Apprendiamo dai media statunitensi che l'ignegnere nucleare Rodger Lynn Dickey, 56 anni si sarebbe suicidato lanciandosi da un ponte. Molto strano che di questi tempi in cui le centrali nucleari giapponesi rilasciano nubi radioattive, con sistemi di sicurezza che non funzionano, governi ed istituzioni scientifiche che cercano di camuffare la verità, dopo un terremoto anch'esso a dir poco molto strano, per non dire sicuramente artificiale, muoia suicida un esperto ingengere nucleare all'apice della carriera con 30 anni di esperienza nel settore.
Mr. Dickey ha esperienza di progettazione delle centrali nucleari, e si è occupato di valutazione dei fattori di rischio e di sicurezza delle centrali, di smaltimento delle scorie nucleari, radioprotezione, lavorando sia presso imprese private che nel settore governativo.
Forse Rodger Dickey sapeva qualche segreto che si è portato nella tomba? Forse qualcuno temeva che spiegasse, dall'alto delle sue conoscenze sul campo, che razza di presa in giro globale siano le notizie ufficiali sullo stato delle centrali nucleari del Giappone danneggiate dal terremoto? Difficile avere certezze, legittimo avere dei dubbi e nutrire dei sospetti.
Se qualcuno ha qualche notizia in più su questo strano "suicidio" si faccia vivo.






1 commenti:
Il legame tra il mercato delle centrali nucleari-sicurezza e i suicidi a quanto pare non sono casi isolati, più che altro coperti:
Liberalizzazzione del mercato energetico suicida
Il contadino apprende che in Francia uno al giorni si toglie la vita per motivi di lavoro negli ultimi anni. Fatto già grave in sé che dice molto su come roviniamo tutto, ma se il lavoro in questione è quello delicato in una della numerose centrali nucleari la cosa diventa micidiale. La stessa storia come dappertutto, iniziato dal pensieri odierno di liberalizzazione, competitività a taglio dei costi che non tiene conto che i sistemi che si va a toccare sono più complessi che si pensa non ultimo perché ci lavorano magari delle persone vive in carne ed ossa e purtroppo animadotata.
Nella centrale di Chinon ci sono stati 4 suicidi in 2 anni e mezzo. Razionalizzazzione del lavoro, centralizzazione della gestione dei ricambi con effetti del tipo sovietico: non ci sono disponibili sempre i pezzi necessari. Se per esempio si brucia una scheda di memoria di un computer a volte si salda alla meglio, altri pezzi gli comprano pure al prossimo do-it-yourself: dover pasticciare così in una centrale nucleare diventa un peso enorme per le persone che si sentono responsabili del lavoro che fanno.
Il figlio di un tecnico morto ora chiede il riconoscimento del suicidio del padre come malattia professionale, morte causato dalle misure neocon negli ultimi sette anni.
I lavori pericolosi subappaltati, turni di lavoro sempre più massacranti, riduzione del personale: questi ingredienti faranno saltare una centrale, alla fine; è solo questione di tempo.
http://www.vogliaditerra.com/archivio/2007/07/liberalizzazzione-del-mercato-energetico-suicida/
Saltando di palo in frasca, ma non troppo, riguardo l'Italia e lungi dall'essere una battuta sui casi descritti, mi permetto di dire che anche l'avere Umberto Veronesi presidente dell'Agenzia per la sicurezza nucleare, è in un certo senso un suicidio.
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