giovedì 30 giugno 2011

Irrorazioni domenicali: la prova delle scie chimiche nell'assoluta irregolarità del fenomeno e nuove strategie di dissimulazione


In queste ultime settimane diverse persone mi hanno scritto per riferirmi che nelle ultime domeniche il traffico di aerei é letteralmente impazzito, diventando a volte persino 4 o 5 volte più intenso che negli altri giorni, e praticamente tutti questi aerei avevano al seguito una scia bianca. Anche io ho osservato questo fenomeno ed in particolar modo ho avuto modo di verificare la scorsa domenica un aereo con scia ogni minuto nei cieli della Lombardia.

Ovviamente potrei mettere immagini su immagini di queste incursioni aeree, di queste coppie di aerei che passano nel cielo rischiando di scontrarsi o volando assieme (altro che aerei civili), ma quello che è importante è osservare coi propri occhi e mostrare alla gente intorno a noi ciò che avviene nel cielo, facendo notare come una frequenza così irregolare non sia assolutamente compatibile con un normale traffico aereo civile (la registrazione video e lo scatto di fotografie in pieno sole per altro non è facile per chi non ha esperienza nel campo, ma al più presto metterò on line alcune di queste immagini).


Domenica scorsa ed anche nelle precedenti c'è stata in molte zone d'Italia una vera e propria incursione di questi aerei che volano bassissimo rilasciando bianche scie, scie che, per quanto fossero per lo più di breve durata, non erano certo scie di condensa: e come mai potrebbe essere d'estate a bassissima quota? Per altro che traffico aereo civile sarebbe mai questo, con aerei che fino alle 10 di mattina passano di rado e poi d'un tratto passano al ritmo di uno al minuto rilasciando scie bianche?

Evidentemente quelle che vediamo non sono scie di condensa, bensì scie che derivano dall'irrorazione intenzionale di composti chimici, come a colpire deliberatamente la popolazione che in una domenica d'estate esce fuori dalle proprie case per quella che crede sia aria pura. Ogni altra interpretazione ovviamente è indifendibile, visto che il lunedì successivo il traffico aereo si è ridotto ad un quarto di quello domenicale, visto che le scie bianche erano spesso interrotte (il motore difettoso e l'aereo che continua a tirare dritto senza perdere quota?)

Di fronte a questo scenario come fare ancora a dare credito ai personaggi del calibro di Gianni Comoretto (CICAP) che, nel tentativo di negare le scie chimiche, afferma che il traffico aereo è costante?
Purtroppo molta gente che pur si rende conto della realtà delle scie chimiche tende a considerare "scie di condensa" quelle scie che scompaiono dopo pochi secondi, tralasciando di verificare la quota ridicolmente bassa dell'aereo che le emette, il suo essere accompagnato ad altri aerei, il suo rumore roboante che prova la bassa quota di sorvolo, la frequenza assolutamente irregolare del traffico aereo, che ormai consiste quasi totalmente di aerei con scia (chimica).

L'osservazione costante nel tempo fa comprendere come il 99 per cento delle scie che vediamo al giorno d'oggi nei nostri cieli è una scia chimica.

Da notare infine come siano comparsi in questi giorni (e come siano stati presenti in discreta quantità in queste incursioni aeree domenicali, degli aerei dotati di nuove tecnologie di dissimulazione, che volano generalmente a bassa quota, e la cui scia è quasi invisibile ad una prima osservazione. Tuttavia se si fissa con attenzione la rotta dell’aereo dopo qualche secondo si scopre la scia dissimulata. Per altro osservando la zona in cui avvengono alcuni passaggi ripetuti di questi aerei si vede formare dopo un po’ la caratteristica “velatura” (artificiale), ovvero la permanenza di qualcosa in sospensione nell’aria che persiste per ore, come di pennellature biancastre nell’azzurro del cielo. Come ripeto con insistenza da tempo, solo la costante ed accurata osservazione del cielo permette di comprendere quello che stanno facendo, e permette di sbugiardare “esperti”, dj, meteorologi e ministri che negano l’esistenza delle scie chimiche.

La fisica non è una scienza astratta, in fisica la prova definitiva è quella sperimentale (che può comprovare o confutare le nostre o le altrui congetture): quando la “congettura delle scie di condensa” prevede traffico aereo regolare, scie che si verificano solo ad alta quota, scie solo negli spazi dei corridoi aerei, e noi verifichiamo invece l’esistenza di traffico irregolare, scie a bassissima quota, scie su qualsiasi zona dei cieli della nazione, non possiamo che rigettare tale congettura e comprovare invece l’esistenza del fenomeno delle scie chimiche, che per altro è un fenomeno storicamente documentato ed ammesso in certi casi persino dalle autorità competenti.

Val di Susa: la realizzazione della TAV ha due scopi sicuri, quello di avvelenare la popolazione e quello di fare indebitare gli Italiani

Qui di seguito il testo di una mail pervenutami che prontamente divulgo, a seguito alcune mie riflessioni



In Val di Susa c'è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità. Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un'opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di Messina. TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA.

Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7. Non mi dilungo sull'impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall'Enel perché ricca di Uranio, ma vi informo di questo: i soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2 % ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l'ha messa?
Voi!! o se preferite lo Stato italiano! entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l'opera.
45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l'estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli.Siete pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l'acqua minerale di lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi sullo scaffale del vostro supermercato?

A proposito ... non passeranno dalla Val di Susa le merci. Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una cattedrale nel deserto.

Per chi vuole saperne di più:
http://www.notav.eu



Nel messaggio precedente si fa cenno ad una problematica che viene quasi sempre celata dai mass media e dai telegiornali in particolare, ovvero il fatto che i lavori per la realizzazione della famigerata TAV comporteranno un forte avvelenamento da fibre di amianto. Mentre per legge è vietato rimuovere l’amianto dai fabbricati senza ricorrere ad opportune misure di sicurezza e particolari cautele nello smaltimento, quando è lo stato che deve compiere lavori che causano il rilascio di amianto nell’ambiente tutte le cautele e le norme di legge vanno a farsi benedire. La situazione sembrerebbe paradossale se non si fosse a conoscenza delle attività clandestine dell’aeronautica incivile, ovvero del rilascio intenzionale di sostanze chimiche velenose nell’atmosfera. Possiamo davvero credere che il folle progetto della TAV si realizzi solo per tutelare gli interessi economici di alcune lobby? Forse, ma quale governo con un minimo di senno proseguirebbe testardamente a difendere un progetto che dissangua le casse dello stato in un simile momento di crisi, ottenendo per di più il risultato di inimicarsi gli abitati di una valle intera?

Chi non è a conoscenza della questione del signoraggio forse non riesce a capire bene ciò che sta succedendo, e che dovrebbe essere palese dopo quanto sta avvenendo in Grecia (NB: Italia, Spagna e Portogallo sembrano prossime a seguire le orme della Grecia): per il sistema finanziario e bancario internazionale ogni indebitamento altrui è un credito su cui vantare proficui interessi, ed in caso di insolvenza si possono aggiungere dei ricatti tali da costringere un intero paese a svendere il proprio patrimonio con le privatizzazioni e ad obbedire a rigidi diktat che portano l’intera economia di un paese ad obbedire alle regole volute dalle persone più ricche e potenti del mondo. Insomma è possibile così ristrutturare l’economia in funzione degli interessi di pochi che divengono sempre più palesemente i veri detentori del potere tramite le loro strutture quali la BCE (banca centrale europea, BANCA PRIVATA) o il FMI (fondo monetario internazionale, organismo sostanzialmente costituito da persone influenti nel campo della finanza che non ha niente di democratico o di rappresentativo). Ciò dovrebbe far capire ancora di più che la presente crisi finanziaria è stata artificialmente creata.

Insomma avvelenare la gente (per indebolirla psico-fisicamente e sfoltire la popolazione) e indebitarla sembrano essere i reali obiettivi di chi governa questo pianeta. Il progetto finale sembra quello del Nuovo Ordine Mondiale.

mercoledì 29 giugno 2011

Assolti gli psichiatri rinviati a giudizio per la morte di Giuseppe Casu

Non ho mai espresso fiducia nella giustizia, a dispetto di molti politici che si possono permettere simili affermazioni perché loro la giustizia sanno come ammaestrarla; già diverse volte ho denunciato il reato di sequestro di persona da parte di psichiatri che tenevano reclusi dei pazienti non sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio (T.S.O.), l’uso di violenza sui pazienti da parte di psichiatri che li tenevano illegalmente legati al letto.

Adesso arriva la conferma che i tribunali fin troppo spesso non servono a fare giustizia. Leggete il comunicato del Comitato Giuseppe Casu e pensate a come potrebbero mai dei giudici di un tribunale condannare i militari, i piloti, i disinformatori e gli agenti dei servizi che cooperano al rilascio intenzionale di veleni da parte di aerei privi di segni di identificazione.



IL GIUDICE NESPOLI ASSOLVE

Questa sentenza ci riempie di amarezza. Questa sentenza non ha il potere di cambiare il passato, la realtà di ciò che è accaduto. La nostra condanna per il trattamento disumano subito da Giuseppe Casu resta immutata ed è sempre stata a prescindere da qualsiasi giudizio o sentenza emesso in una qualunque aula di tribunale. Riteniamo il giudizio espresso da medici e dirigenti medici della ASL 8 , nonchè dai periti del giudice condivisibile; ovvero la condotta medica è censurabile sotto il profilo medico oltrechè etico, ovvero esiste un nesso tra il trattamento subito da Giuseppe e la sua morte, ovvero Giuseppe non doveva morire così. Quest'uomo è entrato sano in un ospedale ed è morto pesantemente sedato e legato ad un letto di contenzione. Ha trascorso sette giorni legato senza poter mangiare, nè bere, nè alzarsi in pedi, camminare, fumare, urinare da solo. Abbiamo sostenuto i familiari in questo processo solo perchè lo ritenevamo l'unico modo per far conoscere ai cagliaritani e agli italiani la storia agghiacciante di Giuseppe. Noi del comitato abbiamo fiducia nelle persone libere di pensare e sentire, libere di esprimere un giudizio.

Questa sentenza premia gli psichiatri che praticano ancora oggi nel 2011 la contenzione fisica, questa sentenza premia la condotta negligente di chi non compila le cartelle cliniche, di chi non fa un elettrocardiogramma prima di dare farmaci pericolosi, di chi non fa una radiografia prescritta all'interno delle mura di un ospedale, premia la sparizione di parti anatomiche utili a dimostrare la causa di morte di Giuseppe. Questa sentenza premia chi pensa di poter fare quello che vuole alla faccia dell'intelligenza di tutti. Questa sentenza ci lascia dentro un grande senso di giustizia negata e una profonda sfiducia.

IL COMITATO GIUSEPPE CASU



Maggiori in formazioni sulla vicenda di Giuseppe Casu al link
http://www.reti-invisibili.net/giuseppecasu/

e sul sito gestito dalla figlia di Giuseppe
http://veritaxmiopadre.blogspot.com/

lunedì 27 giugno 2011

Maria Grazia Cutuli, la giornalista che denunciò le connessioni tra pedofili ed alta società belga, e che fu uccisa in un agguato


Maria Grazia Cutuli era una coraggiosa giornalista siciliana che lavorava come inviata del Corriere della Sera. Una giornalista coraggiosa perché non ha avuto esitazioni a svolgere il suo lavoro di cronista in diversi teatri di guerra come la Bosnia e l'Afghanistan (e questo forse lo sanno e lo ricordano molte persone) ma perché ha denunciato senza mezzi termini l'orrore della pedofilia. A dire il vero a fatto anche di più, perché  a parole tutti sono bravi, è facile infatti fare denuncie generiche e condannare pubblicamente certi orrori (ed infatti lo fanno in molti, persino quelli che nel segreto della propria vita privata abusano di quei poveri esseri innocenti). Maria Grazia Cutuli invece aveva fatto di più, aveva fatto una seria indagine giornalistica, tanto seria che nemmeno la magistratura e la polizia del Belgio avevano dimostrato tanta serietà.

Nel suo articolo scritto (casualmente?) tre mesi prima di essere uccisa in un agguato in Afghanistan ed intitolato Caso Dutroux, giustizia non è fatta Maria Grazia denunciava che: A cinque anni dall’ arresto del «mostro di Marcinelle», l’ inchiesta sui pedofili belgi si è arenata. Il processo all’ uomo accusato di aver stuprato e ucciso quattro bambine continua a slittare. Sono stati sospesi investigatori, screditati testimoni «scomodi», minacciati i parlamentari che indagano sulla vicenda"

E più precisamente che Appare un terzo personaggio, Marc Nihoul, il «principe della notte», sospettato di far da tramite in un commercio di minorenni tra Dutroux e le «alte sfere». Il Paese è sotto choc. Spuntano connessioni internazionali. Scenari foschi dove si materializzano incubi orgiastici, sadismi insospettabili, ma anche interessi d' altro genere. Il Belgio, quartiere generale dell' Unione Europea, della Nato, di migliaia di multinazionali, scopre che dietro l' affare della pedofilia si potrebbe nascondere una rete criminale che mina lo Stato dai vertici alle fondamenta. Cinque anni dopo, nessun imputato è alla sbarra. I grossi nomi sono spariti dai dossier. Le connivenze sospette sono accantonate.

E ancora Libero invece Nihoul, che continua a mandare messaggi ben indirizzati: «E' vero - ammette durante un' intervista televisiva - ho frequentato club dove si tenevano orge. Ho incontrato ministri, magistrati, gente piazzata ancora più in alto». La casa reale? Anche questo è uno dei fantasmi che ossessionano il Belgio. Eppure all' inizio l' inchiesta parte bene. Un magistrato zelante, Jean Marc Connerotte, in brevissimo tempo riesce a trovare Sabine e Laetitia e a scoprire i quattro omicidi. La sua rimozione ad ottobre 1996, per aver partecipato a una spaghettata con i parenti delle vittime, fa esplodere la piazza: 600 mila persone protestano davanti al palazzo di Giustizia. Comincia l' affossamento: l' investigatore Patrick De Baets e il suo aiutante Eimé Bille, dopo aver ascoltato una decina di testimoni che chiamano in ballo il jet set belga, vengono messi da parte e accusati di malversazioni (...) La sua cliente, Régina Louf, testimone «X1», ha cominciato a parlare l' anno prima. «Aveva riconosciuto Dutroux e Nihoul alla televisione. Voleva raccontare quello che sapeva degli ambienti pedofili». E' stata violentata e venduta sin da bambina, Régina Louf. Dice di aver preso parte a orge con altri minorenni, di aver visto ragazzini costretti ad accoppiarsi con cani, torturati, uccisi. Ma soprattutto sostiene di aver riconosciuto Nihoul tra gli assassini di una sua amica, Christine van Hees, 16 anni, ritrovata carbonizzata nel 1984. «Régine è stata dichiarata pazza - racconta l' avvocatessa -. E anche noi legali abbiamo passato anni a difenderci dalle accuse».

Insomma possiamo pensare che la giornalista M. G. Cutuli si sia spinta un po' troppo in là? Che come Ilaria Alpi abbia dato fastidio a qualcuno e sia stata assassinata in un paese in guerra laddovve è facile far passare tutto per un incidente?

Forse sì, forse no, difficile esserne certi. In ogni caso consiglio a tutti di ascoltare le testimonianze riportate sul sito di radio radicale  Pedofilia: Denuncie e testimonanze sul "caso Belgio" con Olivier Dupuis e Regina Louf, documento sonoro della trasmissione di Radio Radicale, condotta in studio da Giovanna Reanda e Roberto Spagnoli, sul caso dei bambini vittime in Belgio, oltreché di "una rete di pedofili", anche di vere e proprie partite di caccia con cani doberman nei boschi bruxellesi. In particolare, la testimonianza di Regian Louf, testimone e protagonista controversa della vicenda belga.

Se la gente tutta sapesse queste cose si meraviglierebbe poi tanto di scoprire che i padroni del mondo, coinvolti in questi turpi scenari, hanno permesso l'uso delle scie chimiche sulla popolazione?

Leggi anche l'articolo precedente sulla questione.

sabato 25 giugno 2011

Uno storico smonta il mito di Gandhi, il "pacifista" che appoggiò la guerra contro gli Zulu e reclutò soldati per il conflitto mondiale


Il docente universitario Domenico Losurdo ha scritto un interessante libro dal titolo Non violenza, una storia fuori dal mito. Pur non condividendo molte delle sue interpretazioni non possiamo fare a meno di apprezzare la corretta disamina della realtà dei fatti per quanto riguarda l'opera di Gandhi, il cosiddetto "non-violento" che applaude a tutte le guerre della sua epoca fino a diventare reclutatore di soldati. I fatti in tale questione sono fondamentali, e benchè le interpretazioni siano soggettive, il fatto che Gandhi sia stato guerrafondaio sia nelle parole che nelle azioni non lascia spazio a molte interpretazioni.

Per tante cose mi sento molto distante dalle interpretazioni che il professor Losurdo fa dei fatti storici: il suo delineare in maniera abbastanza positiva Lenin (una persona che ha preso in giro tutti i sinceri rivoluzionari russi che desideravano il governo del popolo e non dell'élite di un partito), il suo credere che ci possano essere rivoluzioni autentiche e popolari che non siano create dai poteri occulti. Ma Losurdo non ha mai trattato le tematiche della cospirazione e la questione del Nuovo Ordine Mondiale, non sappiamo dire se per per mancanza di coraggio o per pregiudizi; d'altronde per un materialista storico è impossibile trattare certe tematiche senza dovere rinnegare la propria fede comunista.

Ma veniamo ad alcuni brani significativi di una intervista a Losurdo realizzata da Marie-Ange Patrizio.



Non-violenza, lotta per la pace e «rivoluzioni colorate»

Marie-Ange Patrizio : Il tema della non-violenza ci fa subito pensare a Gandhi: qual è il giudizio che esprimi su questa grande personalità storica?

Domenico Losurdo : Occorre distinguere due fasi nell’evoluzione di Gandhi. Nel corso della prima egli non pensa affatto a un’emancipazione generale dei popoli coloniali. Chiama invece la potenza coloniale, la Gran Bretagna, a non confondere il popolo indiano, che al pari degli inglesi può vantare un’antica civiltà e origini razziali «ariane», coi neri, anzi coi «rozzi cafri, la cui occupazione è la caccia e la cui sola ambizione è di radunare un certo numero di capi di bestiame al fine di acquistare una moglie per poi trascorrere un’esistenza di indolenza e nudità». Pur di conseguire la cooptazione nella razza dominante, nel popolo dei signori (ariani e bianchi), agli inizi del Novecento Gandhi chiama i suoi connazionali a mettersi al servizio dell’esercito imperiale impegnato in una feroce repressione a danno degli zulù. Soprattutto, in occasione della prima guerra mondiale il presunto campione della non-violenza si propone di reclutare cinquecentomila uomini per l’esercito britannico e lo fa con tanto zelo da scrivere al segretario personale del vicerè: «Ho l’impressione che se divenissi il vostro reclutatore capo, potrei sommergervi di uomini». E rivolgendosi sia ai suoi connazionali sia al viceré Gandhi insiste in modo persino ossessivo sulla disponibilità al sacrificio di cui è chiamato a dar prova un intero popolo: occorre «offrire il nostro appoggio totale e deciso all’Impero»; l’India deve essere pronta a «offrire nell’ora critica tutti i suoi figli validi in sacrificio all’Impero», a «offrire tutti i suoi figli idonei come sacrificio per l’Impero in questo suo momento critico»; «dobbiamo dare per la difesa dell’Impero ogni uomo di cui disponiamo». Con ferrea coerenza (bellica) Gandhi si augura che ad arruolarsi e a partecipare alla guerra siano anche i suoi figli.

Marie-Ange Patrizio : A tale proposito tu metti a confronto l’atteggiamento di Gandhi con quello assunto dal movimento antimilitarista di ispirazione socialista e marxista, ed è quest’ultimo a fare una bella figura.

Domenico Losurdo : Sì, a confutazione del mito per cui il marxismo sarebbe sinonimo di culto della violenza, io rinvio in particolare alla figura di Karl Liebknecht (che sarà poi uno dei fondatori del Partito Comunista Tedesco, prima di essere assassinato assieme a Rosa Luxemburg). Ebbene, dopo aver a lungo lottato contro il riarmo e i preparativi di guerra, chiamato al fronte, prima di essere arrestato a causa del suo pacifismo, Liebknecht invia una serie di lettere alla moglie e ai figli: «Io non sparerò […] Io non tirerò anche se mi fosse ordinato di tirare. Mi si potrebbe per questo fucilare».

Marie-Ange Patrizio : Resta il fatto che Liebknecht finisce col salutare la violenza della rivoluzione d’ottobre scatenata da Lenin.

Domenico Losurdo : Intanto, occorre non perdere di vista il fatto che, al momento dello scoppio della prima guerra mondile, ben lungi dal celebrare alla maniera di Gandhi il valore della vita militare e del combattimento al fronte, Lenin esprime «profonda amarezza». La speranza, morale prima ancora che politica, rinasce in lui grazie a un fenomeno che forse potrebbe inceppare la macchina infernale della violenza: è la «fraternizzazione fra i soldati delle nazioni belligeranti, persino nelle trincee». Lenin scrive: «E’ bene che i soldati maledicano la guerra. E’ bene che essi esigano la pace. La fraternizzazione su un fronte può e deve diventare fraternizzazione su tutti i fronti. L’armistizio di fatto su un fronte può e deve diventare armistizio di fatto su tutti i fronti».Purtroppo, anche questa speranza va delusa: i governi belligeranti trattano la fraternizzazione alla stregua di un tradimento. A questo punto si tratta di scegliere non tra violenza e nonviolenza, bensì tra la violenza della continuazione della guerra da un lato e la violenza della rivoluzione chiamata a porre fine all’insensata carneficina dall’altro lato. I dilemmi morali di Lenin non sono diversi dai dilemmi morali affrontati negli Usa dai pacifisti cristiani dei primi decenni dell’Ottocento (è da questo capitolo di storia che prende le mosse il mio libro). Contrari a ogni forma di violenza e alla schiavitù dei neri (essa stessa espressione di violenza), mentre si delinea e poi divampa la Guerra di secessione i pacifisti cristiani sono chiamati a operare una scelta tragica: appoggiare direttamente o indirettamente la continuazione di quella forma particolarmente orribile di violenza che è l’istituto della schiavitù oppure aderire a quella sorta di rivoluzione abolizionista che finisce con l’essere la guerra dell’Unione? I pacifisti più maturi scelgono questo secondo corno del dilemma, atteggiandosi così in modo non diverso da quello che più tardi caratterizzerà Lenin, Liebknecht e i bolscevichi nel loro complesso.

Marie-Ange Patrizio : Abbiamo lasciato Gandhi nel ruolo di reclutatore capo al servizio dell’esercito britannico da lui assunto nel corso del primo conflitto mondiale. Tu hai paralato però di una seconda fase della sua evoluzione. Quando e in che modo interviene la svolta?

Domenico Losurdo : A determinarla sono due avvenimenti, uno di carattere internazionale, l’altro nazionale. La rivoluzione d’ottobre e la diffusione dell’agitazione comunista nelle colonie e nella stessa India costituiscono un formidabile colpo di piccone all’ideologia della piramide razziale e fanno apparire obsoleta l’aspirazione alla cooptazione nella razza bianca o ariana, che ora deve fronteggiare la rivolta generalizzata dei popoli di colore. Ma a svolgere un ruolo decisivo è soprattutto un’esperienza diretta e dolorosa per il popolo indiano. Esso aveva sperato di migliorare la sua condizione combattendo valorosamente nell’esercito britannico nel corso della prima guerra mondiale. Sennonché, conclusesi appena le celebrazioni per la vittoria, nella primavera del 1919 il potere coloniale si rende responsabile del massacro di Amritsar, che non solo costa la vita a centinaia di indiani inermi, ma comporta anche una terribile umiliazione nazionale e razziale, con l’obbligo per gli abitanti della città ribelle di doversi trascinare a quattro zampe per tornare a casa o uscirne. Per dirla con Gandhi, «uomini e donne innocenti furono obbligati a strisciare come vermi, sul ventre». Ne scaturisce un’ondata di indignazione per le umiliazioni, lo sfruttamento e l’oppressione inflitti dall’Impero britannico: il suo comportamento è un «crimine contro l’umanità, che forse non trova paralleli nella storia». Tutto ciò fa dileguare tra gli indiani il desiderio di essere cooptati in una razza dominante che ora appare odiosa e capace di ogni infamia


Marie-Ange Patrizio : A partire da questo momento Gandhi prende realmente sul serio la sua professione di non-violenza?


Domenico Losurdo : In realtà, nel secondo Gandhi è tutt’altro che dileguata la disponibilità a chiamare i suoi connazionali ad accorrere sui campi di battaglia a fianco della Gran Bretagna; ma ora questa chiamata alle armi pone come condizione preliminare la concessione dell’indipendenza all’India. E’ invece difficile immaginarsi il secondo Gandhi promuovere la partecipazione dei suoi connazionali alla repressione di una rivolta come quella degli zulù (un popolo crudelmente oppresso dal colonialismo). A partire dalla rivoluzione d’ottobre e dalla repressione di Amritsar il movimento indipendendista indiano è parte integrante del movimento di liberazione nazionale dei popoli oppressi. E Gandhi s’identifica a pieno con tale movimento senza procedere a una lacerazione tra violenti e non-violenti. Nel giugno 1942 egli esprime la sua «profonda simpatia» e la sua «ammirazione per l’eroica lotta e gli infiniti sacrifici» del popolo cinese, deciso a difendere «la libertà e l’integrità» del paese. E’ una dichiarazione contenuta in una lettera indirizzata a Chiang Kai-shek, che in questo momento è alleato del Partito comunista cinese. Ancora nel settembre 1946 – nel frattempo Churchill ha aperto la Guerra fredda con il suo discorso a Fulton – Gandhi esprime simpatia per il «grande popolo» dell’Unione Sovietica, diretta da «un grande uomo quale Stalin».

giovedì 23 giugno 2011

Le istituzioni cercano di far tacere il PM Paolo Ferraro, che denuncia l'esistenza di «una setta satanica massonica in ambito militare» che potrebbe avere connessioni con l’assassinio di Melania Rea

Sembra proprio che dietro ogni delitto di cui i media si occupano con insistenza ci siano dietro trame sataniche;  nel caso di Yara era trapelato qualcosa anche se poi  le istituzioni ed i media hanno ridimensionato e negato.

Questa volta arriva addirittura un Magistrato che parla di una setta satanica massonica in ambito militare; chissà come mai costui  viene prontamente sottoposto a misure disciplinari? Qui di seguito un articolo tratto dal sito http://www.statoquotidiano.it ed in fondo il video di una conferenza stampa del PM Ferraro.


Se poi qualcuno  fa fatica a comprendere come possano succedere certe cose sarebbe il caso di ricordare come il famoso pedofilo di Marcinelle, Marc Dutroux, sia stato protetto niente meno che dal re del Belgio in persona. La testa coronata (Cavaliere di gran croce d'onore e devozione del Sovrano militare ospedaliero ordine di Malta,  più noto come Ordine di Malta) infatti concesse la grazia a due mostri (fu graziata infatti anche la compagna e complice di Dutroux, Michèle Martin) che parteciparono e organizzarono rapimento, tortura, stupro e assassinio di diverse bambine, povere ed innocenti vittime che furono persino filmate nel corso di questo barbaro trattamento (a quanto pare questi snuff-movies rendono parecchio sul mercato).

Le indagini in Belgio stavano per toccare i piani alti della politica e della società, ma poi qualcuno è riuscito dall'alto prima a depistare e poi a bloccare la ricerca della verità. Del resto la verità potrebbe essere molto peggiore di quanto ci si immagina.

Una prova indiretta (ma non troppo) delle trame tessute per depistare le indagini ed imbrogliare i poveri genitori desiderosi di ritrovare i propri figli, è il fatto che di recente  è stato condannato per pedofilia il legale dei genitori di due vittime del mostro di Marcinelle. L'avvocato seguì i genitori delle due sorelline Russo.


Sono vive, Julie e Melissa Russo, quando la polizia perquisisce la vecchia casa dove sono recluse, ma "curiosamente" non le trova, passa a due metri da loro, rinchiuse in una cella ricavata nella cantina. L'avvocato pedofilo che dovrebbe aiutare i genitori a ritrovare le bambini rapite da una banda di pedofili, la polizia che passa accanto alla prigione delle due bambinie ma non le trova (un po' come quando in Italia i poliziotti avevano visitanto il condominio ove era nascosto Aldo Moro ma non lo hanno trovato) ... se pensate che si tratti solo di coincidenze casuali fate voi.



Ferraro sospeso dal CSM: ha denunciato una setta in ambito militare (fonte)

Roma – IL Consiglio Superiore della Magistratura giovedì scorso ha deliberato di collocare in aspettativa per infermità, per quattro mesi, il Pubblico Ministero di Roma Paolo Ferraro. Il provvedimento è stato adottato con una procedura d’urgenza, motivata dalla asserita gravità ed attualità dell’ inidoneità del magistrato «ad adempiere convenientemente ed efficacemente ai doveri del proprio ufficio». Il provvedimento del CSM prende le mosse dalle denunce presentate dal dottor Ferraro circa l’esistenza di «una setta satanica massonica esistente in ambito militare» che, secondo la sua prospettazione, potrebbe avere connessioni anche con i fatti di Ascoli Piceno, concernenti l’assassinio di Melania Rea. Il magistrato ha annunciato che, unitamente ai suoi legali, rivelerà dati, fatti, vicende patite nonché l’anomalia del procedimento cui è sottoposto in una conferenza stampa che si terrà lunedì 20 giugno, alle ore 16,00, presso lo studio dell’avvocato Giorgio Carta a Roma.

Contro detto provvedimento, avente efficacia immediata, i legali del dottor Ferraro, Mauro Cecchetti e Giorgio Carta, hanno annunciato un ricorso al TAR Lazio, che sarà presentato nei primi giorni della prossima settimana. «Il procedimento cautelare seguito dal CSM – riferiscono gli avvocati del magistrato – risulta non solo costellato di violazioni delle garanzie difensive, ma addirittura atipico, perché non previsto da alcuna norma, nonché arbitrario, atteso che non risulta fondato su alcuna perizia medica, se non una risalente al 2008 che, peraltro, attestava l’idoneità allo “svolgimento di attività professionali anche complesse”. Il CSM, poi, ha stranamente ritenuto ininfluenti le numerose perizie mediche di parte del 2011 – attestanti la specifica idoneità ed anzi qualità intellettuale del magistrato – ed ha ignorato una denuncia analitica e argomentata depositata in atti, che evidenzia fatti gravissimi a suo danno patiti dal 2009 in poi. In definitiva, il CSM ha fondato il provvedimento cautelare sulle dichiarazioni di alcuni colleghi della procura di Roma, con i quali il nostro assistito è notoriamente in contrasto proprio per effetto delle sue denunce».





mercoledì 22 giugno 2011

Due video animalisti - Una piccola digressione su alimentazione ed etica e sul negazionismo delle organizzazioni animaliste


Sulla TV animalista sono disponibili due nuovi video, si tratta di due investigazioni compiute dall'associazione inglese VIVA!, doppiate in italiano a cura di AgireOra, associazione che si batte contro la crudeltà nei confronti degli animali, per la diffusione dell'alimentazione vegan. Pur non essendo vegan (abolite le carni ed i latticini, mangio ancora le uova di galline allevate a terra con alimentazione controllata e senza uso di antibiotici) ritengo valida l'informazione su queste tematiche. Mi chiedo però se gli animalisti che spesso mostrano di essere intransigenti si rendono conto che anche i cetrioli soffrono e che le lattughe non sono molto contente di essere mangiate vive. 

Per quanto ritengo etico e salutare evitare sia il consumo di carne che quello dei latticini (vedi il libro Il Mal di Latte - Intolleranze, allergie e malattie da latte e latticini), non possiamo far finta di ignorare che esistono animali carnivori e che anche gli erbivori divorano altri esseri viventi (fanno eccezione i frugivori, che si cibano solo di frutta e ortaggi). Insomma sembra proprio che chi ha "creato" (o rimodellato) il creato abbia fatto di tutto affinché sul pianeta terra la vita fosse indistricabilmente legata alla morte, e che nutrirsi significasse quasi sempre ammazzare.

Le sofferenze di cui si parla in questi due video infatti difficilmente si possono capire se non in un contesto in cui si ipotizzano delle presenze arcontiche che da tempi immemorabili vigilano sulla terra e su di essa esercitano un dominio nell'ombra, esseri non terrestri e/o non umani ai quali la sofferenza umana ed animale (ma anche vegetale) sembra essere immensamente utile, tanto da favorire prima i sacrifici a sfondo religioso, e poi la vivisezione, la psichiatria, la chemioterapia, gli espianti.

Purtroppo il progetto di Agire Ora Network non pare troppo differente da quello dei tanti siti di finto-animalism e finto ambientalismo, che non si curano o peggio negano l'esistenza delle scie chimiche, che diffondono la pericolosa menzogna del riscaldamento globale causato da gas serra (ottimo alibi per giustificare la geoignegneria e discolpare la manipolazione climatica). Tutti questi siti propagandano la soia come sostituto della carne, nonostante sia un cibo ricco di glutammato, quasi sempre contaminato da OGM (solo la varietà di soia detta "fagioli azuchi" sembra siano ancora esenti da contaminazioni) e che in ogni caso andrebbe consumato solo se fermentato

Agire Ora pubblicizza informazioni depistanti sui gas serra
Per quanto possa essere pronto a scommettere sulla sincerità (ed ingenuità) della gran parte degli  attivisti di agire ora, ho qualche dubbio sulle persone che gestiscono il sito ed il progetto, e che si adagiano sul modus operandi dei siti di disinformazione come promiseland, i quali blaterano di "scie di condensa" pur essendo perfettamente a conoscenza della questione delle scie chimiche, e del fatto che anfibi e pipistrelli stanno scomparendo anche a causa di esse, così come le api. Da notare come nei forum e nelle mailing list collegate a queste associazioni di animalismo e di alimentazione vegana non si possa praticamente citare la dannosità della soia o la realtà delle scie chimiche senza litigare con i gestori; provare per credere.

Promiseland ostenta informazioni negazioniste sulle scie chimiche
Ovviamente vorrei sbagliarmi, ma ... se volete provateci anche voi a spiegare queste cose ai gestori del sito agire ora. Per fortuna AgireOra ha recentemente preso le distanze da Promiseland (era ora!); questo perché "L'AZIENDA CHE GESTISCE PROMISELAND E VEGANOKCITA IN GIUDIZIO VOLONTARI ANIMALISTI ACCUSANDO DI "CONCORRENZA" I LORO PROGETTI NON-PROFIT ". 

La vicenda in questione conferma la nostra antipatia per Promiseland e fa comprendere tante cose. Vi consiglio di leggere bene l'articolo.



Ed eccoci ai video:

*Anatre fuori dall'acqua*

Uno sguardo all'orribile realtà degli allevamenti di anatre, da un'investigazione dell'associazione VIVA! nel Regno Unito. Si può guardare il video al link anatre allevamenti. 

Le anatre sono animali acquatici, l'acqua è fondamentale per loro. Ma negli allevamenti intensivi, le anatre non incontrano mai l'acqua, se non per bere, il che è per loro fonte di grande sofferenza e causa di problemi fisici; questo, unito alla costante mancanza di cure, rende l'allevamento di anatre una pratica particolarmente crudele.


Scarica il file del filmato: alta risoluzione o bassa risoluzione



*Il lato oscuro dei latticini*

La realtà della produzione di latte e latticini: mucche sfruttate e poi uccise, vitellini al macello a 6 mesi. Si può guardare il video al link latticini mucche

A volte ci si chiede "Cosa accadrebbe agli animali, se tutti smettessero di consumare latticini?". La domanda corretta è: cosa accade ADESSO agli animali, per permettere alla gente di bere latte e mangiare formaggi? Questa video è la risposta: sofferenza fisica e psicologica per mucche e vitelli, e morte per entrambi, i vitelli a sei mesi, le mucche a 5-6 anni.


Scarica il file del filmato: alta risoluzione o bassa risoluzione



Per chi non avesse ancora avuto occasione di vederlo, ricordiamo il documentario "Facciamo il collegamento" pubblicato poche settimane fa:

*Making the connection - Facciamo il collegamento*

Tutti i motivi per essere vegan raccontati da tante persone che hanno fatto questa scelta: per gli animali, la salute, la cucina, l'ambiente, la società, la forma fisica. Si può guardare il video al link facciamo il collegamento

AgireOra Network

lunedì 20 giugno 2011

Il dottor Karch scopre tracce di DNA del batterio della peste nel famigerato "batterio-killer"

Il 31 maggio del 2011 è comparso sull'edizione inglese del quotidiano tedesco Spiegel un articolo dal titolo The Hunt for the Source of Germany's E. Coli Outbreak ovvero La caccia alla causa dello scoppio dell'epidemia di E. Coli.

Nell'articolo (scritto da Veronika Hackenbroch, Samiha Shafy e Frank Thadeusz) è particolarmente interessante quanto viene riferito sulla struttura genetica di questa nuova variante del batterio E. Coli ribattezzato dai media il batterio killer.

Si legge infatti di Helge Karch, che dirige un laboratorio del policlinico universitario di Monaco, e che ha speso quasi tutta la sua vita compiendo ricerche sui batteri E. Coli che causano queste forme entero-emorragiche e che afferma "Non ho mai incontrato niente di simile".

Dopo avere scoperto che si trattava del rarissimo sierotipo O104:H4, che egli aveva incontrato in tutta la sua vita di medico e di ricercatore solo una volta in trent'anni, e dopo avere verificato che non c'erano nella letteratura scientifica notizie di passate epidemie causate da questo tipo di batterio.

E adesso passiamo alla traduzione letterale delle ultime righe:

Martedì il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung aveva riportato che Karch aveva scoperto che il batterio O104:H4 responsabile dell'attuale epidemia è una così detta chimera che conteine materiale genetico di differenti batteri E. coli. Esso contiene anche sequenze di DNA dal batterio della peste, il che lo rende particolarmente aggressivo. Non c'è rischio tuttavia che esso possa essere portatore di una forma di peste, ha sottolineato Karch in un commento pubblicato su quel giornale.

... per  chi avesse ancora dei dubbi su quanto avevamo riferito poco tempo fa.






Leggi l'articolo alcuni approfondimenti sul batterio killer.

domenica 19 giugno 2011

Nipote di Gandhi confessa quale fosse la vera natura del nonno come marito e padre ben poco esemplare


La famosa rivista il lingua inglese Time ha pubblicato, il 12 aprile 2007, una recensione del libro biografico che il nipote di Gandhi ha dedicato alla figura del nonno. In tale libro, oltre al solito retorico ritratto di Gandhi leader della nonviolenza e apostolo della pace, troviamo la descrizione del vero volto di quest'uomo quale egli lo mostrava in famiglia, lontano dai riflettori e dalla vita  pubblica.

Può davvero essere considerato una "grande anima" ed un apostolo della pace tra i popoli una persona che maltratta la moglie, la tradisce, e poco si cura dei figli?

Leggiamo i passaggi salienti di questo articolo del Time qui sotto tradotto.






Laddove il mondo vede un santo, Rajmohan Gandhi vede un marito crudele ed un padre sostanzialmente assente, che presta poca attenzione all'educazione scolastica dei figli e che si trascina la moglie Kasturba attraverso il continente, noncurante del desiderio di lei di un qualsiasi possesso materiale, e poi aspettandosi che lei accetti il suo cambiamento da marito amoroso a compagno platonico ad apparente adultero.



Gandhi manifestò una personalità magnetica in presenza delle giovani donne, e fu capace di persuadere loro a collaborare a peculiari esperimenti in cui dormivasno e facevano il bagno assieme nudi, senza roccarsi, apparentemente per fortificare la sua castità. (Se davvero questi esperimenti siano sempre stati un successo è il dubbio di ognuno di noi.) Viene anche rivelato che Gandhi iniziò un rapporto romantico con Saraladevi Chaudhurani, mipote del grande poeta Rabindranath Tagore — una rivelazione che ha suscitato molto rumore nella stampa indiana. L'autore ci dice che Gandhi, probabilmente in maniera ben poco ingenua, denominava tale rapporto "un matrimonio spirituale",  "un sodalizio tra due persone di sesso opposto nel quale la relazione fisica è totalmente assente."




Leggi anche:

Il giornale britannico Guardian fa luce sul razzismo di Gandhi nei confronti delle persone di colore 


Gandhi: dietro la maschera della divinità


Perché gli intoccabili odiano Gandhi?

Il giornale britannico Guardian fa luce sul razzismo di Gandhi nei confronti delle persone di colore


Dall'articolo Gandhi branded racist as Johannesburg honours freedom fighter (ovvero Gandhi bollato come razzista mentre Johannesburg onorara il combattente per la libertà) pubblicato sull'edizione on line del quotidiano britannico Guardian del 17 ottobre 2003 e scritto dal corrispondente da Johannesburg Rory Carrol, apprendiamo da fonte ufficiale quanto sia ancora vivo da parte dei neri sudafricani l'astio nei confronti del supposto "apostolo della pace e della noviolenza", il signor Gandhi definito Mahatma (grande anima).

Il titolo appare un poco ambiguo dal momento che pur riferendo dati di fatto non contestati nemmeno dallo stesso giornalista sull'atteggiamento razzista mostrato dall'avvocato Gandhi durante la sua permanenza in Sud Africa, ci si riferisce ad esso come ad un "combattente per la libertà". Quale libertà ci si chiede se poi deve continuare l'oppressione del sistema delle caste indiane (con la riduzione in stato di semi-schiavitù dei Dalit, gli intoccabili) e l'apartheid razzista contro i negri?

Ma veniamo al contenuto dell'articolo in cui si legge che in occasione dell'inaugurazione di una statua dedicata a Gandhi ed alla sua supposta lotta il razzismo ha innescato una serie di malumori perché a dire di alcuni sono state talcune affermazioni razziste attribuite a Gandhi, le quali suggeriscono che egli vedesse i neri come dei pigri selvaggi a malapena umani.
 
Ma ecco la traduzione testuale  dei passaggi più salienti dell'articolo.


I quotidiani continuano a pubblicare lettere da parte di lettori indignati: "Gandhi non amava gli Africani. Per lui gli Africani  non erano meglio degli 'Intoccabili' dell'India" ha detto un corrispondente al quotidiano The Citizen.

Altri sono anche più duri, affermando che l'icona dei diritti civili "odiava" la gente di colore ed ignorava le sofferenze che pativano per mano dei padroni colonialisti mentre perorava la causa degli indiani.

(...) la statua ha suscitato anche amari ricordi relativi ad alcuni scritti di Gandhi. Costretto a condividere una cella con gente di colore egli aveva scritto: "Molti dei prigionieri nativi sono solo di poco differenti dagli animali e spesso si creano risse e combattimenti fra di loro."

E' stato ricordato come abbia affermato, ad un convegno a Bombay nel 1896, che gli Europei volevano degradare gli indiani al livello dei "selvaggi kaffir, la cui occupazione è cacciare e la cui sola ambizione è di mettere assieme un certo numero di bovini per potersi comprare una moglie, e quindi passare la propria vita nudi e indolenti".

Il quotidiano Johannesburg daily This Day ha affermato che GB Singh, l'autore di un libro critico nei confronti di Gandhi, ha vagliato le foto di Gandhi in Sud Africa e non ne ha trovato nemmeno una in cui fosse vino ad un nero.
 
 
(...) Khulekani Ntshangase, portavoce per la lega giovanile dell'African National Congress [il partito di Nelson Mandela - N.d.T.], ha difeso Gandhi, affermando che i critici perdono la visione complessiva del suo immenso contributo alla lotta di liberazione.
I commenti offensivi di Gandhi furono espressi  early in his life whquando era ancora giovane ed influenzato dagli indiani che lavoravano nelle piantagioni di canna da zucchero e che non andavano d'accordo con le persone di colore dell'attuale provincia di KwaZulu-Natal, afferma Mr Ntshangase.

"In seguito egli divenne più illuminato."




Più illuminato ci chiediamo noi? A quanto pare all'inizio illuminato non lo era per niente, e come abbiamo già visto non rinnegò mai l'induismo ed il suo sistema delle caste. E forse non è un caso se anche molti neri sudafricani, così come molti intoccabili, concordano con l'analisi di G.B. Singh, autore del libro Gandhi: dietro la maschera della divinità.

venerdì 17 giugno 2011

Gandhi: dietro la maschera della divinità - Parte 1



Articolo di Baldev Singh

Questa è la recensione del libro: Gandhi: dietro la maschera della divinità scritto dal Colonnello dell'esercito statunitense G.B. Singh.

Va notato che negli anni '80 del secolo scorso la questione degli indipendentisti sikh del Punjab ha pesato non poco nella politica e nella vita indiana. Dopo diversi attentati terroristici, il primo ministro indiano Indira Gandhi, usò la legislazione d'emergenza ed il pungo di ferro per stroncare la ribellione, attribuendo alle forze di polizia poteri straordinari. Il 2 giugno 1984, il Tempio d'Oro di Amritsar, il centro della resistenza sikh, viene occupato dall'esercito indiano nel corso di un'operazione in cui vengono uccisi centinaia di sikh. La vendetta non si farà attendere ed il 31 ottobre Indira Gandhi verrà uccisa da un membro sikh della sua guardia del corpo. Gli inevitabili tumulti che seguirono l'assassinio del primo ministro induista portarono al linciaggio di massa di almeno mille sikh  [fonte].

Qualcuno potrebbe quindi pensare che l'opera di G.B Singh possa essere stata infuenzata da questi rancori, sebbene a me non sembra; in ogni caso conviene concentrarsi sui dati riportati distinguendoli da eventuali interpretazioni soggettive. E' da segnalare il fatto che i Dalit, ovvero la casta degli intoccabili o paria della società indù, riportano integralmente questo articolo nei loro siti  ed è da precisare il fatto che l'ex primo ministro Indira Gandhi non aveva assolutamente alcun legame di parentela con il "Mohatma".

Il colonnello Singh, autore del libro "Gandhi: dietro la maschera della divinità"



Gandhi: dietro la maschera della divinità
G. B. Singh ha fatto a pezzi il mito di Gandhi myth — apostolo della pace, emancipatore degli intoccabili e liberatore dell'India dal dominio britannico con mezzi pacifici  — pubblicando il suo lavoro Gandhi: Gandhi: dietro la maschera della divinità.

G. B. Singh ha studiato Gandhi per oltre venti anni raccogliendo i discorsi, gli scritti ed altri documenti del “mahatma”, che i sostenitori di Gandhi hanno tralasciato intenzionalmente per creare un messia del ventesimo secolo fondendo le figure di Gesù Cristo e Vishnu. Gli oppressori – i sostenitori del colonialismo, della schiavitù, del razzismo e delle discriminazioni di casta – hanno imposto alle vittime la propria versione della storia attraverso la manipolaizone, l'inganno e l'ipocrisia .

Per esempio c'è un museo dell'olocausto a Washington D.C. in memoria dei sei milioni di Ebrei che furono vittime delle atrocità naziste [chi conosce un po' meglio la storia sa che la storia è un po' differente, e che il numero delle vittime ebraiche delle violenze naziste è stato esagerato per giustificare il sionismo, ovvero la creazione artificiale dello Stato di Israele N.d.T]. Musei come questo, che mantengono viva la memoria, sono encomiabili e tali musei dovrebbero essere costruiti per ricordare alla gente gli efferati crimini perpetuati dai nazisti contro gli Ebrei. Ma perché a Washington non c'è nessun museo che ricorda il genocidio degli indiani d'America o la schiavitù [dei neri]? Ci vuole coraggio morale per guardare in faccia la realtà! Per scansare l'obbligo di intervenire nel Ruanda, le potenze occidentali Western guidate dal Presidente Clinton fecero pressioni sul consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché l'assassinio di dei Tutsi non venisse dichiarato un genocidio.

Un prete cristiano bianco diede inizio al mito di Gandhi myth nel Sud Africa.  Il Reverendo Joseph J. Doke, un inistro Battista, fu il primo a scrivere la biografia di M. K. Gandhi , seguito da altri prelati e scrittori europei ed americani clergymen. John H. Holmes, un pastore unitariano di New York, nei suoi scritti e nei suoi sermoni attribuva a Gandhi titoli quali Gandhi il Cristo Moderno, Mahatma Gandhi il più grande uomo nato dopo Gesù Cristo, Mahatma Ji Reincarnazione di Cristo e Gandhi di fronte a Pilato. Romain Rolland, un francese vincitore del premio Nobel per la letteratura, guardò a Gandhi non solo come un santo indù, ma anche come un novello Cristo. Egli scrisse una nuova biografia di Gandhi in francese. La traduzione inglese di questo libro si apre con le parole: Egli é l'illuminato, Creatore di tutto, Mahatma.

Impressionata dalla pomposa propaganda su Gandhi in Occidente, la macchina della propaganda indù  iniziò a  sout sfornare una gran quantità di letteratura per elevare Gandhi allo status di una divinità indù del ventesimo secolo – “Rama, la settima reincarnazione di Vishnu” proclamò Krishnalal Shridharni. Ritratti di Gandhi lo raffigurarono come un avatar indù ed un santo cristiano. Il governo indiano, sotto il Primo Ministro Indira Gandhi, finanzò per un terzo del costo di produzione il film Gandhi affinché Gandhi venisse rappresentato come “un assoluto pacifista.”

Il clero cristiano aveva altre motivazioni per iniziare a costruire il mito di Gandhi. Elevando  Gandhi al rango di messia del ventesimo secolo e poi convertirlo al cristianesimo avrebbe spalancato le porte all'evangelizzazione delle masse induiste. Forse i cristiani non si sono resi ben conto che Gandhi li aveva ingannati con le sue ipocrite affermazioni sul cristianesimo ? Che egli era un fervente induista, un sincero credente e difensore dell'ordine delle caste, l'essenza dell'induismo?

Gli apologeti di Gandhi hanno perpetrato un grosso inganno affermando il satyagrah di Gandhi in Sud Africa fu attuato per difendere i diritti delle popolazioni native. Niente potrebbe essere più lontano dalla realtà. Come mai avrebbe potuto Gandhi, un convinto sostenitore del sistema delle caste, preoccuparsi del benessere dei neri africani che egli considerava essere più in basso degli intoccabili dell'India, appena un gradino al di sopra degli animali?

Il satyagrah di Gandhi fu messo in opera per ottenere un migliore trattamento per gli Indiani che lavoravano in Sud Africa perché essi, secondo Gandhi, erano trattati alla stessa stregua dei selvaggi kaffir (i neri nativi). Durante la sua permanenza di venti anni in Sud Africa, Gandhi non ebbe nessun contatto sociale coi kaffir, dal momento che non ravvisò esservi niente in comune con loro nella vita quotidiana. Egli ebbe orrore quando si ritrovò  nella stessa prigione coi “nativi”. Non gli piaceva vestire abiti con su impressa la “N” di nativi. Gandhi non ebbe alcuna simpatia per il cibo dei nativi né gli piaceva dividere con loro i bagni. Fu questa esperienza in prigione che fece venire alla luce il suo razzismo: 

I prigionieri Kaffir e Cinesi sono selvaggi, assassini e dediti a condotte immorali. di regola i Kaffir non sono civilizzati – i prigionieri peggio ancora. Sono fastidiosi, molto sporchi e vivono quasi come gli animali.”




Articolo correlato: Perché gli intoccabili odiano Gandhi?

mercoledì 15 giugno 2011

Svelato il mistero - La finta opposizione al sistema di Adam Kadmon e della trasmissione Mistero

Avevo espresso in un precedente articolo le mie perpelssità sulla  trasmissione di Mistero, in una puntata della quale è stata mandata in onda una mia intervista. Quando ho acconsentito a partecipare a quella puntata ero ben cosciente che da una trasmissione che va in onda su uno dei canali più seguiti in Italia c'è da aspettarsi di tutto. 

Il dubbio che qualcuno potesse utilizzare quel servizio sulle scie chimiche per scopi  manipolatoriera più che legittimo. Quando poi ho visto come in quella trasmissione hanno tagliato tutte le parti più salienti della mia intervista i miei legittimi dubbi si sono concretizzati. Tagliando molte delle parti più efficaci sulle prove delle scie chimiche, si è lasciato l'argomento "avvolto nel mistero", piuttosto che farlo apparire come una fondata verità scientifica e storica.

Le successive puntate di Mistero hanno visto mostrato un continuo declino rendendomi convinto che la finalità di quella trasmissione sia da sempre stata quella di portare le persone che pur si accorgono di scie chimiche, NWO ed altre orrende cospirazioni a seguire dei Guru ben poco attendibili, ed a far cadere molte persone nelle braccia di astuti manipolatori.

In molte di queste puntate si sono visti dei video di un certo Adam Kadmon, personaggio che all'inizio faceva anche denunce condivisibili ma sul quale ho sempre avuto dei sospetti: un personaggio che partecipa ad una trasmissione di una TV tra le più seguite della nazione che afferma di non potere mostrare il proprio volto per paura di ritorsioni? Come se fosse davvero possibile farsi intervistare dalla TV del presidente del consiglio e mantenere l'anonimato! Se aggiungiamo la retorica un po' banale in stile New Age presente sul suo sito probabilmente il quadro è ben delineato.

Solo illazioni dirà forse qualcuno a questo punto, ma il signor Kadmon (o chi per lui) ha di recente gettato via la maschera ed ha iniziato a fare propaganda per lo stesso sistema che fino a poco prima faceva finta di denunciare.

Pensate che costui ha addirittura affermato che il famigerato "batterio killer" sarebbe stato diffuso dai terroristi musulmani per vendicare la morte di Osama Bin Laden. Come se non bastasse questa entità ha affermato che dietro le scie ci sarebbero velivoli alieni che si camuffano per mezzo di ologrammi, guarda caso la tesi portata avanti di recente da Tom Bosco.

Condiviso quindi quanto scritto sul sito tankerenemy nell'articolo Dov'è andato Adam?

La censura conosce due forme estreme: la cancellazione di ogni contenuto sgradito al sistema; la pubblicazione di certi contenuti sgraditi al sistema, ma astutamente manipolati. Delle due forme, la seconda è più pericolosa.

Ultimamente sono stati realizzati, a nome di Adam Kadmon, due filmati di obliqua disinformazione. Nel primo si descrivono le attività di aerosol clandestine come dovute a sonde (le sfere) che, stando a quanto dichiarato, creerebbero ologrammi con l’aspetto di aerei. Tuttavia gli aerei olografici, per quanto ci consta, non decollano né hanno incidenti. Non è forse un caso se questa stessa bislacca ipotesi è stata ventilata da Tom Bosco e dal suo mentore, Andrea Rampado di "Nexus", rivista indipendente solo all’apparenza.

Nell'ultimo video, in riferimento al "batterio killer" Escherichia.coli, Adam Kadmon si spinge oltre, affermando, verso la fine del documento, che il microorganismo potrebbe essere stato creato in laboratorio dai cosiddetti jidahisti. Secondo lui, o secondo chi manovra Adam Kadmon, il microorganismo sarebbe stato diffuso dai terroristi musulmani per vendicare la morte di Osama Bin Laden (sic). L’autore deplora che il governo statunitense non abbia mantenuto il riserbo sull’uccisione di Bin Laden, esponendo così l’Occidente alla ritorsione di Al Qaeda (leggi Al C.I.A.da).

A conferma delle nostre legittime perplessità, sollevate dai recenti exploits di Adam Kadmon (o da coloro che sono, magari, subentrati a lui), si aggiungono altri fattori importanti.

- Adam, o chi per lui, non ha accettato due nostri commenti, anzi ha rimosso il primo, dopo una prima sua "improvvida" pubblicazione.

- “La sentinella dell’informazione” ora, quando inserisce i suoi interventi, non scrive più, esprimendosi in prima persona singolare, ma con il “noi”: "Noi abbiamo...", "Ci siamo...", "Intendiamo ricordare..." etc.

L'ultimo nostro commento che è stato censurato è il seguente:

“Sono allibito: che cosa c'entrano i cosiddetti "terroristi islamici" con il batterio killer? Solo nei laboratori militari di Stati Uniti, Russia, Canada, Cina etc. hanno il know how, le risorse e le tecnologie per creare batteri modificati geneticamente”.

Le ipotesi quindi sono due.

1) Adam Kadmon ha pazientemente tessuto la sua tela per acquisire via via visibilità e credito, per poi iniziare a disinformare, intrecciando mezze verità a menzogne ufficiali. E’ solo l’ultimo caso di una lunga serie.

2) Adam Kadmon è stato sostituito.

Propendiamo per la prima ipotesi.

La parabola di Adam Kadmon è molto istruttiva: da voce fuori dal coro a falso divulgatore di segreti. Il tutto è avvenuto sotto l’egida di una rete televisiva appartenente al sistema, che già nelle ultime puntate di "Mistero" (si pensi all'imbiguo servizio sul Morbo di Morgellons), aveva manifestato chiari segnali di deriva. (...)


NOTA: Il video sul batterio killer è sul sito ufficiale della trasmissione “Mistero” (Mediaset) ed è stato realizzato dallo stesso studio di produzione, Quadrio TV, che ha creato i servizi mandati in onda da Italia 1. Ciò presuppone una precisa regia.


martedì 14 giugno 2011

Perché gli intoccabili odiano Gandhi?

Articolo di Thomas C. Mountain (l'editore dell'Ambedkar Journal) tratto e tradotto da Countercurrents.org

In India, considerata la più grande democrazia, del mondo, la leadership del movimento in rapida crescita dei Dalit non ha niente di buono da dire a riguardo di Mohandas K. Gandhi. Ad essere onesti Gandhi è attualmente uno dei più odiati leader indiani fra quelli che la leadership dei Dalit (o "intoccabili") considera nemici della propria casta.

Molti si sono chiesti come io possa osare fare simili affermazioni.

In risposta io chiedo alle persone che non sono indiane di cercare di tenere in mente il mio ruolo di messaggero in tale questione. Io sono l'editore dell'Ambedkar Journal, fondato nel 1996, che è stata la prima pubblicazione su internet ad occuparsi della questione dal punto di vista dei Dalit. Il mio co-editore è M. Gopinath, che è stato tra l'altro Editore del quotidiano Dalit Voice ed ha poi fondato il Times of Bahujan, quotidiano nazionale del Partito Bahujan Samaj, il partito dei Dalit indiani, il più giovane partito indiano ed il terzo per importanza. Il presidente dell'Ambedkar Journal al tempo in cui fu fondato era il Dr. Velu Annamalai, il primo Dalit nella storia ad ottenere una laurea in ingegneria. (...)  La leadership dei Dalit con la quale lavoro ha ricevuto diverse decine di milioni di voti alle ultime elezioni in India. Ma adesso, torniamo alla questione che riguarda 850 milioni di persone, perché i Dalit odiano M.K. Gandhi?

Per iniziare, Gandhi era un membro della cosiddetta "casta alta". Le caste alte rappresentano una piccola minoranza in India, circa il 10-15% della popolazione, e tuttavia dominano la società indiana in una maniera molto simile a quella in cui i bianchi governavano il Sud Africa durante il periodo in cui era ufficialmente in corso l'Apartheid. I Dalit spesso usano la locuzione "Apartheid in India" quando parlano dei propri problemi.

La costituzione indiana fu scritta da uno dei principali critici ed oppositori politici di Gandhi, il Dr. Ambedkar, dal quale prende nome il nostro giornale, e che fu il primo Dalit nella storia a ricevere un'istruzione (se non hai mai sentito parlare del Dr. Ambedkar ti pregherei di avere la mente aperta a quanto sto dicendo, perché è un po' come parlare della fondazione degli Stati Uniti e non avere mai sentito nominare Thomas Jefferson).

La maggior parte dei lettori sono familiari col grande sciopero della fame di Gandhi contro il cosiddetto Patto di Poona nel 1933. Quello contro cui protestava Gandhi, rischiando persino la morte, era l'inclusione nella bozza della Costituzione Indiana, proposta dai britannici, di una norma che riservava ai Dalit il diritto i eleggere i propri rappresentanti. Il Dr. Ambedkar, con la sua laurea in legge ottenuta a Cambridge, era stato scelto dai britannici per scrivere la nuova costituzione indiana. Avendo passato la sua vita a combattere la discriminazione basata sulle caste, il Dr. Ambedkar era giunto alla conclusione che l'unica maniera in cui i Dalit avrebbero potuto migliorare la propria vita era quella di avere il diritto esclusivo di votare per i propri rappresentanti, ovvero che una parte dei seggi al parlamento fosse riservata ai Dalit e che solo i Dalit potessero votore per questi seggi riservati.

Gandhi era determinato ad impedire che ciò avvenisse e fece uno sciopero della fame per cambiare questo articolo nella bozza della costituzione. Dopo diverse rivolte nelle quali decine di migliaia di Dalit furono massacrati, e con un rapido aumento di tali violenze previsto nel caso in cui Gandhi fosse morto, il Dr. Ambedkar si decise, con Gandhi sul letto di morte, a rinunciare al diritto dei Dalit di eleggersi da soli i propri rappresentanti, e Gandhi pose fine al suo sciopero della fame. In seguito, sul proprio letto di morte, il Dr. Ambedkar avrebbe detto che quello era stato il più grande errore della sua vita, che se avesse potuto tornare indietro avrebbe rifiutato di rinunciare alla norma che garantiva la rappresentanza dei Dalit, pure se ciò avesse dovuto significare la morte di Gandhi.

Come la storia ci ha mostrato, la vita della stragrande maggioranza dei Dalit in India è cambiata poco dalla conquista dell'indipendenza indiana più di 50 anni fa. Le leggi scritte nella Costituzione indiana dal Dr. Ambedkar, molte delle quali modellate sulle leggi introdotte negli ex stati schiavisti americani della Confederazione durante la ricostruzione seguita alla guerra civile (scoppiata per salvaguardare la liberazione dalla schiavitù dei negri americani), non sono mai state applicate dal sistema giudiziario e dal parlamento. Una piccola frazione delle quote ovvero dei posti di lavoro riservati ai Dalits nell'istruzione e nel governo sono stati occupati. I Dalit sono ancora discriminati sotto tutti gli aspetti nei 650.000 villaggi dell'India nonostante l'esistenza di leggi specifiche che mettono al bando tali comportamenti. I Dalit sono le vittime di embarghi economici, della negazione dei basilari dirtti umani come quello di avere accesso all'acqua potabile, di utilizzare strutture pubbliche, di avere accesso all'istruzione, e persino di entrare nei templi Indù.

Ancor oggi, la maggior parte degli Indiani, e tra questi anche la maggioranza dei Dalit, crede che i Dalit stiano scontando una punizione comminata da Dio per i propri peccati commessi in una vita precedente. Secondo i dettami dell'induismo  l'unica speranza di un Dalits è quella di essere un bravo servo delle classi per potere poi dopo la morte rinascere incarnandosi in un membro di alta casta. Questa credenza è denominata varna in sanscrito, il linguaggio degli ariani orginari che imposero l'induismo in India circa 3.500 anni fa. Cosa interessante, la parola "varna" si traduce letteralmente dal sanscrito con la parola "colore".

Questa è una delle regole d'oro della liberazione dei Dalit, che varna significa colore, che l'Induismo è una forma di oppressione  razzista e che, come tale, è l'equivalente dell'Apartheid in India. I Dalit sentono che se avessero avuto il diritto di eleggere i propri rappresentanti sarebbero stati capaci di inziare a sfidare la dominazione delle alte caste nella società indiana ed avrebbero inziato a percorrere il lungo cammino verso la libertà. Essi danno la colpa a Gandhi ed al suo sciopero della fame intrapreso per impedire tutto ciò. Ecco spiegato nella maniera più succinta possibile, perché gli attuali leader Dalit dell'India odiano M.K. Gandhi.

Questa è, ovviamente, una eccessiva semplificazione. I problemi sociali dell'India rimangono i più drammatici del mondo e pochi paragrafi non sono sufficienti a spiegare la questione in maniera soddisfacente. Il mondo dei Dalit ed il movimento di un popolo maltrattato e tiranneggiato, gli "intoccabili" dell'India, sta appena iniziando ad essere conosciuto alla maggior parte della gente che nel mondo si preoccupa dei diritti umani. Dal momento che i Dalit si organizzano da soli ed iniziano a sfidare in India le regole basate sulle caste, è doveroso per  tutte le persone di buona coscienza iniziare a scoprire quello per cui stanno lottando i Dalit e la loro leadership. Un buon punto per iniziare è quello di M.K. Gandhi e del motivo per cui egli è così odiato dai Dalit in India.

Thomas C. Mountain è l'editore dell'Ambedkar Journal che si occupa dei Dalit dell'India ed è stato fondato nel 1996. I suoi articoli sono comparsi nelle testate Dalit di tutta l'India, incluso il Dalit Voice ed il Times of Bahujan così come sulle prime pagine della stampa indiana mainstream, di proprietà delle alte classi. Egli raccomanda la visione del premiato film "Bandit Queen" come il miglior esempio della vita delle donne e dei Dalit nei villaggi indiani, che è la storia Phoolan Devi, una persona brutalmente assassinata, del cui comitato di difesa internazionale Thomas C. Mountain è  stato un membro fondatore. Può essere contattato all'indirizzo di mail tmountain(at)hawaii.rr.com.


Leggi anche Gandhi unmasked (in inglese)

Alcuni dubbi sull'opera di Gandhi