra 1944-1945 a Whangaparaoa, con successo.

Gli Stati Uniti consideravano questo programma promettente come il « Manhattan Project » per la fabbricazione della bomba atomica. Essi nominarono il Dr. Karl T. Compton per creare un collegamento fra queste due unità di ricerca. Compton fu il presidente del MIT (Massachusetts Institute of Technology). Egli aveva già assunto molti scienziati per lo sforzo bellico ed era una delle otto persone che avevano il compito di consigliare il presidente Truman per l'utilizzo della bomba atomica. Egli pensava che avrebbe potuto fornire l'energia necessaria al team di Leech per scatenare tsunami di maggiori dimensioni.

Il lavoro di Thomas Leech continuarono durante la Guerra Fredda. Nel 1947, il re Giorgio VI nominò lo scienziato Cavaliere dell'Impero Britannico come ricompensa per aver sviluppato una nuova arma.

Il Projet Seal è ancora un segreto militare, e non fu rivelato all'epoca di questa onorificenza. Successivamente, i servizi segreti americani si sono dati da fare per far credere che queste ricerche non fossero mai esistite e che tutto questo non fosse che un artificio per impressionare i sovietici.

Tuttavia, l'autenticità dei test di Leech è confermata nel 1999, quando una parte della documentazione è stata declassificata dal Ministero degli Affari Esteri della Nuova Zelanda. Al giorno d'oggi, gli studi sono stati ripresi ufficialmente presso l'Università di Waikato. [2]

Non sappiamo se le ricerche anglosassoni sono continuate durante gli anni '60, ma esse sono state riprese per forza di cose quando fu deciso di abbandonare i test nucleari nell'atmosfera a profitto dei test sottomarini. Gli Stati Uniti temevano di provocare involontariamente terremoti e tsunami. Dunque, volevano saperlo fare a comando.

Ufficialmente, alla fine della guerra del Vietnam, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica hanno rinunciato alle guerre ambientali (terremoti, tsunami, sconvolgimento dell'equilibrio ecologico di una regione, modificazioni delle condizioni atmosferiche, delle nuvolosità, delle precipitazioni, cicloni e tornadi, modificazione delle condizioni climatiche, delle correnti oceaniche, dello strato di ozono o della ionosfera) con la firma della « Convenzione sul divieto dell'uso di tecniche di modifica dell'ambiente a fini militari ed ad altro scopo ostile » (1976).

Tuttavia, dal 1975, l'Unione Sovietica ha inaugurato delle nuove ricerche sulla Magneto Idro Ddinamica (MHD). Si trattava di studiare la crosta terrestre e prevedere i terremoti. I sovietici studiarono la possibilità di provocare piccoli terremoti per evitare quelli di grandi dimensioni. Queste ricerche furono rapidamente militarizzate e portarono alla realizzazione di Pamir, la macchina per generare terremoti.

Durante lo smantellamento dell'URSS, i responsabili di questo programma decisero, per avidità, di passare "armi e bagagli" negli Stati Uniti, ma la loro ricerca era incompleta e il Pentagono rifiutò di pagare. Nel 1995, durante il governo di Boris Yeltsin e dell'oligarca Viktor Chernomyrdin, l'US Air Force reclutò i ricercatori russi e i loro laboratori di Nizhny Novgorod. Fu costruita una macchina molto più potente, Pamir 3, che fu testata con successo. Il Pentagono allora comprò uomini e attrezzature e li trasferì negli USA, dove furono integrati nel programma HAARP.


Estratto da un documentario del National Geographic (2005)

Delle possibili utilizzazioni dell'arma sismica sono state subodorate nel corso degli ultimi anni, in particolare in Algeria e in Turchia. Tuttavia, il caso più discusso è stato il terremoto nel Sichuan (Cina), 12 maggio 2008. Durante i 30 minuti prima del terremoto, gli abitanti della regione hanno osservato colori insoliti nel cielo. Se alcuni vedono in questi eventi segni del Cielo che vuol privare della sua fiducia il Partito comunista, altri lo interpretano in modo più razionale. L'energia utilizzata per provocare il terremoto avrebbe allo stesso tempo provocato perturbazioni nella ionosfera. Nei mesi che seguirono, il web e i media cinesi diffusero e discussero questa ipotesi, ormai considerata certa dall'opinione pubblica cinese.


Ritorno ad Haiti

Nulla distingue un terremoto provocato da un terremoto naturale, ma non si possono provocare che terremoti superficiali come quello di Haiti.

Il dubbio nasce dalla reazione degli Stati Uniti.
Mentre i media atlantisti si contentano di diffondere le polemiche sulla violazione della sovranità di Haiti, i media Latino americani si interrogato sul rapido dispiegamento dei GI: già dal primo giorno, più di 10 000 soldati e mercenari sono arrivati ad Haiti. Questo exploit logistico è facilmente spiegabile. Questi uomini erano già posizionati nel quadro di un addestramento militare. Agli ordini del comandante in seconda della SouthCom, il generale PK Keen, hanno partecipato ad una simulazione di un'operazione umanitaria ad Haiti dopo un uragano. Keen e la sua squadra era sul posto da qualche giorno.

Nel momento preciso del terremoto, erano tutti al sicuro nell'ambasciata degli Stati Uniti, costruita secondo le norme anti-sismiche, ad eccezione di due uomini che si trovavano nel Montana Hotel e sarebbero stati feriti. Il generale Keen ha rilasciato numerose interviste alla stampa statunitense, ed ha ha aumentato la copertura e la diffusione delle operazioni di soccorso. Egli ha spesso citato la sua presenza a Port-au-Prince, durante il terremoto, ma mai i motivi di tale presenza.

Tra gli obiettivi dell'addestramento militare figurava il test di un nuovo software che permetterebbe di coordinare gli sforzi umanitari delle ONG (Organizzazioni non Governative) e l'esercito. Pochi minuti dopo il disastro, il software è stato messo on-line e 280 ONG si sono registrate.

E' legittimo chiedersi se queste coincidenze sono o no casuali.


Analista politico francese, presiente e fondatore del Réseau Voltaire e della conferenza Axis for Peace. Pubblica ogni settimana delle cronache di politica straniera nella stampa araba e russa. Ultimo libro pubblicato: L’Effroyable imposture 2, ed. JP Bertand (2007), pubblicazioni in italiano: L'Incredibile Menzogna.

Note:
[1] « Haiti. Un terremoto artificiale provocato dagli USA ? », Réseau Voltaire, 24 gennaio 2010.
[2] « Tsunami bomb NZ’s devastating war secret » e « Devastating tsunami bomb viable, say experts », di Eugene Bingham, New Zealand Herald, 25 e 28 settembre 1999. « Experimental bomb to create huge tidal wave was tested in 1944 » di Kathy Marks, The Independent, 27 settembre 1999.



A conferma di quanto sopra riportato ricordo che il generale Fabio Mini autore dell’articolo Owning the weather ("Possedere il clima"), pubblicato sulla rivista Limes N. 6 del 2007 ha affermato quanto segue:

Nessuno può negare che, dopo Hiroshima e Nagasaki, ci siano state più di 1000 esplosioni nucleari nel sottosuolo terrestre, nella profondità degli oceani e persino nello spazio, esplosioni capaci di causare terremoti e tsunami, e altri disastri ambientali.

Creare un sisma o uno tsunami è dunque possibile. Sono cose vere, scientifiche, provate. Esistono linee di frattura e faglie assai evidenti e note sulla superficie terrestre. Ci sono mappe precise che rivelano i punti deboli e vulnerabili, sui quali è un giochino da ragazzi poter intervenire.

Non ho prove che ci sia stato un esperimento nucleare o convenzionale capace di provocare un determinato terremoto, ma sono abbastanza pessimista per non pensarlo. In 45 anni di carriera militare in giro per il mondo, ne ho viste di tutti i colori.

Negli anni 40, un professore israeliano-neozelandese faceva degli esperimenti in mare tra Nuova Zelanda e Australia, riuscendo a provocare delle onde anomale, dei piccoli tsunami. Lavorava in Australia per conto dell’Università di Auckland, ma i fondi dati a questo progetto erano gestiti dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna.



Riguardo alla curiosa "coincidenza" della simulazione di un'operazione umanitaria ad Haiti da parte dell'esercito Statunitense è il caso di ricordare la simile "coincidenza" delle esercitazioni antiterrorismo a Londra ed a New York proprio nei giorni e nei luoghi degli attentati del 2007 e del 2001.

Sappiamo fin troppo bene ormai che quelle coincidenze furono in realtà congegnate allo scopo di perpetrare meglio degli auto-attentati che servirono come scusa per scatenare due nuove terribili guerre in Afghanistan ed Iraq con conseguente occupazione militare dei due paesi e contemporaneamente promulgare leggi "di emergenza" liberticide. Non è quindi difficile pensare che anche in questo caso la "coincidenza" corrisponda ad una manovra ben orchestrata per prendere possesso immediato dell'aeroporto della capitale haitiana e procedere all'occupazione militare del territorio.

Qualcuno forse penserà che non si può essere così malvagi da scatenare un terremoto artificiale, ma forse non ha preso coscienza del fenomeno delle scie chimiche o si è dimenticato di quello che è stato l'ultimo conflitto mondiale. Del resto l'organizzazione medici senza frontiere denuncia il fatto che aerei diretti ad Haiti e carichi di farmaci ed attrezzature mediche sono stati deviati altrove impossibilitando l'approviggionamento degli ospedali; ovviamente questi "disguidi" sono stati causati dai militari statunitensi che gestiscono l'aeroporto di Haiti. Difficile credere a semplici errori avvenuti per puro caso.

Del resto con l'uragano katrina è sucessa la stessa cosa (soccorsi arrivati con ritardi inaccettabili, migliaiai di persone assurdamente lasciate a morire di freddo fame e sete nel cuore della nazione più potente del mondo anche a causa di "errori" clamorosi dell'ente federale FEMA) e non diversamente è successo in occasioni di altre recenti catastrofi consimili.



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Sichuan, Pakistan, Haiti: terremoti causati da HAARP?

Il vaso di Pandora

La repressione dei fisici nel XXI secolo

Dal blog Il cospirazionista visionario riporto la traduzione di un interessantissimo articolo pubblicato sul sito archivefreedom.org

La storia della scienza insegna che i maggiori progressi nel dominio scientifico sono stati raggiunti da pensatori che percepirono approcci nuovi e fruttuosi che altri non riuscirono a notare.

Se qualcuno avesse avuto le idee di questi geni scientifici, che sono stati i promotori della scienza moderna, e le avesse presentate alle commissioni di specialisti, non c'è dubbio, queste ultime avrebbero considerato loro stravaganti e sarebbero stati scartati a causa della loro originalità e profondità.

Di fatto, le battaglie condotte, ad esempio da Fresnel e da Pasteur, bastano a dimostrare che alcuni di questi pionieri subirono una mancanza di comprensione da parte di eminenti studiosi, contro i quali dovettero lottare con vigore prima di poter emergere come vincitori.

Più recentemente, nel dominio della fisica teorica, di cui posso parlare con conoscenza, anche le magnifiche nuove concezioni di Lorentz Planck e in particolarmente di Einstein , dovettero scontrarsi con l'incomprensione di eminenti scienziati. Le nuove idee qui ha trionfato; ma, in proporzione all'incremento della rigidità da parte delle organizzazioni di ricerca, aumenta il pericolo che non sia possibile che nuove e fruttuose idee possano essere sviluppate liberamente.

Dobbiamo affermare in poche parole la conclusione da trarre da quanto precede. Mentre, a causa della pesantezza dei condizionamenti finanziari, ricerca ed insegnamento sono svilite da strutture amministrative, preoccupazioni economiche e da una pesante armatura di regole severe e pianificazione, diventa indispensabile più che mai a preservare la libertà di ricerca scientifica e la libertà di iniziativa per i ricercatori indipendenti, perché queste libertà sono sempre state e rimarranno sempre le fonti più fertili per il grande progresso della scienza.

Nobel Laureate Louis de Broglie, April 25, 1978


L'archivio elettronico arXiv.org, fondato nel 1991 presso Los Alamos National Laboratories e finanziato dalla National Science Foundation, è stato creato come strumento per gli scienziati allo scopo di permettere loro di diffondere rapidamente nuove scoperte e relativi sviluppi teorici alla comunità scientifica mondiale.
Il suo intento originale doveva essere un forum aperto per documenti creati da fisici certificati, vale a dire coloro che avevano sempre documenti approvati per la pubblicazione in riviste. Nel tempo il criterio per l'approvazione dei documenti presentati all'archivio è diventato più complicato e restrittivo.

Attualmente ospitato alla Cornell University sotto la direzione del fisico Paul Ginsparg, esso blocca alcuni fisici dall'inviare i loro documenti a questo archivio.

Gli amministratori di arXiv mantengono un elenco di fisici che è stato inserito in una lista nera o emarginato/ostracizzato, in modo che qualsiasi documento essi tentino di presentare venga sistematicamente rifiutato, indipendentemente dal suo contenuto scientifico.

Solitamente questi documenti bloccati sono già stati accettati per la pubblicazione in rispettabili riviste scientifiche o in altri casi sono sottoposti a revisione per la pubblicazione, che indica che questi documenti sono seri.

L'elenco degli scienziati soppressi include anche dei premi Nobel! Una caratteristica che questi fisici ostracizzati condividono è che hanno scritto o pubblicato documenti in passato e che propongono nuove idee che sfidano i dogmi tradizionali della fisica. In altri casi i lavori sono pubblicati solo nell'interesse della cricca politica che amministra l'archivio.

Il mondo sta vivendo problemi seri come la crescita esponenziale della popolazione, l'inquinamento ambientale, l'imminente penuria di energia, la proliferazione nucleare e cambiamento climatico. Non possiamo permetterci di sopprimere le opere di quelle menti determinanti, le cui nuove idee potrebbero rivoluzionare il modo che abbiamo interagire con il mondo. Cosa succede se un libro descrive la scoperta di una nuova fonte di energia che potrebbe aiutare ad per alleviare la crisi energetica prossimi? Oppure, cosa accade se un libro ha portato alla luce un serio rischio ambientale che, se inascoltato, comporterebbe una perdita sostanziale di vita. E, cosa accade se i moderatori arXiv.org censurano uno studio importante a causa di un possibile antipatia personale nei confronti del suo autore o perché in conflitto con una teoria che essi prediligono personalmente? La società civile non può certo permettersi un simile comportamento.

Nel mondo odierno, mutevole e veloce, non è sufficiente solo pubblicare le proprie idee in riviste scientifiche, un processo che si può trascinare per mesi, per anni fino a quando arriva l'approvazione per la pubblicazione. Una comunicazione rapida di tutte le nuove idee plausibili per la comunità accademica attraverso un archivio internet facilmente accessibile è essenziale per il progresso della scienza.

Lo scopo di questo sito è per informare il pubblico sulle attività blocco condotti dalla Cornell sponsorizzato arXiv.org gli amministratori e per mettere in relazione le storie di questi scienziati che sono stati censurati e/o lista nera. Archivefreedom auspica che questa pratica sia arrestata immediatamente e che tutti gli scienziati possano accedere senza censure a questo archivio per inviare i propri documenti tecnici. Chiediamo rispettosamente gli amministratori alla Cornell University, custode delle conoscenze del mondo della fisica, di onorare i contributi di tutti gli scienziati seri.

Per finire, un link alla pagina con alcuni casi di ostracizzazione.



Da notare che tra le persone ostracizzate spiccano i nomi del premio nobel per la fisica Brian Josephson, e del fisico e cosmologo Paul La Violette.

Brian Josephson, ben noto per le due coraggiose difese della verità scientifica, ovvero perchè afferma che il paranormale esiste ed è stato scientificamente dimostrato, che la fusione fredda è una realtà fisica ed è stata scientificamente dimostrata (ed altrettanto dicasi per la memoria dell'acqua). Assolutamente consigliata al riguardo è la lettura dell'articolo quando la scienza copre la realtà dei fatti.

Paul La Violette è altrettanto "eretico" in quanto sostiene l'esistenza dell'etere (dal quale potrebbero derivare sistemi di energia pulita e pressoché gratuita) studia con mente aperta il fenomeno UFO sostenendo la possibilità di contatti non solo con esseri di altri pianeti ma anche con esseri di altre dimensioni. Per approfondire la sua conoscenza consiglio la lettura degli articoli:

L'etere secondo Paul La Violette

La repressione delle tecnologie energetiche non convenzionali

Egli è autore del libro Earth Under Fire - Il Codice dell'Apocalisse nel quale giunge alla conclusione che verso la fine dell’ultima era glaciale il centro della nostra galassia sarebbe esploso, provocando un fenomeno che ha denominato “superonda galattica”, dando origine ad una scarica di raggi cosmici e ad una nube di polveri e detriti interstellari che hanno avvolto il nostro sistema solare, precipitando la Terra in lunghi periodi di oscurità, temperature estreme, imponenti tempeste solari e soprattutto inondazioni di origine glaciale che avrebbero afflitto l’umanità per intere generazioni.

La Violette sostiene che tale scenario potrebbe ripetersi alla fine del fatidico 2012 (speriamo di no!)

lunedì 25 gennaio 2010

Sichuan, Pakistan, Haiti: terremoti causati da HAARP?

Traduzione dell'articolo HAARP made earthquakes: Speculation or truth??? pubblicato il 15-1-2010 sul sito abovetopsecrets.com

Terremoti causati da HAARP: ipotesi o realtà?

Dopo la spirale norvegese ho iniziato a raccogliere alcune informazioni sul Progetto Blue Beam e specialmente sull'High Frequency Active Aurora Research Program (HAARP). Tutti ormai sanno che c'è una notevole speculazione sulle reali finalità di tale progetto. Ufficialmente questo programma ha come finalità quella di fare ricerche sulla ionosfera e su com equesta influisca sulle comunicazioni civili e militari e sui sistemi di navigazione, ma si suppone che "under the radar", HAARP venga utilizzato come un'arma di controllo ambientale da parte dei gruppi militari impegnati nella realizzazione dei piani del Nuovo Ordine Mondiale. Secondo molti ricercatori e teorici della cospirazione, questi gruppi hanno utilizzato la "fattoria delle antenne'' della struttura in Alaska per scagliare massicci impulsi elettromagnetici contro la ionosfera, che dopo esserne stata eccitata rimanda indietro queste scariche impulsive.

(..) Immagino che i supposti uragani, tsunami e terremoti generati da HAARP siano correlati all'intensità di questi impulsi ed alla zona contro la quale vengono scagliati. Chiunque sia a conoscenza di tale questione può essere preoccupato riguardo agli ultimi terremoti del 2008-09 e dell'inizio del 2010 e li ha messi in relazione con HAARP. Apparentemente non c'è nessuna evidenza di tale connessione, ECETTO una strana luminosità brillante simile all'aurora, osservata nelle aree colpite dai terremoti qualche momento prima che essi si verificassero. I teorici della cospirazione affermano che tali luci corrispondano all'innesco dei terremoti causati da HAARP, ma secondo alcuni geologi questo spettro è una disturbanza che si verifica quando le rocce cristalline sono deformate dalla lenta compressione del terreno che avviene prima dei terremoti.

Questi geologi affermano che questo spettro costituisce un avvertimento naturale. Allora, se anche HAARP non sta causando il terremoto, siamo sicuri che gli scienziati sono a conoscenza di tali disturbanze elettromagnetiche dal momento che esse appaiono nei dati dei magnetometri. Ho verificato le letture nei giorni in cui si sono verificati 3 gravi terremoti nel 2008-09, Cina e Pakistan oltre all'ultimo ad Haiti, e tutto corrisponde.

Quello che penso è allora: Perché gli scienziati Statunitensi del progetto HAARP NON STANNO informando la popolazione che un possibile sistema di difesa naturale dai terremoti è già stato scoperto?

Luci brillanti viste a Sichuan, in China, prima del terremoto del 2008


Dati del magnetometro HAARP






Tuttavia ho controllato la mappa globale dei terremoti del 2009 e gli schemi sono STRANI. Se dico stupidaggini che qualcuno mi aiuti a capire meglio, ma sembra che la maggior parte di essi avvengano in aeree sovrappopolate. Se questo fosse vero saremmo arrivati alla base della questione: la tecnologia HAARP viene utilizzata per ridurre la popolazione in certe aree??

Fonti:

Spettro pre-terremoto

magnetometro HAARP

mappa globale sismica del 2009




Articoli correlati:

Haiti, un terremoto artificiale provocato dagli USA?

Il vaso di Pandora

Lo spettro di Katrina

domenica 24 gennaio 2010

L'ITALIA CENSURA LA DIFFUSIONE DI VIDEO IN INTERNET



Traduzione di un articolo del
Le Nouvel Observateur a cura di italiadallestero.info.

Un decreto impone ormai un’autorizzazione per poter diffondere dei filmati sulla rete. L’opposizione critica un attacco alla libertà d’espressione.

In Italia i video su internet hanno i minuti contati. Secondo un decreto adottato dal Parlamento italiano e che entrerà in vigore il prossimo 27 gennaio, al fine di “diffondere e distribuire su internet immagini animate, accompagnate o meno dal sonoro”, è ormai obbligatoria un’autorizzazione rilasciata dal ministero italiano delle Comunicazioni.

“La legge assoggetta la trasmissione di immagini sulla rete alle stesse regole caratteristiche della televisione, che richiedono ad ogni diffusione un’autorizzazione preliminare rilasciata dal ministero delle Comunicazioni, è una limitazione incredibile al modo di funzionamento di internet”, ha ricordato sul suo blog Paolo Gentiloni, ex ministro delle Comunicazioni e membro dell’opposizione. “Tale decreto è un vero e proprio scandalo”, ha aggiunto.

Siti di condivisione di video, come YouTube, saranno sottoposti agli stessi obblighi a cui è sottoposta la RAI.


“L’applicazione di una direttiva europea”

La legge è già largamente condannata dall’opposizione, da differenti associazioni così come da aziende del digitale, che parlano di un attacco alla libertà d’espressione.
Il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, insiste sul fatto che “questa legge non è altro che l’applicazione della direttiva europea 2007/65/CE

Per Nicola D’Angelo, commissario dell’autorità delle Comunicazioni, tale legislazione è contraria allo spirito della direttiva europea. L’Italia diviene “l’unico paese occidentale nel quale è necessaria un’autorizzazione preliminare del governo prima di utilizzare questo genere di servizi”, aggiunge. “Questo aspetto costituisce un rischio per la democrazia.”

Dal canto suo, l’associazione per la difesa della libertà d’espressione Articolo 21 denuncia delle “restrizioni” che “impediranno la testimonianza della vita degli italiani sotto forma d’immagini animate su internet.”

Paolo Romani si difende: “Il decreto non intende censurare l’informazione sulla rete, e ancora meno influire sulla possibilità d’esprimere le proprie idee ed opinioni attraverso blog, reti sociali.”

Conflitto d’interessi per Silvio Berlusconi

Altri puntano sul conflitto d’interessi di fronte a cui si trova Silvio Berlusconi, primo ministro italiano e proprietario della rete televisiva Mediaset. In effetti, con questa nuova legge, i siti di condivisione di filmati saranno privati degli estratti di trasmissioni diffuse sui canali del gruppo Mediaset. Mediaset ha accusato YouTube di violazione dei diritti d’autore, citandolo per 500 milioni di euro. (Ho tolto il “che” perchè secondo me il giornalista ha fatto casino)

Google, proprietario di YouTube, in un’intervista a bloomberg, si è dichiarata “un po’ inqueta” per la nuova legge italiana.

Inoltre, il gruppo non ha così più da temere la concorrenza delle televisioni su internet. Per Alessandro Gilioli, giornalista e blogger di L’Espresso, questa legge mira a polverizzare la concorrenza delle TV sulla rete. “È il metodo Berlusconi [...] ammazzate i vostri nemici intanto che sono piccoli. Ecco perchè tutti quelli che fanno TV-internet, devono ottenere un’autorizzazione dal Governo e superare una miriade di barriere amministrative”, osserva.

In attesa, il decreto deve essere mandato dall’opposizione dinanzi il Consiglio di Stato italiano.

Gli inventori di malattie

Viaggio-inchiesta negli Usa. La colonizzazione farmaceutica: produrre medicine per gente sana.

ll documentario di Luca Cambi, Nicoletta Dentico e Francesca Nava è andata in onda mercoledì 5 agosto alle 23,40 su RaiTre per il programma "C'era una volta".

sabato 23 gennaio 2010

Denuncia collettiva contro la vaccinazione per l’influenza suina

Testo completo della lettera del Biologo Toni Gradl, traduzione dal sito impfkritik.de a cura di Maria.

Dr. Toni Gradl
Viechtafeller Strasse 14
D-94267 Prackenbach
Tel. +49-9944-302898
Fax +49-9944-302965

Prackenbach, 30 Dicembre 2009

Signore e signori,

Voi o altre persone che conoscete forse siete stati oggetto della vaccinazione di massa col Pandemrix® o col Focetria ® contro l’ H1N1 (cosiddetta influenza suina o "influenza Nuova").

Se voi entro il prossimo anno dovreste soffrire di malattie in seguito alla vaccinazione, vi prego di registrarvi sul sito www.squalenopfer.de, che intende avviare una denuncia collettiva contro il governo della Repubblica Federale.

Questo vale in particolar modo per [l'insorgenza di]:

Dolori Reumatici
Artrite
Mal di testa persistente
Mal di testa, vertigine, perdita della memoria
Esaurimento
Dolore in molte parti del corpo
Indigestione cronica
Diarrea cronica
Eczemi
Psoriasi
Sensibilità alla luce cutanea
Sudorazione notturna
Lupus eritematoso
Guarigione difficoltose delle ferite
Perdita di pelo sul corpo
Fenomeno di Raynaud
Encefalopatia (difficoltà di movimento e di gestione della mimica facciale, tremore, fluttuazione delle palpebre, bisogno compulsivo di sonno, perdita di massa muscolare, fine tremore delle mani, andatura incerta)
Sindrome di Guillain-Barré (infiammazione dei nervi, paralisi che parte dalla gambe)
Anemia
La secchezza degli occhi e delle mucose (sindrome di Sjogren)
Gonfiori dei linfonodi
Allergie / ipersensibilità

In entrambi i vaccini (ma non in quello per le forze militari e per i ministri o nel vaccino per l'Austria) è stato introdotto lo squalene come adiuvante.

Lo squalene è una sostanza endogena importante. L'uso di una sostanza endogena come vaccino o come amplificatore di un vaccino è un grave errore medico, che può comportare un danno fisico poiché può essere prodotta una reazione autoimmune nel corpo.

Questo è il metodo con cui si producono le malattie autoimmuni sugli animali per i test di laboratorio. Ciò è stato dimostrato in numerosi studi con la somministrazione di squalene agli animali.

Si prega far leggere questa lettera a più persone possibile visto che i mass-media non sono disposti a divulgare questa informazione.

Cordiali saluti,

Dr. Toni Gradl



Biografia del Dottor Toni Gradl, dal sito web216.011.netroom.de

• Nasce nel 1943
• Studia biologia a Würzburg, Colonia e Friburgo
• Nel 1972 termina un dottorato di ricerca a Kiel sull'immunologia riproduttiva.
• Lavora sull'immunologia della sclerosi multipla presso il Max Planck Institute.
• Attualmente lavora come ricercatore privato sullo sviluppo di prodotti naturali per la immunomodulazione degli animali domestici, dei pesci e degli esseri umani

Alcune sue pubblicazioni negli ultimi dieci anni [abbiamo fatto del nostro meglio per tradurre in italiano i titoli di questi lavori, sebbene non fosse per niente facile; risulta ad ogni modo chiaro, anche in questa traduzione imperfetta il grado di specializzazione del dottor Gradl nel campo del funzionamento del sistema immunitario, delle malattie auto-immuni e della loro cura con prodotti naturali - N.d.R.].

• Gradl T, lan, K., Maurer, S.: Immunomodulation of farm animals by feed additives - Vitamine und Zusatzstoffe in der Ernährung von Mensch und Tier, 7° Symposium 1999, Jena
(Immunomodulazione degli animali da allevamento con additivi nel cibo, - 7° simposio su "Vitamine e additivi nella dieta dell'uomo e degli animali" - Jena, 1999)

• Maurer, S., Gradl, T.: Use of oligo-uronide associates of bivalent cations in combination with radical scavengers and vitamins to treat immuno deficiencies - Vitamine und Zusatzstoffe in der Ernährung von Mensch und Tier, 9 Symposium 2002, Jena
(L'uso di associati oligo-uronidi di cationi bivalenti in combinazione con antagonisti dei radicali liberi e vitamine per il trattamento delle immuno deficienze - 9° simposio su "Vitamine e additivi nella dieta dell'uomo e degli animali" - Jena, 1999)

• Gradl T: Steuerung von Zytokinen bei Rheumatoider Arthritis durch Gewürze und Gewürzextrakte - Journal für Orthomolekulare Medizin 11;3: 42-47, 2003 (Controllo delle citochine nell'artrite reumatoide con l'uso delle spezie e dei loro estratti.)

• Gradl T: Steuerung von Zytokinen durch Naturstoffe bei Allergien vom Soforttyp - Journal für Orthomolekulare Medizin 12;2: 79-85, 2004 (Controllo delle citochine con prodotti naturali per la cure delle allergie acute.)

• Kelly G, Gradl T: Einsatz einer Nahrungsergänzung bei Allergien vom Soforttyp - CO'MED 05; 34-36, 2007 CO'MED 05, 34-36, 2007 (L'uso di integratori alimentari in caso di allergie acute).

• Gradl T.: Behandlung der Borreliose mit bioaktiven Quantenpunkten aus Naturstoffen durch Veränderung der Immunantwort und Herunterregulierung der Entzündung - 03.04.2008 Vortrag Deutsche Borreliose Gesellschaft (Trattamento della malattia di Lyme con prodotti naturali per modulare la risposta immunitaria - Conferenza dell'Associazione Tedesca malattia di Lyme del 3/4/2008)




Leggi il dossier sull'influenza suina ed i vaccini tossici; scaricalo sul tuo Pc e diffondilo.

Leggi e diffondi il dossier della dottoressa Forcades Vila.

Leggi il documento ipertestuale vaccipiano.

venerdì 22 gennaio 2010

Co-creatori (molto lontano e tanto tempo fa)

Qui di seguito trovate la traduzione dell'articolo Co-creators – far away and long ago pubblicato il 4 dicembre 2009 da Lynne Mc Taggart, la nota giornalista autrice dei libri Il campo di punto zero e La scienza dell'intenzione. Un articolo interessante anche se l'autrice incentra l'analisi di alcuni fenomeni di natura quantistica sulla base dell'interpretazione ortodossa della fisica quantistica stessa (l'interpretazione probabilistica della sovrapposizione di stati) senza fare cenno alle possibili altre interpretazioni.

Occorre precisare però che il valore della seguente dissertazione dipende ben poco, a mio avviso, dal modello scelto per interpretare i fenomeni quantistici.



Molte persone di questi tempi utilizzano il termine ‘effetto osservatore’ senza realmente sapere cosa esso sia o quali ne siano le profonde implicazioni.

Probabilmente la persona più indicata per esaminare tale questione era un fisico statunitense chiamato John Archibald Wheeler.

Wheeler, un pupillo del fisico danese Niels Bohr, era affascianto da quella che divenne poi nota come Interpretazione di Copenhagen, dal nome del posto in cui Bohr, ed il suo brillante pupillo, il fisico tedesco Werner Heisenberg, postulò il probabile significato delle loro straordinarie scoperte matematiche.

Bohr ed Heisenberg si resero conto che gli atomi non sono piccoli sistemi solari fatti di palline, ma qualcosa di molto più caotico: una minuscola nuvola di probabilità.

Come hanno scoperto inizialmente i fondatori della teoria quantistica nella prima parte del ventesimo secolo, le particelle subatomiche come gli elettroni o i fotoni non sono di per sè niente di ben preciso.

Ogni particella subatomica non è una cosa solida e stabile, ma piuttosto esiste in molti stati contemporaneamente, in uno stato di pura potenzialità — ciò che è descritto dai fisici come una ‘sovrapposizione’, o somma, di tutte le probabilità [sovrapposizione di differenti stati - N.d.T.].

Gli scienziati riconoscono semplicemente che un elettrone ‘probabilmente’ esista quando essi lo fissano facendo una misura, momento nel quale questa sovrapposizione di molti stati collassa e l'elettrone si ritrova in uno stato singolo.

Il fatto che ciò succeda solo quando la particella viene misurata od osservata suggerisce una possibilità che appare sbalorditiva a molti scienziati: che il ruolo dello scienziato stesso — o nella vita comune, il ruolo della coscienza vivente — in qualche modo influenzi i più piccoli elementi della vita, facendo diventare realtà qualcosa che prima era solo una possibilità.



Un nuovo esperimento con la doppia fenditura

Wheeler voleva verificare questa possibilità con una variante del famoso esperimento di fisica quantistica della doppia fenditura [vedi anche il video qui sopra], che a sua volta è una variante di un esperimento con la luce realizzato per primo da Thomas Young, un fisico britannico del diciannovesimo secolo.

Nell'esperimento di Young, un fascio di luce viene fatto passare attraverso una fenditura in uno schermo di cartone, quindi passa attraverso un secondo schermo con due fenditure e finalmente arriva ad un terzo schermo bianco.

Nell'esperimento di Young la luce che passa attraverso le due fenditure genera uno schema zebrato di strisce alternate chiare e scure sullo schermo bianco finale. Se la luce fosse composta semplicemente da un insieme di particelle, due delle bande più luminose apparirebbero direttamente di fronte alle due fenditure del secondo schermo – come uno schema di particelle individuali [con riferimento alla figura precedente, se fossero solo minuscole "palline" ad essere lanciate contro le fenditure, sostanzialmente tutte quelle che riescono a passare attraverso le fessure sbattendo contro l'ultimo schermo si dovrebbero raggruppare in due fasce poste sulla linea che collega la sorgente ad S1 e lungo la linea che collega la sorgente ad S2 - N.d.T.].

Invece la parte più illuminata dello schema è a metà strada tra le due fenditure, ed è causata dalla sovrapposizione di quelle onde che interferiscono costruttivamente fra di loro. Analizzando questo schema Young fu il primo a rendersi conto che la luce che si irradia dalle due fenditure si diffonde come fanno delle onde che poi si sovrappongono .

Una variante moderna dell'esperimento consiste nello spedire attraverso la doppia fenditura dei singoli fotoni utilizzando uno strumento detto interferometro. Anche questi fotoni lanciati singolarmente producono uno schema zebrato sullo schermo, dimostrando che anche i singoli quanti di luce viaggiano come se fossero delle onde sfumate con una larga sfera d'influenza.

I fisici del ventesimo secolo progredirono effettuando l'esperimento di Young con altre particelle quantistiche singole, e considerano questa una prova decisiva del fatto che la fisica quantistica manifesti delle proprietà sconcertanti: le entità quantistiche si comportano come delle onde che passano contemporaneamente attraverso le due fenditure.

Dal momento che sono necessarie almeno due onde per creare un tale schema di interferenza, ciò che implica questo esperimento è che il fotone è in qualche misteriosa maniera capace di attraversare entrambe le fenditure contemporaneamente ed interferire con se stesso quando si ricompone. Tuttavia c'è un inghippo in questo esperimento: quando l'apparato sperimentale è dotato di un rilevatore di particelle per determinare attraverso quale fenditura sia passato il fotone, il risultato dell'esperimento cambia. Invece di comportarsi come onde, i fotoni si comportano come se fossero particelle che attraversano di volta in volta solo una delle due fenditure.

[Ciò che succede in tal caso è che il fotone] piuttosto che creare uno schema di interferenza, crea sullo schermo uno schema da particelle singole.

Così quando il rilevatore di particelle è acceso, il fotone si comporta come una particella solida invece che come un'onda sfumata: esso è stato posto in essere. A questo punto esso collassa in una singola entità, passa attraverso solo una delle due fenditure e ti permette di descrivere il suo percorso.

Esperimento della scelta ritardata
Nel 1978, quando Wheeler stava meditando sul significato di questo esperimento — che sembrava porre l'enfasi sul fatto che i fotoni fossero rilevati o meno — si chiese se la tempistica fosse importante – se importasse a quale punto il fotone viene osservato o misurato.

Egli ha escogitato un famoso esperimento concettuale detto l'esperimento della scelta ritardata, nel quale un rilevatore di particelle viene posto più in avanti [lungo il tragitto della particella] in maniera tale che il percorso del fotone viene scoperto solo diverso tempo dopo che esso ha sorpassato le fenditure.

Pensate ad un fotone che ha già oltrepassato le fenditure e che sta per arrivare allo schermo. Ci sono tre possibiili strade per esso: la fenditura sinistra, la fenditura destra o entrambe le fenditure contemporaneamente, e a questo punto noi non sappiamo ancora quale strada esso ha preso.

Wheeler immaginò che l'apparato [sperimentale] includesse uno schermo rilevatore dotato di notevole mobilità, che potesse essere rimosso a tale punto [del percorso] oppure lasciato al suo posto. Se lo schermo viene rimosso, possono allora operare due rivelatori ottici [posti dietro lo schermo] ognuno designato a rilevare il passaggio da una delle fenditure. Se lo schermo [mobile] viene rimosso i rilevatori ottici possono registrare un piccolo lampo di luce mentre il fotone passa attraverso le fenditure e scoprire così se il suo percorso ha attraversato l'una o l'altra fenditura.

In questo esperimento, l'osservatore ha ‘ritardato la sua scelta’ se vuole osservare il percorso del fotone (per mezzo dei rilevatori ottici) oppure no, fino a dopo che il fotone abbia presumibilmente fatto preso la sua decisione di passare attraveso una fenditura, l'altra, o tutte e due.

Secondo l'ingegnosa matematica di Wheeler, il percorso dei fotoni dipende interamente dal fatto che essi sono osservati oppure no.

Sorprendentemente, se rimuoviamo lo schermo ed i rivelatori ottici registrano il percorso dei fotoni – anche dopo che il fotone ha oltrepassato la doppia fenditura – abbiamo uno schema di distribuzione consistente con quello che si ottiene nel caso di particelle che possono passare solo atraverso una o l'altra delle due fenditure, ma non da entrambe.

Se lo schermo è al suo posto, i fotoni rimangono in uno stato di sovrapposizione ed attraversano entrambe le fenditure [o meglio è come se le onde associate ai due possibili stati del fotone passassero attraverso entrambe le fenditure interferendo poi tra di loro - N.d.T.].

Osservazione – indietro nel tempo?

L'aspetto notevole di questo esperimento ovviamente è che la tempistica non è rilevante: anche dopo che l'evento si è manifestato ed il fotone è passatto attraverso una fendiura o tutte e due, la presenza o l'assenza dello schermo — cioè la presenza o l'assenza dell'osservazione — determina il suo risultato finale.

La conseguenza di ciò è che l'osservazione, anche dopo il verificarsi dell'evento, determina il risultato finale [dell'esperimento].

L'osservatore controlla interamente lo stato che assume ciò che viene osservato, e ciò può avvenire da ogni punto sulla linea del tempo [a partire da ogni momento].

Nelle parole del pupillo di Wheeler, il famoso fisico Richard Feynman, il ruolo dell'osservatore nella fisica quantistica era il ‘mistero che non può andare via’.

Tuttavia l'idea di Wheeler rimase un'intrigante questione matematica fino al 2007, quando Jean-François Roch ed i suoi colleghi della Ecole Normale Supérieure di Cachan in Francia hanno trovato una maniera di realizzare l'esperimento che Wheeler aveva immaginato trent'anni fa .

Nei suoi costituenti più elementari, la materia fisica non solo non è niente di perfettamente definito, ma rimane qualcosa di indeterminato in cui è coinvolta la coscienza. Nel momento in cui noi osserviamo un elettrone o facciamo una misura, sembra che aiutiamo a determinare il suo stato finale. La relazione più fondamentale di tutte potrebbe essere quella della materia e della coscienza che l'osserva.

Tuttavia ciò che più lascia a bocca aperta delle scoperte di Wheeler e della prova di Roch e dei suoi colleghi sono le implicazioni sull'irrilevanza del tempo.

Come ha notato una volta nel 2006, due anni prima di morire: “Siamo partecipi di un processo che pone in essere non solo quello che è vicino nel tempo e nello spazio, ma anche ciò che è lontano e che è successo tanto tempo fa.” Nella sua fertile immaginazione egli ha persino immaginato l'intero universo come un'onda gigantesca che ha bisogno di essere osservata affinchè sia posta in essere.

In questo caso, forse l'osservatore risulterà essere Dio.



Per meglio spiegare la questione dell'esperimento a scelta ritardata riporto qui di seguito un estratto del paragrafo I paradossi della meccanica quantistica tratto dall'interessante libro I segreti dell'universo (che tratta tematiche molto simili a quelle del presente articolo)

L'esperimento 'a scelta ritardata' di Wheeler.

Immaginiamo un fotone che passa attraverso i due fori, come un'onda, e fa interferenza con se stesso. Come abbiamo visto, per distruggere la figura di interferenza, è sufficiente osservarlo "subito dopo" che è passato da un foro: in tal caso esso non è più un'onda ma una particella e quindi non può passare anche dall'altro foro. E poiché non può passare dall'altro foro la figura di interferenza scompare.

Perciò noi possiamo "decidere" se osservare il fotone come particella o se permettergli di fare la figura di interferenza come un'onda. Benissimo.

Abbiamo detto che riveliamo il fotone "subito dopo" che è transitato dal primo foro. "Subito dopo" significa che è passato pochissimo tempo dal transito nel foro. Ma per quanto piccolo sia il tempo trascorso, il fotone comunque ha già oltrepassato il foro; inoltre fino a questo momento esso è rimasto un'onda perché non l'abbiamo ancora rivelato. Perciò nel frattempo l'onda ha già imboccato anche l'altro foro e lo ha oltrepassato. E allora come fa il fotone ad essere rivelato "tutto intero" vicino al primo foro? Che fine fa il fronte d'onda che aveva appena oltrepassato il secondo foro? Scompare nel nulla? Sembra proprio di sì, ma com'è possibile?

Per chiarire questo punto, Wheeler propose di fare così: lasciamo che il fotone passi attraverso la maschera, come un'onda, passando da entrambi i fori. A questo punto, dopo che il fronte d'onda ha superato la maschera, inseriamo un rivelatore non lontano dal primo foro, ma neanche tanto vicino (cioè quanto basta per essere sicuri che nel frattempo tutto il fronte d'onda sia già sicuramente transitato dalla maschera). In pratica vogliamo effettuare la scelta di osservare il fotone come particella, però dopo che esso è transitato da entrambi i fori come un'onda. Infatti l'esperimento è chiamato "a scelta ritardata".

L'esperimento è stato realmente effettuato da alcuni scienziati dell'Università del Maryland. Ebbene, inserendo il rivelatore dopo che l'onda è transitata dalla maschera, esso individua il fotone come particella e perciò la figura di interferenza non si crea. Ma allora che fine fa la parte dell'onda già transitata dal secondo foro?!

Scompare nel nulla, poiché il fotone viene rivelato interamente vicino al primo foro! Eppure, diciamo noi, l'onda era transitata sicuramente anche dal secondo foro: infatti, se non si inserisce il rivelatore (lasciando inalterato tutto il resto), si forma la figura di interferenza (che può formarsi solo se l'onda transita da entrambi i fori). E allora com'è possibile?!

La realtà è che anche stavolta cerchiamo di fornire un'immagine oggettiva di ciò che accade: ma un'immagine oggettiva non è adeguata. Non ha senso dire che "l'onda è già passata", perché solo all'atto della misura possiamo dire che qualcosa è avvenuto: prima della misura il fotone rimane in uno stato indefinito di potenzialità o di non-oggettività (qualcuno preferisce dire perfino di irrealtà). Quando poi inseriamo il rivelatore, allora possiamo dire con certezza che il fotone era passato solo dal primo foro e non dal secondo foro, e infatti non c'è interferenza. Quando invece non inseriamo il rivelatore, e riveliamo dei fotoni sul bersaglio (con figura di interferenza), allora possiamo dire che ciascun fotone ha fatto interferenza come se fosse un'onda transitata da entrambi i fori; ma questo lo possiamo dire solo dopo che il fotone viene rivelato sul bersaglio (in un punto raggiungibile solo da un'onda ma non da una particella), cioè dopo la misura.

La cosa che a noi appare incredibile è che ciò che il fotone ha deciso di fare sulla maschera (passare da un foro solo o entrambi) dipende da una scelta successiva al transito stesso! Infatti il rivelatore viene inserito dopo che il fronte d'onda è transitato dalla maschera. Come dice Wheeler, la "scelta" di far passare il fotone da un solo foro o da entrambi è "ritardata", cioè avviene dopo che il fotone è passato!

Affinché la cosa non risulti incredibile, dobbiamo ammettere che ciò che è successo prima non è definito. Occorre specificare che l'esperimento condotto nell'Università del Maryland non è stato impiegato uno schermo con due fori ma un'apparecchiatura concettualmente equivalente: un fascio laser è stato diviso in due fasci separati, uno dei quali attraversava un rivelatore (che poteva essere "acceso" o "spento"), ed infine i due fasci venivano fatti convergere nel rivelatore finale, dove si poteva verificare l'eventuale interferenza.



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