martedì 30 novembre 2010

C’E’ QUALCOSA CHE PUZZA IN WIKILEAKS...


Premessa: piccolo ma significativo articolo tratto dal blog climatrix

Numerosi dubbi avvolgono il recente evento 'Wikileaks'. I sospetti non vengono dagli stessi governi tirati in ballo dagli informativi, ma da importanti esponenti della comunità hacker internazionale e da alcuni studiosi di informazione multimediale.

Sul web si legge come Wikileaks possa anche essere stato strumentalizzato dagli stessi poteri che svela, in maniera tale da ottenere, a causa di questo 'Problema', una 'Reazione' tale per cui possano venir indurite (a livello internazionale) le leggi che regolano la diffusione di informazioni a mezzo Internet. Più che l'11 Settembre della diplomazia, come da alcuni è stato chiamato, potrebbe rivelarsi l'11 Settembre della libera informazione sul Web.
In più, la divulgazione di tutto questo materiale riservato (e chissà se veritiero in tutto e per tutto) non farà altro che alimentare forme di guerra psicologica, inasprire le relazioni internazionali, creando ancor più ombre, dubbi, sospetti... in definitiva ancor più caos.

E quello del caos è il gioco preferito di chi vuole sempre più incatenare gli 'uomini' a stretti meccanismi e doveri sistemici, di chi impedisce la nostra libera evoluzione e cooperazione.

...chissà se anche Julian Assange scomparirà come Bin Laden...



 C’E’ QUALCOSA CHE PUZZA IN WIKILEAKS...

articolo di F. William Engdahl tratto dal sito www.vheadline.com

traduzione di Gianluca Freda

Fin dalla pubblicazione del drammatico filmato militare in cui si vede un elicottero americano in Iraq che spara addosso ad un giornalista disarmato, Wikileaks ha acquisito notorietà e credibilità mondiale, presentandosi come un sito coraggioso che rende pubblico materiale riservato fornito dalle “talpe” presenti all’interno di vari governi. Il suo ultimo “scoop” è stata la pubblicazione di migliaia di pagine di presunti documenti segreti relativi agli infiltrati USA nei gruppi talebani in Afghanistan e ai loro legami con noti personaggi vicini agli ambienti dell’ISI, il servizio segreto militare del Pakistan. Alcuni elementi, però, fanno pensare che ben lungi dall’essere un’autentica fuga di notizie riservate, l’operazione sia stata in realtà un atto di calcolata disinformazione a favore dei servizi segreti americani e forse anche di quelli israeliani e indiani, nonché una copertura per il ruolo svolto dagli USA e dall’Occidente nel traffico di droga dall’Afghanistan.

Da quando i documenti afghani sono stati pubblicati qualche giorno fa, la Casa Bianca di Obama ha conferito credibilità alla fuga di notizie, affermando che rivelazioni ulteriori rappresenterebbero un pericolo per la sicurezza nazionale americana. Eppure, ciò che è contenuto nei documenti fornisce ben poche rivelazioni che abbiano qualche rilievo. Il personaggio citato con più frequenza, il generale (oggi in ritiro) Hamid Gul, ex capo dell’ISI, il servizio segreto militare del Pakistan, è l’uomo che negli anni ’80 fu coordinatore in Afghanistan della guerriglia mujaheddin finanziata dalla CIA contro il regime sovietico. Nei recenti documenti pubblicati da Wikileaks, Gul è accusato di essersi regolarmente incontrato con i capi di Al Qaeda e dei Talebani e di avere orchestrato attacchi suicidi contro le forze NATO in Afghanistan.

I documenti filtrati sostengono anche che Osama Bin Laden, la cui morte era stata data per certa da Benazir Bhutto in un’intervista alla BBC, sarebbe invece ancora vivo, mantenendo così profittevolmente in vita un mito utile alla Guerra al Terrore dell’amministrazione Obama, in un momento in cui molti cittadini americani si erano dimenticati del pretesto originario con cui l’amministrazione Bush aveva invaso l’Afghanistan, quello di perseguire l’autore degli attacchi dell’11/9.

Demonizzazione del Pakistan?

Il presentare oggi Gul come un collegamento chiave con i Talebani dell’Afghanistan si inserisce in un più ampio e recente progetto, elaborato da Stati Uniti e Inghilterra, con cui si cerca di demonizzare l’attuale regime pakistano attribuendogli un ruolo di primo piano nei problemi in Afghanistan. Questa demonizzazione favorisce nettamente la posizione dell’India, recente alleato degli Stati Uniti. Inoltre, il Pakistan è l’unico paese musulmano che possieda armi nucleari. E’ noto che alle forze di difesa israeliane e al Mossad piacerebbe molto poter modificare questa situazione. La campagna di discredito ordita tramite Wikileaks contro un personaggio politicamente esplicito come Gul potrebbe essere parte di questo progetto geopolitico.

Il londinese Financial Times afferma che il nome di Gul compare in circa 10 dei 180 file segreti statunitensi in cui si insinua che i servizi segreti pakistani avrebbero appoggiato i militanti afghani contro le forze della NATO. Gul ha dichiarato alla stampa che gli Stati Uniti hanno ormai perso la guerra in Afghanistan e che la pubblicazione di quei documenti servirà all’amministrazione Obama per scaricare su altri la colpa, insinuando che la responsabilità sia tutta del Pakistan. Gul ha detto ai giornali: “Io sono il capro espiatorio preferito per gli americani. Non riescono proprio a concepire che gli afghani possano vincere una guerra da soli. Eppure sarebbe una vergogna intollerabile che un vecchio generale 74enne, ormai in pensione, manovrando i mujaheddin in Afghanistan, fosse stato la causa della sconfitta dell’America”.

Nei documenti afghani pubblicati da Wikileaks è da notare il modo in cui i riflettori vengono puntati contro il 74enne Gul. Come ho scritto in un precedente articolo (Warum Afghanistan? Teil VI: Washingtons Kriegsstrategie in Zentralasien, pubblicato a giugno) Gul è stato assai esplicito sul ruolo dell’esercito statunitense nel contrabbandare eroina afghana fuori dal paese, sfruttando la base aerea di massima sicurezza di Manas, in Kyrgyzstan.

Allo stesso modo, in un’intervista alla United Press International del 26 settembre 2001, due settimane dopo gli attacchi dell’11/9, Gul, in risposta alla domanda su chi avesse organizzato l’11/9, aveva risposto: “Il Mossad e i suoi complici. Gli Stati Uniti spendono 40 miliardi di dollari all’anno per le loro 11 agenzie di intelligence. Cioè 400 miliardi di dollari ogni 10 anni. Eppure l’amministrazione Bush dice di essere stata colta di sorpresa. Io non ci credo. 10 minuti dopo che la seconda torre del World Trade Center era stata colpita, la CNN già diceva che era stato Osama bin Laden. Si trattava di un pezzo di disinformazione preorganizzato dai veri autori del crimine...”.

Ovviamente Gul non è molto amato a Washington. Egli sostiene che le sue richieste di visti d’ingresso per l’Inghilterra e gli Stati Uniti sono state respinte a più riprese. Trasformare Gul in un arcinemico farebbe assai comodo a certa gente di Washington.


Chi è Julian Assange?

Il fondatore e sedicente “Editor-in-chief” di Wikileaks, Julian Assange, è un misterioso 29enne australiano del quale si sa poco. E’ improvvisamente diventato un personaggio pubblico di primo piano offrendosi di trattare con la Casa Bianca riguardo alle fughe d’informazioni. In seguito agli ultimi scoop, Assange ha detto a Der Spiegel – una delle tre testate con cui condivide il materiale delle sue ultime rivelazioni – che i documenti da lui portati alla luce “cambiano la nostra prospettiva non solo sulla guerra in Afghanistan, ma su tutte le guerre moderne”. Nella stessa intervista ha dichiarato: “Mi piace schiacciare i bastardi”. wikileaks, fondata da Assange nel 2006, non ha una sede stabile e lo stesso Assange afferma: “In questi giorni vivo negli aeroporti”.

Eppure, un più attento esame delle posizioni di Assange su uno degli argomenti più controversi degli ultimi decenni, le forze che stanno dietro agli attentati dell’11 settembre contro il Pentagono e il World Trade Center, rivela che egli è curiosamente dalla parte dell’establishment. Quando il Belfast Telegraph lo ha intervistato lo scorso 19 luglio, egli ha dichiarato: “Ogni volta che uomini di potere definiscono piani in segreto, essi stanno attuando un complotto. Quindi ci sono complotti ovunque. Ma ci sono anche teorie complottiste pazzoidi. E’ meglio non confondere le due cose...”.


E sull’11/9?

“Sono sempre infastidito dal fatto che la gente si faccia distrarre da falsi complotti come quello sull’11 settembre, quando tutt’intorno a loro noi forniamo prove di complotti reali, volti a scatenare guerre o frodi finanziaria di massa”. E sulla Conferenza del Bilderberg? “E’ solo vagamente complottarda, in senso di rete relazionale. Noi abbiamo pubblicato gli appunti dei loro incontri”.

Queste dichiarazioni, provenienti da una persona che ha costruito la propria reputazione sull’avversione all’establishment, sono più che considerevoli. Prima di tutto, come migliaia di fisici, ingegneri, militari professionisti e piloti di linea hanno testimoniato, l’idea che 19 arabi senza quasi nessun allenamento e armati solo di taglierini possano dirottare quattro aerei di linea ed eseguire manovre quasi impossibili contro le Torri Gemelle e il Pentagono nell’arco di soli 93 minuti, senza che nessun velivolo militare del NORAD li intercetti, è qualcosa che sfida ogni credibilità. Chi abbia davvero compiuto questi attacchi così professionali è questione che dovrebbe essere affrontata da una genuina e non faziosa commissione d’inchiesta internazionale.

Al signor Assange, che nega ostinatamente ogni sinistra cospirazione sull’11/9, si potrebbe rammentare la dichiarazione resa alla BBC dall’ex senatore americano Bob Graham, che guidò la Commissione Senatoriale degli Stati Uniti sull’Intelligence durante l’inchiesta congiunta sull’11 settembre. Graham disse alla BBC: “Posso affermare che sull’11 settembre ci sono troppi segreti, che ci sono informazioni non rese disponibili al pubblico, per le quali esistono risposte specifiche, tangibili e verosimili e che questa reticenza ha eroso la fiducia dell’opinione pubblica nel proprio governo per ciò che attiene alla sua sicurezza”.

Narratore della BBC: “Il senatore Graham scoprì che questa copertura arrivava fino al cuore dell’amministrazione”.

Bob Graham: “Chiamai la Casa Bianca e parlai con la signora Rice. Le dissi: “Senta, ci avevano detto che avremmo collaborato a quest’inchiesta”. Lei disse che ci avrebbe pensato lei, ma poi non successe nulla”.

Naturalmente, l’amministrazione Bush riuscì a sfruttare gli attacchi dell’11 settembre per lanciare la sua Guerra al Terrorismo in Afghanistan e poi in Iraq, un punto su cui Assange convenientemente sorvola.

Da parte sua, il generale Gul afferma che l’intelligence americano ha orchestrato le rivelazioni di Wikileaks sull’Afghanistan per trovare un capro espiatorio, cioè Gul, a cui attribuire la colpa.

Similmente, come se avesse afferrato il suggerimento, il Primo Ministro britannico David Cameron, durante una visita di stato in India, ha alluso al presunto ruolo del Pakistan nell’appoggiare i talebani in Afghanistan, garantendo così ulteriore credibilità alla versione fornita da Wikileaks.

Ma la vera storia di Wikileaks non è ancora stata raccontata con chiarezza.



Commento del curatore del blog:

Letto questo possiamo davvero credere che il fondatore/gestore di wikileaks sia un perseguitato? O forse dovremmo sospettare fortemente che il governo statunitense lo abbia arruolato come doppiogiochista e che finga di dargli la caccia? Forse le "minacce" istituzionali da parte del governo USA servono a rendere credibile un personaggio molto ambigu: se una finta opposizione sostiene nei fatti molte delle versioni ufficiali di chi sta al governo, possiamo ben dire che chi governa avrebbe agito in maniera molto scaltra creando artificialmente il caso wikileaks.

Il giorno che questo Assange dirà la verità sull'11 settembre o sulle scie chimiche forse gli si potrebbe dare un minimo di ascolto, ma fino allora non potremo fare altro che pensare che si tratti di un finto guru buono per abbindolare le masse e fuorviarle, come fanno Grillo, Travaglio, Giulietto Chiesa,  Saviano e tanti altri.

lunedì 29 novembre 2010

La Trappola dei Cellulari


Articolo di Joel Hirschhorn pubblicato su Global Research - Traduzione a cura di Anticorpi

La Trappola dei Cellulari

Il nuovo libro di Devra Davis "Disconnect", meriterebbe la attenzione di chiunque utilizzi il telefono cellulare.

Al giorno d'oggi è difficile immaginare il nostro mondo senza i 5 miliardi di telefoni cellulari usati a livello globale. Sembrerebbe inoltre inconcepibile il dato secondo cui la industria miliardaria dei telefoni cellulari, insieme ai governi di tutto il mondo abbiano sostenuto tale tecnologia senza essere mai pervenuti a risultati definitivi circa lo studio della sua sicurezza per l'utilizzatore finale.  Se fosse vero, sarebbe spaventoso.

Tutto ciò, purtroppo, è la realtà.
Si tratta di un bizzarro slittamento verso l'alto oppure di una cospirazione intenzionale tra governo e interessi corporativi? Quanto più certi meccanismi si conoscono, tanto più si temono.  Il problema è che la industria dei cellulari è diventata troppo grande per fallire, ed i suoi rischi sono stati relegati in secondo piano.


Permettetemi di dire che personalmente uso raramente il mio cellulare. Pochissime persone conoscono il mio numero, ed io lo accendo raramente, giusto quando ho la impellenza di fare una telefonata. Quale ex professore di ingegneria ho sempre guardato alla tecnologia, oltre che dal punto di vista dei benefici che offre, continuamente pubblicizzati, anche da quello dei rischi che inevitabilmente comporta, i quali troppo spesso sono poco considerati o semplicemente ignorati.

Al livello in cui siamo, chiunque dovrebbe avere imparato come né i regolamenti del governo, né la responsabilità delle imprese ci tutelino gran che bene dai cibi dannosi, farmaci con troppe controindicazioni e prodotti realizzati senza adeguata sperimentazione.
Sebbene la verità sia spesso dolorosa, se ti interessa proteggere la tua salute e quella delle persone che ami, allora questo (Disconnect) è un libro che dovresti leggere e fare leggere. I dati in esso riportati non mancano di sconvolgere, tuttavia al di là dell'inveire contro le aziende ed i governi per non stare garantendo una adeguata protezione al cittadino, bisognerebbe essere motivati nel cambiare il nostro comportamento. Il sottotitolo del libro riassume il tema: La verità sulle radiazioni dei telefoni cellulari e su ciò che la industria ha fatto per nasconderla, e come proteggere la vostra famiglia.

Di seguito vado ad illustrare alcune considerazioni a cui sono giunto leggendo questo libro.
I test dimostrano come nei giovani uomini che ripongano i loro telefoni nelle tasche dei pantaloni si sia ridotto il numero di spermatozoi.

Alcuni scienziati hanno, per decenni, denunciato gli effetti negativi che causano le radiofrequenze al cervello.  Ad esempio, consentono ad agenti chimici e tossine che normalmente sono tenuti lontani  dal sistema nervoso, di arrivare fino al cervello e causare malattie.

Il lavoro del Dr. Lennart Hardell, in Svezia, dovrebbe indurre gli utenti di telefonia cellulare a riconsiderare le loro abitudini.

Gli svedesi che abbiano utilizzato prolungatamente i telefoni cellulari hanno sviluppato tumori maligni al cervello più frequentemente di altri individui. Dopo un decennio di utilizzo il rischio di tumore al cervello è raddoppiato

Risultati simili sono stati riscontrati da scienziati in Israele, Finlandia, Russia ed  Inghilterra.  Hardell ha anche scoperto che negli utilizzatori adolescenti il rischio di tumore dopo un decennio si incrementa di ben quattro volte rispetto alla media.

Il libro mette in evidenza quello che lo illustre scienziato Dariusz Leszczynski ha dichiarato in conclusione delle proprie ricerche: "abbiamo chiaramente dimostrato come le radiazioni dei telefoni cellulari abbiano avuto un impatto biologico. Dopo che questo ennesimo studio è andato ad aggiungersi a molti altri ... il mondo non può più illudersi che gli unici problemi causati dai cellulari derivino dalla variazione di temperatura. Questa opinione è stata sempre errata, naturalmente, ed il nostro lavoro lo dimostra." In altre parole, una potenza di molto inferiore rispetto a quella dei forni a microonde non comporta la assenza di effetti sul nostro corpo.

Al termine del libro la Davis trae alcune conclusioni ovvie: "abbiamo bisogno di investire nella ricerca su 'telefoni cellulari' esenti da rischi, come si sta facendo con altre tecnologie moderne."

Tuttavia non è ancora chiaro se tali studi stiano procedendo come dovrebbero. Pensi che l'industria ed i governi faranno la cosa giusta, al rischio di ottenere risultati potenzialmente in grado di devastare la industria dei telefoni cellulari? Alla luce degli enormi interessi corporativi e la corruttibilità del Congresso, è altamente improbabile che costoro si impegneranno a fare il necessario in termini di ricerca e regolamentazione.
Dunque cosa resta da fare agli utenti di telefonia cellulare, e particolarmente ai bambini? Non si dovrebbero utilizzare i cellulari senza "auricolari".  Non si dovrebbero tenere telefoni cellulari accesi nelle tasche, a contatto con il corpo. Bisognerebbe utilizzare sempre la opzione altoparlante. Tenere presente che lo invio di messaggi di testo può essere meno pericoloso rispetto al tenere il telefono accanto al tuo capo per ascoltare. Ricordare che anche i telefoni domestici cordless comportano simili rischi radioattivi, perciò cercare di ridurre al minimo il loro utilizzo.

Mi chiedo se le persone più ricche e potenti nella società, ad esempio il presidente Obama (ed i suoi figli), siano stati invitati a non tenere i cellulari accanto alla testa (probabilmente no, dal momento che costoro potrebbero usufruire di vaccini e terapie precluse alla massa - n.d.A.).

In conclusione, la tua dipendenza dal telefono cellulare potrebbe farti seriamente del male. Quanti rischi hai deciso di correre? Gli smart phone sono la rabbia. Ora c'è bisogno di gente intelligente. Disconnettiti.  Quanto più si usa il telefono cellulare, tanto più se ne rimane intrappolati.



Leggi l'articolo sui danni del wi-fi e dei cellulari e tutti quelli correlati in fondo ad esso:


Informati su cosa dice chi nega il pericolo delle radiazioni:

C'è chi nega i pericoli del wi-fi, dei cellulari e delle antenne, ma invece di addurre argomentazioni usa screditare la parte avversa

venerdì 26 novembre 2010

C'è chi nega i pericoli del wi-fi, dei cellulari e delle antenne, ma invece di addurre argomentazioni usa screditare la parte avversa


Cercando informazioni sul rapporto Bio-Initiative, rapporto scientifico realizzato nel 2007 sui danni alla salute causati dalle onde elettromagnetiche (specialmente quelle emesse da cellulari, sistemi wi-fi, e antenne relative) mi sono imbattuto in un sito che denunciava apertamente come fraudolento quello studio. Il rapporto Bio-Initiative, realizzato da un collettivo internazionale di 14 scienziati, è stato uno degli studi che ha motivato il sindaco e la giunta di Hérouville-Saint-Clair a rimuovere il collegamento wi-fi che forniva l'accesso ad internet alle scuole primarie della loro città.

Il sito in questione è emfandhealth.com (mi riferisco per precisione alla pagina http://www.emfandhealth.com/Criticism%20Bio-Intitiative.html) e devo dire che alla prima occhiata salta all'occhio che non si tratta di un normale sito che si occupa di questioni scientifiche, dal momento che essi non esprimono perplessità nei confronti del rapporto Bio-Initiative, ma si prodigano in un attacco a tutto spiano contro di esso. Per altro tale attacco al rapporto è espresso più nei termini di un discredito gettato sulle persone che hanno partecipato alla sua redazione, che sugli studi scientifici e sulle analisi in esso contenuto.

Notevole è il fatto che all'inizio della pagina gli scienziati che hanno redatto il rapporto Bio-Initiative vengano apostrofati come "lobbisti"; però alla fine della pagina essi citano come argomento difensivo dell'innocuità delle tecnologie di comunicazioni senza fili ... una relazione realizzata dalle aziende del settore! Non saranno allora proprio i curatori del sito emfandhealth.com ad essere dei lobbisti per conto di tali aziende?


Ma traduciamo alla lettera questo punto:
MMF, Mobile Manufacturers Forum, è un'associazione internazionale di produttori di apparecchiature per le telecomunicazioni con interessi nelle comunicazioni via cellulari o wireless. La loro analisi del rapporto Bio-Initiative essenzialmente ne confuta la validità. La loro relazione contiene link ad esperti di commissioni di livello nazionale in diverse nazioni.
Avete capito? Una relazione davvero indipendente! E poi questi signori di "campi elettromagnetici e salute" (emfandhealth.com) usano persino il termine lobbista per screditare gli avversari! Ma lobbisti di cosa, per conto di chi? Quale vantaggio possono avere degli scienziati nel denunciare una tecnologia in continua diffusione sulla quale si fonda ormai un giro di affari colossale? Purtroppo per altro il link al documento di questa associazione MMF è un link non funzionante, e quindi non è possibile verificare o indagare su quanto essi affermano.

Di sicuro però abbiamo ormai alle nostre spalle un caso eclatante in cui commissioni di esperti scientifici di livello sia nazionale che internazionale hanno concordemente affermato il falso a causa di un evidente conflitto di interessi. Stiamo parlando delle varie commissioni consultive dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dei diversi governi nazionali sulla questione dell'influenza suina, composte per lo più da scienziati sul libro paga delle stesse aziende che producono i vaccini. E' stato per mezzo di questi unanimi pareri di commissioni di esperti di alto livello che è stata varata una campagna di vaccinazione di massa per una forma influenzale molto più blanda della normale influenza stagionale, tanto che (a conti fatti) si è scoperto che l'influenza suina ha un tasso di mortalità 40 volte inferiore rispetto alla normale influenza.


Potete trovare tutte le prove di quando affermato leggendo I consiglieri dell'OMS sul libro paga delle multinazionali produttrici dei vaccini, ma è consigliata anche la lettura delle dichiarazioni allarmistiche dell' "esperto" francese Bruno Lina, virologo pagato per vari programmi che porta avanti per conto delle aziende che producono i vaccini (Baxter, Sanofi-Pasteur, Novartis, GSK) e anche dalla Roche (produttrice del farmaco anti-influenzale tamiflu).
Si è trattato di uno scandalo di proporzioni planetarie, con le nazioni di tutto il mondo (esclusa la coraggiosa Polonia) che sono corse a firmare contratti capestro con le aziende produttrici dei vaccini esentandole persino da qualsiasi problema legale derivante  da possibili effetti avversi delle vaccinazioni stesse.


Uno scandalo per il quale però nessuno ancora ha pagato, nonostante l'evidente spreco di denaro pubblico per un vaccino rifiutato dalla maggior parte della popolazione (solo in Italia ci siamo trovati con 23 milioni di dosi inutilizzate e da smaltire tra i prodotti tossici e nocivi, vista la presenza in essi del pericoloso mercurio).


Ma torniamo alle critiche del sito emfandhealth.com al rapporto Bio-Initiative, o forse dovremmo dire ai suoi estensori, dato che gli attacchi sono concentrati più sul discredito delle persone che alla confutazione dei dati e degli studi scientifici.

Il primo attacco è diretto a Cindy Sage, la persona che ha curato l'introduzione del rapporto, criticata perché osa prendere posizione su una questione scientifica anche se lei scienziata non è. Come se la scienza fosse una religione dogmatica di cui gli scienziati sono i moderni sacerdoti e gli unici depositari della verità, come se non esistessero i conflitti di interesse tra scienziati ed aziende (di cui abbiamo estesamente parlato a proposito dei vaccini per l'influenza suina), come se non vivessimo in un mondo in cui per soldi le persone sono disposte a spergiurare il falso, come se le grandi aziende non avessero mai osato corrompere politici e scienziati per ottenere in cambio dei favori.


Traduciamo letteralmente anche questo punto:
Cindy Sage, che ha scritto l'introduzione, non è una scienziata. Ella ha un sito web dove offre servizi come consulente sulle Onde Elettromagnetiche e le questioni sanitarie. Nell'introduzione ella fa le seguenti affermazioni antiscientifiche: "Gli scienziati hanno un ruolo, ma non è esclusivo ed anche altre opinioni contano ... . Alcuni esperti continuano ad affermare che tutti gli studi devono essere consistenti (dare ogni volta gli stessi risultati ) prima che si possa tranquillamente affermare che un certo effetto esista". Il risultato della maggior parte degli studi citati nel rapporto Bio-Initiative Report che mostra effetti nocivi non sono supportati da studi con follow up [per studi con follow up si intende studi nei quali individui o popolazioni vengono seguiti per valutare l'effetto di una esposizione ad un certo fattore ritenuto di rischio, o dell'applicazione di una procedura, preventiva o terapeutica, ma potrebbe significare anche studi nei quali le condizioni dei pazienti vengono seguite nel tempo, anche se questo  significato non sembra quello attinente al contesto - N.d.R.]- che sono generalmente molto più completi. La ripetibilità dei risultati è una caratteristica distintiva della scienza.
Da notare quale grave affermazione antiscientifica sia quella di dire che le persone non possono delegare le proprie decisioni a veri o presunti esperti del settore; dovrebbe invece essere ovvio pensare che, in un mondo in cui  scienziati differenti sostengono differenti punti di vista, le persone comuni  siano costrette a farsi una propria opinione ragionando anche in termini politici sulle finalità, sull'eticità, sulla sicurezza e sulla validità di una nuova tecnologia, nonché sui conflitti di interessi e sul giro di soldi che sta dietro le affermazioni degli "esperti del settore".

Quanto alla ripetibilità dei risultati chi ha scritto le righe qui sopra tradotte sta cercando di nascondere la realtà dei fatti e di travisare il senso delle parole di Cindy Sage. Come ci si può aspettare che i risultati di due esperimenti siano gli stessi se un esperimento viene portato avanti coi finanziamenti delle aziende direttamente implicate ed uno da esperti indipendenti?

Immaginate adesso un'industria che inquina coi suoi scarichi e scarti di lavorazione, ed immaginate che questa azienda finanzia degli studi tecnico-scientifici per misurare l'impatto sulla salute e sull'ambiente della propria attività. Ed immaginate che degli scienziati indipendenti abbiano fatto lo stesso tipo di studi ed accertamenti; immaginate che le conclusioni dello studio finanziato dall'industria minimizzi la sua pericolosità, mentre l'altro studio ne denunci il forte impatto negativo sulla salute e sull'ambiente. Ve la sentireste di dire che "bisogna aspettare che gli studi diano risultati concordi prima di bloccare l'attività dell'industria"?

Forse voi non lo sapete ancora, o non ci avete riflettuto, ma la quasi totalità degli studi sui farmaci pubblicati sulle riviste specializzate dopo "revisione autorevole" sono finanziati dalle case farmaceutiche. Se poi qualche ricercatore indipendente verifica la pericolosità di un farmaco il suo potrebbe essere l'unico studio critico nei confronti di quella sostanza in un mare di studi favorevoli.  E se qualcuno dimostra la pericolosità di un componente di un vaccino producendo due studi scientifici cosa fanno le aziende del settore? Realizzano esse stesse diversi studi che "causalmente" arrivano a "dimostrare" che la sostanza incriminata è innocua. E' successo, con lo squalene, coadiuvante sia nel vaccino contro l'influenza suina che nei nuovi vaccini anti-influenzali. Le prove documentate di questa storia le trovate raccolte in una serie di articoli specifici sullo squalene.

La Novartis, produttrice di vaccini allo squalene, pubblica uno "studio scientifico" che "dimostra" l'innocuità dello squalene

Per altro esistono anche degli "studi scientifici", a dir poco scandalosi, nei quali si dimostrerebbe  l'innocuità  di un conservante al mercurio  utilizzato nei vaccini (pensate un po', ci dicono di stare attenti al pesce al mercurio, proibiscono i termometri a mercurio, ma se lo mettono nei vaccini come conservante dovremmo pensare che sia innocuo),  ovviamente anche in questo caso gli studi che assolvono il conservante al mercurio sono realizzati, condotti o finanziati da enti o persone che hanno tutto l'interesse a negare il danno causato da certi prodotti.
 
Dovrebbe essere chiaro a questo punto che appellarsi al principio di ripetibilità e di consistenza delle ricerche scientifiche, diciamolo chiaramente, si fa un grosso favore a chi ha il potere di influenzare a proprio favore i risultati delle ricerche.

Quanto al discorso sugli studi con follow up sembra evidente che si cerchi di accampare scuse, perché se lo studio realizzato fornisce prove del danno, esso è ugualmente rilevante. In più ricordiamo che lo studio realizzato dalle aziende di telefonia, che potremmo a ragione definire uno studio con follow up, non ha assolto il cellulare, sebbene cerchi di minimizzarne gli effetti nocivi sulla salute. Per altro in tale studio la manipolazione statistica dei dati è palese dal momento che:
I vizi strutturali includono la definizione dei soggetti che hanno utilizzato telefoni portatili (che emettono le stesse radiazioni a micro-onde dei cellulari) come ‘non esposti’; l'esclusione di molti tipi di tumori [dei quali lo studio non ha conteggiato i casi, di modo tale che venisse sottostimato ovviamente il conteggio totale - N.d.T.]; l'esclusione delle persone che erano morte, o che erano troppo ammalate per essere intervistate a causa del tmore cerebrale di cui soffrivano; ed esclusione [dal conteggio dei casi di tumore] dei bambini e dei giovani, che sono i più vulnerabili.
E veniamo adesso ad un altra critica al rapporto Bio-initiative presente sul sito emfandhealth.com, che è poi, nel tipico stile dei disinformatori, una critica alla persona e non alle sue argomentazioni; una critica condotta ironizzando e dileggiando senza addurre prove, come possiamo renderci conto traducendo anche queste righe.


Ollie Johansson, un altro autore del rapporto Bio-Initiative, ha suggerito in un suo lavoro (vedi P 255) che il cancro al polmone non sia causato solo dal fumo. Egli in realtà ha suggerito che il cancro al polmone abbia iniziato ad aumentare solo sopo l'introduzione delle emissioni radio in FM [Modulazione di Frequenza] negli anni '50. Nel 2004, Ollie Johansson è stato premiato come "Mentitore dell'anno" dalla Skeptics Society Scozzese. Qui una citazione dalla motivazione di assegnazione del premio: "Olle Johansson riceve il premio come uno dei principlai rappresentanti dei fin troppi scienziati che, al fine di ricevere attenzione e di ricevere finanziamenti per le proprie attività, dissemina preoccupazioni tra le persone attraverso i mass-media presentando ipotesi non sostanziate dai fatti come se fossero dati reali. Secondo VoF, la ricerca di  Johansson sui campi elettromagnetici è di bassa qualità."
In queste poche righe molti avranno già notato un concentrato di illazioni di poca consistenza. Innanzitutto si mette in ridicolo la sua supposizione sul rapporto tra onde radio e cancro al polmone senza motivare questo rigetto a priori dell'ipotesi dello scienziato svedese.  Successivamente si da risalto ad un'associazione privata, la Skeptic Society, ed al suo modo di burlarsi dello scienziato, ma i riconoscimenti (negativi) assegnati da tale ente hanno lo stesso valore dei tapiri assegnati da "striscia la notizia". Altrettanto facile sarebbe affermare che la Skeptic Society ridicolizza Johansson e cerca di rassicurare la gente al fine di ricevere cospicui finanziamenti dalle aziende che fanno soldi con la tecnologia del wireless e della telefonia mobile.

Per altro si evita di ricordare che Ollie Johansson (che ha un proprio sito e riguardo al quale potete leggere anche diversi articoli in italiano in cui viene citato) ha prodotto diversi studi che sono stati revisionati prima di essere pubblicati sulle riviste specializzate


Eccoli:


Gangi S, Johansson O

A theoretical model based upon mast cells and histamine to explain the recently proclaimed sensitivity to electric and/or magnetic fields in humans 

(modello teorico basato sull'attività dei mastociti e dell'istamina per spiegare la sensibilità degli esseri umani ai campi elettricci e/o magnetici)

Medical Hypotheses 54: 663-671, 2000
(pubmed è un archivio governativo di ricerche mediche sottoposte a revisione autorevole)


Johansson O, Gangi S, Liang Y, Yoshimura K, Jing C, Liu P-Y

Cutaneous mast cells are altered in normal healthy volunteers sitting in front of ordinary TVs/PCs - results from open-field provocation experiments.

(I mastociti cutanei sono alterati nei volontari in buona salute che si siedono di fronte agli schermi ordinari di televisori e computer) 


Journal of Cutaneous Patholology 28: 513-519, 2001
Johansson O

Electrohypersensitivity: State-of-the-art of a functional impairment.

(Ipersensibilità elettrica: stato dell'arte di un danno funzionale)

Electromagnetic Biology and Medicine 25: 245-258, 2006
Johansson O

Evidence for effects on the immune system.

(prove degli effetti sul sistema immunitario)

In: The BioInitiative Report: A Rationale for a Biologically-based Public Exposure Standard for Electromagnetic Fields (ELF and RF) (eds. CF Blackman, M Blank, M Kundi, C Sage), 2007, Section 8, http://www.bioinitiative.org/

Del resto ci sarebbe molto da dire (e da ridire) sull'indipendenza di organizzazioni come la Skeptic Society, società analoga al nostrano CICAP ente cui appartiene quel Veronesi (ex ministro della sanità italiana) che ha il coraggio di definire innocui per la salute gli inceneritori, che come è noto, producono diossina, una sostanza altamente tossica per  l'uomo. Persino sul sito chlorophiles,  che è per altro dichiaratamente un sito legato alle industrie, la diossina è definita come "la sostanza chimica con il più alto contenuto tossico, creata dall'uomo come sottoprodotto dannoso di alcune reazioni chimiche e come sottoprodotto generico di qualsiasi forma di incenerimento".

Non stupirà a questo punto leggere sul sito del CICAP che le onde elettromagnetiche non arrecano danni alla salute (vedi  http://www.cicap.org/piemonte/cicap.php?section=articoli&tipo=articolo&tema=elettrosmog&nome=5_allarme_ripetitori  , dove viene affermato che:
Nessuna delle recenti revisioni della letteratura ha concluso che l'esposizione ai campi a radiofrequenza prodotti dai telefoni cellulari o dalle stazioni radio base provochi alcun effetto negativo sulla salute. Le norme di sicurezza mettono al riparo da tutti gli effetti nocivi accertati, legati al riscaldamento indotto nei tessuti biologici dall'assorbimento di energia elettromagnetica)

A quanto pare hanno la manìa di negare a tutti i costi e cercare di convincere la gente che viviamo in un mondo ideale dove le istituzioni si prendono sempre così amorevolmente cura del cittadino. Ma di questo discuteremo in maniera approfondita nel seguito dell'articolo.

giovedì 25 novembre 2010

APPELLO AI GENITORI CHE HANNO DONATO, NEL XVII ANNIVERSARIO DELL'ESPIANTO DI NOSTRO FIGLIO PAOLO


Sentiamo il dovere di dirvi che anche noi abbiamo, purtroppo, ceduto alla richiesta degli organi di nostro figlio Paolo che aveva 19 anni. Eravamo distrutti dal dolore ed abbiamo firmato. Mai decisione fu più sciagurata: noi tutti abbiamo ceduto i nostri figli per disinformazione e sfinimento di fronte alla pressione sanitaria dell'industria dei trapianti. Inconsapevolmente abbiamo fatto macellare, eviscerare, senza anestesia i nostri figli. I torturatori nei lager almeno non chiedevano ai genitori di firmare l’autorizzazione ad uccidere i figli.

I nostri figli sono stati sequestrati in rianimazione, soli senza i loro genitori, e poi uccisi in sala operatoria: “Il chirurgo affonda il coltello dal collo giù fino allo sterno e poi fino all’ombelico e poi fino all’inguine. Il cuore batte. I polmoni respirano. Il sangue circola. Il corpo è caldo. Si muove, cerca di reagire, ma per i chirurghi sono solo riflessi spinali da controllare con farmaci paralizzanti. Inesorabile la mano del boia spacca lo sterno, afferra il cuore che batte, e recide”. Così sono morti i nostri figli, indifesi e abbandonati non hanno potuto ricevere una carezza, l’ultimo bacio di mamma e papà. I loro corpi sono divenuti merce contesa da chi ha pregato per ottenere i loro organi. I nostri figli sono stati trattati peggio dei condannati a morte o degli animali al macello, perché almeno a questi viene risparmiata la tortura prolungata.
Tutti noi abbiamo dato quella firma perché ci hanno fatto credere di “fare il bene”: l’omertà mafiosa dell'industria dei trapianti ha vinto contro di noi.

Combattete perché nessun altro genitore soffra quello che oggi stiamo soffrendo per esserci fidati dei “coordinatori dei trapianti”, dei chirurghi/espiantatori e di tutti gli altri collaborazionisti: medici legali/rianimatori/neurologi, infermieri, giornalisti prezzolati e altri ancora che partecipano alla mattanza/espianto che spacciano per “donazione” di organi.

Questo modo di procedere tra furbizia ed inganni genera odio sociale, non amore.

Genitori che avete donato abbiate il coraggio, anche voi, di dire la verità e denunciare pubblicamente la vostra sofferenza: non soffocatela nei centri psichiatrici ad hoc istituiti.

Fermiamo questo cannibalismo moderno, camuffato da scienza.

I Genitori di Paolo Mondo
Stellio Mondo e Silvana Mergiani
Consigliera Nazionale

COMUNICATO STAMPA
ANNO XXVI - n.16
23 Novembre 2010
LEGA NAZIONALE CONTRO LA PREDAZIONE DI ORGANI
E LA MORTE A CUORE BATTENTE
24121 BERGAMO Pass. Canonici Lateranensi, 22
Tel. 035-219255 - Telefax 035-235660

Chi vuole sostenere l'Associazione può diventare socio o dare un libero contributo:
- Conto Corrente Postale è n° 18066241 intestato a Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi
- IBAN IT35 S076 0111 1000 0001 8066241, intestato a Lega Nazionale Contro la Predazione di Organi

mercoledì 24 novembre 2010

Sui rifiuti cade la maschera di Saviano ... il "paravento"

Articolo tratto dal sito casadellalegalita.org 
Parlando di "rifiuti" le ambiguità e la disinformazione di Saviano raggiunge l'apice... ed ancora una volta trasmette frammenti di verità, omissioni gravi ed anche qualche falsità grossolana. Un panorama, quello disegnato nella terza puntata di "Vieni via con me" da Saviano, che certamente è gradito al "sistema".

Schematicamente...

1) Saviano afferma che se si fa la raccolta differenziata in discarica va solo il 35% dei rifiuti. Falso assoluto... Solo un eco del dato che il "sistema" del business rifiuti spaccia come verità! Infatti quel dato è vero con una raccolta differenziata sporca e non organizzata, ovvero è il dato di quella percentuale che permette, con il perpetuarsi del "ciclo integrato", di avere quanto serve da "bruciare" perché qualcuno possa incassare i Cip6 ed i certificati verdi.

Con la raccolta differenziata spinta, ovvero con il porta a porta, ed un impianto pulito per il Recupero e Riciclo Totale, si supera il 93% di raccolta differenziata (e così in discarica ci va meno del 7%)! Questo dato, certo, certificato da molteplici esperienze, a partire da Vedelago (che serve un bacino di utenza di un milione di persone, con un impianto di 50 mila metri quadri), significa: creazione di occupazione, risparmio drastico delle spese pubbliche (degli Enti Locali e dei cittadini), recupero (e quindi risparmio) della materia, realizzazione di compost di qualità ed a basso costo, tutela di salute e ambiente.
Questi dati Saviano non li cita, nemmeno di striscio!....


2) Saviano afferma che con le discariche non si è risolto il problema dell'emergenza in Campania, ed è vero. Poi afferma che c'è un problema con le "ecoballe" (ovvero il cdr) e indica che il problema è che sono state fatte male e che ci vuole troppo tempo per smaltirne, cioè bruciarle, tutte. E poi afferma ancora che gli inceneritori non hanno risolto il problema perché non sono stati ancora realizzati, e quello di Acerra funziona solo con una linea. Poi aggiunge che sugli inceneritori ci sono "alcuni studiosi" che li ritengono pericolosi. Ma come? Saviano allora non si informa proprio oppure si informa male... e comunque sia il risultato è uno solo: informa male!


Primo e centrale problema (anche per quanto riguarda il Cdr) è che gli inceneritori producono patologie devastanti e cancro ... e non perché "alcuni studiosi" lo pensano, ma perché ci sono dati scientifici che lo certificano! Saviano pare non aver mai sentito i dati ufficiali che vengono forniti da oncologi, epidemiologi, pediatri ... dai Medici per l'Ambiente dell'ISDE. E qui Saviano non può non saperlo... non può non conoscere questo "dettaglio" (a meno che non parli solo per sentito dire e senza minimamente informarsi su ciò di cui parla).

3) Saviano afferma che tutti i rifiuti tossici finiscono in Campania e che le mafie occultano lì i rifiuti tossici ovunque, nelle fondamenti di palazzi e scuole, nelle cave e sotto le strade... o li spediscono attraverso il Porto di Napoli in Africa. Questo, tutto questo, è vero ... ma vero in parte. Infatti le imprese del nord (del centro e del sud) che smaltiscono illecitamente i rifiuti tossici con il "servizio a basso costo" delle mafie (tra cui anche la Camorra, ma non solo) lo fanno anche nella pianura padana (ci si è dimenticati delle aree per l'Expo 2015 di Milano riempite di rifiuti tossici?

Ci si è dimenticati delle aree dell'Emilia-Romagna riempite di amianto ed altri rifiuti speciali e terreni che sarebbero stati da bonificare? E delle coste e colline, dei fondali marini e delle fondamenta di aree destinate all'edilizia e spazi commerciali in Calabria, Sicilia e Liguria ci si è dimenticati ancora?. E delle "navi dei veleni" che partivano (e ancora partono) dai Porti di Livorno, di La Spezia, di Genova e Trieste, ci si è dimenticati? Ed ancora dei viaggi per la Cina dei rifiuti che poi ritornano come giocattoli o oggettistica attraverso i porti di Genova e Gioia Tauro? No, di tutto questo Saviano, ancora pare non sapere nulla.

E poi nessuna parola sulle responsabilità dei fatti accertati (oltre a quelle in corso di accertamento nei procedimenti penali in corso a Napoli), su ciò nessuna parola? Dei signori che hanno nomi e cognomi ben precisi nello scandalo rifiuti in Campania nulla. Non si è parlato di FIBE, FISIA, ASJA ed IMPREGILO ... Eppure ci sono risultanze documentali su questo (e sui viaggi lungo la tratta Napoli-Genova e ritorno). Eppure questi sono i signori che, parallelamente alla Camorra, hanno mangiato e mangiano con l'emergenza rifiuti ... seminando cancro e morte con percolato e diossine, e devastando il territorio e quindi l'economia fondata sulla terra (agricoltura e allevamenti).

No, di tutto questo nulla, manco una parola, meglio attaccare solo l'ectoplasma! Così come nessuna parola sui nuovi signori della monnezza che si chiamano Pizzimbone e che, acquistando il ramo rifiuti del colosso cooperativo Manutencoop, hanno conquistato una posizione dominante, in alcune aree del Paese, al Nord come al Sud, addirittura monopolista.

E della gestione clientelare siciliana con politica e mafia di nuovo a braccetto nello sperpero delle risorse pubbliche che producono emergenze che alimentano il business? Anche di questo nulla, silenzio assoluto ... anche qui Saviano non si addentra... così come non si addentra nel capitolo del socio del Cosentino Giovanni (fratello del Nicola), ovvero del colosso "rosso" della Hera spa che dall'Emilia-Romagna (dove ha gli inceneritori ed il monopolio del ciclo dei rifiuti) è scesa a Sparanise per costruire una centrale a turbogass senza che si levasse manco mezza protesta! Silenzio stampa anche sullo scandalo della ECOSAVONA che gestisce in regime di monopolio le discariche nel savonese, terra di mafia, portando i propri utili al suo socio di maggioranza che, passando dal Lussemburgo, è ben protetto da società anonime nelle Isole Vergini Britanniche.

Saviano le cose che contano le tace. Le informazioni che danno fastidio le tace. .. ed intanto parla di ciò che avvalla la politica sui rifiuti del "sistema". Questa volta la maschera è davvero caduta, oppure ancora una volta si vuole trovare una scusante?

E se volete sapere perché, oltre a tutto questo, Saviano è stato pienamente funzionale al "sistema" nel suo nuovo monologo andatevi a guardare il recente testo di modifica al Testo Unico Ambientale approvato dal Governo in carica (ed in attesa della firma del Presidente della Repubblica e quindi di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale)! Cosa dice? Semplice: il testo vigente è stato modificato per favorire il recupero energetico da rifiuti e permette ai Comuni di agire in deroga ai limiti di raccolta differenziata stabiliti dalla normativa! Anche questo "dettaglio" è sfuggito a Saviano e così si è dimenticato di dirlo durante il monologo, chiaro?! (leggete qui il documento del DNS distribuito dal CO.RE.RI. su questa nuova pagina della truffa italiana sui rifiuti - formato .pdf)

PS
Per chi vuol capire la realtà dell'emergenza rifiuti in Campania, non si legga Saviano, ma "Ecoballe" di Paolo Rabitti, così si capisce meglio che la Camorra è un tassello del problema in quella regione ma il business dei rifiuti ha soprattutto altri protagonisti... quei protagonisti che Saviano non osa nominare e che, come la Camorra, agiscono piegano la legalità al proprio profitto!

PS 2
Forse la puntata AnnoZero gestita da Santoro sui rifiuti che è stata uno spot straordinario per il "ciclo integrato" e promuovere l'incenerimento, non era bastata ed allora ecco che a continuare l'opera di disinformazione si è aggiunto il duo Fazio-Saviano!

PS 3
Saviano cita i dati di Legambiente, i grandi amici di Bertolaso, e già questo è un dato che dovrebbe far pensare... Non è vero che a Legambiente sono amici di Bertolaso? Non avete letto il comunicato stampa con cui Negambiente ringraziava Bertolaso? Eccolo qui, così almeno si capisce quanto sia ampia la rete del "sistema" anche tra quelli che si proclamano ambientalisti:

Roma, 11 novembre 2010
Comunicato stampa - Protezione Civile: Bertolaso lascia l'incarico
Legambiente: "Grazie per aver favorito prevenzione e messa in sicurezza".
"Ringraziamo Guido Bertolaso per l'impegno profuso in questi anni e la capacità di aver portato l'Italia ad avere una Protezione Civile modello a livello internazionale, sempre pronta a rispondere in modo adeguato alle emergenze del Paese".
Così Legambiente ha commentato le dimissioni rassegnate da Guido Bertolaso dalla carica di sottosegretario di stato alla Presidenza del Consiglio.

"Nel corso del suo mandato- ha commentato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente - il capo della Protezione Civile ha sempre sottolineato l'importanza delle attività di prevenzione e continua messa in sicurezza del territorio. Un orientamento che abbiamo apprezzato, perché costituisce l'unica vera strada per ottenere un Paese più sicuro". 



pubblichiamo la nota della Dott.ssa Patrizia Gentilini dell'Isde  "Saviano, i rifiuti e Christian Abbondanza"
 
Condivido ogni parola del commento scritto da Christian Abbondanza su Saviano circa la gestione dei rifiuti: vorrei che si capisse come tutto l'intervento di Saviano è stato  funzionale alla promozione del "ciclo integrato", ovvero quello che prevede una importante quota di rifiuti residui  da incenerire  (35%) e  - per chi non lo sapesse..-  l'utilizzo successivo  delle ceneri residue ... nel cemento! Così si perpetua  la  diabolica spirale di: distruzione di materia /danni gravissimi alla salute e all'ambiente/cementificazione del territorio. .. e mai si arresta lo scempio continuo di questo povero paese, ma quanto potrà  continuare tutto questo?

La strada da seguire è una altra e se si fanno le cose come si deve è ormai ampiamente dimostrato che  praticamente tutto può essere recuperato e - soprattutto- che non si deve mai percorrere  la strada della combustione!  Sono davvero dispiaciuta e mortificata per Saviano che si fa portavoce non del Bene Comune e di quanto da anni affermano Associazioni di Medici ed esperti indipendenti, ma di interessi che non sono certo quelli delle comunità.

Leggete la lettera aperta  di noi medici ai cittadini di Parma, le dichiarazioni fatte dall'oncologo francese, D. Belpomme, Presidente di ARTAC (link 1 e link 2).

O se ancora non vi basta vi riporto le parole del Prof David Kriebel del Dipartimento Salute ed Ambiente del Massachussets che ha commentato un recentissimo studio - pubblicato sulla rivista  Occup Environ Med -  condotto da ricercatori dell'Università di Lione in una area in cui sono attivi 21 inceneritori (studio che ha evidenziato su 304 neonati gravi difetti all'apparto genitale rischi statisticamente significativi -fino a quasi sei volte l'atteso- correlati all'esposizione alle diossine emesse dagli inceneritori).

Queste le parole del Prof Kriebel: " Lo studio.. suscita serie preoccupazioni in relazione ai rischi per la salute dovuti alle emissioni di impianti urbani di incenerimento dei rifiuti. Questo dato, combinato con l'evidenza di altri effetti negativi di questa tecnologia, dovrebbe essere di per sé determinante nella scelta della gestione dei rifiuti. Infatti,  oltre ad essere molto pericolosi per la salute,  tali impianti:
1) provocano la produzione di ceneri pesanti e scorie tossiche  comunque da smaltire;
2) contribuiscono al riscaldamento globale; [sic! anche i migliori si lasciano ingannare! N.d.R.]
3) impediscono  la riduzione dei rifiuti e il riciclaggio, poiché una volta che questi  impianti costosissimi sono stati costruiti , i gestori vogliono avere garantita una sorgente continua di rifiuti per alimentarli".


Io vivo in Romagna, l' "impero" di HERA:  non vi dico  le difficoltà che incontra l'attuale Amministrazione (che finalmente ha ascoltato i cittadini)  nell'attuazione della raccolta "porta a porta"!

E poi, scusate, basta con queste favole per bambini in cui -guarda caso- quando si parla di infiltrazioni criminali ci si "dimentica" sempre di ciò che accade nelle regioni "rosse"... a proposito di HERA,  perchè Saviano non cita anche "i suoi sporchi affari"?

[leggi anche Medici e inceneritori di Patrizia Gentilini]



Sulle puntate precedenti...

15.11.2010
Questa volta si sara' brevi sullo "strabismo" di Fazio e Saviano

09.11.2010
Il prodotto "Saviano" a chi ed a cosa serve... ed il vergognoso attacco ad Alfredo Galasso




Articoli su Saviano sul blog Scienzamarcia

Alcuni tristi verità sul famoso scrittore Roberto Saviano


Saviano, Al Gore ... e magari Gabbanelli e Santoro, passando per Paolo Barnard

Saviano reinventa la storia d'Italia in un programma prodotto da un'azienda di Silvio Berlusconi

martedì 23 novembre 2010

I bambini sono a rischio di tetano? Cosa possiamo fare per proteggerli adeguatamente? - Prima parte


Articolo tratto dal sito informasalus.it

Per rispondere a queste domande dobbiamo prima rispondere ad altre che pongono le premesse necessarie per poter dare una risposta in linea con le più recenti acquisizioni scientifiche:
1 - Quanti casi di tetano pediatrico ci sono in Italia?
2 - Qual è la mortalità di tetano pediatrico?
3 - Cosa fare in caso di una ferita a rischio?
4 - Esiste l’immunità naturale verso il tetano?
5 - Qual è la Soglia protettiva degli anticorpi contro il tetano?
6 - Come dovrebbe essere eseguita oggi la vaccinazione antitetanica?
7 - Quali sono i rischi della vaccinazione antitetanica?
8 - Ci sono alternative al vaccino?
9 - Quando è utile vaccinare contro il tetano un bambino?


Insieme al Dr. Eugenio Serravalle, pediatra, ho scritto il libretto "Vaccinare contro il tetano?" più che esauriente sulla vaccinazione antitetanica (1), ma qui desidero anticipare alcuni brevi e sintetici concetti che ritengo importanti. In questa prima parte risponderò alle prime 5 domande e in un articolo successivo alle altre 4.

1 - Quanti casi di tetano pediatrico ci sono in Italia?
La malattia tetanica è presente in tutto il mondo e si presenta in modo sporadico; è più frequente nei soggetti non vaccinati, ma può colpire anche persone parzialmente o anche completamente immunizzate dalla vaccinazione (2).

I dati italiani pubblicati dal nostro Ministero della Salute dal 1993 in poi illustrano chiaramente che oggi i casi di tetano semplicemente non esistono più in età pediatrica, mentre sono più frequenti tra gli adulti.
All’estero la situazione è sovrapponibile. In Germania, ad esempio, solo l’80% dei bambini sono vaccinati, eppure non esiste alcun caso di tetano pediatrico da più di 30 anni.


2 - Qual è la mortalità di tetano pediatrico?
La mortalità per tetano varia dal 10% al 20% (3), in adulti in condizioni di salute generale buone. È quasi sempre causata da scarsa igiene e insufficiente attenzione alla ferita subita. Ciò è confermato dal fatto che la mortalità è 150-200 volte maggiore nei Paesi in via di sviluppo rispetto i Paesi industrializzati.
Secondo dati americani ufficiali di circa 20 anni fa (4), la letalità varia in base all’età dei soggetti ammalatisi di tetano:
- è assente sotto i 20 anni di età;
- è del 2,3% nei pazienti di 20-39 anni;
- è del 17% tra quelli di 40-59 anni;
- sale a circa il 18% nei soggetti sopra i 60 anni;
- può avvicinarsi al 50% sopra gli 80 anni.


In Italia, negli anni 1994-2003, il 70% dei casi di tetano si è manifestato negli ultra 65enni (5).

La possibilità di guarigione nelle persone più giovani (forse grazie alla salute più robusta o a qualche fattore fisiologico che ancora non è stato chiaramente identificato) in genere è più elevata rispetto a quanto accade negli anziani (6).

Ancora oggi molti sostengono che la mortalità per tetano sarebbe minore tra i soggetti che hanno ricevuto almeno una o più dosi di vaccino antitetanico, ma questi dati non solo non sono confermati dagli studi epidemiologici, ma vengono contraddetti dallo studio dei CDC (Centers for Disease Control) di Atlanta (USA) (7).


3 - Cosa fare in caso di una ferita a rischio?
Nel caso di una ferita a rischio di infezione tetanica, la prima cosa da fare è pulire la ferita in modo adeguato.

È necessario quindi lavare la ferita con acqua corrente, farla sanguinare, asportare chirurgicamente le zone necrotiche (quando presenti) e poi disinfettare con abbondante acqua ossigenata.

Poi, è prassi comune somministrare le immunoglobuline tetaniche umane e consigliare successivamente la vaccinazione per qualsiasi trauma, anche di non rilevante entità. In realtà, nonostante sia vero che ci sono delle condizioni particolari che consiglierebbero caldamente una profilassi antitetanica d’urgenza, oggi sono in molti a ritenere che le immunoglobuline vengano spesso usate a sproposito (8) e che i protocolli sanitari per la somministrazione del vaccino antitetanico e delle immunoglobuline non solo siano complicati, ma soprattutto che non siano mai stati supportati da alcuno studio scientifico sperimentale (9).

Per cercare di evitare i pericoli dell’iperimmunizzazione (il cui rischio scatta a dosi molto personali), crediamo sia importante, prima di effettuare la vaccinazione antitetanica sia in soggetti che hanno già eseguito più di un inoculo, sia in quelli che hanno completato il ciclo da più di 5 anni, consigliare di effettuare il dosaggio plasmatico degli anticorpi antitetanici. A nostro avviso questo test sarebbe da eseguire anche prima di iniziare il ciclo primario di vaccinazione, perché in letteratura stanno emergendo dei dati inaspettati.


4 - Esiste l’immunità naturale verso il tetano?
Nella letteratura scientifica sono numerosi gli studi che esaminano l’entità degli anticorpi specifici contro il tetano per valutare l’efficacia delle campagne vaccinali. Al contrario, l’esistenza di una immunità naturale specifica nei confronti di questa malattia non è stata studiata in maniera approfondita. Per immunità naturale specifica si intende la presenza di anticorpi specifici contro il tetano nel sangue di soggetti che non sono mai stati vaccinati.
Nella nostra esperienza è sempre più frequente il riscontro di bambini mai vaccinati che però presentano un adeguato titolo anticorpale antitetanico nel sangue (cioè in quantità sufficiente per fornire una protezione immunitaria contro il tetano) (10).


5 - Qual è la Soglia protettiva degli anticorpi contro il tetano?
Avere una adeguata concentrazione della specifica antitossina antitetanica circolante nel sangue è ritenuta una sicura misura di profilassi della malattia. In molti studi epidemiologici è stato accertato che un livello di anti-tossina di 0,01 UI/ml di siero è sufficiente a conferire una protezione contro il tetano (11, 12).

Il nostro Ministero della Salute, nella circolare n° 16 dell’11 novembre 1996, stabilisce invece, che va considerato come protettivo un tasso plasmatico dieci volte maggiore e cioè uguale o superiore a 0,1 UI/ml. In seguito, a questo livello si sono uniformati i referti rilasciati da molti laboratori di analisi emato-chimiche.

Nel nostro libro (13) spieghiamo quindi come ci si deve comportare per essere certi di avere un adeguato titolo anticorpale contro il tetano.

Dr. Roberto Gava,
farmacologo

Bibliografia
1 - Gava R., Serravalle E. Vaccinare contro il tetano? Indicazioni, non indicazioni e controindicazioni della vaccinazione. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2010.
2 - Bartolozzi G. Vaccini e Vaccinazioni. 2a ed. Masson, Milano, 2005, pag. 834.
3 - Crone N. E., Reder A. T. Severe tetanus in immunized patients with high anti-tetanus titers. Neurology.1992; 42: 761-4.
4 - Centers for Disease Control. Tetanus surveillance. United States, 1989-1990. MMWR 1992; 41 (8): 1.
5 - Cfr. Piano Nazionale Vaccini: aggiornamento 2005.
6 - Fair E. et al. Philosophic objection to vaccination as a risk for tetanus among children younger than 15 years. Pediatrics 2002; 109: 2.
7 - Centers for Disease Control. Tetanus Surveillance. United States 1998-2000. MMWR 2003; 52 (SS-3): 1-8.
8 - Liguori G., Marinelli A., Alfieri R. et al. Sul miglioramento della profilassi antitetanica e corretta allocazione delle risorse sanitarie riducendo l’utilizzo delle Ig specifiche. 40° Congresso Nazionale SitI, Cernobbio, settembre 2003.
9 - Chikhani CG, Kumar K Tetanus booster every 5 years: an unnecessary routine? Arch of Emerg Medicine 1988; 5: 4-11.
10 - Talan D. A. et al. Tetanus immunity and physician compliance with tetanus prophylaxis practices among emergency department patients presenting with wounds. Ann Emerg Med 2004; 43: 305.
11 - Chikhani C. G., Kumar K. Tetanus booster every 5 years: an unnecessary routine? Archives of Emergency Medicine 1998; 5: 4-11.
12 - Tasman A., Huygen F. J. A. Immunization against tetanus of patients given injection of antiserum. Bulletin of the World Health Organisation 1962; 26: 397-407
13 - Gava R., Serravalle E. Vaccinare contro il tetano? Indicazioni, non indicazioni e controindicazioni della vaccinazione. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2010.



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