lunedì 29 marzo 2010

Una forza speciale di polizia internazionale per la gestione di un Nuovo Ordine Europeo

Ci avviamo verso il 2012 e l'élite criminale che ci governa stringe il cerchio; dopo avere approvato in maniera alquanto fraudolenta il trattato di Lisbona (imponendo un secondo referendum all'Irlanda che aveva in prima istanza rifiutato il trattato, e facendo di tutto perchè il risultato venisse ribaltato dopo solo pochi mesi ... puzza di brogli?), imposto il codex alimentarius, promosso vaccini tossici per l'influenza suina e spinto l'acceleratore sulle scie chimiche, ecco che ci si avvicina alla fatidica data con la realizzazione di una super forza di polizia inter-europea che gode di incredibili privilegi e di incostituzionali immunità ... e che porterà alla scomparsa dell'arma dei carabinieri.

Vi propongo al riguardo la lettura dell'articolo di Solange Manfredi

L’EUROCRAZIA SI PRENDE L’ARMA. PER OPERAZIONI SPECIALI

«Aboliscono i Carabinieri», sussurra un maresciallo preoccupato. Per un inspiegato decreto eurocratico, non devono più esistere Polizie militari nei Paesi europei. Entro il 2011, se abbiamo capito qualcosa dell’ambiguo e silenzioso progetto, il nostro maresciallo preoccupato non sarà più «maresciallo» ma ispettore; l’appuntato diverrà «assistente», un brigadiere capo sarà sovrintendente, insomma saranno trasformati in agenti di polizia civili, senza stellette. Dipendenti degli Interni e non della Difesa. I Paesi che non aboliranno la loro Polizia militare andranno incontro a gravi sanzioni europee.

E tutto ciò, avviene nel più completo silenzio e senza la minima protesta. I Carabinieri sono, fra le istituzioni, quella che gode della maggiore e più costante fiducia dell’opinione pubblica; costantemente, i sondaggi mostrano che gli italiani lo sentono il corpo più sicuro, colonna storica della nazione: possibile che nessun politico o giornale sollevi la questione? Che tutti in silenzio accettino la cancellazione di un ente di così precisa identità, con due secoli di storia e tradizione militare? L’Arma ha da poco conquistato lo status di quarta forza armata (alla pari con l’Esercito, l’Aviazione , la Marina), ossia un’autonomia che gli alti ufficiali hanno fortemente voluto (e brigato, con la loro potenza ragguardevole presso la politica); è possibile che i generali adesso cedano quella autonomia ed autogoverno senza fiatare? Per quanto «usi a obbedir tacendo», la cosa appare strana.

La risposta si trova forse nel fatto che non tutti i carabinieri passeranno alla Polizia di Stato. Una parte del personale - soprattutto gli ufficiali - rimarrà nell’Arma, e manterrà le sole funzioni di polizia militare: non più però come corpo al servizio dell’Italia, ma come corpo sovrannazionale.

Confluendo in un nuovo leviatano eurocratico, denominato «Eurogendfor», orwelliana sigla per Forza di Gendarmeria europea. (http://www.eurogendfor.eu/)

Eurogendfor è nata in Olanda il 18 ottobre 2007 col «trattato di Velsen» (uno dei tanti trattati di cui i cittadini non sanno nulla), firmato dai Paesi che sono dotati di Polizie militari: Francia (Gendarmerie), Spagna (Guardia Civil), Portogallo (Guardia nacional) e Olanda (Marechaussée) e ovviamente, per l’Italia, i Carabinieri.

Eurogendfor è una super-polizia sovrannazionale. Cioè (articolo 5) «a disposizione della UE, dell’OSCE, della NATO o di altre organizzazioni internazionali o coalizioni specifiche». Una forza «pre-organizzata e dispiegabile in tempi rapidi» e capace «di eseguire tutti i compiti di polizia previsti nell’ambito delle operazioni di gestione delle crisi».

Quali crisi? Si allude cripticamente a quelle definite «nel quadro della dichiarazione di Petersberg». Così, ecco un altro trattato ignorato dai cittadini. Poche righe ufficiali avvertono che «Il Consiglio ministeriale della UEO, riunito a Petersberg, presso Bonn, approvò, il 19 giugno 1992, una Dichiarazione che individuava una serie di compiti, precedentemente attribuiti alla stessa UEO, da assegnare all’Unione Europea; le cosiddette ‘missioni di Petersberg’ sono le seguenti: missioni umanitarie o di evacuazione, missioni intese al mantenimento della pace, nonché le missioni costituite da forze di combattimento per la gestione di crisi, ivi comprese operazioni di ripristino della pace». (http://europa.eu/scadplus/glossary/petersberg_tasks_it.htm)

Ea UEO è un vecchio arnese dell’atlantismo bellico, sopravvissuto alla guerra fredda. Adesso scopriamo che parte dei suoi compiti sono stati assunti dalla UE. E che i Carabinieri fanno parte di una forza armata permanente per «interventi umanitari», «guerra al terrorismo» ed altre guerre senza fine e non dichiarate, come sono diventate d’attualità dopo la scomparsa del Nemico sovietico. Evidentemente, questi conflitti devono essere resi permanenti. I nuovi carabinieri de-nazionalizzati interverranno in tutto il mondo. Non è chiaro se interverranno anche per sedare «crisi» sociali in Europa, contro i loro stessi cittadini. Apparentemente sì: Eurogendfor potrà svolgere sul suolo italiano tutte le attività sopra descritte. Si aspettano chiarimenti.

La formazione del corpo militare eurocratico è già avanzata. A Gennaio, Maroni ha inviato (alla chetichella) osservatori in Francia per studiare le soluzini adottate da Sarkozy per la denazionalizzazione della Gendarmerie e la riduzione dei suoi membri di basso livello a poliziotti.

Uno degli aspetti inquietanti è la sede scelta per Eurogendfor: la caserma dei carabinieri «Generale Chinotto», che si trova a Vicenza. La stessa città dove è situata la più grande base militare statunitense in Italia, base che non è a disposizione della NATO ma soltanto del Pentagono, che vi mantiene un buon numero di testate nucleari.

Gli americani avranno voce in capitolo nell’ordinare le «missioni» per Eurogendfor? Viste le comprovate politiche subalterne dell’eurocrazia, il sospetto è lecito. Potrebbe chiarirlo la lettura accurata del trattato di Velsen: un trattato che non è dato leggere da nessuna parte. Non è stato allegato nemmeno alla proposta di legge della costituzione di Eurogendform per la parte italiana, presentata il 28 dicembre 2009. Vi è solo un riassunto del trattato, ad istruzione dei parlamentari che devono ratificarlo. E’ allegata anche la «dichiarazione d’intenti» firmata nel 2004, ma il trattato di Velsen (che consta di 47 articoli) no. Curioso.

E chi comanda su Eurogendfor? Un comitato interministeriale (orwellianamente CIMIN) con sede pure a Vicenza, composto dai rappresentanti ministeriali dei Paesi aderenti (per l’Italia, Difesa ed Esteri). Questo CIMIN esercita in esclusiva il «controllo politico» sulla nuova Polizia militare e decide di volta in volta le condizioni di ingaggio di Eurogendfor; e al Cimin solo Eurogendfor risponde. In altre parole, Eurogendfor non risponde ad alcun Parlamento, nè nazionale nè europeo.

E se già così la cosa appare di una gravità assoluta, (una forza di Polizia militare sovranazionale che non risponde delle proprie azioni ad alcun parlamento, ma solo ad un comitato interno) è leggendo il disegno di legge numero 3083 - A, passato al Senato (anche in questo caso nel più assordante silenzio) il 4 marzo 2010, che si coglie la assoluta pericolosità di tale struttura.

Infatti leggendo gli atti si scopre che la Eurogendfor (già assolutamente attiva e funzionante benché l’Italia ancora non abbia ratificato), SOSTITUENDO e/o rinforzando le forze di polizia aventi status civile, può compiere un ampio spettro di attività:

- garantire la pubblica sicurezza e l’ordine pubblico;

- eseguire compiti di polizia giudiziaria;

- monitorare la polizia locale nell’adempimento dei propri servizi

- compiere investigazioni criminali

- dirigere la pubblica sorveglianza

- regolamentare il traffico

- operare come Polizia di frontiera

- acquisire informazioni e svolgere operazioni di intelligence

- proteggere la popolazione e la proprietà,

- ecc..


Ma ancora non basta, perché questa super Polizia sovranazionale gode anche di una sorta di totale immunità a livello internazionale. Infatti, leggendo il trattato si apprende che:

Articolo 21) i locali, edifici, archivi (anche informatici ed anche se non ivi presenti) appartenenti ad Eurogendfor sono inviolabili;

Articolo 22) le proprietà ed i capitali di Eurogendfor sono immuni da provvedimenti esecutivi dell'autorità giudiziaria;

Articolo 23) tutte le comunicazioni degli ufficiali di Eurogendfor non possono essere intercettate;

Articolo 28) i Paesi firmatari rinunciano a chiedere un indennizzo per danni procurati alle proprietà nel corso della preparazione o esecuzione delle operazioni. L’indennizzo non verrà richiesto neanche in caso di ferimento o decesso del personale di Eurogendfor;

Articolo 29) gli appartenenti ad Eurogendfor non potranno subire procedimenti a loro carico a seguito di una sentenza emanata contro di loro, sia nello Stato ospitante che nel ricevente, in uno specifico caso collegato all’adempimento del loro servizio.

E’ stata, in altri termini, creata una sorta di struttura militare sovranazionale che potrà operare in qualsiasi parte del mondo, sostituirsi alle forze di Polizia locali, agire nella più totale libertà (leggi immunità) e che, al termine dell’ingaggio, dovrà rispondere delle sue azioni al solo comitato interno.

Ora diventa forse più chiaro perché nessun vertice dell’Arma dei Carabinieri ha mosso alcuna obiezione alla legge di riforma che la vuole sotto le dirette dipendenze del ministero dell’Interno.

A finire sotto quel ministero saranno solo i sottufficiali e la truppa. Per gli ufficiali, l’Arma aumenta il suo potere: dovrà rispondere solo al CIMIN (ovvero a ufficiali e rappresentanti del ministero Esteri e Difesa); manterrà i suoi poteri in Italia e anzi nel mondo, e facendo parte dell’Eurogendfor, godendo di privilegi e immunità che prima non avevano, fino ad una totale immunità e insindacabilità. Lo status di cui già godono anche più inquietanti «istituzioni» europee, da Eurojust (procuratori d’accusa) e Europol, anch’essi insindacabili e persino sonosciuti ai cittadini europei - ammesso che siamo ancora cittadini.

domenica 28 marzo 2010

Il finto rivoluzionario comunista Bertinotti mostra la sua vera identità


Per chi conosce bene cosa sia il signoraggio, che permette al sistema bancario di derubare il comune cittadino e di esercitare al contempo un fortissimo peso politico su qualsiasi tipo di governo (di facciata), per chi sa bene cosa siano le scie chimiche e cosa rappresenti il piano di avvelenamento globale tramite scie, vaccini tossici e codex alimentarius, è difficile credere nella buona fede di un dirigente di partito che parla male del capitalismo senza esporre i segreti del signoraggio, e che denuncia alcune forme di inquinamento ambientale senza denunciare quelle che in assoluto sono le peggiori, le più subdole e pericolose.


D'altronde Bertinotti quando era presidente della camera dei deputati aveva mostrato di stare dalla parte dei banchieri cercando di censurare l'intervento di un esponente dell'estrema destra (Teodoro Bontempo, detto "er pecora") che ha fatto quello che lui, "estremista di sinistra" (a parole ovviamente) non ha mai avuto il coraggio di fare, ovvero denunciare la malapianta del signoraggio.



Sappiamo già che diversi uomini politici di opposte fazioni si incontrano al tavolo di organismi come il CFR o l'Istituto Aspen ed il gruppo Bilderberg, assieme ad economisti, banchieri, finanzieri, dirigenti delle grande aziende e direttori dei mass media. Illuminante è la coesistenza di D'Alema e Fini nel CFE europeo, che poi (non si a bene con quale coraggio o con quale consumata arte da attori) fanno mostra di combattersi di fronte alle telecamere.

Niente di strano quindi che il "comunista rivoluzionario" (di nome ma non certo di fatto) Bertinotti sia stato beccato godersi la vita festeggiando in compagnia di finanzieri, nobili e dirigenti aziendali. Forse a 70 anni è anche un po' stanco di nascondere la propria vera indole.

Leggete qui di seguito l'articolo Once we were communists tratto dal sito bamboccioni alla riscossa (in appendice un intervento dell'attuale Papa Benedetto 16° che recita le parole d'ordine del Nuovo Ordine Mondiale e la mozione contro il signoraggio di T. Bontempo cui si accennava sopra).



Dopo le infinite ospitate a “Porta a Porta”, Fausto Bertinotti ora sarebbe perfetto per una puntata di “Chi l’ha visto”. L’ex presidente della Camera, l’ex leader di Rifondazione comunista, l’ex candidato premier (giusto due anni fa) per la sinistra della Sinistra (Verdi, Pierrecì, Piddiccì): insomma l’ex tante cose, ma pur sempre l’eterno subcomandante Fausto de’ noantri pare scomparso. Sparito. Svanito.

E dire che l’ex segretario di Rifondazione comunista, nel salottino Rai di Bruno Vespa, aveva addirittura il record di presenze: era stato invitato più spesso dei vari Berlusconi, Fassino o Mastella. E dire pure che a Bertinotti – non una vita fa, ma ai tempi di Prodi premier - bastava un’intervista per far tremare il governo. E dire anche che perfino all’ultimo congresso di Rifondazione – nell’estate rovente del 2008; subito dopo la batosta elettorale che aveva lasciato la sinistra della Sinistra con un palmo di naso e senza uno straccio di seggio – aveva quasi convinto tutti, con il suo sempreverde richiamo alla lotta contro “il capitalismo totalizzante e incivile”. Quasi, perché poi la sua Rifondazione si é comunque spezzata in due (con Nichi Vendola che, proprio con l’aiuto di Bertinotti, ha lasciato l’ovile ed è andato a costruire un nuovo partitino: Sinistra Ecologia e Libertà, assieme ai soliti Verdi e al solito Piddicì). Ma insomma, quasi quasi ce l’aveva fatta. E comunque non tutte le ciambelle, le elezioni e i congressi riescono con il buco.

Un vero peccato, insomma, la sua scomparsa dalla ribalta. Ma si sa: gli anni passano per tutti. Anche per il subcomandante Fausto (nomignolo che per la cronaca gli rimase appiccicato causa la sua passione per il Chiapas e i guerriglieri zapatitsti). Bertinotti tempo fa ha ufficialmente rinunciato a Porta a Porta e alla vita di partito, e ha annunciato di volersi godere la pensione. E – giusto lunedì scorso – ha compiuto settant’anni. Settant’anni festeggiati con il suo consueto garbo, lontano – dunque – dai riflettori. Ma non dai flash dei paparazzi. Anzi di un paparazzo in particolare: il veterano Umberto Pizzi, fotografo dai tempi della Dolce Vita e della Roma anni Sessanta, che ha pescato l’ex segretario di Rifondazione comunista davanti a un’enorme torta al cioccolato a casa di uno degli amici più cari. Forse un sindacalista? No, il finanziere e avvocato d’affari Mario D’Urso.

E gli ex compagni di Rifondazione? Per carità qualcuno – come Franco Giordano, pure lui ex segretario del Prc – non ha mancato di andare a festeggiare il (fu) leader. Ma tra gli invitati spiccavano ben altri pezzi da novanta: la coppia nobile Marina e Carlo Ripa di Meana; la regina dei tessuti, Marta Marzotto; l’ex chef del Gambero Rosso, Fulvio Pierangelini; le sorelle Carla e Anna Fendi (quelle, per capirci, delle borsette); Jean Paul Troili (organizzatori di eventi per il jet-set, famoso per aver fatto da “regista” al matrimonio italiano di Tom Cruise). E – chissà perché – non Bruno Vespa, ma Gigi Marzullo. O almeno questo raccontano le foto pubblicate da uno dei siti di gossip e cronaca politica più famoso del Belpaese, Dagospia.

Si dirà: un caso. Ma quando mai. Perché – esattamente il giorno dopo – Bertinotti è stato pescato – sempre da Dagospiaa un party organizzato questa volta a casa Fendi, in onore dell’attrice francese Fanny Ardant. E perché la passione dell’ex leader del principale partito comunista italiano per i salotti chic romani è nota da tempo. Per lo meno a chi conosce la scena politica e mondana della Capitale. Per dire. Proprio poco prima delle elezioni che decretarono l’espulsione della sinistra della Sinistra dal Parlamento, il paparazzo Pizzi spiegò al “Corriere della Sera” che lo incrociava a feste e banchetti almeno un paio di volte a settimana («Lo trovi a casa della Marisella Federici, come pure dalla Sandra Verusio o dalla Maria Angiolillo. Sebbene io sospetti che preferisca andare dalla Guya Sospisio»). La cosa fece scalpore. E il subcomandante Fausto? E il subcomandante Fausto – quello che amava ripetere “non so vedere il mondo se non ho il padrone e la classe operaia” – rispose da par suo: «La reclusione e il ghetto sono luoghi e scelte contro cui ci battiamo, mi batto da sempre. Una società chiusa, dove ognuno sta nel suo mondo, piace tanto solo ai conservatori». Memorabile.

Del resto l’uomo eternamente contro “il capitalismo totalizzante e incivile” ha sempre avuto una dote non comune: quella di trovare le parole giuste al momento giusto. Anche grazie all’aiuto della moglie Lella.

Per esempio: si presentava – subito dopo l’elezione a presidente della Camera – con un elegantissimo gessato a Porta a Porta? E Lella serafica spiegava al Corriere che non era uno schiaffo alla povertà, si trattava solo di “un omaggio di Mariano Rubinacci, il grande sarto napoletano“. Oppure: saltava fuori che Bertinotti aveva una smodata passione oltre che per le tute blu, anche per il cachemire? E sempre Lella, paziente, apriva cuore e armadio al solito Corriere, e diceva: sono solo regali dei militanti. E ancora: il subcomandante Fausto veniva pescato a usare un volo di Stato, pagato da tutti i contribuenti, per andare a Parigi, al matrimonio di Clotilde D’Urso, nipote dell’amico finanziere Mario D’Urso? E il subcomandante Fausto, più ineffabile di una Sfinge, faceva rispondere dall’Ufficio stampa della Camera che «l’ uso di velivoli di Stato da parte delle più alte cariche istituzionali per i propri spostamenti è regolato da una direttiva del presidente del Consiglio dei ministri, emanata il 21 novembre dell’ anno 2000, e dalle successive integrazioni. Le modalità di viaggio in Italia e all’ estero, pertanto, non dipendono da un’ autonoma scelta del presidente della Camera dei deputati, ma dal rispetto delle indicazioni dettate dal governo». Mica era colpa sua, quindi. Come mica fu colpa sua se nella sede di Rifondazione comunista, andò in scena – sempre durante il governo Prodi – uno strano furto. Arrivò un pacco di cravate cucite a mano da Luca Roda (le stesse usata dal presidente Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, ricordò maligno il Corriere della Sera). Destinatario: Fausto Bertinotti. Costo al pezzo (a carico di Bertinotti): dai 95 ai 115 euro. Purtroppo una mano ignota le fece, per l’appunto, sparire. Ma anche in quel caso l’ex leder di Rifondazione comunista non si scompose. Chiamò l’atelier e si limitò a dire: «La prossima volta, mandatemele pure al mio ufficio alla Camera, che è meglio».

Già, ottima idea. Così come non sarebbe male scomodare per un’ultima volta il vecchio leader che ora si gode la pensione de luxe da ex parlamentare. Per chiedergli se lui – tra un banchetto e l’altro – si sia mai posto davvero altre domande ancora più spinose. Tipo: perché la “classe operaia” - come lui stesso ammise - abbia mollato Rifondazione, Piddicì e Verdi e si sia messa a votare Lega e Pdl. Perché la solita trimurti della sinistra della Sinistra – che in teoria doveva prendere il 10% dei voti alle ultime politiche – sia rimasta senza un parlamentare che sia uno. Perchè, l’anno scorso, alle elezioni europee quel che è rimasto del suo partito, dei Verdi e degli altri cespugli non hanno conquistato uno – dicasi: uno – scranno neanche a Bruxelles. E soprattutto perchè – ora alle elezioni regionali di domenica prossima -i dirigenti della sinistra della Sinistra temano, con la sola eccezione della Puglia del suo pupillo Vendola, un’altra debacle. Non per altro. E’ che chi scrive tra i party chiccosi, gli aerei blu, la passione per il cachemire, le cravatte griffate e quel disastro chiamato Sinistra italiana, beh, si diceva: chi scrive un nesso tra queste due cose lo vede. Ma vorrebbe sentire cosa ne pensa il subcomandante Fausto. Così, per curiosità, diciamo.



Appendice



Di seguito, l'ordine del giorno come messo agli atti dall'On. Buontempo.

La Camera,

premesso che:

l'emissione di denaro in euro a favore dello Stato da parte della Banca d'Italia avviene dietro corresponsione alla banca stessa di debito pubblico;

la Banca d'Italia è di proprietà di privati che si arricchiscono commerciando i titoli di debito, mentre tale debito è pubblico e quindi a carico di tutti i cittadini;

dunque l'utilizzo della moneta euro rappresenta un costo per i cittadini italiani, che non sono più proprietari dell'istituto di emissione nazionale, come anche sono private le banche nazionali di molti Paesi d'Europa e la Banca centrale europea, le cui quote sono detenute dalle banche nazionali;

non vi è nessun motivo che legittimi questo stato di cose visto che la moneta è inconvertibile e non rappresenta alcuna riserva e si tratta quindi di un mero strumento cartaceo di rappresentazione di valori di scambio;

l'articolo 41 del provvedimento in esame mostra l'impegno del Governo a «favorire la modernizzazione degli strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante e dei titoli di credito cartacei» e per questo il Governo chiede la delega a riordinare «la disciplina in materia di sistemi di pagamento»,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di affrontare la questione del signoraggio vigente sull'utilizzo della moneta euro adottando i provvedimenti necessari ad eliminare i costi finanziari per i cittadini legati all'emissione di tale moneta.

9/2272-bis/3. Buontempo.

sabato 27 marzo 2010

Influenza suina, l'OMS sotto accusa - inchiesta sul primo canale della TV francese

Meno di un anno dopo l'apparizione del virus H1N1, l'OMS è sotto inchiesta.
.
vedi il VIDÉO di Tele France 1

Sunto dell'argomento trattato nel reportage:

Meno di un anno dopo l'arrivo del virus H1N1, l'OMS è ora sotto processo.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato troppo in fretta che si trattava una pandemia?

Esisteva un motivo valido per attivare un simile dispositivo? Un dispositivo tanto costoso?

Il parlamento francese ha deciso di istituire una commissione d'inchiesta.

Guardate le due curve statistiche nel reportage, da una parte l'influenza del 2008, detta "stagionale", e quella della "pandemia" del 2009! Incredibile!

Il Consiglio d'Europa ha avviato un'indagine per appurare se vi è stato un esagerazione della gravità della H1N1.

Si è trattato di una falsa pandemia? Gli esperti dell'OMS erano sotto l'influenza (sic.) delle case farmaceutiche?

Una cosa è certa, l'unico requisito nei contratti stipulati con le aziende farmaceutiche: la dichiarazione di pandemia da parte dell'OMS, solo questo fatto permette di avviare la produzione di vaccini in grande scala, e l'autorizzazione per stipulare contratti con le case farmaceutiche più l'avvio dei flussi finanziari da parte dei governi

L'OMS è accusata di aver cambiato i criteri per dichiarare un allarme pandemia.


Prima del maggio 2009 sul sito web ufficiale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità: "Una pandemia comporta un enorme numero di morti e di malati", ora, dopo il maggio 2009 sulla stessa pagina una pandemia non è altro che un'epidemia mondiale!


Un importante criterio di gravità per poter dichiarare una pandemia
, cioè la grande mortalità, è scomparso! Alcuni epidemiologi sono sbalorditi!

Secondo questi nuovi criteri un semplice raffreddore potrebbe essere definito pandemia e innescare una vaccinazione contro il raffreddore!

La parola "PANDEMIA" fa paura.

Secondo un medico intervistato nel reportage: "Hanno voluto scatenare il panico utilizzando il termine PANDEMIA".




Piccola nota

TF1 un tempo è stata statale, da più di 20 anni è invece una rete privata.

lunedì 22 marzo 2010

Simone Angioni doppiamente smentito

Tempo fa il signor Angioni mi scrisse una mail invitandoni ad un pubblico dibattito e (sic!) ad osservare il cielo con lui.

Io ho risposto lapidariamente con due righe invitandolo a non scrivermi più, ed ho poi settato il mio programma di posta elettronica in maniera tale da bloccare ogni sua ulteriore missiva.

In realtà non si può propriamente dire che io abbia rifiutato la sua proposta, semplicemente non ne ho nemmeno discusso con quella persona; d'altronde tale "proposta" è a dir poco pretestuosa e ridicola.

Il confronto non ha senso dal momento che le prove della presenza delle scie chimiche non vanno confrontate con scritti fumosi che cercano di negarle, ma con l'osservazione del cielo. Se si guarda il cielo si scopre che le scie chimiche esistono, anche perchè spesso coprono completamente la luce del sole su quasi tutto il territorio nazionale, anche ove non ci sono corridoi aerei. Altre prove sono le scie curve e le scie continuamente interrotte che osserviamo spesso nel cielo e che non possono essere certamente formate da condensa del vapore acqueo fuoriuscito dai motori, per non parlare delle scie nere, molto più rare ma molto più eloquenti.

Il signor Angioni afferma invece che per pura coincidenza a volte un fronte umido di velature nuvolose arriva in seguito al passaggio di numerosi "velivoli civili" che lasciano scie persistenti nel cielo. Che ciò non sia vero non si evince da una discussione o da un pubblico confronto sul web o in uno studio televisivo, ma dall'osservazione diretta del cielo (del resto in fondo all'articolo potete vedere alcune immagini satellitari che mostrano come le scie si trasformino in nubi).

Quanto alla mail di Angioni essa era un semplice pretesto per scrivere un ennesimo articolo per ingannare le persone ingenue e screditare il sottoscritto, nel classico stile del CICAP.

Gli scritti di questi negazionisti delle scie chimiche servono infatti ad offrire alle persone psicologicamente deboli una scusa per non guardare il cielo con costanza e determinazione, perchè le prove dell'esistenza delle scie chimiche sono sotto gli occhi di tutti.

Ed ecco infatti alcune prove evidentissime, che il signor Angioni farà fatica a smentire, dal momento che contraddicono le sue testuali parole. Le prove consistono in un video (che potete scaricare da questo link e diffondere) ed in un documento (corredato di foto satellitari) pubblicato sul sito del servizio meteorologico britannico, nei quali vengono negate le sue affermazioni (rilasciate durante un'intervista a radiobase e ripetute poi durante la recente trasmissione di report).



Non c'è bisogno di confronti pubblici, chi nega le scie chimiche è costretto a negare l'evidenza e viene costantemente smentito non solo dall'osservazione del cielo, ma persino da altri negazionisti che (nel tentativo di negare anch'essi le scie chimiche) ci offrono le prove necessarie.

Il fatto è che qualcuno ha quantomeno un po' di pudore nel dire che sia normale vedere nel cielo scie curve, ad U ad S, dal momento che un tale tipo di traiettorie non hanno niente a che vedere col normale volo civile. C'è qualcuno invece che questo pudore non ce l'ha più, ma nell'affermare condidamente che ci siano "scie di condensa" circolari i negazionisti del servizio meteorologico britannico mettono nei pasticci qualcun altro. D'altronde non è la prima volta che tali negazionisti si contraddicano a vicenda.

Ma ecco alcuni brani tratti dall'intervista di Simone Angioni a Radiobase, che potete ascoltare nel video precedente (e di cui potete leggere la trascrizione all'indirizzo sciesardegna.it/docs/radiobase.doc)

Intervistatrice: Ecco, c'è un'altra cosa che volevo chiedere, lei giustamente mi dice ci sono queste situazioni, però mi spiega perché, secondo lei naturalmente, c'è un aereo che parte, fa una scia lunga poi si gira, torna indietro, poi si rigira, torna indietro, fa un giro, cioè, non ha nient'altro da fare quel pilota?

Simone Angioni: Beh, io fino ad oggi non ho mai visto un video che mi mostrasse un aereo che fa il suo percorso poi a un certo punto fa un giro ad U, torna indietro come se stesse in realtà passando sopra a una città, io non ho mai visto una cosa del genere, io le scie chimiche, le scie chimiche, le scie di condensa...

Le affermazioni di Angioni vengono smentite non solo dal video (ove vediamo addirittura una formazione di tre aerei che compie tale particolare inversione), ma persino da una curiosa "notizia" (una velina dei servizi di disinformazione militare riportata dai media, che ha come scopo quello di deformare la percezione della realtà per indottrinare le masse). Tale notizia (riportata e tradotta dal blog nwo-truthresearch.blogspot.com) potete leggerla nientemeno che sul sito della BBC e dell'ufficio metoeorologico britannico ai seguenti link.

http://news.bbc.co.uk/2/hi/science/nature/8309629.stm

http://www.metoffice.gov.uk/climatechange/policymakers/policy/informing-mitigation.pdf

E adesso vi lascio alla lettura dell'articolo Come le scie di condensa degli aerei (o scie chimiche?) formano le nuvole dall'ottimo blog nwo-truthresearch.



How aircraft contrails (or chemtrails?) form cloud

Ai link che trovate sopra la BBC e il MET OFFICE dichiarano che le contrail (?) [scie di condensa] di un aereo militare che vola in una traiettoria circolare hanno creato una nube a forma di cirro.

Il titolo che ha dato la BBC alla notizia è il politicamente corretto How aircraft contrails form cloud, (ovvero come le scie di condensa degli aerei formano le nuvole)

Sotto la traduzione del testo originale ad opera di nwo-thruthresearch



Immagini satellitari all'infrarosso che mostrano l'evoluzione di cirri da scie di condensa (?) sopra il Mare del Nord. (NOAA - US National Oceanic and Atmospheric Administration), NASA (National Aeronautics and Space Administration) and EUMETSAT (European Organisation for the Exploitation of Meteorological Satellites). Questa serie di immagini satellitari analizzata dal Met Office Britannico rivela come le scie di condensa derivanti da aerei possono trasformarsi in nuvole.

Lo strana linea simile ad una spira sulla destra dell'immagine è una scia di condensa lasciata da un aereo militare che vola in una traiettoria circolare.


Il Dottor Jim Haywood e i suoi colleghi del Met Office e delle Università di Leeds e Reading studiano le contrail, che sono state soffiate verso sud dai venti prevalenti e trasformate in nuvole a cirro "indotte da contrail".


Alla fine, queste diventano indistinguibili dale nuvole che sorgono naturalmente


Il Dottor Haywood e i suoi colleghi investigano l'impatto di queste nuvole fatte dall'uomo. In un articolo pubblicato nel Journal of Geophysical Research, essi descivono come questo abbia sia effetti di raffreddamento che di riscaldamento.



In primo luogo, i ricercatori dicono che la nuvola riflette la luce del sole indietro nello spazio portando ad un effetto di raffreddamento sul clima. In secondo luogo, essa previene che il calore lasci la Terra.


Gli scienziati comparano due modelli di previsione del tempo, uno che include le nuvole indotte dalle scie di condensa e un'altro no. Le loro comparazioni mostrano che le nuvole possono avere un effetto netto di riscaldamento sul pianeta.


Le domande sono:

Questo aereo militare era lì per caso e il suo pilota un pò ubriaco o il Dottor Jim Haywood stava svolgendo un esperimento insieme ai militari?

Queste scie sono contrails o chemtrails?



Che la lettura di questa notizia non tragga in inganno, gli aerei militari volano a quote intorno comprese tra i 5 ed i 6 km di altezza, ove non è possibile la formazione di scie di condensa. Di conseguenza non è possibile attribuire a voli militari nessuna "normale scia di condensa", ma solo delle anomale scie chimiche. Per questa ragione è impossibile attribuire le anomale scie ricurve o i voli in formazioni (come nel video precedente) a velivoli militari che compiono particolari manovre.

La conferma di ciò potete trovarla anche nelle parole del meteorologo tedesco Gunther Tiersch, pronunicate il 14 gennaio 2009 alla televisione tedesca ufficiale pubblica Z.D.F. (Zweites Deutsches Fernsehen - seconda rete televisiva germanica).



"… Poi abbiamo ancora qualcosa che non possiamo identificare come pioggia o neve. Qui nell’Ovest queste linee serpeggianti sono state generate probabilmente di pomeriggio sopra il mare del Nord da alcuni aerei, aerei militari e all’incirca a 5-6 km. di altitudine. Non hanno così nulla a che fare col tempo…" .

sabato 20 marzo 2010

C'è luce nel nostro sangue

Articolo tratto dal blog spaziomente .

Diversi anni fa il sovietico Vladimir Leonidovich Voeikov ha dimostrato l’esistenza di campi biofotonici all’interno del sangue. In pratica, avvalendosi di strumenti particolari in grado di rilevare la presenza di luce non visibile all’occhio umano, Voeikov ha osservato come il “tipo” di luce emesso dal sangue umano possieda delle caratteristiche tali da permettere una specifica diagnosi sullo stato di salute della persona esaminata.

Proprio come Fritz Albert Popp ha mostrato sulle piante, Voeikov ha evidenziato che, esaminando un campione di sangue di una persona sana e uno di una persona malata, è possibile osservare che nel caso della prima la luce emessa dal sangue è intensa e continua, mentre nel caso della seconda sembra affievolirsi e presentare delle intermittenze e anomalie.

Alcune di queste incredibili assunzioni si trovano nell’articolo “Biophoton research in blood reveals its holistic properties” dell’Indian Journal of Experimental Biology, del lontano 2003, nel quale Voeikov spiega che il monitoraggio dell’emissione di fotoni spontanea da sangue umano in condizioni di riposo ha rivelato che esso sia una fonte continua di biofotoni in uno stato elettronicamente eccitato.

Lo stato eccitato del sangue è uno stato oscillatorio, vibrazionale, estremamente sensibile alle fluttuazioni di campi fotonici esterni, resistente però alle variazioni di temperatura. Questi dati suggeriscono che il sangue abbia dunque le medesime proprietà di un sistema cooperativo non-lineare in stati di non-equilibrio, le cui cui componenti interagiscono incessantemente nel tempo e nello spazio.

Parte di questa proprietà del sangue sarebbe fornita dalla sua capacità di immagazzinare l’energia di eccitazione elettrica che viene prodotta nel corso della propria normale vita metabolica, caratteristica che, da un punto di vista analitico pratico, potrebbe diventare una base per un nuovo approccio alle procedure diagnostiche.

Non solo. Ad un’analisi accurata si è potuto constatare che tra i due campioni di sangue posti vicini veniva messa in atto una “migrazione” dei campi luminosi del campione sano verso quello malato, infettato da microbi. Tale scoperta ci ricorda molto lo studio sui campi morfogenetici di Rupert Sheldrake, così come il concetto di L-field, ovvero campo vitale, proposto da Harold Saxton Burr a Yale fin dagli anni ‘30.

C’è luce, dunque, nel nostro sangue, così come c’è salute quanto più questa luce è coerente e viva. Tale informazione può essere trasmessa all’esterno grazie alla sola vicinanza tra i sistemi emettitori, producendo a sua volta un aggiustamento dello stato vibrazionale incontrato nell’ambiente circostante.

Incredibile ma, a quanto pare, vero.



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La biofisica di Popp

venerdì 19 marzo 2010

La Baxter ammette la contaminazione di 72 kg di materiale per i vaccini col virus dell'aviaria - La "pandemia suina" è stata preparata a tavolino




In questo video dopo cenni alla preoccupante situazione in Ucraina (si parla di morti da influenza suina, anche se la verità è molto differente), si fa cenno alla questione polacca, ed alle controversie nate in seguito alla decisione del ministro della sanità di quel paese di non accettare i tossici e non testati vaccini allo squalene contro l'A/H1N1.

Si vede uno spezzone della dichiarazione della coraggiosa ministra Ewa Kopacz che afferma: "Lo dareste a vostra madre?, ed uno dell'ex ministro della salute Marek Balicki che afferma "Quando l'epidemia verrà (e sappiamo com'è che sta arrivando) sarà troppo tardi"

Ed ecco la traduzione italiana della parte più importante del servizio:



Riguardo alla discussione sulla sicurezza dei vaccini in atto in Polonia è interessante parlare di un evento accaduto alcuni mesi fa nella Repubblica Ceca; qualcosa di cui poche persone in Polonia hanno sentito parlare.

Erano 72 kg di materiale contaminato che serviva per la preparazione dei vaccini.

Era materiale per fare dei test. Abbiamo dovuto sopprimere animali in laboratorio

L'azienda della Baxter nella zona di Vienna. Da qui i campioni col ceppo dell'influenza furono spediti a pochi laboratori europei all'inizio di quest'anno.

Il fine della ricerca era quello di produrre vaccini per l'influenza stagionale. Il materiale della Baxter è arrivato anche in questo laboratorio nella Repubblica Ceca.

Nel corso dei test ci si accorse che le cavie si stavano ammalando di influenza aviaria.

"Abbiamo ricevuto campioni contaminati. Ci aspettavamo un altro campione di virus influenzale e abbiamo ricevuto quello sbagliato. Abbiamo dovuto interrompere la ricerca e sopprimere gli animali a causa della contaminazione del virus dell'aviaria"

Il ministro della salute ceco conferma anche il ritrovamento del virus dell'influenza aviaria nel laboratorio vicino a Praga.

"Confermo che il materiale per i test contenente [il virus della] influenza aviaria è arrivato in territorio ceco. Abbiamo sottoposto ad accertamenti il personale a causa del pericolo potenziale di una diffusione del virus dell'aviaria" - Vastimili Srsen, portavoce del ministro della salute ceco.

Ci siamo rivolti all'azienda Baxter per avere alcune risposte. La Baxter si è limitata a farci avere un documento scritto nel quale si legge ta le altre cose:

LA POSIZIONE DELL'AZIENDA BAXTER RIGUARDO ALL'INCIDENTE DELL'AVIARIA

In una delle strutture di ricerca test di laboratorio hanno dimostrato che campioni di virus spediti dall'azienda Baxter erano contaminati col virus dell'aviaria.

L'azienda Baxter ha immediatamente intrapreso le azioni necessarie in relazione alla situazione creatasi. Hanno anche condotto ricerche ed implementatato azioni correttive e preventive.

Nessuno degli impiegati della Baxter ha accettato di parlare con noi di fronte alle telecamere, e così abbiamo deciso di andare noi stessi a visitare gli uffici della Baxter a Vienna.

Siamo della TV polacca, possiamo parlare a qualcuno?

Dopo poche ore di attesa veniamo informati che nessuno della Baxter è disposto a parlare di fronte alla telecamera.

L'indagine sulla scoperta nel laboratorio ceco è stata condotta dalla Agenzia Austriaca per i Farmaci.

"Un errore si è manifestato come effetto di pochi fattori indipendenti che si sono verificati insieme. Nessuno poteva essere danneggiato perchè si trattava della primissima fase di lavoro sul vaccino". (Dr. Robert Muchl, Ministro della Sanità austriaco).

Jane Burgermeister, giornalista austriaca, ha un'opinione differente su tale questione. Lei afferma che il vaccino prodotto avrebbe potuto contenere materiale contaminato.

"Si trattava di 72 kg di materiale per i vaccini contaminato. E' stato confermato dal ministro austrico della sanità di fronte al parlamento. E' fuori questione che una tale quantità di materiale potrebbe essere stata contaminata accidentalmente col virus dell'influenza aviaria.

Ho presentato un'esposto per denunciare tale azione criminale e la polizia ha iniziato un'indagine ". (Jane Burgermeister - giornalista austriaca).

Il magistrato austriaco ha recentemente archiviato il caso. Ma la questione rimane. Come si è potuto mai verificare un simile errore? Le procedure relative alla produzione dei vaccini sono davvero sicure e garantiscono la sicurezza dei pazienti?

Il ministro della Sanità polacco continua a rimarcare che i produttori dei vaccini non vogliono assumersi nessuna responsabilità legale per gli effetti collaterali che si possono manifestare. I produttori hanno proposto un accordo che trasferisce la responsabilità ai governi delle nazioni che firmano il contratto.

Il ministro della Sanità ceco ammette di avere firmato un tale accordo: "Abbiamo acquistato il Pandemrix ed il governo si assume la responsabilità per ogni effetto collaterale causato dal vaccino, perché la repubblica ceca ha firmato lo stesso accordo che hanno firmato le altre nazioni europee che hanno acquistato tale vaccino" (Vastimil Sresen, portavoce del ministro della Sanità ceco).

Perché le aziende farmaceutiche si proteggono in tale maniera se si suppone che i vaccini sono sicuri?

Sempre più spesso ascoltiamo notizie delle manovre dei lobbisti di queste aziende che cercano di forzare i governi e le istituzioni sanitarie internazionali.

"Le aziende farmaceutiche sono presenti come osservatrici nei comitati consultivi dell'OMS. Inoltre molti membri di tali comitati hanno legami con le aziende.

L'Agenzia Medica Europea (EMEA), che ha approvato i vaccini non testati per l'influenza suina, è finanziato per i 2/3 dalle aziende farmaceutiche". (Jane Burgermeister - giornalista austriaca).

La pandemia da A/H1N1 è stata annunciata dall'OMS l'11 giugno di quest'anoi. Esattamente il giorno dopo le multinazionali farmaceutiche hanno annunciato di possedere un vaccino contro l'influenza A/H1N1.

Ciò sembra molto strano alla dottoressa Claudia Wild, del Ludwig Boltzmann Institut di Vienna.

"L'OMS ha stabilito delle nuove condizioni per annunciare la pandemia, che sono molto più facii da verificarsi. Ho scoperto il sito degli scienziati per la lotta all'influenza, (eswi.org) che è un'organizzazione lobbista con sede a Bruxell; lì ho visto che hanno iniziato a tenere 'seminari per la preparazione pre-pandemica' già nel gennaio del 2009. E quindi sono sospettosa. Cosa avevano saputo, e a cosa si stavano già preparando nel gennaio del 2009?" (dottoressa Claudia Wild, Ludwig Boltzmann Institut).

I membri degli scienziati europei per la lotta all'influenza si vantano sul loro sito di essere consulenti dell'OMS. Ci sono 3 produttori del vaccino per l'A/H1N1 tra i loro sponsor.

Nel gennaio del 2009 membri di tale organizzazione hanno discusso della preparazione alla pandemia influenzale. Il virus A/H1N1 è stato scoperto nell'aprile del 2009. L'OMS ha annunciato la pandemia nel giugno del 2009.

Ci sono molte questioni problematiche. Sarebbe bello se le multinazionali farmaceutiche le chiarissero. Secondo delle stime provvisorie esse potrebbero guadagnare persino alcuni miliardi di dollari dalla vendita dei vaccini per l'influenza suina.



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Impossibile la contaminazione accidentale di un vaccino con il virus dell'influenza aviaria

mercoledì 17 marzo 2010

Il codex alimentarius: cos'è e come influenza la vostra salute - parte 1

Articolo tratto dal sito della Fondazione per la salute del Dottor Rath

Dr. Rath Health Foundation
La Dr. Rath Health Foundation è una fondazione che persegue scopi di pubblica utilità, impegnata a migliorare la salute di tutti, a livello globale, tramite la ricerca, la divulgazione, la difesa del diritto del paziente di scegliere terapie naturali. Le scoperte scientifiche del fondatore, il dott. med. Matthias Rath, un pioniere nel campo dei rimedi naturali, costituiscono delle pietre miliari nel trattamento naturale delle patologie cardiache, oncologiche e di altra natura.



Articolo di Paul Anthony Taylor

Ottobre 2006 – Il Codex non è un soggetto semplice da comprendere. Con oltre 20 comitati che si riuniscono ogni anno, e verbali pubblicati comprendenti oltre 1.400 pagine solo per il 2005, la maggior parte delle persone è assolutamente ignara della misura in cui le attività del Codex influenzano la salute di tutti. Continuate a leggere per scoprire tutti i dettagli del sostegno che la Codex Alimentarius Commission fornisce al "business con la malattia".

Cos'è il Codex?


La World Trade Organization utilizza le linee guida e gli standard Codex come punto di riferimento nei giudizi riguardanti le vertenze commerciali che coinvolgono gli alimenti. La sua sede centrale, mostrata sopra, si trova a Ginevra, Svizzera.La Codex Alimentarius Commission (Codex) è il principale organismo mondiale che formula proposte e funge da consulente per i Direttori Generali dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e della Food and Agriculture Organization delle Nazioni Unite (FAO) su tutte le questioni attinenti all'implementazione del programma congiunto FAO/OMS "Food Standards Programme". Istituita nel 1963, gli obiettivi principali della Commissione sono indicati nel suo Manuale procedurale come segue: proteggere la salute dei consumatori; garantire pratiche corrette nel commercio alimentare e promuovere il coordinamento di tutto il lavoro di organizzazioni governative e non governative internazionali in merito alle normative alimentari. Sfortunatamente, tuttavia, come tutti possiamo vedere, le sue attività non proteggono la salute dei consumatori e il commercio alimentare internazionale è tutto fuorché corretto.

Nel momento in cui scriviamo, la Commissione presiede 27 comitati e task force intergovernative ad hoc, le cui principali funzioni riguardano la scrittura di normative, linee guida e altri testi correlati per gli alimenti, compresi gli integratori alimentari. Una volta stilati, questi testi vengono sottoposti alla Commissione per l'approvazione finale e l'adozione come nuovi standard mondiali.

In che modo il Codex influenza voi e la vostra salute?

Sebbene l'adozione dei singoli standard e delle linee guida del Codex da parte dei singoli Paesi sia teoricamente facoltativa, la creazione della World Trade Organization (WTO) il 1° gennaio 1995 ha essenzialmente modificato il loro status internazionale, nel senso che ora vengono sempre più utilizzati dalla WTO come punto di riferimento nei giudizi riguardanti le vertenze commerciali internazionali che coinvolgono gli alimenti. La potenziale minaccia di rimanere coinvolti (e perdere) in una tale vertenza rende ora in realtà obbligatoria l'adozione di standard e linee guida del Codex, in quanto i Paesi appartenenti alla WTO non hanno praticamente alternative alla loro osservanza.

Poiché pertanto attualmente 149 Paesi fanno parte della WTO, e che esistono ormai standard e linee guida Codex per praticamente tutti gli alimenti, ciò significa in realtà che le attività del Codex influenzano ormai direttamente la grande maggioranza del genere umano.

Oltre a occuparsi dei normali alimenti, tuttavia, il Codex definisce anche standard e linee guida per: integratori alimentari di vitamine e minerali, indicazioni per la salute (health claims); alimenti biologici; alimenti geneticamente modificati; etichettatura degli alimenti; pubblicità; additivi alimentari e residui di pesticidi. È pertanto significativa, come vedremo di seguito, l'evidenza del fatto che in tutte queste aree il Codex antepone sempre più gli interessi economici (particolarmente quelli delle industrie farmaceutiche e chimiche) alla salute umana.

Linee guida del Codex per integratori alimentari di vitamine e minerali

Le linee guida per gli integratori alimentari di vitamine e minerali sono state adottate dalla Codex Alimentarius Commission come nuovo standard mondiale durante la sua riunione a Roma, Italia, tenutasi a luglio 2005.

Le linee guida per gli integratori alimentari di vitamine e minerali sono state adottate dalla Codex Alimentarius Commission come nuovo standard mondiale durante la sua riunione a Roma, Italia, tenutasi a luglio 2005. Redatte utilizzando come modello la direttiva restrittiva sugli integratori dell'Unione Europea, le linee guida dispongono la definizione di limiti massimi restrittivi per il dosaggio di vitamine e minerali e la proibizione di dichiarazioni secondo le quali gli integratori di vitamine e minerali sono adatti per la prevenzione, il miglioramento, il trattamento o la cura di malattie.

Di conseguenza, e tenendo a mente la montagna di prove che dimostrano gli straordinari miglioramenti per la salute che possono essere ottenuti con l'utilizzo di integratori alimentari, è evidente che lungi dal proteggere la salute dei consumatori, l'applicazione globale di queste linee guida farà sì che la vendita di prodotti terapeutici, preventivi e curativi rimarrà esclusivo appannaggio dell'industria farmaceutica.

Indicazioni sulla salute (health claims)

Esistono già numerosi testi Codex che pongono restrizioni ai benefici per la salute attribuibili ai prodotti alimentari, e probabilmente la più significativa è costituita dalle Linee guida generali Codex sulle indicazioni per la salute. Adottate nel 1979 e modificate nel 1991, queste linee guida sono per alcuni versi la vera causa del problema Codex, in termini di applicazione di severe restrizioni alle forme di cura naturale, in quanto tentano attivamente di garantire che gli unici prodotti che possano riportare indicazioni in merito alla prevenzione, al miglioramento, al trattamento e alla cura delle malattie siano i farmaci.

Nello specifico, tra l'altro, le Linee guida generali Codex sulle indicazioni vietano tutte le indicazioni che affermino che una dieta bilanciata o alimenti normali non possono fornire quantità adeguate di tutti i nutrienti e tutte le indicazioni secondo le quali i prodotti alimentari sono adatti per la prevenzione, il miglioramento, il trattamento o la cura delle malattie. È pertanto evidente che le Linee guida proteggono essenzialmente il controllo dell'industria farmaceutica sui nostri sistemi sanitari.

Alimenti biologici

Gli alimenti biologici ricevono sempre più attenzione dal Codex negli ultimi anni; ora è sempre più chiaro che il Codex Committee on Food Labelling sta tentando di rendere più elastici gli standard biologici globali per consentire l'uso di sostanze quali l'anidride solforosa, che può provocare reazioni allergiche in alcune persone, nitrito e nitrato di sodio, potenzialmente cancerogeni e implicati nell'iperattività dei bambini, e la carragenina, per la quale vi sono prove che è associata alla formazione di ulcere e tumori nell'intestino.

Cosa ancora peggiore, tuttavia, la Codex Alimentarius Commission ha recentemente dato il via libera all'inizio dei lavori per l'inserimento dell'etilene nelle Linee guida Codex per la produzione, lavorazione, etichettatura e commercializzazione di alimenti biologici. L'etilene viene impiegato per indurre la maturazione di frutta e verdura durante il trasporto; la sua approvazione per l'impiego sugli alimenti biologici rappresenterebbe un passo inquietante verso l'accettazione, applicata dalla WTO, delle stesse pratiche agricole dubbie e innaturali cui sono già soggetti gli alimenti non biologici.

Perché il Codex intende rendere più elastici gli standard biologici in questo modo? A un livello di base, semplicemente perché gli alimenti biologici vengono venduti a prezzi più alti dei normali alimenti non biologici; i grandi produttori di alimenti non biologici vedono una facile opportunità per inserirsi nel mercato degli alimenti biologici e trarre maggiori profitti. A un livello più profondo, tuttavia, gli alimenti biologici promuovono una migliore salute rispetto a quelli non biologici, dato che contengono livelli più elevati di micronutrienti. Inoltre, naturalmente, gli alimenti biologici non contengono pesticidi, residui di farmaci veterinari o organismi geneticamente modificati.

Ricordando pertanto che una buona salute non è nell'interesse del "business della malattia", la crescente domanda di alimenti biologici costituisce una minaccia per le industrie farmaceutiche e chimiche, non solo in quanto questi alimenti promuovono una buona salute, tuttavia, ma anche perché riducono la domanda di pesticidi, farmaci veterinari e alimenti geneticamente modificati… i profitti diminuiscono di conseguenza.

Inoltre, a differenza dei semi geneticamente modificati, i semi biologici non possono essere brevettati. Poiché alcuni dei principali operatori dell'industria farmaceutica e chimica, ad esempio Bayer e BASF, sono anche molto attivi nell'industria delle biotecnologie, è facile comprendere che la crescente popolarità degli alimenti biologici non brevettabili costituisca in effetti una minaccia grave e crescente per i profitti del "business della malattia" dell'industria farmaceutica.

11/9, Un nuovo studio delle onde sismiche: c'erano esplosivi



I segnali sismici registrati l’11 settembre 2001 rivelano l'uso di potenti esplosivi al WTC, secondo uno studio del geofisico francese André Rousseau. Si tratta di una ricerca clamorosa, fatta da un esperto di grande preparazione e lunga esperienza, e basata su dati pubblici già disponibili.

Il Dott. André Rousseau, ex ricercatore del CNRS in geologia-geofisica e specialista in onde acustiche, ha dato il suo consenso a pubblicare un articolo che condensa le sue ricerche e le sue risposte alle domande di ReOpen911.

Ci offre qui il suo punto di vista di specialista sulla questione della distruzione del World Trade Center avvenuta martedì 11 settembre 2001.

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Un nuovo studio dei segnali sismici l'11 settembre 2001 a New York
di André Rousseau (*), 20 febbraio 2010

L’11 settembre 2001 sono stati emessi dei segnali sismici durante il lasso di tempo in cui le Torri Gemelle del World Trade Center (la torre nord chiamata WTC1 e la torre sud WTC2 ) furono colpite dagli aerei e sono crollate, nonché durante il collasso dell'edificio 7 del WTC (conosciuto anche come WTC7) che non era stato colpito da alcun aereo.

Tra i numerosi dati sismici pubblicati su questo evento, sono quelli della stazione di registrazione sismica di Palisades, che si trova 34 km a nordest di Manhattan, che sembrano fornire i treni d'onda più adatti a essere interpretati, soprattutto per la precisa determinazione delle loro fonti. I tracciati di questi impulsi di treni di onde, tratti dalle pubblicazioni del Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University, sono rappresentati nelle figure 1 e le figure 2.

I sismologi però a tutt’oggi si mostrano perplessi nelle loro analisi dei segnali registrati in quell’occasione, tanto grandi sono le contraddizioni, e risultano intrigati in modo particolare dalla presenza di "picchi" sismici prima dei crolli... (vedi Figura 4). Il presente lavoro dunque è dedicato allo studio di questi segnali sismici e ha l'obiettivo di dimostrare che solo se ci si discosta dalle spiegazioni ufficiali è possibile attribuire ai dati in esame una lettura scientifica coerente. Ciò dà luogo a una nuova interpretazione che rende caduche le asserzioni della “versione ufficiale”

Studio della composizione dei differenti treni d’onda

I treni d'onda di cui disponiamo sono:

  1. i segnali delle figure 1a e 1b relativi rispettivamente al momento degli impatti degli aerei contro il WTC1 e il WTC2
  2. i segnali delle figure 2a e 2b, rispettivamente contemporanei ai crolli del WTC1 e del WTC2,
  3. il segnale della Figura 2c contemporaneo al crollo del WTC7.

Determinazione/ indeterminazione dell’esatto momento temporale di origine dei segnali

Nei cinque casi, l’origine dei segnali è stata attribuita dai sismologhi che pubblicano tali dati agli impatti aerei o ai successivi crolli riportati dai video (Kim et al., 2001; Irvine, 2001; Hoffman, 2006).

Lo studio della propagazione di tali segnali sismici rientra, per distanze di propagazione e per natura delle fonti, nel campo della geofisica applicata.

Però, in questo tipo di ricerche, i tempi di origine devono essere noti con grande precisione (almeno al millisecondo) per poter calcolare le velocità di propagazione delle differenti onde sismiche.

Questa condizione qui non è presente. Infatti nei nostri casi specifici il riferimento e stato calcolato - per la Torre Nord (WTC1) – utilizzando il video registrato dalla CNN grazie al banner continuo dell’orologio sullo schermo (Hoffman, 2006) e i risultati sono stati comparati a quelli ottenuti con il metodo utilizzato da Lamont (Kim et al., 2001).

Quest’ultimo è consistito nel fissare approssimativamente una velocità di 2 km/s per un’onda di Rayleigh che attraversa più stazioni (vedi figura 3) poste a distanze crescenti dal punto di origine.

Il principale inconveniente di questo procedimento però deriva dal fatto che queste stazioni non si trovano su una linea retta, che i terreni affioranti - in cui si propagano le onde di superficie - sono diversi e quindi non producono la stessa velocità di propagazione.

Infatti, il fiume Hudson si trova su una linea di faglia che separa ad ovest i terreni sedimentari del Triassico e Giurassico con intrusioni di dolerite, il tutto sormontato da sedimenti recenti dell'Olocene, e ad est dall’affioramento di formazioni cristalline e metamorfiche del Proterozoico, del Cambriano e dell’Ordoviciano.

Queste ultime formazioni sono più rapide rispetto a quelle ad occidente, il che spiega come il percorso WTC-MANY, l'unico situato a est dell’Hudson, sia più veloce di tutti gli altri percorsi, situati ad ovest e strettamente legati alla velocità di propagazione della diversa copertura sedimentaria attraversata.

In altre parole, dato che sono situate su formazioni geologiche simili, non sorprende che solo le stazioni di Pasadena a 34 km, di Arny a 67,5 km e di TBR a 51 km abbiano fornito un risultato simile.

Inoltre l'enorme indeterminazione di 2 secondi, attribuita dagli stessi autori dei calcoli (Kim et al. 2001) per la determinazione del momento d’origine di ciascun segnale sismico ci obbliga fin d'ora a prendere le distanze dalle conclusioni ufficiali.


Treni d'onda attribuiti agli impatti sulle Torri (fig. 1a e 1B)

In primo luogo, occorre interrogarsi sul significato di tali segnali in funzione della causa loro attribuita. Mentre questa causa, lo schianto di un aereo, è analoga per le due torri, la magnitudo – riflessa dalle ampiezze – dei due segnali è diversa e l'onda generata non ha la stessa velocità apparente (vedi figure 1a e 1b) nonostante le Twin Towers potessero essere considerate come un insieme unico dal punto di vista spaziale in relazione alla distanza dal sito di registrazione.

Infatti, il calcolo della velocità di propagazione effettuato sulla base dei grafici in figura 1a e 1b, la cui origine è stata fissata al momento dell’osservazione dei rispettivi impatti, indica 2900 m/s per il WTC1 e 2150 m/s per WTC2: verosimilmente si tratta di onde di Rayleigh.

Però anche se molto amplificati, i segnali non sono stati generati dagli impatti contro le torri, in quanto le onde effettivamente prodotte dai due schianti sono state ammortizzate prima di raggiungere il suolo, pur supponendo che si abbia a che fare con le stesse (basse) frequenze ... Infatti, le frequenze delle onde generate da esplosivi sono dell'ordine dell’hertz – come nel caso presente -, mentre quelle dovute a percussione sono superiori a 10 Hertz, raggiungendo piuttosto circa i 100 hertz. ... Inoltre, la banda passante usata nelle registrazioni citate non consente la registrazione di tali onde.

Quanto alla teoria della oscillazione delle torri, difesa da Irvine (2001) per spiegare questi segnali, questa non regge, perché nel caso si avrebbe un segnale "quadrato" di lunga durata e di ampiezza costante, mentre qui si osserva un segnale "a campana", indicativo di un impulso forte e di breve durata, particolarmente evidente nel caso del WTC2.

Nella misura in cui risulta geofisicamente impossibile avere due diverse velocità di propagazione per la stessa onda, alla stessa frequenza - in quanto le onde di superficie sono dispersive, vale a dire che le velocità dipendono dalle frequenze - sullo stesso percorso e a pochi minuti di distanza, bisogna arrendersi all’evidenza che le cause presunte delle onde registrate non sono corrette, e che in questo caso non sono connesse agli impatti degli aerei, ma ad un'altra fonte, come l’azionamento di un esplosivo, con un intervallo di tempo non uguale per le due torri in relazione agli impatti degli aerei. Allo stesso modo, la differenza di magnitudo dei due segnali non può che essere collegata a parametri differenti relativi a un volume di esplosivi e/o alla loro distanza dal suolo.


Treni d'onda attribuiti al crollo delle torri (fig. 2a, 2b e 2c)


Mentre per il geofisico le Torri Gemelle hanno all’incirca lo stesso peso,la stessa altezza e larghezza e lo stesso tipo di struttura interna – oltre che lo stesso punto d’ origine delle onde e la stessa distanza dalla stazione di registrazione - i segnali attribuiti al WTC1 (Fig. 2a) e WTC2 (Fig. 2b), invece di essere simili come lo imporrebbe la tesi ufficiale che attribuisce l'origine delle onde sismiche al semplice crollo delle torri, sono in realtà molto diversi in termini di “forma”, di composizione, e in particolare della loro velocità apparente, quella calcolata a partire dall’origine ufficiale.

Infatti, la registrazione relativa al WTC1 mostra i tre tipi d’onda caratteristici di una fonte esplosiva a breve (tipo "Dirac") contenuta in un materiale solido compatto: un’onda P di velocità 6000 m/s, valore normale per un terreno cristallino o sedimentario molto consolidato (come nel caso del bedrock di Manhattan), una onda S di velocità 3500 m/s e un’onda di superficie di velocità 1800 m/s (onda di Rayleigh).

Questi valori sono compatibili con quelli registrati durante i terremoti o nelle prospezioni sismiche.

Comunque, il tracciato sismico relativo al WTC2 non mostra le onde di volume P e S osservate per il WTC1, ma solamente un'onda di superficie, la cui distribuzione delle ampiezze sulla durata è diversa da quella del WTC1.

In funzione dell’ origine specifica del segnale la velocità di propagazione è anche diversa da quella del WTC1 e pari a 2.125 m/s (onda di Rayleigh). Questa onda appare seguita da una seconda onda di Rayleigh a 4 secondi, intervallo calcolato fra i due “picchi” di ampiezza.

Lo stesso scenario si ripete per il WTC7, dove il calcolo della velocità dell’onda in funzione dell’origine determinata è simile a quello di un'onda di Rayleigh con 2200 m/s. Da notare che qui le ampiezze sono paragonabili a quelli delle onde emesse nello stesso tempo dagli impatti aerei contro le torri . Questa onda appare seguita da una seconda onda di Rayleigh di 6,7 secondi, intervallo calcolato fra i due “picchi” di ampiezza.

In tutti e tre i casi, la forma a "campana" indica una fonte impulsiva e non una vibrazione del suolo dovuta alla caduta dei materiali , del resto di modeste dimensioni, che è durata circa dieci secondi (un tempo molto lungo per un geofisico). Per inciso, c’è da dire che la durata del segnale si allunga propagandosi correlativamente alla sua attenuazione e che questa durata è più lunga per le onde di superficie le quali, essendo dispersive, hanno velocità di fasi differenti. La durata di queste onde non ci fornisce quindi alcuna informazione relativa alla sorgente, al contrario dell’ampiezza e soprattutto della frequenza.


DISCUSSIONE
Constatato che né il solo impatto degli aerei né la vibrazione di una torre né la susseguente caduta dei detriti possono essere stati la fonte delle onde sismiche registrate a 34 km di distanza e le cui basse frequenze non possono che essere provocate da fonti esplosive, occorre adesso trovare perché gli impulsi dei treni d’onda siano diversi.

Innanzitutto sono necessarie alcune considerazioni preliminari. Dobbiamo infatti distinguere le esplosioni sotterranee, subaeree (vicino al suolo, senza toccarlo) e aeree.

Le esplosioni sotterranee sono assimilabili ai terremoti, nel senso che tutta l'energia meccanica è trasmessa al terreno sotto forma di onde di volume, P (onde primarie) e S (onde secondarie) e onde superficiali (Rayleigh e Love) generate dalle precedenti quando queste raggiungono una interfaccia solido- fluida (la superficie di separazione tra la crosta terrestre e l’atmosfera per esempio) (caso 1).

Le esplosioni aeree scaricano tutta la loro energia nell’aria (onde P acustiche), e ciò che ne resta – quando e se raggiungono il suolo – è ormai insufficiente a creare onde di volume ... (si possono riscontrare onde di superficie solo su distanze brevi) (caso 2).

Le esplosioni subaeree emettono un’energia che si ripartisce in onde sonore essenzialmente nell’aria, e in onde di superficie nel terreno. Le onde di volume dissipate nell’aria non possono che ritrovarsi assai indebolite nel terreno, ma le onde di superficie sono sempre presenti (caso 3).


In breve, un'esplosione sotterranea non sarà percepita nell’aria, ma il terreno vibrerà e si originerà un tracciato di treni d’onda (onde di corpo e di superficie).

Al contrario, se si sente un'esplosione, come è successo nel nostro caso, se questa è “aerea” non darà luogo a segnali sismici, se invece è subaerea potranno generarsi delle onde di superficie.

Pertanto, possiamo affermare che - contemporaneamente agli impatti degli aerei - presso la base delle torri sono state provocate delle esplosioni cosiddette "subaeree" e il boato che ne è seguito e stato confuso con quello dello schianto degli aerei stessi (caso 3). Le torri sono state così indebolite dalla rottura delle colonne portanti. L’esplosione alla base del WTC1 è stata percepita dal testimone William Rodriguez (2006) [vedi anche Spingola (2005)].

Per quanto riguarda il crollo delle torri, si deve distinguere quella del WTC1 da quelle del WTC2 e WTC7. Il tipo di onde generate da queste due ultime torri è caratteristico di quello di una forte esplosione “subaerea” (caso 3), percepita dai testimoni. Ad esempio, per quanto riguarda il WTC2, un pompiere attesta un'esplosione prima del crollo in un'enorme nuvola di polvere (cfr. [1]), a prima vista non molto lontano dalla base della torre, accompagnata da lampi e boati secondo la testimonianza di un « Assistant-Commissioner» (cfr. [2]). Un altro vigile del fuoco, che si trovava alla base del WTC2,ha rilevato una grande esplosione 20 piani al di sotto della zona d'impatto del velivolo, pochi istanti prima che la sommità della torre crollasse (cfr. [3]).

Queste esplosioni erano troppo in alto per generare nel suolo onde di volume, mentre l'onda di Rayleigh registrata proviene probabilmente soltanto dall'esplosione situata più a ridosso del suolo.

Fra le altre esplosioni sentite alla base del WTC2 (Anonimo, 2009), una di esse ha generato la seconda onda di Rayleigh registrata 4 secondi dopo la prima. È lo stesso fenomeno verificatosi per il WTC 7. Un testimone che osservava questa torre ha sentito una specie di boato come «il fracasso di un tuono» che ha fatto esplodere le finestre verso l’esterno, mentre la base del palazzo in fiamme è crollata un secondo più tardi, prima che tutto il resto della torre ne seguisse il movimento (vedi [4]), aiutata da una seconda esplosione che ha generato un'onda di Rayleigh registrata 6,7 secondi più tardi

Per quanto riguarda WTC1, il cui crollo è iniziato dopo quello del WTC2, nonostante il fatto che fosse stato colpito prima, c’è stata un'esplosione sotterranea (caso 1) che ha preceduto la sua caduta. Questa esplosione non è stata logicamente avvertita dai testimoni alle ore 10,28 EDT, ad eccezione di quelli che si trovavano accanto alla torre (cfr. [5]), ma è stata "percepita" da una telecamera, che riprendendo le immagini della torre ed essendo appoggiata a terra è stata scossa dalla vibrazione del terreno al momento dell’esplosione (si veda [6]).


Tuttavia, è anche logico che le numerose esplosioni mostrate dai filmati ai piani superiori prima e durante i crolli non abbiano prodotto onde sismiche (caso 2) a causa della frammentazione nel tempo dell'energia detonante con moltiplicazione di fonti successive, ciascuna delle quali con impulsi limitati, non sufficienti a generare onde sismiche nel terreno.

Anche se molte demolizioni controllate ben eseguite non creano onde sismiche (airburst, esplosioni aeree, Ndt), è utile confrontare queste osservazioni con i dati sismici ottenuti durante la demolizione controllata del Kingdome a Seattle (vedi Anonimo, 2000) e Oklahoma City (Stati Uniti) (Holzer et al., 1996).

Il caso Kingdome è insolito in quanto era su esplicita richiesta dei sismologi che le esplosioni sono state parametrizzate (perché volevano approfittare dell'occasione), e quella di Oklahoma è dovuta alla ricostruzione di un attentato con l'esplosivo. Questi due esempi rientrano nei 3 casi di cui sopra, presentando una potente esplosione subaerea con conseguente emissione di onde di Rayleigh, e in cui la caduta dei detriti è irrilevante dal punto di vista sismico, anche a distanze minori di 34 km (rispettivamente, meno di 7 e 26 km).

Le altezze e la profondità delle esplosioni delle due torri WTC1 e WTC2 che hanno generato onde sismiche sono diverse. Questo è da mettere in relazione con il fatto che entrambe le torri non sono crollate nello stesso modo: infatti, il tempo intercorso fra l’impatto dell’aereo e il crollo è più lungo per WTC1 (1 ora e 42 minuti) che per WTC2 (56 minuti), e inoltre, mentre la parte superiore del WTC1 comincia a crollare obliquamente, si può affermare che soltanto una potente esplosione sotterranea posta sotto la torre abbia poi permesso a tutto l’ edificio di crollare verticalmente.

Le magnitudo locali ML, che i sismologi hanno calcolato dalle onde di superficie, offrono risultati che confermano la nostra analisi. Infatti, sulla scala Richter, esse sono superiori a 2 per le onde emesse al momento del crollo. Ora è impossibile ottenere una tale magnitudo dalla sola caduta di macerie e soprattutto su un periodo di una decina di secondi!! Anche se l'intera torre fosse stata ridotta a una palla compatta, ci sarebbe voluta una velocità di spostamento "meteoritica", in ogni caso superiore a quella dovuta alla gravità terrestre, per sperare di raggiungere una tale magnitudo!!

Inoltre, va sottolineato che la magnitudo attribuita all'esplosione sotterranea, quella del WTC1, è ML=2,3 - paragonabile al terremoto in Manhattan del 17 gennaio 2001 (ML=2,4) - mentre la magnitudo relativa all'esplosione subaerea del WTC2 è ML=2,1, quindi più debole, e questo divario – logico per le esplosioni descritte - è particolarmente significativo in scala logaritmica. Questo è da mettere in relazione al fatto che, essendo le torri conformi per massa e altezza, la caduta dei loro detriti avrebbe dovuto generare una magnitudo analoga, se essa fosse stata la sorgente delle onde…

Si noti come la geofisica applicata sia in grado di generare onde sismiche nel terreno, utilizzando fonti impulsive non esplosive di tipo "weight dropping" - che consiste nel lasciar cadere al suolo una massa di 3 tonnellate - o servendosi di “vibratori” ancorati al suolo. Ma le energie delle onde sviluppate nel terreno sono troppo piccole e permettono la loro propagazione per non più di qualche centinaio di metri ..


Relazione onde sismiche/procedimento di crollo

L’osservazione di ciascun crollo delle tre torri dimostra che è stato diverso, e ciò è da correlare all’emissione delle onde sismiche corrispondenti

Il crollo del WTC7 è quello che più si avvicina alla demolizione controllata classica, con crolli consecutivi di piani a partire dalla base dell’ edificio indebolito da una potente esplosione subaerea. Per quanto riguarda le Torri Gemelle, queste in un primo tempo sono state indebolite dalle esplosioni alla base nel momento in cui gli aerei le hanno colpite.

Poi, dobbiamo distinguere la parte dell’edificio situata al di sopra della zona d’impatto degli aerei da quella situata al di sotto.

Se le onde sismiche non hanno potuto essere generate dalle esplosioni visibili ai piani e che hanno provocato i crolli graduali dal basso verso l’alto al di sopra della zona d’impatto e dall’alto verso il basso al di sotto di questa zona, è solo a causa di una potente esplosione situata al piano terra dell’edificio per il WTC2 e di un’altra , sotterranea per il WTC1, che hanno accelerato il processo di tracollo totale emettendo le onde sismiche studiate.

Con ogni probabilità, del resto è stata proprio l’esplosione sotto il WTC1 che, facendo crollare l’edificio dalla base, ha "riposizionato" in verticale la traiettoria inizialmente obliqua del crollo della sommità del WTC1


Conclusioni

Al momento dell'impatto degli aerei contro le Torri Gemelle e del crollo di queste ultime, così come di quello del WTC7, sono state generate onde sismiche. Nella misura in cui (1) le onde sismiche non sono create che da impulsi brevi (2), dove le basse frequenze sono ascrivibili a un’energia (magnitudo) paragonabile a quella di un terremoto strumentale, queste onde rivelano indubbiamente una origine esplosiva. Anche se gli impatti degli aerei e il crollo dei detriti delle torri al suolo sono stati in grado di generare onde sismiche, in primo luogo la loro magnitudo era insufficiente per essere registrata a 34 km, e in secondo luogo non potevano che essere omogenee.

Ora, i segnali sismici mostrano differenze significative nella loro composizione e nella magnitudo e soprattutto in termini di velocità di propagazione sebbene il loro percorso sia comunque identico in condizioni identiche. Poiché questa differenza è fisicamente inspiegabile nel quadro della versione ufficiale, si deve rimettere in discussione il calcolo delle velocità effettuato a partire da un punto di origine dedotto da immagini video. Non si può che concludere che in realtà la fonte (esplosiva) è stata attivata manualmente quindi con uno sfasamento variabile per ciascuna delle origini in relazione ai video.

La composizione delle onde è indicativa dell’ubicazione della sorgente e la magnitudo dipende dall'energia trasmessa al suolo. L'origine sotterranea delle onde emesse al momento del crollo del WTC1 è dimostrata dalla presenza di onde di volume (P e S), a cui si aggiungono quelle di superficie (onde di Rayleigh), che sono presenti in tutti e cinque i casi.

La posizione della sorgente delle altre quattro esplosioni è subaerea, come dimostrato dalla presenza di onde di Rayleigh.

Le esplosioni aeree visibili sul video ai piani superiori delle Torri Gemelle non procurano onde sismiche a 34 km di distanza dalla sorgente.

Vi è un fattore dieci tra la potenza delle esplosioni contemporanee agli impatti degli aerei contro le Torri Gemelle (così come quella contemporanea al crollo del WTC 7) e la potenza di quelle – le più forti – contemporanee al loro crollo, di cui quella relativa all’esplosione sotterranea del WTC1 ha trasmesso al suolo la maggior quantità d’energia.

Si noti anche che, nella misura in cui le onde di superficie sono dispersive (la velocità dipende dalla frequenza), la durata del segnale registrato non è rappresentativa della durata del segnale alla fonte.

Infine, la demolizione controllata di tre torri, suggerita dalle testimonianze oculari e uditive, nonché dalle osservazioni sulla loro caduta, è dunque dimostrata anche dall'analisi delle onde sismiche emesse al momento degli impatti degli aerei e al momento dei crolli.

André Rousseau


(*) André Rousseau ha conseguito un dottorato di Stato francese. Adesso è in pensione dopo avere lavorato al CNRS, ove ha studiato in particolare le relazioni tra le caratteristiche delle onde meccaniche progressive e la geologia. Ha pubblicato numerosi articoli in geofisica a revisione paritaria (peer to peer) e partecipato a numerose conferenze, comprese quelle con comitato di selezione.

In questo articolo mette in evidenza che le onde sismiche registrate l'11 settembre a New York sono il risultato di esplosioni sotterranee e subaeree che partecipano alla demolizione controllata delle Torri Gemelle e dell'Edificio 7.

FIGURE

(Si noti che per ragioni di leggibilità, queste figure sono riprese senza modificazioni delle scale, le quali sono in un rapporto da uno a dieci fra le registrazioni al momento del crollo dei WTC1 e WTC2 e quelle al momento degli schianti, così come per la registrazione avvenuta al crollo del WTC7).

Onde emesse al momento dell'impatto degli aerei
Figura 1a : segnale registrato a Palisades durante l'impatto sul WTC1

Figura 1b : segnale registrato a Palisades durante l'impatto sul WTC2.

Onde emesse al momento del crollo delle torri

Figura 2a : segnale registrato a Palisades durante la caduta del WTC1


Figura 2b : segnale registrato a Palisades durante la caduta del WTC2

Figura 2c : segnale registrato a Palisades durante la caduta del WTC7


Figura 3 : Esatto momento temporale di origine dei segnali.


Figura 4 : I "picchi" sismici.


NOTE

TESTIMONIANZE CITATE
Le testimonianze citate nelle note (1), (2), (3) e (5) provengono da: Oral Histories From Sept. 11 Compiled by the New York Fire Department – «The New York Times» (2005)

(1) Intervista del pompiere Richard Banaciski, situato nella strada di fronte al WTC2
«Mi ricordo, stavamo… all’inizio stavamo in strada, e poi delle persone hanno cominciato a saltare, allora tutti quanti sono arretrati verso il parcheggio coperto, in direzione dell’edificio, per essere al riparo da quel che precipitava.
Ci siamo restati forse 10 o 15 minuti e mi ricordo che c’è stata proprio un’esplosione. Ciò assomigliava a quel che si vede in televisione quando si distrugge un edificio. Era come se questo facesse tutto il giro come una cintura, tutte queste esplosioni.
Tutti allora si son messi a gridare: "Correte!", e siamo tutti tornati indietro nel garage perché era dove eravamo. Correre in avanti sarebbe stato correre verso là. Non abbiamo pensato che l'edificio stesse crollando. Abbiamo pensato che ci fosse stata una grande esplosione, e che della roba stava per caderci addosso. Quindi un’enorme nuvola si è intrufolata dentro il parcheggio.»

(2) Intervista dell’Assistant-Commissioner Stephen Gregory situato nella strada di fronte al WTC2

«In quel momento abbiamo sentito un rumore tremendo, abbiamo sentito del rumore e quindi l'edificio è crollato.
(...) Quando ho guardato verso il World Trade Center prima che crollasse, prima che la torre 2 crollasse, (...) ho visto lampi verso la parte bassa dell’edificio. Quando ho parlato con il tenente Evangelista, sebbene né io né lui ne avessimo parlato, mi ha chiesto se avessi visto dei flash davanti alla parte bassa del palazzo, e ho risposto sì perché ho pensato, in quel momento, che non avevo idea di cosa ciò potesse essere. Voglio dire, avrebbe potuto essere una conseguenza del crollo del palazzo, delle cose che esplodono, ma ho visto dei flash flash flash e dopo ciò è apparso come se l'edificio crollasse.
Domanda: Questo era sopra o sotto la zona toccata dagli incendi?
Risposta: No, era nella parte al di sopra. Sapete com'è quando si demolisce un edificio, quando lo si fa esplodere e crollare? Questo è quello che credo di aver visto. Non ho parlato con il tenente, ma lui mi interrogò. Mi ha detto: "Io non penso di essere pazzo, ma voglio comunque chiedertelo lo stesso perché eri proprio accanto a me"; mi ha chiesto se avevo visto qualcosa su un edificio. Gli ho chiesto cosa intendesse per "vedere qualcosa". Mi ha chiesto: "Hai visto dei flash? . Gli ho risposto di sì, pensavo di aver sognato, mi ha detto che anche lui aveva visto questi flash. Non so se questo abbia un senso. Voglio dire, ho equiparato questo all’edificio che sta per crollare, e scaglia giù le cose, poteva essere stato causato da esplosioni di energia elettrica, o qualsiasi altra cosa.
Ma è davvero strano che due persone dicano più o meno la stessa cosa senza che nessuno dei due ne avesse parlato all’altro. Voglio dire, non conosco questo tizio manco per sogno. Mi trovavo solo a fianco a lui. Non lo avevo mai incontrato prima. Sapeva chi ero per via del mio nome sulla divisa, suppongo, e mi ha interpellato con un “come va, tutto bene? E, senti, a proposito, hai…” Ciò era giusto un po’ strano.

Domanda: Alla televisione abbiamo anche visto, precedentemente al primo crollo, che c’era stata un’esplosione al livello dei piani superiori.

Risposta: Sì, so dell’esplosione ai piani superiori. Era di fronte, non ho dovuto volgervi lo sguardo, avevo già lo sguardo in quella direzione. Non è che vado a dire che fosse al primo o al secondo piano, ma era in qualche punto in quell’area che ho visto quelli che mi sono apparsi come dei flash. Non so quanto fossero in basso. Voglio dire, abbiamo sentito il rumore, ma dopo tutto, non so.

(3) Intervista al pompiere William Reynolds, situato davanti al WTC2.
Dopo qualche istante, non so quanto esattamente, mi sono assai preoccupato per via di una grossa esplosione proveniente dalla torre sud.
Era come se sparassero per una cinquantina di metri verso ogni direzione, et poi tutto d’un colpo la cima della torre ha iniziato ad appiattirsi come un millefoglie (...).
(Il fuoco) è comparso da qualche parte al di sotto (dei piani superiori in cui il crollo è cominciato). Forse venti piani sotto la zona colpita dall’aereo.
Credevo che fosse un incendio e poi quando in seguito l’ho visto alla televisione, non mostrava in apparenza del fuoco, mostrava un getto di fumo che fuoriusciva da sotto la zona d’impatto dell’aereo.

(4) trasmissione radio dell’11/09/2001, i video dell’11/9 – Il crollo controllato del WTC7
Ero proprio là, sapete… guardavamo l’edificio (il WTC7), era in fiamme… i piani bassi andavano a fuoco e abbiamo sentito questo rumore… come un tuono… tutto intorno – siamo stati scioccati al vedere che il palazzo era… Ebbene, questo ha generato come un’onda d’urto che percorreva l’immobile e tutte le finestre sono esplose… Era orribile… Un secondo più tardi, il piano inferiore ha ceduto, seguito dall’edificio… Abbiamo visto il palazzo crollare interamente al suolo… eravamo sotto choc.

(5) Intervista del tenente medico Bradley Mann, arrivato al deposito del WTC1
Eravamo sul campo lungo tutto il tempo degli eventi. Appena prima del crollo della prima torre, mi ricordo di aver sentito il suolo tremare. Ho sentito un enorme rumore, e le macerie hanno cominciato a volare dappertutto. Tutti quanti si son messi a correre laggiù. (…)
Mentre cadevano i detriti provenienti dal cielo in seguito al primo crollo, abbiamo iniziato a ritornare a est verso West Street e alcuni minuti dopo, non ricordo con più precisione, perché eravamo così occupati a vedere chi c'era e chi mancava, è successa la stessa cosa. Il suolo ha tremato di nuovo, e abbiamo sentito un altro rumore enorme, poi abbiamo visto la seconda torre che crollava. E di nuovo abbiamo corso su Vesey Street, per salvarci la pelle.
http://graphics8.nytimes.com/packages/pdf/nyregion/20050812_WTC_GRAPHIC/9110194.PDF

(6) Video della prova di un'esplosione sopravvenuta alla base del WTC1
Questo video mostra il crollo del WTC1 (…). La telecamera non era tenuta in mano, ma era direttamente collegata al suolo tramite un treppiede, cosa che ha permesso alla telecamera di catturare visivamente un tremore del suolo che è sopravvenuto circa 13 secondi prima che l'edificio crollasse. Il video mostra anche oggetto cadere dalla destra dell'edificio poco prima che la telecamera cominci a tremare. La prossimità nei tempi di questi due avvenimenti indica che sono connessi.
http://whatreallyhappened.com/WRHARTICLES/shake.html


RIFERIMENTI

Anonimo (2000) : Kingdome implosion seismograms.

Anonimo (2009) : 9/11 Firefighters : Bombs and Explosions in the WTC.

Hoffman J. (2006) : Seismic Records of the Twin Towers’ Destruction: Clarifying the Relationship Between Seismic Evidence and Controlled Demolition Theories,

Holzer T. L.,. Fletcher J. B, Fuis G. S., Ryberg T., Brocher T. M., and Dietel C. M. (1996), Seismograms offer insight into Oklahoma City bombing, Eos Trans. AGU, 77(41), pp393, 396-397.

Irvine T. (2001) : The World Trade Center Disaster: A Shock and Vibration Perspective

Kim Won-Young, Sykes L.R., Armitage J.H., Xie J.K., Jacob K.H., Richards P.G., West M., Waldhauser F., Armbruster J., Seeber L., Du W.X., and Lerner-Lam A (2001) : Seismic Waves Generated by Aircraft Impacts and Building Collapses at World Trade Center, New York City, Eos, Transactions, American Geophysical Union, Vol. 82, No. 47, pp 565, 570-571, November 20, 2001. http://www.ldeo.columbia.edu/LCSN/Eq/20010911_WTC/WTC_LDEO_KIM.pdf

Rodriguez W. (2006) : 9/11 Hero “last man out”, Wednesday, November 7th, American Scholars Symposium, Seattle Center.

Spingola D. (2005) : William Rodriguez, a 9-11 Survivor.

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André Rousseau ha scritto – nel corso di oltre quarant'anni di carriera – decine di lavori specialistici in materia di geologia-geofisica, sismologia e onde acustiche, incluse svariate opere soggette a revisione paritaria (peer review). Alcuni suoi testi sono accessibili sul web.


A New Global Theory of the Earth's Dynamics: a Single Cause Can Explain All the Geophysical and Geological Phenomena.
http://fr.arxiv.org/ftp/physics/papers/0502/0502135.pdf, ccsd-00004334

Relationship between acoustic body waves and in situ stresses around a borehole.

Is the San Andreas Fracture a bayonet-shaped fracture as inferred from the acoustic body waves in the SAFOD Pilot hole?

Comparative study of P and S wave amplitudes of acoustic logging through solid formations: contribution to the knowledge of in situ stresses and fractures.




La versione francese di questo articolo:

Su ReOpen911: etude des signaux sismiques le 11 septembre 2001 a new york


Su AgoraVox: des signaux sismiques revelent
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Traduzione per Megachip a cura di Emanuela Waldis e Pino Cabras.